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  • in brasile credo se lo sognino
    Vola in alto Edo, per sempre nel cuore
    “Diobò ragazzi, dateci gas!”

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    • Originally posted by manzac View Post
      in brasile credo se lo sognino
      Eh mi sa che al momento gli sta esplodendo sulle mani un'altra bomba...

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      • In Ferrari a fine 2019 era tutto fatto per Wolff-Hamilton. Il maxi rinnovo di Leclerc ha fatto però capire a Lewis che in Ferrari si puntava forte sul monegasco. Motivo per cui è saltato tutto.
        A quel punto in Ferrari hanno puntato su Ricciardo. Sembrava davvero fatta, stava praticamente firmando quando pure lui ha rifiutato per lo stesso motivo di Hamilton: con un team tutto per Leclerc, sarebbero stati anni amari. Nel frattempo era stato proposto Alonso, ma anche lì nisba. Probabile che gli anni di dichiarazioni al veleno sulla Rossa gli abbiano precluso il ritorno a Maranello, anche se per Nando si sta aprendo un nuovo ritorno in una squadra di F1.
        Solo a quel punto Binotto e soci hanno puntato su Sainz. Il rinnovo di Vettel non è mai stato una reale opzione, perché alle condizioni proposte a lui(le stesse date a Ricciardo e Hamilton), ovvero di "pari condizioni" con il monegasco, non erano gradite.
        Ecco così Sainz in Ferrari. Sainz è anche un affare per la F1: a Liberty serviva salvare il pubblico spagnolo. Uno spagnolo su una vettura competitiva era ciò che serviva, magari unito a un Alonso di nuovo in circolazione...
        PS pare che a Maranello abbiano sistemato la macchina. Si parte dietro. Ma occhio.

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        • Originally posted by Pheel View Post
          In Ferrari a fine 2019 era tutto fatto per Wolff-Hamilton. Il maxi rinnovo di Leclerc ha fatto però capire a Lewis che in Ferrari si puntava forte sul monegasco. Motivo per cui è saltato tutto.
          A quel punto in Ferrari hanno puntato su Ricciardo. Sembrava davvero fatta, stava praticamente firmando quando pure lui ha rifiutato per lo stesso motivo di Hamilton: con un team tutto per Leclerc, sarebbero stati anni amari. Nel frattempo era stato proposto Alonso, ma anche lì nisba. Probabile che gli anni di dichiarazioni al veleno sulla Rossa gli abbiano precluso il ritorno a Maranello, anche se per Nando si sta aprendo un nuovo ritorno in una squadra di F1.
          Solo a quel punto Binotto e soci hanno puntato su Sainz. Il rinnovo di Vettel non è mai stato una reale opzione, perché alle condizioni proposte a lui(le stesse date a Ricciardo e Hamilton), ovvero di "pari condizioni" con il monegasco, non erano gradite.
          Ecco così Sainz in Ferrari. Sainz è anche un affare per la F1: a Liberty serviva salvare il pubblico spagnolo. Uno spagnolo su una vettura competitiva era ciò che serviva, magari unito a un Alonso di nuovo in circolazione...
          PS pare che a Maranello abbiano sistemato la macchina. Si parte dietro. Ma occhio.
          Eh però ricciardo a che può puntare.. non era meglio andare in ferrari e SAI MAI?

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          • Originally posted by mito22 View Post

            Eh però ricciardo a che può puntare.. non era meglio andare in ferrari e SAI MAI?
            Ricciardo già ai tempi della RB ha dovuto ingoiarsi la sua m...a, per me preferiva puntare a correre come prima guida in un team emergente ma comunque con buone chances di crescita che fare il secondo di Leclerc

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            • Non capisco il discorso prima guida/seconda guida, se uno è forte è forte, fai qualche pole ed eccoti in posizione di forza per i contratti successivi (vedi Leclerc anno scorso).
              ps: Come hanno fatto a Maranello a sistemare la macchina che non si poteva girare?

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              • "Certo, un pilota tedesco in una macchina tedesca è una bella storia di marketing...". Parole di Toto Wolff, team principal della Mercedes, in merito al futuro di Sebastian Vettel che lascerà alla Ferrari a fine stagione. "Sebastian è davvero bravo e può decidere da solo se vuole lasciare o unirsi a un altro team. E ci sono ancora alcuni posti interessanti dove poter andare", ha spiegato in un'intervista all'emittente austriaca 'Orf'.



                Sia Lewis Hamilton che Valtteri Bottas sono in scadenza di contratto nel 2020. "Stiamo valutando su quello che faremo con George Russell. E poi - ha ammesso - c'è la variante Vettel. Ma questo non è in cima all'agenda al momento. Vogliamo concentrarci prima sulla nostra squadra".
                Con gli annunci degli arrivi di Carlos Sainz alla Ferrari e di Daniel Ricciardo alla McLaren sono stati indubbiamente giorni caldi per il mercato piloti. Squadre che hanno scelto di fare subito chiarezza, ma Wolff dubita di tale strategia: "E' una situazione po' difficile da gestire se hai un pilota la prossima stagione, mentre l'anno prossimo sarà in una squadra rivale".
                da sportmediaset

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                • Originally posted by teox View Post
                  Non capisco il discorso prima guida/seconda guida, se uno è forte è forte, fai qualche pole ed eccoti in posizione di forza per i contratti successivi (vedi Leclerc anno scorso).
                  ps: Come hanno fatto a Maranello a sistemare la macchina che non si poteva girare?
                  Simulatore, lavori sui setting, nuove componenti.
                  Sulla questione prima guida, mi pare chiaro che a Maranello non abbiano più voglia di avere due piloti alla pari.

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                  • Originally posted by Pheel View Post
                    Simulatore, lavori sui setting, nuove componenti.
                    Sulla questione prima guida, mi pare chiaro che a Maranello non abbiano più voglia di avere due piloti alla pari.
                    Infatti.... o cmq. non due che si sentano prime donne... cmq. se calcolate che LeClerc su youtube o in giro ha dopo suo nome e cognome IL PREDESTINATO...

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                    • Effetto domino in Formula 1 in vista del 2021. Il mancato rinnovo contrattuale di Vettel con la Ferrari ha portato all'ingaggio di Sainz, con Ricciardo che si sposterà in McLaren liberando un posto alla Renault. Che potrebbe essere riempito da Fernando Alonso, pronto a tornare nel Circus dopo due stagioni di assenza. Difficile farlo ad alti livelli? I precedenti, da Niki Lauda a Michael Schumacher, non mancano. E qualcuno ha fatto anche sfracelli.






                      Amatissimo dalla maggior parte, contestato da qualcuno: così si possono riassumere gli anni in Ferrari di Fernando Alonso, l'ultimo grande nemico di Michael Schumacher prima dell'addio del Kaiser al Cavallino, il vero grande rivale di Sebastian Vettel negli anni in cui quest'ultimo imperversava in Red Bull. E la grande speranza del popolo rosso, che palpitò con lui fino alle ultime curve dei campionati 2010 e 2012, persi entrambi allo sprint. Ma resta il fatto che il pilota asturiano nell'immaginario collettivo è indissolubilmente legato alla Renault, cui rimase legato dall'anno del debutto (2001, quando stupì al volante della Minardi) fino al 2009, con l'intermezzo McLaren del 2007. E ora in ottica 2021 proprio dalla Renault potrebbe ripartire, sfruttando lo smottamento generato dal mancato rinnovo con la Ferrari dell'antico rivale Vettel, con conseguente passaggio a Maranello di Carlos Sainz e di Daniel Ricciardo alla McLaren. Rendendo vuoto quel sedile della Renault che potrebbe scatenare il grande ritorno.

                      Fernando Alonso in Renault, di nuovo, per la terza volta. Stavolta, però, dopo due stagioni di temporaneo addio al Circus. Senza però aver perso lo smalto o la voglia di vincere (lo dimostrano i due successi di fila alla 24 Ore di Le Mans). Nel 2021 avrà quarant'anni? Fernando non si lascia spaventare: "Kimi ha un anno e mezzo più di me, e guida ancora".

                      Già, Kimi Raikkonen: proprio lui rappresenta un precedente che può dare un'idea a Fernando di ciò che troverebbe nel 2020. Il finlandese lasciò la Ferrari e la Formula 1 nel 2009, al termine di una stagione balorda che gli fece passare la voglia di guidare negli autodromi di tutto il mondo per spostarsi sugli sterrati. L'avventura nel campionato del mondo rally durò però appena due anni (2010 e 2011), prima del grande ritorno in Lotus. Due anni di stop, gli stessi di Alonso, e una stagione di altissimo livello: sette podi, una vittoria (Abu Dhabi), il leggendario "Leave me alone" via radio, e il terzo posto nella classifica di fine stagione. Le basi per la sua seconda vita sportiva in Ferrari, poi proseguita con l'Alfa Romeo a partire dal 2019.

                      Meno bene è andata invece a un collega che per Alonso è soprattutto un amico, Robert Kubica. La parabola del polacco è stata però ben più accidentata: costretto ad allontanarsi dalla Formula 1 non per scelta o mancanza di alternative, ma per un terribile incidente nel pieno della sua carriera, nel febbraio 2011. Il fatidico rally di Andora, oltre a fargli quasi perdere l'uso della mano, gli negò un passaggio in Ferrari già praticamente segnato per il 2012. Il suo sudatissimo ritorno si concretizzò nel 2019, dopo otto stagioni d'assenza. Kubica si ritrovò però al volante di una Williams in colossali difficoltà, togliendosi quantomeno la soddisfazione di raccogliere l'ultimissimo punticino della sua carriera a Hockenheim.

                      l caso però sicuramente più famoso degli ultimi anni è quello di Michael Schumacher, che disse addio nel 2006 dopo aver perso la sua ultima battaglia iridata con Alonso e cedette il sedile della Ferrari a Raikkonen (corsi e ricorsi storici). Dopo il falso allarme del 2009, quando fu indicato come possibile sostituto di Felipe Massa costretto allo stop dopo un pauroso incidente in Ungheria, il Kaiser salì
                      a bordo della neonata Mercedes l'anno successivo, raggiungendo Nico Rosberg e vincendo un ballottaggio solo formale con Nick Heidfeld. Un ritorno difficile, con prestazioni quasi sempre inferiori rispetto al compagno di scuderia, ma con la grandissima soddisfazione del terzo podio a Valencia nel 2012. Schumacher sul podio insieme al vincitore Alonso e a Raikkonen, per un terzetto da libro Cuore per chi ama il Cavallino.

                      Riavvolgendo le lancette dell'orologio, altri campionissimi che si sono presi anni sabbatici non mancano. Uno fu Mika Hakkinen, il cui ritiro del 2001 divenne però poi definitivo. Si presero una stagione di stop, invece, due dei principali rivali di Ayrton Senna. Il primo fu Alain Prost, che dopo il tumultuoso addio alla Ferrari a fine 1991 preferì non correre nel 1992 piuttosto che trascorrere un campionato di totale transizione in Ligier: nel 1993 ottenne quindi il sedile della Williams dominando il campionato. L'anno prima lo stesso volante era di Nigel Mansell, campione del mondo che mal digerì l'ingaggio di un collega con cui i rapporti erano stati accidentatissimi ai tempi della Ferrari. Il 'Leone' inglese trascorse quindi il 1993 in Champ Car, vincendo il campionato statunitense, per poi rientrare part-time in Williams nel 1994. Canto del cigno il 1995, con un rapporto con la McLaren naufragato quasi immediatamente.

                      A tutt'oggi, però, il ritorno di maggiore successo era e rimane quello di Niki Lauda. Talento assoluto e un carattere non certo facile, l'austriaco abbandonò la Ferrari sbattendo la porta a fine 1977, portandosi in Brabham quel numero 1 che si era guadagnato vincendo il titolo. Dopo un primo anno di altissimo livello, il 1979 fu caratterizzato da tantissimi problemi, tanto da convincere Lauda a dire basta per concentrarsi sugli affari e sullo sviluppo della propria compagnia aerea. Il richiamo dei motori però è troppo forte per un campione, e anche nel caso di Lauda il ritiro durò il tempo di due stagioni: il 1980 e il 1981. Già nel 1982 gli fu infatti affidato il volante della McLaren, con cui vinse il suo terzo e ultimo mondiale nel 1984.

                      Un due volte campione del mondo che torna dopo due anni di stop: una situazione identica a quella che affronterebbe Alonso nel 2021. Con la speranza, forse, di ripercorrere i passi del grande Niki Lauda.
                      da sportmediset

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                      • Inizia ad essere una presenza piuttosto ingombrante, quella di Sebastian Vettel sulla scena di un mercato piloti inziato con un anticipo senza precedenti. Il tedesco deve ancora affrontare la sua ultima stagione al volante della Ferrari ma da quando è stata annuciata la separazione dala Rossa alla fine del 2020, il suo nome è stato più volte accostato alla Mercedes. Toto Wolff però non ha alcuna fretta di approfondire.





                        Tra i protagonisti più loquaci di questa Formula Uno Uno 2020 ancora da avviare, un posto di primo piano spetta sicuramente a Toto Wolff che, da una settimana a questa parte, sollecitato a più riprese dai media, non si fa pregare per dire la sua sui primi movimenti del mercato piloti 2021, lanciando freciattine a chi si è già mosso per il prossimo futuro, ad iniziare dalla Ferrarai che ha già annunciato il divorzio da Sebastian Vettel e si prepara ad accogliere Carlos Sainz Jr, quando il fantomatico Mondiale 2020, in un modo o nell'altro, avrà fatto il proprio corso. Il Team Principal delle Frecce d'Argento si è già espresso sulla scarsa opportunità di anticipare così tanto le scelte per il futuro, per poi ritrovarsi a collaborare con un pilota destinato ad andarsene a breve, quindi con motivazioni per forza di cose ridotte ma al tempo stesso coinvolto (ed aggiornato) su strategie e segreti tecnici di una squadra destinato ad abbandonare in tempi brevi. Dall'alto della posizione dominante della Mercedes, il top manager austriaco può permettersi di ritardare ancora il tempo delle scelte, nonostante i contratti dei suoi attuali piloti scadano alla fine dell'anno in corso. Wolff non ha mancato di ventilare la suggestione di un pilota tedesco a volante di una macchina tedesca, riferendosi all'ipotesi di un futuro di Vettel sulla Mercedes, circoscrivendone però i contorni alla "marketing story". Nulla di sostanziale, insomma. Sull'argomento Vettel, Wolff è tornato ancora con queste parole:

                        "Lo conosco come persona, e' molto semplice e rappresenta valori simili a quelli che ho. Come atleta, e' un quattro volte campione del mondo, quindi non e' necessario discuterne le prestazioni, ma siamo fedeli ai nostri attuali piloti e non vogliamo iniziare i colloqui in un momento in cui la stagione non e' nemmeno iniziata".





                        Nessun interesse concreto insomma oppure ... una strategia ben precisa e ... a lunga scadenza. Difficile però ipotizzare che l'attuale ferrarista possa puntare a sostituire Bottas nel caso Lewis Hamiton continui a calarsi nell'abitacolo della Mercedes anche il prossimo anno. Il cinque volte iridato non ha mai nascosto di aver trovato nel finlandese il compagno di squadra ideale (...) e difficilmente accetterebbe di dividere il box con un top driver come Vettel, anche se al momento in fase calante. Molto più probabile che, in caso di rinuncia a Bottas, Wolff scelga di affiancare ad Hamilton un prodotto del vivaio Mecedes come George Russell, al momento (anzi già dalla scorsa stagione) alla prese con un duro apprendistato alla Williams.
                        da sportmediaset

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                        • Carlos Sainz senior è stato ospite di 'Casa Sky Sport'. Il due volte campione del mondo di rally e tre volte vincitore della Dakar, ha parlato del futuro in Ferrari del figlio, da poco approdato a Maranello al posto di Sebastian Vettel. "Sono felice per lui, sono molto orgoglioso - ha detto -. Ha lavorato sodo per arrivare in Ferrari e l'ho visto molto contento della sua scelta. E' una cosa speciale indossare la tuta della Rossa e lo dirà quando sarà il momento. L'ho visto davvero felice, spero che possa esprimere presto i suoi sentimenti". L'approdo di Sainz jr. in Ferrari è l'apice della famiglia: "Sono stato tanti anni nel Mondiale rally, ne ho vinti due e sono davvero orgoglioso di quanto fatto. In un momento così delicato, aver avuto una notizia così bella come quella del suo passaggio in Ferrari è stato fantastico. Ora si dovrà concentrare sul prossimo anno e poi penserà alla Ferrari".

                          Sainz: "Carlos sorprenderà i tifosi della Ferrari"


                          Sainz è molto orgoglioso di aver rappresentato la Spagna: "Sono felice di aver aperto una pista per il motorsport in Spagna. Dopo di me c'è stato Alonso, ma ai miei tempi non era molto seguito il rally. Noi cerchiamo di spingerlo, ora è il momento di Carlos. Forse io l'ho aperto per i rally, anche se Alonso l'ha fatto in Formula 1. La mia carriera è stata fantastica, mio figlio ha preferito restare in F1 e ora continua così. Per me è stato il coronamento di un sogno, mi sono divertito molto sia nei rally che nella Dakar". Sainz ammette che è difficile conciliare lavoro e famiglia: "E' complicato, ma il lavoro paga sempre. A volte è difficile rialzarsi, ma bisogna farlo. Sono stato un papà abbastanza severo, soprattutto quando era più giovane e bisognava bilanciare studio e gare. Venivamo in Italia per gareggiare, ma non volevo perdesse gli anni a scuola. C'era molta competizione, ma sono stato felice di averlo spinto a continuare la scuola. Mi ricordo la prima volta di Carlitos su un kart, l'ho avvisato che sarebbe stato difficile anche per il nome che portava. Da lì è cominciato tutto". Sainz viene interpellato da Fabio Capello, ex tecnico del Real Madrid, di cui Carlos è grande tifoso: "Ho capito presto che mio figlio aveva un grande talento, io l'ho solo aiutato per arrivare. A volte chiamarsi Sainz aiuta, ma altre volte no. Sono sicuro che sorprenderà anche i tifosi della Ferrari". Sainz, che indica Raul come giocatore preferito nella storia del Real, è stato un buon giocatore di calcio: "Ho fatto un provino quando ero ragazzo, mi divertivo a giocare anche le partite di Montecarlo".



                          Sainz: "Leclerc? E' un pilota eccezionale"

                          Sainz ha avuto una rivalità interna con il giovane Oriol, così come il figlio Carlos troverà Leclerc: "Abbiamo iniziato con la stessa casa ed entrambi volevamo andare in Lancia e lui c'è riuscito. A Sanremo dimostrai alla Lancia che avevano sbagliato pilota e fu una giornata fantastica, nonostante una nebbia incredibile. Ho vinto quella gara e dietro di me c'erano 6-7 Lancia. Da quel giorno andai alla Toyota. Leclerc? Uno dei migliori piloti del circus, ma si vedeva già da tempo che è un pilota eccezionale. Personalmente non lo conosco molto bene, ma in pista va molto veloce, è un grande pilota". Nelle ultime ore Alonso è stato accostato nuovamente alla Formula 1: "Fernando ha il diritto di decidere, se vuole tornare in Renault sarò molto felice. Come amico e come tifoso rispetterò ogni sua decisione". Da qualche anno, Carlos junior si è staccato dal mondo Red Bull: "Sicuramente gli deve tanto, li rispetta tanto, ma non possiamo prevedere il futuro e con Verstappen-Ricciardo in squadra le porte erano chiuse. Dopo 3 anni in Toro Rosso abbiamo deciso di staccarci. Sono sicuro che Carlos junior coglierà al volo la grande opportunità in Ferrari". Sainz junior è stato protagonista di alcuni rally con il papà: "Ha cominciato a guidare sulla terra e penso lo abbia aiutato. Ha un buon feeling sul bagnato ed è bravo sullo sterrato. Ha capito la sensazione della derapata, si è sensibilizzato"
                          da sky sport

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                          • Dopo il divorzio dalla Ferrari, Sebastian Vettel è il pezzo pregiato per la stagione 2021. Bernie Ecclestone, ex patron della F1 e amico del pilota tedesco, non nasconde il sogno di vederlo al volante della Mercedes. "Vettel e Hamilton vanno d'accordo facilmente. Non vedo problemi di ego. Due piloti così eccezionali formerebbero sicuramente un super team - ha detto alla tv tedesca Rtl -. E so che Vettel amerebbe sfidare Lewis alla pari".



                            Un loro duello con le stesse potenzialità sarebbe anche un bene per tutto il movimento secondo l'89enne presidente onorario della Formula Uno. "Vorrei vedere Sebastian su una Mercedes. Sarebbe positivo per la Formula 1 nel suo complesso se potesse competere contro Lewis Hamilton lì. Sarebbe favoloso per gli spettatori".

                            Chi non pare troppo convinto di quella che per ora è solo una grande suggestione è il team principal della Mercedes, Toto Wolff. Sia Hamilton che Bottas vanno in scadenza di contratto a fine 2020 e, nel caso di cambio, l’idea dell’austriaco è quella di promuovere George Russell proprio a partire dal 2021, dando spazio e chance a un ragazzo del vivaio anglo-tedesco.
                            da sportmediaset​

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                            • Il Mondiale 2020 deve ancora iniziare e tutti gli occhi sono puntati su ciò che accadrà nella stagione 2021, quando le 'formazioni' delle scuderie verranno ridisegnate a partire dagli annunci di addii e di 'acquisti' che si sono alternati in questi giorni. E chi potrebbe tornare su una monoposto di Formula Uno potrebbe essere Fernando Alonso. A credere a questa ipotesi è Flavio Briatore, che con Alonso alla guida della Renault vinse due volte il mondiale nelle stagioni 2005 e 2006: "Fernando è motivato, un anno fuori dalla F1 gli ha fatto bene, si è disintossicato, lo vedo più sereno ed è pronto a tornare", ha spiegato alla Gazzetta dello Sport. E lo spagnolo potrebbe rientrare proprio con la Renault che a fine anno perderà Daniel Ricciardo. "Stiamo osservando quello che succede, non dimentichiamoci che c'è ancora un campionato da correre. Almeno speriamo che si possa. Giusto fermarsi, ma adesso bisogna riprendere: i medici hanno imparato a conoscere il virus. E anche in caso di contagio, bisognerebbe andare avanti lo stesso", dice Briatore.

                              Briatore che è rimasto spiazzato dalle tempistiche che hanno portato al divorzio tra Vettel e la Ferrari: "Mi ha stupito un po' la tempistica della decisione della Ferrari, c’è ancora il 2020 da correre e qui parliamo già del 2021. Sulla Mercedes non credo salirà, vale lo stesso discorso della Ferrari. Hanno Hamilton che si trova a meraviglia con Bottas, avrebbe senso cambiare?". E allora ecco che potrebbe presentarsi per la Renault l'occasione di mettere insieme una coppia d'assi: "E' presto, vediamo come va questo mondiale".
                              da sky sport

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                              • La Formula Uno definisce il proprio assetto a medio e lungo termine con l'approvazione (all'unanimità) del Budget Cap per il quinquennio 2021-2015 da parte del Consiglio Mondiale della FIA. Il focus resta sulla difficoltà nella definizione del calendario di questa stagione. Il conto alla rovescia indica ormai poco più di un mese al via in Austria e sta finalmente prendendo forma lo scenario dei Gran Premi estivi che culmineranno nel GP d'Italia.






                                Otto Gran Premi in poco più di due mesi: luglio, agosto e l'inizio di settembre. Il piano per dare il via al Mondiale di Formula Uno è parecchio ambizioso: da Spielberg a Monza per esaurire la stagione europea e poi spostarsi in Asia, nelle Americhe e negli Emirati Arabi. Confermato il via con i due GP back-to-back in Austria, mentre slittano alle prime due domeniche di agosto il Gran Premio d'Inghilterra e la sua "replica". Il presidente di UK Motorsport David Richards ha annunciato la ripresa delle attività dai primi di luglio ma la quarantena bisettimanale che entrerà in vigore dalla seconda settimana di giugno ha convinto gli organizzatori di Silverstone (che hanno riscosso il sostegno del Primo Ministro Boris Johnson) a posticipare gli eventi da domenica 26 luglio e domenica 2 agosto ... allo stesso 2 agosto ed alla domenica seguente, il 9. Questo consentirà di avere più tempo nel caso in cui i provvedimenti restrittivi dovessero essere allentati alla prima verifica, prevista per la fine di giugno. Tra Spielberg e Silverstone però il Mondiale farà una tappa intermedia (e singola) all'Hungaroring, domenica 19 luglio. Hockenheim invece rimane in stand-by nel caso non fosse possibile correre in Inghilterra. Quindi un avvio di Mondiale dal sapore "austroungarico" e praticamente senza respiro. Agosto sarà un mese ugualmente frenetico perchè, dopo le due gare di Silverstone, Barcellona è pronta per dare vita ad un Gran Premio "torrido" nel weekend di Ferragosto (sabato 15 e domenica 16). Il calendario ritroverà poi un pò di "normalità" con i Gran Premi del Belgio e d'Italia, al momento collocati nelle loro tradizionali date di fine agosto e inizio settembre (domenica 30 per Spa-Francorchamps e domenica 6 settembre per Monza.








                                Cancellato e rinviato al 2021 invece il Gran Premio d'Olanda a Zandvoort, anch'esso in passato a lungo in calendario nel finale di agosto e che quest'anno avrebbe dovuto fare il proprio ritorno in calendario (la prima domenica di maggio) dopo 35 anni di assenza (ultimo vincitore Niki Lauda con la McLaren-TAG Porsche il 25 agosto 1985), Così uno degli organizzatori, l'ex pilota di F.1 Jan Lammers: "Insieme alla FIA abbiamo concluso che non sarebbe stato conveniente organizzare il GP a porte chiuse. Inoltre vogliamo celebrare il ritorno del Mondiale in Olanda alla presenza degli appassionati olandesi, ai quali chiediamo di pazientare ancora. Ho atteso questo momento per 35 anni, posso attendere altri dodici mesi"







                                E se l'approvazione della ... Fase Uno del Mondiale (quella europea) è dietro l'angolo e dovrebbe avvenire all'inizio della prossima settimana, è stato finalmente ratificato dal Consiglio Mondiale FIA il Budget Cap per i prossismi cinque anni, che prevede un limite al tetto di spesa (per una stagione di 21 gare) di 145 milioni di dollari per il 2021, 140 per il 2022 e 135 per il triennio 2023-2025. Diverse le novità a livello di regolamento tecnico che includono per il 202o limitazioni agli aggiornamenti della power unit e, per il prossimo anno, aumento di massa minimo a 749 chilogrammi, modifiche al rivestimento in pianta e semplificazione della zona del fondo davanti alle ruote posteriori al fine di moderare l’aumento della deportanza tra il 2020 e il 2021. Per il prossimo anno "congelamento" di diverse componenti. Dell’elenco fanno parte il telaio, il cambio, una serie di componenti meccanici e strutture di impatto.

                                Molto importanti ed attuali, per finire, le modifiche regolamentari dettate dell'emergenza sanitaria globale, con la distinzione tra eventi aperti al pubblico ed eventi a porte chiuse. In occasione di questi ultimi, ogni squadra potrà portare in pista uno staff di ottanta persone come numero massimo, solo sessanta delle quali però autorizzate a lavorare sulle monoposto.
                                da sportmediaset

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