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MotoGP 2024, il team VR46 di Rossi fra la realtà Ducati e la suggestione Yamaha

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    #1

    MotoGP 2024, il team VR46 di Rossi fra la realtà Ducati e la suggestione Yamaha



    Manovre per il futuro: per la casa di Iwata che non ha più una squadra satellite, potrebbe esserci un'intesa con quella di Valentino, il cui accordo con Borgo Panigale scade a fine 2023. A Jarvis l'idea potrebbe piacere, ma molto dipenderà dal livello della M1


    La MotoGP è già impegnata per la prossima stagione agonistica, ma guarda già più avanti, al 2024 e oltre. Il motociclismo non vive in un’isola felice, la moto come mezzo di trasporto e il Motorsport devono misurarsi con la transizione energetica e il rispetto dell'ambiente verso una maggiore sostenibilità dell'attività in pista. È un quadro generale che impone a case e team scelte non facili, come quella della Suzuki, costretta a dare forfeit dalla prossima stagione di MotoGP, dopo il titolo piloti 2020 vinto con Joan Mir e i due successi nel 2022 di Alex Rins. Nel 2023 la classe regina avrà allo start 22 piloti, in rappresentanza di 11 team, con moto di 5 Case ufficiali. L'armata Ducati ha 8 moto (2 ufficiali); Honda, Ktm, Aprilia 4; Yamaha 2, senza più un team satellite.


    Questo il quadro, solo apparentemente statico: dietro le quinte c’è gran fermento, sia sul piano tecnico, sia per il mercato piloti (addirittura pare in discussione la permanenza di Marc Marquez in Honda, il cui accordo scade a fine 2024) e si discute pure del posizionamento dei team anche in riferimento alle moto usate. Il fermento coinvolge anche il team MotoGP VR46 di Valentino Rossi, reduce da un buon debutto nel 2022 con le Ducati Desmosedici affidate a Luca Marini e a Marco Bezzecchi, coppia confermata. Per le moto, però, si guarda oltre il 2023, quando scadrà il contratto biennale con la casa di Borgo Panigale. Come si ricorderà, a giugno 2021 c’era stata la vicenda oscura dell’annunciata firma fra la squadra di Rossi e il fantomatico Principe Abdulaziz bin Abdullah Al Saud per l’inedito Team Aramco Racing Team VR46, con il supporto del munifico sponsor arabo, un accordo quinquennale con la Dorna e un triennale con la Ducati. Accordo poi evaporato non senza danni d’immagine per il team di Tavullia, costretto a cercare sostegno nel nuovo title sponsor Mooney che ha colorato le Desmosedici con cui Bezzecchi e Marini hanno ha ben figurato nella prima stagione in MotoGP della squadra. Il 'Bez' si è aggiudicato la corona di 'Rookie of the year' centrando anche il suo primo podio in MotoGP, mentre Marini ha chiuso con 9 punti in più del compagno (120 a 111), con due quarti posti come migliori piazzamenti.

    TEAM VR46, BUONA LA PRIMA

    Questo il quadro, solo apparentemente statico: dietro le quinte c’è gran fermento, sia sul piano tecnico, sia per il mercato piloti (addirittura pare in discussione la permanenza di Marc Marquez in Honda, il cui accordo scade a fine 2024) e si discute pure del posizionamento dei team anche in riferimento alle moto usate. Il fermento coinvolge anche il team MotoGP VR46 di Valentino Rossi, reduce da un buon debutto nel 2022 con le Ducati Desmosedici affidate a Luca Marini e a Marco Bezzecchi, coppia confermata. Per le moto, però, si guarda oltre il 2023, quando scadrà il contratto biennale con la casa di Borgo Panigale. Come si ricorderà, a giugno 2021 c’era stata la vicenda oscura dell’annunciata firma fra la squadra di Rossi e il fantomatico Principe Abdulaziz bin Abdullah Al Saud per l’inedito Team Aramco Racing Team VR46, con il supporto del munifico sponsor arabo, un accordo quinquennale con la Dorna e un triennale con la Ducati. Accordo poi evaporato non senza danni d’immagine per il team di Tavullia, costretto a cercare sostegno nel nuovo title sponsor Mooney che ha colorato le Desmosedici con cui Bezzecchi e Marini hanno ha ben figurato nella prima stagione in MotoGP della squadra. Il 'Bez' si è aggiudicato la corona di 'Rookie of the year' centrando anche il suo primo podio in MotoGP, mentre Marini ha chiuso con 9 punti in più del compagno (120 a 111), con due quarti posti come migliori piazzamenti.



    VALE-DUCATI, QUALE FUTURO


    Nella straordinaria annata della Ducati, che ha vinto il titolo Costruttori e quello piloti, con Francesco Bagnaia, fra l'altro cresciuto nell’Academy di Valentino Rossi, e piazzato al terzo posto Enea Bastianini (team Gresini), al quinto Jack Miller, all’ottavo Johann Zarco (Pramac) e al nono Jorge Martin (Pramac), il dodicesimo posto finale di Marini e il quattordicesimo di Bezzecchi hanno forse lasciato il Team VR46 soddisfatto a metà. In un 2023 in cui le Ducati di Bagnaia e Bastianini potrebbero fare la differenza, le Aprilia e Ktm saranno da podio, per non parlare di Marc Marquez e Fabio Quartararo con il dente avvelenato, c'è il rischio che Bezzecchi e Marini diventino il fanalino di coda dell’arrembante 'treno Ducati'. Situazione che per Valentino e la sua VR46 potrebbe essere poco accettabile, con il paradosso che la Ducati possa diventare più un handicap che un punto di forza. Non è solo una questione tecnica: i rapporti fra i vertici Ducati e Rossi sono buoni, formalmente ottimi, ma c’è reciproca diffidenza. Una sorta di rispetto, ma guardandosi dall’alto, perché ognuno pensa che sia l’altro a rubargli la scena. In Ducati sono riusciti a far passare in secondo piano, almeno mediaticamente, che il 'loro' Bagnaia sia un pilota dell’Academy di Valentino e nel giro del Dottore non sono andate giù certe dichiarazioni della dirigenza Ducati nell'euforia dei Mondiali vinti. Il Ceo Claudio Domenicali, ad esempio, ha ricordato che nel biennio nero con Rossi "non riuscivamo a gestire il boomerang mediatico di Valentino e abbiamo incassato il colpo. Non vincendo con il pilota più famoso, con 9 titoli mondiali, hai un danno d’immagine e quando io sono diventato ad nel 2013, ho raccolto i cocci", mentre il d.s. Paolo Ciabatti ha sottolineato che il punto più basso della Casa bolognese era stato il biennio 2011-12, nell'era Rossi "che aveva lasciato molte ferite in Ducati, a molti livelli", esprimendo pure dubbi sull'opportunità di continuare medio-lungo periodo con quattro squadre e otto moto in MotoGP.


    TENTAZIONE YAMAHA


    Parole da interpretare, è chiaro, ma che forse a Tavullia non sono piaciute, in una situazione tutt’altro che consolidata, anzi in forte movimento. Valentino ha sorvolato su queste dichiarazioni dei vertici di Borgo Panigale, ma sta certamente vagliando il tutto, senza dare alcunché per scontato e sapendo bene, però, che l’instabilità mette a rischio i risultati e lo sviluppo dei piloti dell’Academy e dell’intera struttura. Allo stesso modo la Yamaha si sta guardando attorno per tornare in MotoGP dal 2024 con quattro moto (2 ufficiali e 2 team satellite) e ha messo un occhio sul Team VR46: Lin Jarvis spinge in questa direzione e pure Rossi potrebbe essere interessato a questa ipotesi, forte dei suoi ottimi rapporti con la Casa di Iwata con cui ha vinto quattro Mondiali in MotoGP. Ovviamente Rossi non è uno sprovveduto e, prima di abbandonare la competitiva Casa bolognese, vorrà vedere quale sarà il reale valore delle Yamaha M1 sul campo, sin dalle prime gare del 2023. È questo il vero nodo da sciogliere e non è poca cosa.

    MotoGP 2024: il team VR46 di Valentino Rossi fra la realtà Ducati e la suggestione Yamaha | Gazzetta.it











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    #2
    La cosa che trovo più divertente di questo articolo è che manco la Gazzetta dello Sport si fila la vittoria del titolo mondiale Team.
    Il titolo più sconosciuto nella storia del motomondiale
    E dire che, al giorno d oggi, la comunicazione dovrebbe essere fondamentale per un organizzatore di eventi...
    Last edited by oettam; 01-12-22, 10:47.

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      #3
      Dai, speriamo che il Vecio dia una mano alla sua vecchia amata... Magari con una mano del Jorge...

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        #4
        Originally posted by Pheel View Post
        Dai, speriamo che il Vecio dia una mano alla sua vecchia amata... Magari con una mano del Jorge...
        sarebbe bello vedere un team Yamaha VR46 e un team Yamaha Jorge big panza "respect my opinion", separati da un poetico muro come ai vecchi tempi...

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          #5
          Originally posted by oettam View Post
          La cosa che trovo più divertente di questo articolo è che manco la Gazzetta dello Sport si fila la vittoria del titolo mondiale Team.
          Il titolo più sconosciuto nella storia del motomondiale
          E dire che, al giorno d oggi, la comunicazione dovrebbe essere fondamentale per un organizzatore di eventi...
          Che abbia risonanza mediatica o meno poco importa, la cosa fondamentale è che aggiudicandosi quel titolo entrano soldi in cassa e credo nemmeno pochi.

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            #6
            Originally posted by AG_KTM View Post

            sarebbe bello vedere un team Yamaha VR46 e un team Yamaha Jorge big panza "respect my opinion", separati da un poetico muro come ai vecchi tempi...
            Lorenzo che gestisce Guevara e Fernandez, come il babbo...

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