Il gruppo Volkswagen sta avviando un disperato piano di ristrutturazione interna. Entro il 2030 è prevista la chiusura di almeno quattro stabilimenti in Germania con il taglio di 100.000 posti di lavoro, tra qui oltre 5000 dirigenti.
A trascinare VW sull'orlo del burrone, è l'eccessiva frammentazione della gamma.
Oltre a Volkswagen, il gruppo comprende Audi, SEAT, Cupra, Škoda, Bentley, Lamborghini e Porsche. Per i veicoli commerciali, Volkswagen Veicoli Commerciali, Traton e Scania. Per le moto, ovviamente Ducati.
Il listino totale delle sole automobili supera i 150 modelli, in un labirinto di componenti e ricambi, da impazzire. Per questo, dopo il riassetto, la casa dovrebbe produrre al massimo un cen
tinaio di modelli.
Volkswagen però non è solo un costruttore di auto. È il maggiore datore di lavoro della Germania ed il simbolo stesso dell'industria tedesca. La sua crisi è un terremoto politico - economico, causato dall'eco - estremismo della UE, pilotato dalla stessa Germania ed a cui gli altri stati non hanno avuto le palle di opporsi.
L'agenda per il passaggio alla mobilità green era una follia sin dall'inizio, ma nella loro storia, i tedeschi sono sempre stati convinti che "volere è potere".
Carlos Tavarez di Stellantis ha detto da subito che l'auto elettrica europea, sarebbe costata troppo per gli europei. Volkswagen invece, ci si è buttata con furore germanico ed il risultato è che le pochissime auto elettriche in circolazione sono cinesi, qualche Tesla e le Leap Motor. che grazie agli incentivi costavano meno di 5000€.
Cosa succederà alla Ducati? Per fortuna è un pesce piccolissimo all'interno della galassia VW, mentre da al gruppo un prestigio enorme. Chiuderla o venderla non sarebbe di nessun aiuto.
Riguardo alla moto elettrica, a Borgo Panigale ormai menano il can per l'aia da anni. Solo i tedeschi non hanno capito che per ora, Ducati, l'elettrica non la vuole fare.
La tecnologia non è matura, il pubblico nemmeno ed il fiasco della Ferrari Luce, ha raffreddato ancora di più le intenzioni, di chi stava decidendo se buttarsi o no.
Il rischio vero è che la contrazione di VW si porti appresso anche l'indotto. Una marea di aziende in crisi e centinaia di migliaia di posti di lavoro saltati in aria.
Lo scenario ideale per una crisi economica che farebbe comodo solo ai cinesi per saltarci addosso.

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