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Il Topic ufficiale del Calcio II CAPITOLO

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  • Originally posted by Fghil
    Vabbè a questo punto non mi resta che riderci sopra,almeno prima ti potevi far fregare e ad avevi qualche alibì....


    Estate 1980, la Pistoiese è appena stata promossa in Serie A, l'obiettivo è la salvezza e per centrarlo occorre pescare un attaccante giovane da far esplodere e possibilmente rivendere per creare una squadra da salvezza. L'allenatore in seconda della Pistoiese tale Malavasi viene spedito in Brasile per trattare Palinho centravanti del Palmeiras. Malavasi non riuscì a ingaggiare Palinho ma in occasione di un amichevole tra Ponte Preta e Commercial mette gli occhi su un giovane 20enne tale Luis Silvio Daunello che aveva segnato la doppietta che aveva fatto vincere quella partita al Ponte Preta. Inizia cosi una trattativa che vedrà l'approdo del giovane attaccante brasiliano in Italia per la modica cifra di 170 milioni di lire. Durante il primo allenamento avviene un dialogo che è una cosa del genere:

    Allenatore: Luis, tu sei una punta giusto?
    Luis: si io ponta

    la prima partita Duanello viene schierato centravanti e la sua prestazione è a dir poco imbarazzante, cosi le successive, al punto che finisce prima in panchina, poi in tribuna e poi smette di presentarsi agli allenamenti e fa perdere le sue tracce a stagione inoltrata.

    Qui finisce la realtà è inizia la leggenda, c'è chi dice sostiene che Danuello non fosse un vero calciatore, altri sostengono che abbia lasciato il calcio e aperto una pizzeria altri ancora giurano di averlo visto vendere gelati fuori dallo stadio non molto tempo dopo, altri ancora asseriscono di averlo beccato in alcuni film porno brasiliani di seconda categoria.. Addirittura girava una storia secondo cui il Ponte Preta avesse organizzato quell'amichevole apposta per far apparire come fenomeno quel ragazzo e truffare cosi Malavasi e la dirigenza della Pistoiese. Queste però sono solo leggende, la realtà è che Luis Silvio Danuello è semplicemente tornato in Brasile.

    Ah piccolo particolare, in portoghese "ponta" significa "ala". Esatto, in realtà Danuello era un esterno destro ma nessuno lo sapeva

    La Pistoiese poi non riusci a salvarsi e torno in Serie B dopo una sola e unica stagione in Serie A, a questa vicenda si ispira il cult del cinema italiano l'Allenatore nel Pallone
    che poi 170 milioni nell 1980 non erano manco pochi....
    La notte non dura mai abbastanza..........

    FOTO CIV 2014 VALLELUNGA
    https://www.daidegasforum.com/forum/f...round-3-a.html

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    • Alla fine Dzeko è rimasto alla Roma, ora sarebbe molto interessante vedere Icardi al Napoli.
      La notte non dura mai abbastanza..........

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      • Originally posted by Fghil

        Purtroppo cancellano tutto,grande Edin
        Infatti mi risultava una notifica ma poi non ho trovato il post.....
        Onestamente sono stato molto contento per il suo rinnovo, anche perché lo considero un giocatore unico nel suo genere, però devo dire che mi ha preoccupato tutta la questione. Spero vivamente che sia rimasto perché convinto a pieno del progetto.
        Ora ci manca solo un centrale di livello per essere a posto. Si parla molto di Rugani, ma non credo sia il profilo giusto.
        La notte non dura mai abbastanza..........

        FOTO CIV 2014 VALLELUNGA
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        • Originally posted by Fghil

          Ma prendelo Danielino che vi porta in dote anche la Michela......

          Perotti Zaniolo Under dietro a Dzeko non hanno nulla da invidiare agli altri reparti offensivi della serie A.
          Lo penso anche io, il precampionato è stato molto buono. Non so dove ci porterà però sicuramente c'è della qualità. Tutto sta a capire le altre come renderanno. Dietro Napoli, Juve e Inter c'è un bel mucchio di squadre attrezzate e anche le piccole sono messe bene.
          La notte non dura mai abbastanza..........

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          • Originally posted by Fghil

            sono d'accordo,vorrei fare il pronostico ma purtroppo i barbari cancellano a piacere.
            Ripeto,Sconcerti ha detto che se la Lazio non vende Milinkovic e Correa fa i gol che deve fare (non si capisce quanti debbano essere) è avanti a Inter e Napoli e insidierà la Juve per il titolo.
            Stamattina Inzaghino è furioso perchè domenica a Genova gioca con la squadra dell'anno scorso......
            il mentore Sconcerti.....
            Sconcerti dice un sacco di cagate, ma non so perché è considerato un maestro. Non l'ho mai capita sta cosa.
            La notte non dura mai abbastanza..........

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            • Ribery ha deciso di chiudere la carriera in Italia e la sua prima dichiarazione è stata: “vorrei regalare alla Fiorentina la salvezza matematica con grande anticipo rispetto all’anno scorso!”

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              • Messaggio per la moderazione: c’e Un motivo per il quale cancellare alcuni messaggi???

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                • Ale ‘
                  subito 4 belle PERE A DOMICILIO
                  Tutti siamo stati giovani e un po' pirla
                  ma non credere che
                  rimanendo pirla, rimani anche giovane
                  Saluti a Kallio

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                  • Bona la prima.
                    Avanti così SS LAZIO 1900.

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                    • Originally posted by Nico1 View Post
                      Ale ‘
                      subito 4 belle PERE A DOMICILIO
                      non si vinceva a firenze da tempo immemore e invece....poi quest'anno dopo aver visto il tuffo di mertens mi sa che è l'anno buono
                      Se tre semafori verdi di fila sono il momento clou della tua serata, è tanto che non ti diverti.

                      “Io amo Napoli. E’ la città meno americanizzata d’Italia anzi d’Europa. Una volta a Roma, mentre passeggiavo, qualcuno alle mie spalle disse:”Ammazza le rughe, come s’è invecchiato!”, invece a Napoli uno mi si avvicinò così:” Marcellì, ce simmo fatt’ viecchiarell,eh? ‘o volite nu cafe?” :che garbo, che gentilezza d’animo…Napoli va presa come una città unica,molto intelligente: Napoli è troppo speciale quindi non la possono capire tutti.”
                      Marcello Mastroianni

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                      • Originally posted by jakal View Post

                        non si vinceva a firenze da tempo immemore e invece....poi quest'anno dopo aver visto il tuffo di mertens mi sa che è l'anno buono
                        Tuffo a parte... ma in difesa non dovevate spaccare?

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                        • Originally posted by smuggiano View Post

                          Tuffo a parte... ma in difesa non dovevate spaccare?
                          si sulla carta si....però tieni in considerazione che koulibaly è rientrato da solo 9 giorni direi che per un minimo di affiatamento ci vuole ancora un pò di tempo...ha giocato mario rui titolare invece di ghulam, seecondo me ancora dobbiamo vedere la difesa titolare all'opera nel senso proprio di meccanismi di gioco, dopodichè ne riparliamo
                          Se tre semafori verdi di fila sono il momento clou della tua serata, è tanto che non ti diverti.

                          “Io amo Napoli. E’ la città meno americanizzata d’Italia anzi d’Europa. Una volta a Roma, mentre passeggiavo, qualcuno alle mie spalle disse:”Ammazza le rughe, come s’è invecchiato!”, invece a Napoli uno mi si avvicinò così:” Marcellì, ce simmo fatt’ viecchiarell,eh? ‘o volite nu cafe?” :che garbo, che gentilezza d’animo…Napoli va presa come una città unica,molto intelligente: Napoli è troppo speciale quindi non la possono capire tutti.”
                          Marcello Mastroianni

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                          • Arbitri e Var, anno nuovo vecchi errori: l’uso della tecnologia è sempre discrezionale, le regole sono pure peggiorate

                            FATTO FOOTBALL CLUB - Se pensavate che il calcio italiano potesse migliorare e diventare più trasparente, sbagliavate. Ma si badi bene: il problema è internazionale, come il regolamento, e per una volta i nostri arbitri non sono responsabili (anche se la loro idiosincrasia per il Var resta sconcertante)

                            Un’estate per riflettere e rasserenare gli animi, perfezionare l’utilizzo del Var, affinare la comunicazione fra il direttore di gara e gli assistenti, spazzare via le ultime remore sul ricorso alla tecnologia, fare chiarezza su alcuni punti del regolamento. Illusi: se pensavate che il calcio italiano potesse migliorare e diventare più trasparente, sbagliavate. La Serie A non cambia, al massimo peggiora. La stagione 2019/2020 ricomincia e riparte esattamente da dove aveva lasciato: errori incomprensibili, caos regolamentare, polemiche.


                            Sabato sera il big match fra Fiorentina e Napoli è stato non deciso (dopo l’episodio ci sono stati altri 4 gol) ma comunque condizionato dal tragicomico rigore fischiato a favore di Mertens, inciampato (ma nemmeno, in realtà si è proprio tuffato) su un malcapitato giocatore viola fermo a terra in area di rigore. Qualsiasi replay avrebbe chiarito subito che non c’era alcun fallo, ma il direttore di gara Massa non è andato a rivederlo allo schermo e dalla sala Var gli hanno inspiegabilmente confermato il fischio. Siamo di fronte al solito discorso dell’arbitro presuntuoso, che guarda alla tecnologia come a una minaccia del suo potere assoluto e preferisce sbagliare piuttosto che ammettere di aver sbagliato. Niente di nuovo: la classe arbitrale continua la sua personalissima battagliacontro la moviola in campo.

                            Il problema vero è che i padroni del pallone invece che intervenire su questo punto dirimente, hanno ben pensato di cambiare altre regole, per dare nuove interpretazioni dei casi su cui il Var è chiamato (quando va bene) a decidere. È quello che è successo per i falli di mano, su cui l’Ifab (l’organismo internazionale della Fifa) ha fornito una nuova versione del regolamento. L’abbiamo visto bene nel weekend, su due campi differenti. A Firenze Zielinski, che in un contrasto in area si ritrova il pallone incastrato fra petto ed avambraccio, a Cagliari Cerri che addirittura viene colpito dalla palla di spalle mentre ricade da un salto. Due episodi simili, due rigori semplicemente assurdi per chi ha giocato un minimo a calcio nella sua vita. Eppure ineccepibili, regolamento alla mano. Mentre a Udine un altro tocco simile di Samir è stato giudicato diversamente, con più buon sensoma forse in maniera errata stando alle norme.



                            Il nuovo protocollo, infatti, non punisce più solo l’intenzionalità del movimento, ma il movimento stesso: basta che la mano o il braccio siano in posizione tale da “aumentare lo spazio occupato dal corpo” perché ci sia una sanzione. La Fifa voleva semplificare la casistica ma se possibile ha peggiorato la situazione: così diventano rigori anche dei tocchi assolutamente involontari, fortuiti e ininfluenti per le sorti di un’azione. Per altro, da quando è entrato in funzione il Var, questo tipo di falli aveva già conosciuto un aumento esponenziale, visto che il tocco con la mano è uno degli episodi più facilmente e oggettivamente riscontrabili di fronte al video. I fischi si erano già moltiplicati, adesso che è stato dato mandato agli arbitri di sanzionare praticamente ogni episodio, dobbiamo aspettarci una caterva di rigori.


                            Fonte ilfattoquotidiano.it

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                            • Serie A, la bolla delle plusvalenze: 2,7 miliardi in 5 anni, è record in Europa. Ma quante sono vere?

                              Sono raddoppiate nel 2016 e continuano a crescere: è allarme per tutto il sistema. Viaggio tra virtuosismi e abusi. Roma e Juventus regine del trading con 331 e 327 milioni, l’Inter sistema i conti con i giovani

                              Nell’accezione più nobile sono il frutto di una brillante semina del talento. In quella più bieca lo strumento per truccare i conti. Le plusvalenze, cioè il guadagno dalla vendita dei calciatori, presentano tante sfumature e sono, in fondo, trasversali: grandi e piccole, ricche e povere, non possono farne a meno. In Italia ancor più che altrove. Lo dicono i numeri dell’inchiesta della Gazzetta, che ha spulciato i bilanci dei club del massimo campionato fotografando l’ultimo quinquennio. Tra il 2013-14 e il 2017-18 le società di Serie A hanno accumulato 2.673 milioni di euro di plusvalenze da cessione giocatori. Nella sola ultima stagione questa voce, che dovrebbe rappresentare una componente straordinaria del reddito a differenza dei diritti tv, del botteghino e degli sponsor, ha rappresentato un quarto delle entrate della A. Non v’è dubbio: è in atto in Italia un uso abnorme e malsano di questa leva bilancistica. La riprova sta nel confronto con le grandi leghe europee. Nel quinquennio esaminato solo la Premier League ha registrato lo stesso livello di plusvalenze (2.686 milioni) ma con un giro d’affari quasi triplo della A; nettamente indietro la Bundesliga (2.161 milioni) e la Liga (1.815).


                              CHE BALZO

                              Il fenomeno è tornato prepotentemente alla ribalta, dopo la bolla a cavallo degli anni Novanta e Duemila che portò il Governo a varare nel 2002 il decreto “spalma ammortamenti”, consentendo la svalutazione dei calciatori in 10 anni. Il rischio di ricadere nell’antico vizio è alto, perché l’aumento del valore contabile dei giocatori, quando non è sostenuto da ragioni tecniche ma dalla necessità di creare artificialmente delle plusvalenze, finisce per ingrossare i costi sino a renderli insostenibili. La Serie A ha conosciuto di recente un balzo delle plusvalenze, quasi raddoppiate nel 2016-17 rispetto all’anno precedente superando quota 700 milioni. E se in quell’esercizio l’exploit era parzialmente giustificato dalle vendite-record di Pogba (96,5 milioni di guadagno per la Juve) e Higuain (86 per il Napoli), nel 2017-18 la voce è ulteriormente cresciuta senza grandi crack (il picco i 39,1 milioni della Fiorentina per Bernardeschi) fino a toccare i 738 milioni. Insomma, l’abuso di plusvalenze si è fatto sistema.

                              QUI TUTTI I DATI

                              NORME E STORTURE

                              In quest’arco di tempo sono cambiate le regole del mercato e i dirigenti si sono adeguati prontamente. La Figc ha abolito le comproprietà, estinte nel 2015, ma i club hanno continuato a scambiarsi giocatori come figurine dai valori arbitrari. Basti pensare al procedimento contro Chievo e Cesena, finito con un buffetto. Nel frattempo è stata importata dalla Spagna la recompra: in teoria consentiva, col passaggio di un calciatore dalla società x alla società y e il successivo diritto di riacquisto a una cifra prestabilita da parte della società x, di fare una scommessa sulla crescita di quel calciatore; in pratica rischiava di essere uno stratagemma per far realizzare una plusvalenza alla società x e, in un secondo momento, alla società y. La Figc ha imposto una stretta: le plusvalenze (o minusvalenze) potranno essere registrate soltanto al momento dell’esercizio o della rinuncia del diritto al riacquisto, possibili solo nel primo giorno della sessione di mercato estiva della seconda stagione successiva alla cessione definitiva.


                              IL CASH DOV’È?

                              Resta il nodo degli scambi con iper-valutazioni senza un reale passaggio di denaro, peraltro favoriti dalla stanza di compensazione della Lega che da un lato fa da garante alle compravendite tra società di A ma dall’altro minimizza il passaggio di denaro. Il presidente federale Gravina, in primavera, ha lanciato un avviso ai naviganti: “Tutti gli scambi senza finanza andranno segnalati alla procura e alle società di revisione”. Quando è una semplice operazione contabile senza cash, la plusvalenza abbellisce il conto economico del club, magari evitando ricapitalizzazioni, ma non migliora lo stato di salute finanziaria, come dimostra l’avanzata inesorabile dei debiti in Serie A (vicini ai 2,2 miliardi, al netto dei crediti). Quando è reale, certamente rappresenta il frutto della valorizzazione degli asset, a patto di non considerarla una fonte di entrata strutturale e irrinunciabile perché il mercato, si sa, ha mille variabili.

                              LE BIG

                              Tra il 2013 e il 2018 le regine delle plusvalenze sono state la Roma e la Juventus, con incassi rispettivamente di 331 e 327 milioni. Strategie aggressive di trading che sono proseguite anche nel 2018-19: i giallorossi hanno registrato circa 130 milioni di plusvalenze, da Alisson alle operazioni di giugno (Manolas e Pellegrini); per i bianconeri oltre 120 milioni, raggranellati senza rinunciare a top player ma con pedine come Audero, Cerri, Mandragora, Sturaro. La corsa alla vendita negli ultimi giorni disponibili per la registrazione a bilancio (chiusura al 30 giugno) è diventata un must per molti. Ci si è messo pure il fair play Uefa. Ne sa qualcosa l’Inter, avvezza ormai a micro-cessioni di ragazzi del vivaio per raggiungere la fatidica somma. D’altronde, le esigenze sono le più disparate: c’è chi lo fa per problemi di cassa, chi per rientrare nei parametri regolamentari. Plusvalenze buone per tutte le stagioni.


                              Fonte gazzetta.it

                              Intrallazzo è la parola d'ordine.

                              Prima o poi farà 'na botta la serie A...e dietro tutto il calcio italiano...

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                              • ma una domanda mi sorge spontanea.....ma a Icardi cosa passa per la testa?
                                Se tre semafori verdi di fila sono il momento clou della tua serata, è tanto che non ti diverti.

                                “Io amo Napoli. E’ la città meno americanizzata d’Italia anzi d’Europa. Una volta a Roma, mentre passeggiavo, qualcuno alle mie spalle disse:”Ammazza le rughe, come s’è invecchiato!”, invece a Napoli uno mi si avvicinò così:” Marcellì, ce simmo fatt’ viecchiarell,eh? ‘o volite nu cafe?” :che garbo, che gentilezza d’animo…Napoli va presa come una città unica,molto intelligente: Napoli è troppo speciale quindi non la possono capire tutti.”
                                Marcello Mastroianni

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