Il bolognese, campione CART e paralimpico, è deceduto il 1 maggio, a quasi 6 anni dal tremendo incidente occorso mentre prendeva parte a una staffetta in handbike sulle strade toscane. Il mondo dello sport piange un campione poliedrico e un uomo amato da tutti.
Un sorriso largo, le fossette sulle guance e quegli occhi stretti. Se chiudiamo gli occhi, Alex Zanardi non può non venire in mente così. Poi, certo, con una tuta addosso. Che fosse quella di F1, quella di Ganassi o la tuta italiana di handbike poco importa. Che sotto di sé avesse 4 o 3 ruote, importa ancora meno. Perché tipi come lui - tanto per parafrasare un celebre cantautore del New Jersey - nel bene e nel male, sono nati per correre.
Alex Zanardi non c'è più. Fa strano dirlo. Anche se, certamente, fa più male immaginarlo e dover prendere atto con la realtà. Se n'è andato un giorno di primavera, quando colori, profumi e le promesse di un'estate che è in arrivo esplodono in tutta la loro ineluttabilità. Un giorno non comune, perché il 1 maggio, per i motori, dal 1994 non è più una data qualunque. Figuriamoci ora.
notizia da: it.motorsport.it
Un sorriso largo, le fossette sulle guance e quegli occhi stretti. Se chiudiamo gli occhi, Alex Zanardi non può non venire in mente così. Poi, certo, con una tuta addosso. Che fosse quella di F1, quella di Ganassi o la tuta italiana di handbike poco importa. Che sotto di sé avesse 4 o 3 ruote, importa ancora meno. Perché tipi come lui - tanto per parafrasare un celebre cantautore del New Jersey - nel bene e nel male, sono nati per correre.
Alex Zanardi non c'è più. Fa strano dirlo. Anche se, certamente, fa più male immaginarlo e dover prendere atto con la realtà. Se n'è andato un giorno di primavera, quando colori, profumi e le promesse di un'estate che è in arrivo esplodono in tutta la loro ineluttabilità. Un giorno non comune, perché il 1 maggio, per i motori, dal 1994 non è più una data qualunque. Figuriamoci ora.
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