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Il Tourist Trophy ed i suoi morti: hanno ancora senso, le road race?

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  • Il Tourist Trophy ed i suoi morti: hanno ancora senso, le road race?

    Jochem van den Hoek, Davey Lambert ed Alan Bonner sono le ultime tre vittime tra le 255 che costellano la storia del Tourist Trophy, la più importante e famosa road race del mondo. Corse troppo pericolose? Forse. Da proibire? Per alcuni sì, magari solo quando ci scappa il morto, per altri no. La risposta è più complessa di quanto possa sembrare.

    Il Tourist Trophy ed i suoi morti: hanno ancora senso, le road race?




  • oettam
    replied
    Fare RR è una scelta presa in piena libertà.
    Prendere la moto per andare a lavorare e morire per una buca in strada è una necessità.

    Eppure se muore uno al TT parte il titolone, se uno muore per cattiva manutenzione finisce nelle pagine locali.
    Un morto è un morto. Che sia un road racer o un manovale.
    Quando le strade saranno ben asfaltate, assenza di toppe assassine, guard rail a norma, tombini ben livellati ecc ecc allora si potrà discutere delle RR. Fino ad allora saranno solo articoli acchiappaclic per sfruttare il clamore mediatico delle morti nelle RR rispetto al silenzio di una strage quotidiana.

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  • olivier
    replied
    Originally posted by xAllex View Post
    Sicuramente non tutti, ma ho sempre pensato che chi vorrebbe vietarle e solo per invidia verso il coraggio, la passione e le abilità di questi piloti da roadraces.

    Non fraintende, ma ha più valore vivere una vita facendo ciò che uno ama davvero, con quella passione che nemmeno il rischio della morte dietro ogni curva e che nessuna ragione può capire, che vivere una vita vuota e magari piena di rimpianti.

    Io stesso provo invidia e non so che darei per avere quel misto di palle/incoscienza di tutti questi piloti.
    Premetto subito che amo il TT e le corse su strada. Però, pur essendo contrario al vietarle, oggi non consiglierei ad un amico di andare a correre al TT. 25 anni fa era il mio sogno ma era troppo costoso/complicato per me e rinunciai, oggi da 50enne penso che forse è stato meglio così.
    Opinione comune tra i piloti delle RR è che sia meglio vivere anche solo pochi anni da pilota piuttosto che fare una vita piatta e noiosa fino a 90 anni. Sinceramente, detta così, mi è sempre sembrata un'esagerazione. Quasi come se non esistesse la via di mezzo. La vita ci offre centinaia di cose belle e divertenti al di fuori delle RR. Milioni di persone hanno una vita attiva, divertente e felice senza neanche sapere cosa siano le RR. E ricordiamoci bene che le RR come il TT, il Manx, la NW200 ecc. ecc. a tanti hanno tolto la vita ma a molti hanno trasformato la vita da bella a una vita da invalido…..
    Personalmente dopo le corse su strada sono passato a sport tipo windsurf/kitesurf/barca a vela e devo dire che se tornassi indietro eviterei le gare in moto e passerei subito agli sport sul mare. Grandi soddisfazioni con costi e rischi mostruosamente inferiori e la possibilità di praticare il tuo sport molto più spesso.
    E il windsurf è solo un'esempio ci sono mille altri sport e hobby divertenti. Rocco Siffredi non ha mai corso al TT ma non credo abbia una vita vuota e piena di rimpianti.

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  • xAllex
    replied
    Sicuramente non tutti, ma ho sempre pensato che chi vorrebbe vietarle e solo per invidia verso il coraggio, la passione e le abilità di questi piloti da roadraces.

    Non fraintende, ma ha più valore vivere una vita facendo ciò che uno ama davvero, con quella passione che nemmeno il rischio della morte dietro ogni curva e che nessuna ragione può capire, che vivere una vita vuota e magari piena di rimpianti.

    Io stesso provo invidia e non so che darei per avere quel misto di palle/incoscienza di tutti questi piloti.

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  • MiKiFF
    replied
    Intanto niente più Pikes Peak per le moto...

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  • Allegrainpiega
    replied
    Avendo assistito di persona al Tt non c’è dubbio che sia una gara piena di pericoli ed in cui farsi male è facile, ma è ancfe vero che è una gara molto sentita... c’è in atmosfera magica .. consiglio
    A tutti di viverlo ...


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  • kaciaro
    replied
    Originally posted by Zago View Post
    Il TT l'ho visto di persona nel 2009. Ridurre l'evento ad una semplice corsa in moto è riduttivo. Bisogna essere là e respirare a pieni polmoni l'aria salmastra di un isola fuori dal tempo, ma non solo per le moto, per tutto.
    Si respira mitologia celtica in ogni angolo, bisogna viverla, come bisogna vivere tutti gli eventi di contorno alla manifestazione. Entri in un culto, dal primo minuto dopo aver messo le ruote della tua moto giù dal traghetto, fino a quando vedi l'isola scomparire all'orizzonte sul traghetto di ritorno.
    Il libro di Donnini "TT La Corsa Proibita" è caldamente consigliato a tutti, lenisce tutti i mali dello spirito del motociclista.
    grande https://www.daidegasforum.com/forum/a...nsigliati.html

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  • Herr Homar
    replied
    Amen.

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  • danilo88
    replied
    Se il TT ha senso...mah...è come dire se andare in moto a senso! X molti non lo ha perche obiettivamente è meno sicura ti protegge meno rischi di piu.. D estate con la tuta ti squagli e l inverno ti geli e con l acqua devi stare molto attento...eppure x molti di noi ha senso...x molti è "IL" senso.
    Probabilmente quelli che corrono il tt la vedono allo stesso modo..quello è il loro senso...e va rispettato. È una loro scelta e sono tutte persone adulte e non bimbi quindi hanno piena liberta di giudizio e sanno bene a cosa potrebbero andare incontro...la stessa cosa a cui anche noi possiamo andare incontro ogni volta che cacciamo la moto...ma ovviamente loro con percentuali piu alte...ma x me come per loro e come x molti motociclisti..levare in tt non ha nessun senso in quanto unico e ricchissimo di emozioni e passione..molta di piu di chi corre un motogp dove c è un commercio sotto da sfamare mezzo mondo e stipendi a diversi zeri. Tanto di cappello a chi corre il tt ...il limite massimo di quello che è una passione.

    Inviato dal mio LG-H955 utilizzando Tapatalk

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  • ricgsx
    replied
    rispondendo a un post precedente: relativamente scarsi....STOCAZZO!
    premesso che è molto difficile raggruppare in un unica categoria chi partecipa a gare stradali e che moltissimi piloti corrono sia in pista che in strada la storia ci insegna che quelli forti sul serio hanno vinto tanto sia in pista che in strada.
    Non è che Hislop in pista fosse un fermo,DJ era così fermo che nonostante fosse un bestione aveva vinto un campionato inglese stock,josh Brooks nel mondiale era costantemente a punti e al tt per un po' ha avuto il lap record per i newcomers e gli esempi non finiscono qui.

    Certo è che per vincere in pista devi avvicinarti e a volte superare quel limite da cui per strada è meglio tenersi lontani.

    Negli ultimi anni di italiani forti sul serio in pista qualcuno è andato al TT ma bisogna anche ammettere che probabilmente non sono andati forti come potevano per una minore conoscenza del tracciato che sull'isola di man acquisisci solo dopo molti anni.
    Last edited by ricgsx; 14-06-17, 19:32.

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  • ricgsx
    replied
    Originally posted by Gianluca Salina View Post
    Il Tourist Trophy ed i suoi morti: hanno ancora senso, le road race?
    Domanda strana: se in così tanti si cimentano vuol dire che la risposta è ovvia: SI.

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  • ricgsx
    replied
    Originally posted by olivier View Post
    Da amante delle corse in salita e di tutte le road race per me, oggi, il TT è una follia e non dico che lo vieterei, ma mi lascia molti dubbi.
    A 25/30 sognavo di andare a correre là e ci ho pure provato a organizzare la partecipazione ad un TT ma era complicatissimo e costosissimo. Ora ringrazio il cielo di non esserci riuscito.
    Per la prima volta, quest'anno andrà a correre all'isola (Manx tt) un amico e sinceramente io non sono per nulla favorevole....
    Saranno i 50 anni che ho raggiunto, ma a me andare con le moto attuali a velocità folli e vedere ad ogni edizione la lista dei morti non mi pare accettabile. Quest'anno ne sono morti almeno in 3. Su quanti partecipanti? 150? 200? o qualcuno in più? Vuol dire che quando ti iscrivi hai l'1 o il 2% di possibilità di tornare a casa in una cassa di legno. E quando hai una quarantina di anni e una famiglia non mi pare bello.
    Il TT mi piace sempre, nessuno è obbligato ad andarci a correre, ma io non ci andrei più e non vorrei neanche che nessun mio amico partecipasse.
    Quoto perché ritrovo nelle tue parole molte delle mie riflessioni.
    Spesso mi rendo conto che mi piacerebbe vedere crescere i miei figli e allora il sogno di poter un giorno iscrivermi al manx diventa sempre meno fondamentale...

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  • Nick_M
    replied
    Originally posted by Zago View Post
    Se vuoi c'è anche " Ti Porterò a Bray Hill" di Roberto Patrignani, molto bello anche questo.
    Grazie, gentilissimo!

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  • Zago
    replied
    Originally posted by Nick_M View Post
    Grazie per la lettura consigliata, cercherò di procurarmelo [emoji106]
    Se vuoi c'è anche " Ti Porterò a Bray Hill" di Roberto Patrignani, molto bello anche questo.

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  • olivier
    replied
    Da amante delle corse in salita e di tutte le road race per me, oggi, il TT è una follia e non dico che lo vieterei, ma mi lascia molti dubbi.
    A 25/30 sognavo di andare a correre là e ci ho pure provato a organizzare la partecipazione ad un TT ma era complicatissimo e costosissimo. Ora ringrazio il cielo di non esserci riuscito.
    Per la prima volta, quest'anno andrà a correre all'isola (Manx tt) un amico e sinceramente io non sono per nulla favorevole....
    Saranno i 50 anni che ho raggiunto, ma a me andare con le moto attuali a velocità folli e vedere ad ogni edizione la lista dei morti non mi pare accettabile. Quest'anno ne sono morti almeno in 3. Su quanti partecipanti? 150? 200? o qualcuno in più? Vuol dire che quando ti iscrivi hai l'1 o il 2% di possibilità di tornare a casa in una cassa di legno. E quando hai una quarantina di anni e una famiglia non mi pare bello.
    Il TT mi piace sempre, nessuno è obbligato ad andarci a correre, ma io non ci andrei più e non vorrei neanche che nessun mio amico partecipasse.

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