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L’effetto «wow» delle moto elettriche, ma la rete deve fare un salto di qualità

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    L’effetto «wow» delle moto elettriche, ma la rete deve fare un salto di qualità

    Rosso, arancione, verde: la manopola dell’acceleratore gira senza dare gas ma scaricando a terra impulsi e kilowatt. Il sibilo elettrico cresce fino a gridare, la velocità decolla: 0-100 in massimo tre secondi e 0-200 anche in meno di quattro. L’«effetto wow» è assicurato: a chiunque abbia provato una motocicletta elettrica, brillano gli occhi e le parole.

    Per diffondere il verbo green, i produttori stanno spingendo sulla promozione: a Tel Aviv, è stato ingaggiato un pilota professionista per «sfidare» ai semafori gli scooteroni dai motori termici più scattanti. Perché oggi l’Elettrica è ancora lontana dall’essere innanzitutto conosciuta. Per prezzi, limiti della rete e un target di nicchia, sembra essere più un lusso futurista, un orpello per paperoni, che un’innovazione accessibile a tutti.

    Da 0 a 200 km/h in 4 secondi, le performance sorprendono chi le prova. Il mercato è agli albori (322 i mezzi venduti in Italia), con molte sfide da affrontare: prima, troppi gestori e tessere diverse la rete di colonnine. Però il suono è emozionante e i motori sono più efficienti. Ora tocca ai grandi produttori

    Se il mercato degli scooter elettrici è decollato in Italia nel 2020 (seimila mezzi, più 270 per cento, dati Eicma, complici eco-incentivi e boom di flotte del delivery), le moto vendute sono invece di aritmetiche minori: 322, comunque il doppio del 2019. Tolte le 200 mini-moto cinesi Super Soco (con velocità di punta inferiori ai 100 km/h) e alcune piccole motard dell’austriaca Ktm, la Free ride, e considerando solo i modelli comparabili a «moto vere», si scende a un centinaio di mezzi: la californiana Zero (pioniera nel 2006) con una sessantina di veicoli, e il restante diviso tra la modenese Energica (che fornisce il Campionato MotoE) e Harley Davidson (primo grande brand a produrre un modello-icona).

    Il nodo dei prezzi: da 20 a oltre 30 mila euro

    Potenze fino a 145 cavalli, velocità anche oltre i 200 km/h e prezzi da poco meno di 20mila a oltre 30mila. Pregi: scatto, prestazioni, motore pulito senza benzina, manutenzione e il suono rielaborato per essere comunque emozionante. Difetti: i costi, la rete di colonnine, il peso, l’elevata coppia e il suono che rischia di confondersi tra i rumori della città. Il feeling di guida ha sopraffatto anche i piloti professionisti, incluso Lorenzo Savadori. «Che sorpresa». «Accelerazione incredibile», le reazioni fotocopia, con la precisazione: «Va guidata in maniera diversa».

    L’influencer milanese Lorena Bega è stata la prima a compiere un giro d’Italia con Save the planet: mille chilometri, taglio delle emissioni del 94 per cento, traversata appenninica dalla Toscana alla Puglia: «Per i viaggi bisogna organizzarsi come una volta, con itinerari da calibrare per le ricariche», racconta. «Da guidare è un piacere green, c’è un bel rumore che, insieme con le minori vibrazioni, non stanca». Federico Impaziente, 40 anni, del concessionario Gp One Milano, organizza test-ride: «Passo un po’ di tempo a spiegare come vanno guidate, ma l’ho vista portare con semplicità da chiunque. Oggi il mercato è agli albori ma, oltre alle vendite ai privati (imprenditori danarosi o chi ha grandi disponibilità), sta aumentando anche la domanda per prove e noleggi».

    Dalla Nasa ai bolidi su due ruote

    Tra i maggiori produttori globali c’è Zero, nata dalla tecnologia aerospaziale (il fondatore Nael Saiki lavorava alla Nasa). Vari modelli, tra cui i nuovi Sr/S e Sr/F (fino a 110 cavalli di motore per ben 190 Nm di coppia e 220 km di autonomia nel misto, da 21mila euro). «Se siamo indietro il problema è solo culturale», spiega il manager Josef Morat: «I carburanti fossili saranno superati, e i motori elettrici sono tre volte più efficienti. Il problema è semmai l’interoperatività tra le colonnine: non si può avere una tessera diversa per ogni operatore».

    La corsa all’hi-tech è un mare in tempesta: servono coraggio e lungimiranza. L’obiettivo è evolversi continuamente, spiega Giampiero Testoni di Energica del gruppo CRP, nell’elettrico dal 2010. Prestazioni al top, Energica è sul mercato globale (40% Usa, 40% tra Olanda, Germania e Svizzera) con la Eva e la Ego (la più performante con potenza fino a 145 cavalli, velocità massima 240 km/h, autonomia di 230 km nel combinato e costo da 28 mila euro): «I margini sono incredibili: basti pensare alla power unit, che abbiamo ridotto di 15 kg. La pista ci spinge a raggiungere i limiti. Ma grazie alle mappature e ai nostri brevetti, la moto è ideale anche per la strada».

    Alleanze per minimizzare i costi di ricerca

    Il recente approdo di Harley – con una moto destinata a essere ricordata (la Live Wire: 105 cavalli di potenza e autonomia di 235 km in città, da 34mila euro) – ha mosso i grandi produttori: i giapponesi Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki per minimizzare costi e rischi hanno superato la storica rivalità per lanciare un progetto comune e ancheDucati ha da tempo annunciato un modello supersport. Dagli Usa al Nord Europa, poi, esistono modelli o prototipi avveniristici o nostalgici.

    Dalla piccola svedese Cake, all’austriaca Johammer alla americana Lightning. Con molti prototipi interessanti (Super Soco, Evoke, Soriano, Emula, Pursang, Damon, Verve), da verificare alla prova vendite. Il caso più eclatante è la Arc Vector: prototipo-gioiello da oltre 100 mila euro di Jaguar Land Rover, in amministrazione controllata dal 2019 ma appena ricomprata dal suo fondatore Mark Truman, fuoriuscito dal gruppo.

    Una sportiva polivalente iper-customizzabile

    Prima moto elettrica alla Dakar per una prova speciale in Arabia Saudita, con boom di ordini 60% dagli Stati Uniti (ma zero dall’Italia), chi può raccontare le difficoltà di una traversata elettrica lunga oltre un decennio è Pierpaolo Rigo della fuoristrada torinese Tacita. «Una moto elettrica con il cambio a sei marce, pensata per il divertimento, dalla musica del motore alla ciclistica. Certo dal 2009 a oggi siamo rimasti in piedi perché abbiamo le disponibilità economiche, altrimenti sarebbe stata dura».

    Fiducia nel mercato la esprime anche Tazzari. Tra gli ultimi a entrare sul mercato l’azienda di Imola fornitrice di elementi di alluminio per Ducati, Mv Augusta, ecc, è attiva sull’elettrico a 360 gradi dalle mini-car al movimento merci. Crede nel mercato tanto da acquistare, per la prima volta in dieci anni, un progetto, quello di Italian Volt, presentato in questi giorni: «Stiamo sviluppando una sportiva polivalente iper-customizzabile da 20 mila euro, 200 km di autonomia e di velocità oraria, crediamo di offrire un passo avanti rispetto al mercato. Vogliamo offrire un mezzo unico, e parlare al mondo del Made in Italy d’eccellenza».

    notizia da Corriere.it

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    #2
    Potrà anche fare da 0 a 400 in due secondi ma sempre poco me ne fregherá

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      #3
      per me macchine e moto elettriche possono rimanere li in vetrina.
      il sound è componente del mio divertimento . così come l'erogazione stessa del motore.
      i frullatori li uso in cucina

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        #4
        Originariamente inviato da luciocabrio Visualizza il messaggio
        per me macchine e moto elettriche possono rimanere li in vetrina.
        il sound è componente del mio divertimento . così come l'erogazione stessa del motore.
        i frullatori li uso in cucina
        Però nell'articolo c'è scritto che "il suono è emozionante"

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