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OFFESA CI FU...!!!MIZZICA!!!

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    #46
    Ritiro su un post di antiquariato e aggiungo delle considerazioni tecniche tanto per rianimare questo forum... e dichiarare guerra a Rexxx...

    [C]D, rapporto corsa-alesaggio, adimensionale


    Ad esso sono legati il rendimento termico, quello meccanico e quello volumetrico del motore attraverso l?influenza di C/D sulla conformazione della camera di combustione, su u e sulle sezioni di passaggio a disposizione dei gas.

    La sua influenza sulla potenza all?albero la si estrapola dalla formula:


    da cui ? evidente che, a parit? di altri parametri, al diminuire del rapporto C/D aumenta la potenza.



    Range

    ? >1: motore detto ?sotto-quadro?, la camera di combustione ha conformazione molto raccolta, a favore del rendimento di combustione e quindi dei consumi. Rari i casi in ambito motociclistico che arrivano alla soglia di C/D unitario. Poco sopra all?unit? quasi tutti i valori dei motori automobilistici.

    ? 0.6-0.8: la maggioranza delle moto sportive attuali si attesta in tale intervallo, gli estremi sono Benelli Tornado con 0.559 e Suzuki GSX R 1000 con 0.808.

    ? <0.6: la camera di combustione arriva ad assumere conformazioni sfavorevoli alla combustione nonostante i vantaggi connessi alla riduzione di u (e/o all?innalzamento del regime di rotazione).

    ? 0.5 o meno: propulsori Formula 1.



    Limiti

    Limite superiore: la meccanica del motore alternativo ? evoluzione di quella delle macchine a vapore che adottavano rapporto C/D molto superiore all?unit? (fino a 3-4,?), andrebbe in favore della compattezza della camera di combustione e quindi dei consumi. Ma a valori elevati corrispondono dimensioni del manovellismo elevate, quindi elevati ingombri lungo l?asse del cilindro del propulsore, dimensioni delle valvole limitate dall?alesaggio quindi la ?respirazione? limitata da cui scarse prestazioni; pertanto, in ambito motociclistico sportivo in particolare, C/D = 1 si pu? considerare un valore decisamente in controtendenza ed eccessivo.

    Il limite inferiore invece ? originato dal compromesso necessario ad avere prestazioni elevate con consumi ragionevoli, quindi dalla necessit? di ottenere consumi specifici non troppo alti. Alesaggi grandi il doppio della corsa permetterebbero s? di limitare u e di incrementare il regime di rotazione (quindi la potenza), di aumentare la sezione di passaggio a disposizione dei gas freschi e di ridurre le dimensioni in altezza del gruppo cilindro-manovellismo, ma di contro rovinerebbero l?efficacia del processo di combustione dotando la camera di rapporto superficie/volume molto elevato, allungano il motore in direzione parallela all?albero a gomiti, conducendo ad usare valvole di dimensioni elevate a regimi elevati, quindi forti sollecitazioni alla distribuzione, ecc.

    0.6 ? un valore decisamente sportivo e attualmente molto diffuso : in zona 0.5 il progetto ? una ?dichiarazione di guerra? alle prestazioni dei concorrenti.

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      #47
      u, velocit? media dello stantuffo, [m/s]


      Proporzionale alla corsa ed al regime di rotazione, in base ad essa i motori possono essere classificati in lenti o veloci. Racchiude in s? sia un valore geometrico di progetto (C [mm]) che un valore di funzionamento (n [rpm]) ed associa cos? una scelta progettuale importante al ?progetto? (il motore) messo in esercizio.

      L?andamento delle perdite di potenza nel funzionamento va fatto con essa in ascissa; cos? pure per il comportamento delle grandezze di interesse scientifico (quindi tutte!) da trattare in modo scientifico: cio? da poter mettere a disposizione della tecnica a prescindere dal motore usato per un determinato tipo di esperienza.

      Tutto ci? che non parla del ciclo e dei suoi istanti precisi va (?andrebbe) messo in ordinata come variabile dipendente dall?indipendente u. La potenza diagrammata in funzione di n ? comoda solo per vedere cosa fa, in s? e per s?, un motore messo al banco, ma lo congela nel suo isolato modo di essere, ove il massimo confronto ammissibile ? con altri motori della stessa cilindrata (o categoria sportiva); ma quel motore rispetto alla tecnica motoristica attuale dov??? Potrebbe andare oltre? Di quanto? Potrei confrontarlo col fratello minore o maggiore per cilindrata nella stessa serie (ad es. R6, R7, R1) dello stesso anno o del passato della stessa casa costruttrice?

      La risposta non ? nei grafici ove all?asse orizzontale ? riportato n.



      u limita n, non vale invece il contrario.

      n definisce u: il motore ? alternativo, in un certo senso non vale il contrario (perch? il motore ?gira?, i suoi organi non sono dotati di moto espressamente misurabile in m/s).

      Tanto maggiore ? u, tanto maggiori sono le forze di inerzia che sollecitano tutti i componenti in moto alterno nel motore; n non ha la capacit? di essere cos? indiscutibilmente preciso: un motore per aeromodello a 15000 rpm sta ?girando piano?, un grande motore marino a 2000 rpm non ci arriver? mai.



      Range

      ? 15 m/s: sono pochi, facilissimo ottenere di pi? da un motore che funziona cos? (distribuzione e resistenza degli organi interni permettendo).

      ? 20 m/s: il motore ?gira? molto bene, molti motori sportivi attuali vanno un po? oltre tale soglia, oggi raggiungibile con mezzi di serie; soglia comunque elevata.

      ? 25 m/s: velocit? elevata appannaggio di motori da corsa, anche derivati dalla serie.

      ? ≥27 m/s: Formula 1?o gi? di l?. Difficilmente si pu? andare oltre; si ? nella zona della curva dello sviluppo possibile ove ogni minimo incremento ha un prezzo molto, molto elevato.



      Limiti

      A limitare u, oltre alle gi? citate forze d?inerzia, che nei motori veloci diventano dominanti su tutte le altre, anche fattori di carattere aerodinamico dovuti al raggiungimento di condizioni soniche nei condotti di aspirazione oltre le quali la respirazione del motore raggiunge un massimo fisicamente invalicabile.

      Le inerzie, essendo proporzionali alle masse, possono essere ridotte per incrementare u e quindi n da cui la potenza (pi? cicli nell?unit? di tempo), con organi in movimento in materiali pi? leggeri (a parit? di resistenza), ma il limite ? praticamente metallurgico (o della tecnologia dei materiali compositi).

      Le condizioni soniche, essendo proporzionali alle velocit? nei condotti, ed esse alle sezioni degli stessi, possono essere allontanate con maggiori sezioni di passaggio (valvole di maggiori dimensioni o in maggior numero), cui limite ? la dimensione del cilindro e che comunque riconducono a problemi inerziali per la maggiore massa connessa alle maggiori dimensioni.



      Negli ultimi 25 anni l?aumento della velocit? media dello stantuffo al regime di potenza massima ? stato di poco superiore al 10%, in campo motociclistico. Il regime di rotazione associato ? invece aumentato del 40% sia grazie all?incremento di u che, e soprattutto, grazie alla riduzione di C/D.

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        #48
        qua ci vuole un laureato??????

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          #49
          Originally posted by saxoao
          qua ci vuole un laureato??????
          Io sono ingegnere ma ... biomedico, Rexxx laureando in ingegneria meccanica come dacorsa, Ugo.

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            #50
            Originally posted by abezze
            Originally posted by saxoao
            qua ci vuole un laureato??????
            Io sono ingegnere ma ... biomedico, Rexxx laureando in ingegneria meccanica come dacorsa, Ugo.
            ok allora mi sento un po meno ignorante

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              #51
              Originally posted by abezze
              Io sono ingegnere...
              Ok, adesso capisco... !

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