Ricordate il Jova Beach Party del 2022? Una serie di concerti tenuti in varie spiagge italiane in cui ci fu addirittura l'avallo del WWF, il cui presidente sostenne che questo tour avrebbe avuto "il minor impatto possibile e comunque gestibile rispetto ad ogni singola località".

Furono tuttavia tantissime le polemiche, partendo dagli effetti deleteri che avrebbe avuto sul fratino, fragile uccello costiero, fino agli impatti potenziali sull'intero sistema dunale. Purtroppo ci fu tanto greenwashing, con i concerti che si proponevano anche di sensibilizzare su tematiche legate all'inquinamento da plastica, tanto che addirittura alcuni divulgatori intervennero in favore della sostenibilità del tour.
Personalmente mi sono sempre schierato contro queste scelte, scrivendo anche una lettera aperta allo stesso Jovanotti che so per certo gli venne recapitata. Come risposta, sui social ricevetti un'infinità di "lasciaci divertire, non succede nulla alle spiagge per qualche ora di concerto".
Bene, è notizia di questi giorni che per la data di Barletta ci sono alcuni indagati per reati di inquinamento ambientale colposo, abusivismo edilizio in zona protetta e falso ideologico a carico del progettista delle opere. L’ipotesi accusatoria riguarda in particolare il rilascio del permesso edilizio e l’assenza di prescrizioni ambientali più stringenti.
Secondo l'accusa sarebbero stati alterati 16000 metri quadrati di arenile in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, danneggiando le dune costiere ed eliminando la delicata vegetazione spontanea, di conseguenza alterando i fragili habitat in cui vivono alcune specie protette.
In seguito ad accertamenti tecnici sembra siano stati movimentati circa 7700 metri cubi di sabbia per una profondità di circa mezzo metro, alterando forse irrimediabilmente ambienti così delicati e protetti, in cui di norma sarebbe vietato anche solo calpestarli.
Vediamo come andranno a finire le indagini, ma se i reati verranno confermati, sarà l'ennesima conferma di come troppo spesso trattiamo con superficialità problematiche ambientali potenzialmente devastanti.
da facebook

Furono tuttavia tantissime le polemiche, partendo dagli effetti deleteri che avrebbe avuto sul fratino, fragile uccello costiero, fino agli impatti potenziali sull'intero sistema dunale. Purtroppo ci fu tanto greenwashing, con i concerti che si proponevano anche di sensibilizzare su tematiche legate all'inquinamento da plastica, tanto che addirittura alcuni divulgatori intervennero in favore della sostenibilità del tour.
Personalmente mi sono sempre schierato contro queste scelte, scrivendo anche una lettera aperta allo stesso Jovanotti che so per certo gli venne recapitata. Come risposta, sui social ricevetti un'infinità di "lasciaci divertire, non succede nulla alle spiagge per qualche ora di concerto".
Bene, è notizia di questi giorni che per la data di Barletta ci sono alcuni indagati per reati di inquinamento ambientale colposo, abusivismo edilizio in zona protetta e falso ideologico a carico del progettista delle opere. L’ipotesi accusatoria riguarda in particolare il rilascio del permesso edilizio e l’assenza di prescrizioni ambientali più stringenti.
Secondo l'accusa sarebbero stati alterati 16000 metri quadrati di arenile in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, danneggiando le dune costiere ed eliminando la delicata vegetazione spontanea, di conseguenza alterando i fragili habitat in cui vivono alcune specie protette.
In seguito ad accertamenti tecnici sembra siano stati movimentati circa 7700 metri cubi di sabbia per una profondità di circa mezzo metro, alterando forse irrimediabilmente ambienti così delicati e protetti, in cui di norma sarebbe vietato anche solo calpestarli.
Vediamo come andranno a finire le indagini, ma se i reati verranno confermati, sarà l'ennesima conferma di come troppo spesso trattiamo con superficialità problematiche ambientali potenzialmente devastanti.
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