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MotoGP: Supermotard, la tecnica di guida che rivoluziona la categoria

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  • MotoGP: Supermotard, la tecnica di guida che rivoluziona la categoria

    Molti piloti, dalla MotoGP ad altre discipline, hanno adottato il Supermotard come metodo di allenamento. Ecco perché e di cosa si tratta.

    Il Supermotard è una disciplina nel mondo delle moto che attira sempre più piloti. Molti partecipano a campionati nazionali o internazionali, altri invece la utilizzano come metodo di allenamento. È sicuramente una scelta eccellente. Questa infatti è anche diventata un modo di allenarsi per molti piloti della MotoGP, sia del presente che del passato.

    Il regolamento impedisce di utilizzare le moto ‘ufficiali’ al di fuori delle sessioni di test. Questo per ridurre i costi, altrimenti i team farebbero di tutto per offrire ai loro piloti un vantaggio in termini di ore trascorse in pista e in fase di sviluppo. Marc Márquez, Jorge Lorenzo, Valentino Rossi, Dani Pedrosa, Johann Zarco… Molti volti familiari della MotoGP hanno praticato Supermotard. La maggior parte di loro non è impegnata professionalmente in questa disciplina, ma la pratica in numerose occasioni.

    I piloti migliori sono sempre alla ricerca della perfezione. Oltre ad essere una passione, il Supermotard è probabilmente uno dei migliori metodi di allenamento per un pilota. Ma perché? Semplicemente si tratta di un’altra competizione di ‘velocità’ nel mondo delle moto. Questi mezzi aiutano i piloti a migliorare la loro capacità di controllare la situazione. A perfezionare la loro risposta a qualsiasi problema, a essere più reattivi: in uno sport in cui la velocità è così alta, non puoi lasciare nulla al caso. Infine, per migliorare i loro movimenti. È un metodo di allenamento efficace e divertente, e lo adorano.

    Vuoi un pilota veloce? Lascia che si alleni in Supermotard!

    Questa disciplina insegna al pilota ad essere rilassato, lasciando che la moto faccia il resto. Ma non è solo lo stile di guida che aiuta a progredire. La geometria della moto evidenzia ogni minimo errore di assetto, amplificato dalla velocità e dalla potenza che questo tipo di mezzi sprigionano sul dritto.

    In Supermotard devi sapere come passare dall’asfalto alla terra e viceversa, con livelli di aderenza in costante cambiamento ed ai quali devi riuscire ad adattarti. È necessaria quindi una moto leggera e reattiva, grazie a sospensioni molto morbide. Che lavorano in simbiosi con pneumatici dall’importante livello di aderenza, efficaci su terreni misti.

    Saper gestire lo scivolamento – in accelerazione ma anche in frenata – senza alcun aiuto elettronico consente ai piloti di acquisire migliori riflessi in caso di perdita di aderenza. Questi, anche se acquisiti a 100 km/h, possono essere utili su mezzi che superano i 300 km/h.

    In caso di errore di sterzata, le basse velocità (relativamente parlando, trattandosi di una moto su un circuito) e l’agilità del mezzo consentono di ritrovare rapidamente la giusta traiettoria, generalmente in totale sicurezza. I livelli di pericolo rimangono bassi. La combinazione di tutto questo aiuta a superare i propri limiti. E’ dunque una palestra perfetto per aumentare la maneggevolezza e la velocità della moto. E del pilota!

    Questo permette loro anche di usare la fantasia. Un esempio è Joan Mir, che si diverte a toccare l’asfalto con il casco cercando di non cadere.

    Azionare i freni, spostare i fianchi all’esterno della sella, quindi inclinare la moto. È un processo semplice che analizza i passi essenziali per curvare con una Supermotard. Dopo anni di pratica su moto di velocità, l’intero processo sembra contro-intuitivo e inverso, ma ti consente di adattarti alla macchina e al terreno.

    Sebbene alcuni motociclisti preferiscano il vecchio stile ginocchio in fuori, la natura stretta e tortuosa delle piste (di solito da kart) rende quasi impossibile passare da un lato della moto all’altro in alcune curve. È più semplice, veloce ed efficiente invece muoverla sotto il pilota per farla girare, spostando così il suo baricentro. Senza lunghe linee rette per rilassarsi, è una lotta costante.

    Ed il Dirt Track?

    Il Dirt Track si svolge su piste di terra ovali. Le moto non hanno freni anteriori, quindi la chiave è controllare lo scivolamento, soprattutto perché le gomme sono da pioggia. Apparsa per la prima volta negli Stati Uniti, prevede diversi turni: qualificazioni, eliminatorie e una gara finale, in cui si decide il vincitore.

    Marc Márquez, che ne è uno specialista, ha parlato di questo argomento. “In MotoGP, con l’adrenalina della velocità, devi essere super preciso in ogni giro, non puoi perdere la concentrazione. In Dirt Track, ogni giro è diverso: devi controllare lo scivolamento ed essere molto preciso con il gas. Da dire che le gare sono così brevi e imprevedibili da renderle molto emozionanti: puoi passare dalla vittoria alla lotta per l’ottavo posto.” Senza dubbio, questa è una tecnica che mostra la grande influenza del Supermotard nella competizione motociclistica.

    I piloti che hanno capito che è un ottimo modo per collegare il cervello alla mano destra e alla gomma posteriore hanno imparato l’arte del controllo della trazione. La natura stessa delle piste e queste moto sono diventate strumenti di apprendimento per piloti di tutti i livelli. Quasi tutti i professionisti – dalla MotoGP alla MXGP – si danno al Supermotard per migliorare le proprie abilità nel controllo di una moto in ogni condizione. Molti si allenano in Andorra, dove vivono. Valentino Rossi ha costruito una pista sterrata/asfaltata che si snoda attraverso le colline vicino alla sua casa a Tavullia.

    Per quanto riguarda Johann Zarco, quando non fa Flat Track con Fabio Quartararo, non è raro incontrarlo su un circuito di Supermotard nel sud della Francia. Si allena nientemeno che con Thomas Chareyre, pluricampione del mondo della disciplina!

    notizia da: corsedimoto.com




  • #2
    Originally posted by Semiramide View Post
    Molti piloti, dalla MotoGP ad altre discipline, hanno adottato il Supermotard come metodo di allenamento. Ecco perché e di cosa si tratta.

    Il Supermotard è una disciplina nel mondo delle moto che attira sempre più piloti. Molti partecipano a campionati nazionali o internazionali, altri invece la utilizzano come metodo di allenamento. È sicuramente una scelta eccellente. Questa infatti è anche diventata un modo di allenarsi per molti piloti della MotoGP, sia del presente che del passato.

    Il regolamento impedisce di utilizzare le moto ‘ufficiali’ al di fuori delle sessioni di test. Questo per ridurre i costi, altrimenti i team farebbero di tutto per offrire ai loro piloti un vantaggio in termini di ore trascorse in pista e in fase di sviluppo. Marc Márquez, Jorge Lorenzo, Valentino Rossi, Dani Pedrosa, Johann Zarco… Molti volti familiari della MotoGP hanno praticato Supermotard. La maggior parte di loro non è impegnata professionalmente in questa disciplina, ma la pratica in numerose occasioni.

    I piloti migliori sono sempre alla ricerca della perfezione. Oltre ad essere una passione, il Supermotard è probabilmente uno dei migliori metodi di allenamento per un pilota. Ma perché? Semplicemente si tratta di un’altra competizione di ‘velocità’ nel mondo delle moto. Questi mezzi aiutano i piloti a migliorare la loro capacità di controllare la situazione. A perfezionare la loro risposta a qualsiasi problema, a essere più reattivi: in uno sport in cui la velocità è così alta, non puoi lasciare nulla al caso. Infine, per migliorare i loro movimenti. È un metodo di allenamento efficace e divertente, e lo adorano.

    Vuoi un pilota veloce? Lascia che si alleni in Supermotard!

    Questa disciplina insegna al pilota ad essere rilassato, lasciando che la moto faccia il resto. Ma non è solo lo stile di guida che aiuta a progredire. La geometria della moto evidenzia ogni minimo errore di assetto, amplificato dalla velocità e dalla potenza che questo tipo di mezzi sprigionano sul dritto.

    In Supermotard devi sapere come passare dall’asfalto alla terra e viceversa, con livelli di aderenza in costante cambiamento ed ai quali devi riuscire ad adattarti. È necessaria quindi una moto leggera e reattiva, grazie a sospensioni molto morbide. Che lavorano in simbiosi con pneumatici dall’importante livello di aderenza, efficaci su terreni misti.

    Saper gestire lo scivolamento – in accelerazione ma anche in frenata – senza alcun aiuto elettronico consente ai piloti di acquisire migliori riflessi in caso di perdita di aderenza. Questi, anche se acquisiti a 100 km/h, possono essere utili su mezzi che superano i 300 km/h.

    In caso di errore di sterzata, le basse velocità (relativamente parlando, trattandosi di una moto su un circuito) e l’agilità del mezzo consentono di ritrovare rapidamente la giusta traiettoria, generalmente in totale sicurezza. I livelli di pericolo rimangono bassi. La combinazione di tutto questo aiuta a superare i propri limiti. E’ dunque una palestra perfetto per aumentare la maneggevolezza e la velocità della moto. E del pilota!

    Questo permette loro anche di usare la fantasia. Un esempio è Joan Mir, che si diverte a toccare l’asfalto con il casco cercando di non cadere.

    Azionare i freni, spostare i fianchi all’esterno della sella, quindi inclinare la moto. È un processo semplice che analizza i passi essenziali per curvare con una Supermotard. Dopo anni di pratica su moto di velocità, l’intero processo sembra contro-intuitivo e inverso, ma ti consente di adattarti alla macchina e al terreno.

    Sebbene alcuni motociclisti preferiscano il vecchio stile ginocchio in fuori, la natura stretta e tortuosa delle piste (di solito da kart) rende quasi impossibile passare da un lato della moto all’altro in alcune curve. È più semplice, veloce ed efficiente invece muoverla sotto il pilota per farla girare, spostando così il suo baricentro. Senza lunghe linee rette per rilassarsi, è una lotta costante.

    Ed il Dirt Track?

    Il Dirt Track si svolge su piste di terra ovali. Le moto non hanno freni anteriori, quindi la chiave è controllare lo scivolamento, soprattutto perché le gomme sono da pioggia. Apparsa per la prima volta negli Stati Uniti, prevede diversi turni: qualificazioni, eliminatorie e una gara finale, in cui si decide il vincitore.

    Marc Márquez, che ne è uno specialista, ha parlato di questo argomento. “In MotoGP, con l’adrenalina della velocità, devi essere super preciso in ogni giro, non puoi perdere la concentrazione. In Dirt Track, ogni giro è diverso: devi controllare lo scivolamento ed essere molto preciso con il gas. Da dire che le gare sono così brevi e imprevedibili da renderle molto emozionanti: puoi passare dalla vittoria alla lotta per l’ottavo posto.” Senza dubbio, questa è una tecnica che mostra la grande influenza del Supermotard nella competizione motociclistica.

    I piloti che hanno capito che è un ottimo modo per collegare il cervello alla mano destra e alla gomma posteriore hanno imparato l’arte del controllo della trazione. La natura stessa delle piste e queste moto sono diventate strumenti di apprendimento per piloti di tutti i livelli. Quasi tutti i professionisti – dalla MotoGP alla MXGP – si danno al Supermotard per migliorare le proprie abilità nel controllo di una moto in ogni condizione. Molti si allenano in Andorra, dove vivono. Valentino Rossi ha costruito una pista sterrata/asfaltata che si snoda attraverso le colline vicino alla sua casa a Tavullia.

    Per quanto riguarda Johann Zarco, quando non fa Flat Track con Fabio Quartararo, non è raro incontrarlo su un circuito di Supermotard nel sud della Francia. Si allena nientemeno che con Thomas Chareyre, pluricampione del mondo della disciplina!

    notizia da: corsedimoto.com


    Cavolo mi hai fatto venire la voglia del Supermotard... ma devo vendere la bici da corsa...

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    • #3
      Originally posted by Semiramide View Post
      Molti piloti, dalla MotoGP ad altre discipline, hanno adottato il Supermotard come metodo di allenamento. Ecco perché e di cosa si tratta.

      Il Supermotard è una disciplina nel mondo delle moto che attira sempre più piloti. Molti partecipano a campionati nazionali o internazionali, altri invece la utilizzano come metodo di allenamento. È sicuramente una scelta eccellente. Questa infatti è anche diventata un modo di allenarsi per molti piloti della MotoGP, sia del presente che del passato.

      Il regolamento impedisce di utilizzare le moto ‘ufficiali’ al di fuori delle sessioni di test. Questo per ridurre i costi, altrimenti i team farebbero di tutto per offrire ai loro piloti un vantaggio in termini di ore trascorse in pista e in fase di sviluppo. Marc Márquez, Jorge Lorenzo, Valentino Rossi, Dani Pedrosa, Johann Zarco… Molti volti familiari della MotoGP hanno praticato Supermotard. La maggior parte di loro non è impegnata professionalmente in questa disciplina, ma la pratica in numerose occasioni.

      I piloti migliori sono sempre alla ricerca della perfezione. Oltre ad essere una passione, il Supermotard è probabilmente uno dei migliori metodi di allenamento per un pilota. Ma perché? Semplicemente si tratta di un’altra competizione di ‘velocità’ nel mondo delle moto. Questi mezzi aiutano i piloti a migliorare la loro capacità di controllare la situazione. A perfezionare la loro risposta a qualsiasi problema, a essere più reattivi: in uno sport in cui la velocità è così alta, non puoi lasciare nulla al caso. Infine, per migliorare i loro movimenti. È un metodo di allenamento efficace e divertente, e lo adorano.

      Vuoi un pilota veloce? Lascia che si alleni in Supermotard!

      Questa disciplina insegna al pilota ad essere rilassato, lasciando che la moto faccia il resto. Ma non è solo lo stile di guida che aiuta a progredire. La geometria della moto evidenzia ogni minimo errore di assetto, amplificato dalla velocità e dalla potenza che questo tipo di mezzi sprigionano sul dritto.

      In Supermotard devi sapere come passare dall’asfalto alla terra e viceversa, con livelli di aderenza in costante cambiamento ed ai quali devi riuscire ad adattarti. È necessaria quindi una moto leggera e reattiva, grazie a sospensioni molto morbide. Che lavorano in simbiosi con pneumatici dall’importante livello di aderenza, efficaci su terreni misti.

      Saper gestire lo scivolamento – in accelerazione ma anche in frenata – senza alcun aiuto elettronico consente ai piloti di acquisire migliori riflessi in caso di perdita di aderenza. Questi, anche se acquisiti a 100 km/h, possono essere utili su mezzi che superano i 300 km/h.

      In caso di errore di sterzata, le basse velocità (relativamente parlando, trattandosi di una moto su un circuito) e l’agilità del mezzo consentono di ritrovare rapidamente la giusta traiettoria, generalmente in totale sicurezza. I livelli di pericolo rimangono bassi. La combinazione di tutto questo aiuta a superare i propri limiti. E’ dunque una palestra perfetto per aumentare la maneggevolezza e la velocità della moto. E del pilota!

      Questo permette loro anche di usare la fantasia. Un esempio è Joan Mir, che si diverte a toccare l’asfalto con il casco cercando di non cadere.

      Azionare i freni, spostare i fianchi all’esterno della sella, quindi inclinare la moto. È un processo semplice che analizza i passi essenziali per curvare con una Supermotard. Dopo anni di pratica su moto di velocità, l’intero processo sembra contro-intuitivo e inverso, ma ti consente di adattarti alla macchina e al terreno.

      Sebbene alcuni motociclisti preferiscano il vecchio stile ginocchio in fuori, la natura stretta e tortuosa delle piste (di solito da kart) rende quasi impossibile passare da un lato della moto all’altro in alcune curve. È più semplice, veloce ed efficiente invece muoverla sotto il pilota per farla girare, spostando così il suo baricentro. Senza lunghe linee rette per rilassarsi, è una lotta costante.

      Ed il Dirt Track?

      Il Dirt Track si svolge su piste di terra ovali. Le moto non hanno freni anteriori, quindi la chiave è controllare lo scivolamento, soprattutto perché le gomme sono da pioggia. Apparsa per la prima volta negli Stati Uniti, prevede diversi turni: qualificazioni, eliminatorie e una gara finale, in cui si decide il vincitore.

      Marc Márquez, che ne è uno specialista, ha parlato di questo argomento. “In MotoGP, con l’adrenalina della velocità, devi essere super preciso in ogni giro, non puoi perdere la concentrazione. In Dirt Track, ogni giro è diverso: devi controllare lo scivolamento ed essere molto preciso con il gas. Da dire che le gare sono così brevi e imprevedibili da renderle molto emozionanti: puoi passare dalla vittoria alla lotta per l’ottavo posto.” Senza dubbio, questa è una tecnica che mostra la grande influenza del Supermotard nella competizione motociclistica.

      I piloti che hanno capito che è un ottimo modo per collegare il cervello alla mano destra e alla gomma posteriore hanno imparato l’arte del controllo della trazione. La natura stessa delle piste e queste moto sono diventate strumenti di apprendimento per piloti di tutti i livelli. Quasi tutti i professionisti – dalla MotoGP alla MXGP – si danno al Supermotard per migliorare le proprie abilità nel controllo di una moto in ogni condizione. Molti si allenano in Andorra, dove vivono. Valentino Rossi ha costruito una pista sterrata/asfaltata che si snoda attraverso le colline vicino alla sua casa a Tavullia.

      Per quanto riguarda Johann Zarco, quando non fa Flat Track con Fabio Quartararo, non è raro incontrarlo su un circuito di Supermotard nel sud della Francia. Si allena nientemeno che con Thomas Chareyre, pluricampione del mondo della disciplina!

      notizia da: corsedimoto.com


      Deve essere proprio una figata!! Mi affascina un sacco!

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