Ma se uno vince 13 gare di fila, è il più forte di tutti. Perchè doversi giustificare, spiegare, attaccare?
Davide Bulega

“Vince contro nessuno” è una frase superficiale. Punto.
È irrispettosa verso chi vince, ma ancora di più verso chi scende in pista con anni di lavoro, sacrifici e risultati alle spalle. Aggiungo, irrispettoso anche per un team/casa motociclistica che investe in sviluppo, tecnologia e in risorse umane.
Nessuno di quei ragazzi arriva nel mondiale per caso: sono tutti piloti di altissimo livello, o nella peggiore delle ipotesi, molto forti.
Liquidarli come “nessuno” significa non comprendere davvero niente dello sport.
Le critiche, se motivate e argomentate, sono legittime. Così come lo è tifare per qualcun’altro.
Ma la cattiveria gratuita, gli attacchi personali, il bisogno costante di sminuire… no.
Trovo anche imbarazzante che, quando un pilota Italiano vince su una moto Italiana, i primi a criticare siano proprio gli italdioti.
“Vince contro nessuno”, “un livello ridicolo”: sempre le stesse stupidate, come se arrivare fin lì fosse semplice, come se distruggere record sia scontato, come se gli avversari fossero comparse. Non lo sono cari smanettoni da APE CROSS!
In altri Paesi un pilota della propria Nazione, verrebbe celebrato senza esitazione.
Nei social invece, leggo lo stesso rumore come l’ignoranza che rimbomba assordante nella loro testa.
Nicolò Bulega

"Non mi interessa se dicono che vinco solo perche ho la moto migliore
Tutti i piloti Ducati hanno la mia stessa moto e ciò che conta per me è vincere e batterli. Toprak mi manca, ma gli altri arriveranno: Lecuona potrebbe battermi in alcune gare. Il mio futuro? Settimana prossima potrebbe cambiare qualcosa"
(Nicolò Bulega - fonte GpOne)
Davide Bulega

“Vince contro nessuno” è una frase superficiale. Punto.
È irrispettosa verso chi vince, ma ancora di più verso chi scende in pista con anni di lavoro, sacrifici e risultati alle spalle. Aggiungo, irrispettoso anche per un team/casa motociclistica che investe in sviluppo, tecnologia e in risorse umane.
Nessuno di quei ragazzi arriva nel mondiale per caso: sono tutti piloti di altissimo livello, o nella peggiore delle ipotesi, molto forti.
Liquidarli come “nessuno” significa non comprendere davvero niente dello sport.
Le critiche, se motivate e argomentate, sono legittime. Così come lo è tifare per qualcun’altro.
Ma la cattiveria gratuita, gli attacchi personali, il bisogno costante di sminuire… no.
Trovo anche imbarazzante che, quando un pilota Italiano vince su una moto Italiana, i primi a criticare siano proprio gli italdioti.
“Vince contro nessuno”, “un livello ridicolo”: sempre le stesse stupidate, come se arrivare fin lì fosse semplice, come se distruggere record sia scontato, come se gli avversari fossero comparse. Non lo sono cari smanettoni da APE CROSS!
In altri Paesi un pilota della propria Nazione, verrebbe celebrato senza esitazione.
Nei social invece, leggo lo stesso rumore come l’ignoranza che rimbomba assordante nella loro testa.
Nicolò Bulega

"Non mi interessa se dicono che vinco solo perche ho la moto migliore
Tutti i piloti Ducati hanno la mia stessa moto e ciò che conta per me è vincere e batterli. Toprak mi manca, ma gli altri arriveranno: Lecuona potrebbe battermi in alcune gare. Il mio futuro? Settimana prossima potrebbe cambiare qualcosa"
(Nicolò Bulega - fonte GpOne)


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