PONTEDERA (Pisa) "Motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato, con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica". Dentro a questa fredda descrizione trascritta nel brevetto depositato a Firenze il 23 aprile del 1946, c’era un’intuizione geniale dell’ingegner Corradino D’Ascanio, che tra mille difficoltà, vinse la scommessa e rilanciò la Piaggio, la fabbrica di Pontedera semi distrutta dalle bombe delle Seconda guerra mondiale.
Nacque così, 80 anni fa, la Vespa, il mito a due ruote che non ha più smesso si crescere, di attraversare mode, di conquistare Paesi e generazioni. Ora Pontedera gli rende omaggio con una festa che è iniziata ieri l’altro in centro città con l’inaugurazione di installazioni luminose, ed è entrata nel suo vivo proprio ieri, il giorno del suo compleanno. Cuore pulsante dell’evento il Museo Piaggio dove tra quelle mura sono comparse le prime lamiere dalla bizzarra forma che ormai tutto il mondo conosce.
"In 80 anni la Vespa è diventata molto più di un semplice mezzo di trasporto. È diventata simbolo capace di unire generazioni e culture diverse e può dirsi a ragione una delle grandi eccellenze dell’industria e del genio toscano. Con quasi 20 milioni di esemplari prodotti e diffusi nei cinque continenti, la Vespa della Piaggio, dal Dopoguerra ad oggi, ha rivoluzionato il modo di muoversi, portando praticità ed eleganza sulle strade di tutto il mondo".
Così ha commentato il presidente della Toscana, Eugenio Giani, che ha reso omaggio alla Vespa mostrandosi ieri sul piazzale del Museo Piaggio in sella a una nuova Vespa. E il governatore ha voluto ricordare una figura storia per la fabbrica, Giovannino Agnelli: "Una persona straordinaria che ha segnato la Vespa. Lo conobbi e ricordo che nel 1994 prensentò a Firenze lo Zip bimodale, lui già in quell’anno riuscì a capire che l’elettrico sarebbe stato il futuro".
"Il brevetto – rievoca Giani – fu depositato da Enrico Piaggio, che voleva mettere a disposizione degli italiani che uscivano dalla guerra un mezzo economico, agile ed accessibile a tutti". Tale brevetto dette il via alla produzione della Vespa 98, il primo modello uscito dagli stabilimenti di Pontedera ufficialmente presentato alla Fiera di Milano nel settembre del 1946. Modello che ieri ha fatto bella mostra di sè tra le centinaia di sue sorelle conservate nel Museo di viale Rinaldo Piaggio dove si sono dati appuntamento centinaia di persone, tra cui molte autorità per un gioioso brindisi e per intonare “auguri“. Un compleanno vero e proprio voluto da una città che ha legato per sempre il suo nome a quello della due ruote.
Pontedera celebrererà la sua creatura per tutta la primavera e l’estate. Ma idealmente passerà il testimone al grande raduno romano in programma a giugno: i Vespa world days 2026. Un evento che porterà nella capitale migliaia di vespisti da tutto il mondo. Il miglior modo per festeggiare un compleanno speciale. E questa straordinaria storia continua.
notizia da: lanazione.it



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