29/05/2005 TROFEO ITALIANO AMATORI ?cat. OPEN-
Circuito di Magione
Insomma? alla fine la tanto attesa partenza di questo trofeo ? arrivata. Dopo mesi che, pi? di preparazione sono stati occupati da paure, incertezze, dubbi, complessi, perplessit? ed incertezze, ci siamo buttati a capofitto in questa nuova avventura che ci emozionava tanto quanto ci spaventava (almeno a livello personale).
Venerd? 27 maggio 2005, ore 22:00 circa, torno in macchina dalla germania, vado a prendere il furgone prestatomi dal titolare (grazie Fabbi??) e il carrello anche quello preso in affitto alla PICCHIO & CAPIBARA rimorchi, carico la moto con l?aiuto di Blade (che oramai s?? impegnato giurandomi fedelt? ed assistenza per tutta la durata del trofeo, sar? per magione e tutte le altre gare il mio accompagnatore?una specie di UCCIO un po? pi? brutto, panzato e con la delicatezza di un rutto in chiesa), e dopo aver ricontato e rivisto per una quarantina di volte i bagagli mettiamo in moto e ci buttiamo per strada (mai frase pi? azzeccata?visto ke sulla E45 dopo una staccatona che ha messo in crisi la ciclistica del vito quasi ci spalmavamo su un divisorio e stavamo per essere superati da un carrello guidato da una GSXR 1000 scarenata?vabb? !).
Arriviamo in albergo verso l?una di notte? tempo di buttare i bagagli per terra, pisciatina, d? rutti e una grattatina allo scroto e subito a nanna.
Sabato 28 maggio 2005, ore 8:00 circa, freschi e riposati come un?adolescente insonne ad una nottata RAVE, una ?leggera? colazioncina a base di tutto ci? ke poteva apportare zuccheri, crostate, ciambelloni, cioccolate, ed una deliziosa spremuta di colesterolo ingurgitata a quantit? industriali, ci portava ad iniziare la nostra prima giornata da ?UFFICIALI?. Tutto era pronto! A parte le carene da forare e montare sulla moto, far passare le verifice alla suddetta, verificare licenza e ritirare il trasponder, mettere gli adesivi di rito pi? gli altri personali, infilarsi la tuta nuova per la prima volta e andare a fare le qualifiche?in tranquillit?, senza agitazione e/o stress ovviamente.
Vabb?? san trix riesce in un modo o nell?altro ad eludere i commissari alle verifiche distraendoli a colpi di italiano perfetto condito con qualche nozione tecnica divagatoria su temi d?attualit?, quali: NUMERI, DIMENZIONI, LUNGHEZZE, FICA, UMORISMO GENERICO E GASTRONOMIA?le verifiche passano!
Agitato e teso, emozionato e impaurito come un gatto a passeggio in un malfamato mercato alimentare cinese, infilo la tuta, metto i guanti in testa il casco ai piedi, salgo sugli stivaletti e mi metto ai box in partenza, ore 13:00.
Il terrore unito ad una lieve e fastidiosa sensazione in cui senti che qualcosa andr? storto, oltre che le rincuoranti parole di amici e conoscenti che incitavano il mio ingresso in pista con tono perculatorio e malvagio mi accompagnano per i primi metri di ingresso e fino alla prima curva, tempo di un destra sinistra, abbasso la visiera e per quanto a me concesso MI CONCENTRO su traiettorie, tempi di reazione, staccate (???), e velocit? di percorrenza dei vari tratti del circuito di magione. Faccio tipo 2-3 giri, poi i restanti un po? pi? spinti fino alla staccata dopo il rettilineone in cui come esco da cupolino, afferro i freni e mi preparo ad inserire la moto, vengo colpito sul pettorale sinistro da una cosa lunga grossa e dura (il convogliatore sx?maliziosi !), breve check-up della situazione: vedo il coso, lo afferro con la mano sx, mi ricordo che in qualche punto la vicino c?era una curva, la vedo, mi ci butto dentro per? allargo allargo fino a toccare con le ruote il cordolo esterno tra le due curve da raccordare, con una tangente percorsa che avrebbe fatto paura anche ad un pilota da motard su una Graziella. Come sento lo scalino, addrizzo e mi getto nella via di fuga, in direzione del povero commissario che mi attendeva a braccia aperte ma con un ironico sguardo come a dire ?vediamo st? cerbero dove si ferma e dove t?cca arriv? a prendere i pezzi?. Insomma, tra una sbacchettata e l?altra, un?infossata ant e post, un urlo, qualche scoreggino sfuggito, miracolosamente sono fermo IN PIEDI, SANO, e col mio bel convogliatore in mano INTATTO ! So cose belle?!!!
Rientro ai box bianco come le lenzuola della signora dell?ACE, trix e superazzi mi si fondano addosso, io spiego in un singhiozzante dialetto sardo l?accaduto e in un batter d?occhio e di nastro isolante riassemblano il convogliatore e mi ridanno il via per rientrare?SULLA BANDIERA A SCACCHI?qualifiche finite.
Tempi alla mano spunto un 1:20:6 che mi piazza in 18? posizione provvisoria su 32 partecipanti?buono buono!
Stremato dalla fatica per la stupefacente prestazione eseguita, mi dedico ad una lieve attivit? di bradiping estremo, consistente nello svaccarsi su una sdraio e sbrodolarsi di saliva fino al risveglio. Risveglio eseguito con la visione della mia moto scarenata, smembrata e sezionata dai premurosi trix e superazzi, che stavano dando una ?regolatina? alle sospensioni, in cui la forcella non forcellava, il mono non monava, la gomma non gommava, etc etc. Dopo accurati controlli si ? venuto a capo che invece di un mono avevo un?asta di acciaio fissa che non permetteva nessuna escursione, salvo il mettere in sella un lottatore di sumo in relax.
Diciamo che tutto era pronto per la seconda sessione di qualifiche, ore 18:00, salgo in sella un po? pi? sereno, spingo fin da subito, cerco qualche giro veloce, mi diverto, comincio a capire qualcosa di moto e curve e mi sento di volare? infatti?1:20:8 DU? DECIMI PIU? LENTO DELLA MATTINA? strana gente i piloti in erba !
La giornata si conclude con me che parto 18? in quinta fila della griglia, una bibitina al bar, qualche passeggiata per i box per pavoneggiarsi con il tesserino ?PILOTA #43?, qualche perculazione tra piloti, na lavata?du cannette a fine serata e via a nanna.
Domenica 29 maggio 2005, ore 7:00 circa, mi sveglio di buon?ora, un par di calci a blade che russava, telefonatine di rito ad amici e parenti, solita colazione soft e di nuovo per quel dell?autodromo.
La strada che ci divideva dal circuito era diversa rispetto al giorno precedente, striscioni, cartelloni, forze dell?ordine, macchine parcheggiate in ogni dove, controlli come nemmeno alla prima di un film di selene, insomma? c?era un certo fermento e agitazione nell?aria?o semplicemente era la digestione confusa di blade?mah !
In mattinata ci vengono a trovare anche Ibanez e il Capibbara, poi mia madre, mio padre e i due cagnetti, altri amici del club (di cui non ricordo mai i nomi?sorry!), insomma un bel gruppetto arrivato per assistere alla prima gara della prima edizione del trofeo amatori, e a fare il tifo per un loro amico improvvisato pilota debosciato?porelli !
Siamo comunque una delle categorie a cui ? permesso l?onore del warm up, di cui a me sinceramente sfugge il significato, visto che alle 10:40 non sapendo che fare in pista, ho girato concentrandomi solo sul curvone in fondo al rettilineo lungo, quello che mi metteva pi? timore (vista anche l?esperienza delle prime qualifiche), rientro ai box e un superazzi preoccupatissimo mi corre incontro chiedendomi che succedeva, io rispondo ?niente?? e lui ?stai a gir? 6 secondi pi? lento? ?provo solo il curvone e st? risparmiando le gomme? visto ke avevano una giornata a magione il 13, le qualifiche, quel warm up e alle 19:00 c?avrei fatto pure la gara (voci infondate di corridoio dicono che se il presidente l?avesse saputo prima m?avrebbe lampeggiato in pit lane, ed esposto come bandiera a scacchi alla fine della gara del trofeo OPEN mobil 1, ma sono solo dicerie?). Brevi incomprensioni tra un pilota e il suo team? A CHE CAZZO SERVE STO? WARM-UP?st? warm-uppando la pista? piano piano?!!!
Assistiamo insieme agli altri amici alle varie gare, supertwin, trofeo motocicliste, centauro, mobil 1, roadster cup, pranziamo con pennette all?arrabbiata sapientemente cucinate dal NOSTRO SIGNORE DEI SUGHI Furio, sguardi sparsi a tette e culi presenti ai box, pisolini vari, e tutto trascorre sereno fino a met? pomeriggio.
Un incidente far? ritardare le partenze di circa 20-30 minuti, e cos? ci troveremo con la nostra gara alle 19.00, l?ultima della giornata, col fresco insomma?talmente tanto fresco che verso le 18:00 la pista era coperta da un cielo scuro e cupo, che ha scatenato una ressa al box dunlop per accalappiare le gomme rain e montarle su cerchi secondari, io, non avendo ne i soldi per le gomme, ne i cerchi di scorta, mi sono limitato a godermi lo spettacolo, tranquillo e beato visto ke la mia soluzione era l?ottimale per me ed il meteo?VISTO CHE ERA L?UNICA POSSIBILE !
Domenica ore 18:50?LA GARA. Amici e parenti dislocati tra i box e gli spalti, tuta indossata, sguardo da pilota concentrato solo sulla sua gara (?deliziosa quella crostata stamattina??), accompagnato da blade e nigel andiamo in corsia box sulla griglia, la stessa griglia che vediamo in televisione, mancavano solo le ombrelline, ma non dubito che un buon ibanez depilato possa fare la sua bella figura. Sulla griglia l?atmosfera ? divertente, spensierata, solo alcuni, quelli velocissimi l? davanti, hanno la concentrazione piena, seri, pronti, noi cazzareggiamo, le foto, le impressioni, le emozioni, allegria, paura, serenit?, agitazione si miscelano tutte in pochi minuti, con una sequenza ed un?ordine misto veloce quanto McRae ed il suo 1:16 e rotti di pole.
Si espone il cartello del casco che invita i piloti a prepararsi e finire la vestizione, (io ero tipo un?oretta che ero pronto), poi il minuto, e poi i 30 secondi, vanno pian piano via tutti, rimaniamo in griglia io, gli altri piloti, la mia moto e?IL CAVALLETTO POSTERIORE !!! I miei fidi assistenti m?avevano lasciato dritto e sollevato in mezzo a 32 jene ridens pronte al salto. Il ragazzo di fianco a me mi chiede gridando se si partiva subito o c?era ancora un giro d?allineamento, gli rispondo prontamente e sicuro con un ?non lo so?, e continuiamo a dialogare su chi ha corso prima, sulla partenza al verde o altri colori, che la carbonara la fa col guanciale e non con la pancetta?insomma ci intratteniamo bloccati solo da un losco individuo che inizia a correre tra di noi sventolando delle bandiere rosse, e al suo passaggio tutti partivano e si dileguavano alla prima curva, detto fatto? ci salutiamo cordialmente riproponendoci di continuare il discorso dei tempi di cottura delle orecchiette a fine gara e ci avviamo anche noi. Si scaldano le gomme zigzagando come in TV, si provano e scaldano un po? i freni, quel che basta per innestare i primi sbalzi di vomito ad ogni oscillazione longitudinale e/o trasversale della moto, sar? la paura o la tuta stretta ma sento molto calore tra il mio fondovalle e la sella.
Imbocchiamo il rettilineo dei box e ci allineiamo tutti, ligi e precisi, pronti? tra un po? a come ci ? stato detto, si accender? la luce rossa, e al suo spegnimento un?ammasso informe di carne, vetroresina e metalli si fionder? sulla prima curva della prima gara di questa prima edizione del TROFEO ITALIANO AMATORI.
Ora cerchiamo di fare i seri?come dice una canzone sei solo tu e le tue paure, le ansie, ti rivengono in mente tutti i problemi e/o le cose andate ok durante questi due giorni, sei in mezzo ad altri 32 come te, ma sei solo, e ognuno dei tanti ? solo con se stesso, e con tutte le emozioni in comune. E? proprio vero, come dicono quelli bravi e famosi, i nostri idoli, chiusa la visiera non c?? pi? nient?altro, solo la pista ed il giro, giro dopo giro, in una successione di movimenti e sforzi che si ripetono con energia. Tutti i consigli erano incentrati nell?eseguire all?esterno la prima curva, proprio perch? la maggior preoccupazione era quella maledetta prima curva della prima gara, visto che nessuno di noi aveva mai provato una cosa del genere, uno scatenarsi in bagarre da fermo verso un unico punto, era insomma incerto che tutti potessero passare illesi dopo quel punto, viste le nostre scarse esperienze in materia.
Torniamo in sella, visiera chiusa, gas in mano, frizione tirata e marcia inserita, e in quella confusione di rumori ed emozioni in testa hai un silenzio disarmante e attendi in apnea la maledetta lucina rossa. Fermi, si accende la luce e in un secondo dalla durata infinita si rispenge?IL CAOS ! Tutto concentrato per cercare un varco, uno spazio per andare all?esterno come consigliato tra quei mille suoni e colori, le moto si alzano, svirgolano zigzagano nervose, io ancora alla ricerca dello spazietto, senza trascurare comunque la speranza di avere una buona accelerazione per non distaccarmi tanto dal gruppo, alcuni davanti partono peggio di me, prendo velocit? pi? rapidamente di loro, e cercando di spostarmi il pi? esterno possibile improvvisamente scorgo uno spiraglio di luce tra la mia moto ed il cordolo interno, uno spazietto lasciato libero all?ultimo da un?R1 scura?fanculo tutti e mi ci butto dentro, arrivo, stacco ma non molto vista la velocit? non eccessiva, ne passo 4-5 li lascio scivolare dietro alla mia spalla sinistra, con la coda dell?occhio li conto e mi ritrovo all?interno con qualcosa che mi ha sfiorato il ginocchio sinistro, faccio la curva e spalanco un po? prima il gas per allargare un pochino in uscita e riportarmi all?interno anche nella curva successiva, questa manovra non so se lecita per? mi ha permesso di tenermi dietro altri che mi avrebbero superato, tagliandogli delicatamente la strada allargando la traiettoria in uscita. Dopo le prime due curve individuo la coda della moto di un mio amico, che so ? andato pi? forte di me, gli st? incollato, mi ci attacco con la speranza di essere trainato per un po? e prendere un buon ritmo, sono 13? all?incirca e con tutti i movimenti e le azioni fatte con pi? velocit?, nervosismo e agitazione rispetto a tutte le altre volte in pista, una gara non ? un turno libero, e te ne rendi conto subito, non sapevo se ero veloce o lento, sapevo solo che ero in un gruppo, e non mi staccavano ne superavano, quindi male che v? ero come loro. Mantengo la mia sudata posizione per i primi 5-6 giri, dopodich? tutta l?adrenalina e l?agitazione accumulata e scaricata porta ad un rapido decadimento delle prestazioni fisiche, io senza allenamenti e/o preparazioni non ero adatto a sopportare tutto quel ritmo imposto, e te ne accorgi solo quando in staccata le braccia fanno fatica anche solo per rallentare, le gambe non si muovono pi? velocemente come prima, tutti i muscoli sono intorpiditi e affaticati, recepiscono tutti gli impulsi pi? lentamente, ti lasci trascinare e cadere in curva senza pi? tutta quella sensazione di controllo del mezzo, fai tutto per inerzia, le curve si allargano, la moto non tiene pi? la corda, perfino il lungo rettilineo ? faticoso, alla ricerca di una buona posizione aerodinamica, sfruttando l?ultimo pelo di gas, prima di chiudere e staccare, per poi rendersi conto che la frenata poteva essere ritardata ancora un po? e l?inserimento fatto un po? pi? velocemente, ma oramai non hai tempo per pensarci perch? gi? devi sentire il momento giusto per ridare il gas pi? velocemente ed in fretta possibile, proiettarti lungo la traiettoria ottimale verso la prossima curva, e come scarti anche poco perdi a vista chi ti sta davanti e senti i rumori di chi ? dietro e che si avvicina?lo stress pi? bello del mondo !
Tutto in ripetizione, tutto uguale, cercando le piccole variazioni tra un giro e l?altro, e piano piano si avvicinava qualcuno, sempre in ingresso curva, lasci uno spazio ed entrano, e te stanco e affranto non puoi far altro che cercare di contrastare alla prossima staccata, ma la stanchezza gioca contro di te e niente da fare, li segui ti ci attacchi e dici dentro di te ok questo ? l?ultimo che mi passa quella posizione era mia, ma per i giri dopo, tutti e 14 i giri, ogni tanto si affacciava qualcuno e ti passava, psicologicamente ? devastante e spronante, ma mentre la demoralizzazione ti coglie subito e velocemente, la voglia di riscatto e la rabbia che ti permette di fare quel poco in pi? che normalmente non faresti mai ti fa continuare anche se sei appena stato superato, e questo te lo porti appresso per tutta la durata della gara, ad ogni movimento e/o suono intorno a te, vivi quei pochi minuti di gara con la paura di qualcuno che puoi solo immaginare dietro di te e con la rabbia e cattiveria di voler riagguantare chiunque sia davanti, chiunque sia?solo per la voglia e lo stimolo di farlo.
Insomma giro dopo giro mi ripassano 4 dei cinque che avevo contato all?inizio e mi recludono alla 17? posizione, si vede che alla fine quella mi meritavo!
Gli ultimi giri li ho fatti con livelegend, ho riconosciuto la sua moto che mi entrava in staccata, mi passa, sul lungo rettilineo non se ne v? ma in staccata ? molto bravo e mi guadagna spazio, per? nella sequenza di S prima dei box il giro prima mi ? sembrato di essere un pelino pi? agile di lui nei movimenti, cos? rincuorato mi avvicino a lui e sul rettilineo dei box viaggiamo assieme, stavolta ho aspettato che staccasse prima lui, mi ? davanti ed ho un riferimento, si alza frena, e io un po? pi? tardi, lo affianco all?interno e lo passo, entro per primo in quella curva, cerco di raccimolare gli ultimi sprazzi di energia per quell?ultimo giro, curve e staccate pi? che potevo fare, forzate, scomposte, a volte anche un po? al limite, e nonostante tutto lo sento dietro, sento i suoi scarichi, immagino la sua ombra dietro di me, rettilineo lungo e tutto gas, la mia moto dovrebbe essere a posto di motore, o almeno mi scongiura di essere superato in rettilineo, ci fiondiamo alla staccata e li, non chiedetemi perch? ma non forzo come avrei dovuto fare, peraltro lascio uno spazio all?interno e si sa?l?occasione fa l?uomo ladro,in questo caso pilotone, e mi passa all?interno, un grido sommesso nel casco ?noooooooo?, cosciente del fatto che le S mi lasciavano poche possibilit? di rivincita, ci provo, traiettorie forzate, qualche incrocio di linee ma niente, usciamo quasi insieme dall?ultima curva?ed io dietro? PORC !!!
Cos? un paio di lezioni importanti le ho apprese?
-quando mentre stacchi penserai che stai x finire sulla ghiaia, aspetta un po? perch? c?? sempre modo di spingerla oltre e di forzarla, se ti capita x caso in gara vuol dire che lo puoi fare altre volte, e che la tua percezione di staccata al limite non ? poi cos? realistica (superazzi docet)
-la traiettoria del giro veloce non ? quella della gara, se per fare una curva in modo pi? rapido possibile sfrutti tutta la pista, inevitabilmente lascerai degli spazi agli avversari, che?anche se percorreranno la curva pi? lentamente si metteranno davanti, e quindi potevi essere il pi? veloce, ma sarai quello dietro
-l?allenamento fisico serve, almeno per il fiato e per la costanza di rendimento, dopo 5 giri ero in coma, e la stanchezza pu? anche farti fare degli errori pi? o meno gravi, e alla fine puoi tenere un passo pi? cosciente e veloce, andare a vita persa ed essere guidati dagli eventi e dal caso non porta a nessun vantaggio, ci vuole non tanto potenza ma fiato e resistenza fisica?ma sicuramente se siete riusciti a leggere fin qui siete gi? un passo avanti !
Grazie a tutti gli amici che mi hanno aiutato, confortato e deriso, serve tutto, e nell?attesa della prossima gara vi saluto e vi ringrazio nuovamente per tutte le emozioni trascorse insieme. Ora scappo?vado a fare 30 serie di flessioni e un par d?ore di ciclette?!!!
Il pilotone in erba SHT
Circuito di Magione
Insomma? alla fine la tanto attesa partenza di questo trofeo ? arrivata. Dopo mesi che, pi? di preparazione sono stati occupati da paure, incertezze, dubbi, complessi, perplessit? ed incertezze, ci siamo buttati a capofitto in questa nuova avventura che ci emozionava tanto quanto ci spaventava (almeno a livello personale).
Venerd? 27 maggio 2005, ore 22:00 circa, torno in macchina dalla germania, vado a prendere il furgone prestatomi dal titolare (grazie Fabbi??) e il carrello anche quello preso in affitto alla PICCHIO & CAPIBARA rimorchi, carico la moto con l?aiuto di Blade (che oramai s?? impegnato giurandomi fedelt? ed assistenza per tutta la durata del trofeo, sar? per magione e tutte le altre gare il mio accompagnatore?una specie di UCCIO un po? pi? brutto, panzato e con la delicatezza di un rutto in chiesa), e dopo aver ricontato e rivisto per una quarantina di volte i bagagli mettiamo in moto e ci buttiamo per strada (mai frase pi? azzeccata?visto ke sulla E45 dopo una staccatona che ha messo in crisi la ciclistica del vito quasi ci spalmavamo su un divisorio e stavamo per essere superati da un carrello guidato da una GSXR 1000 scarenata?vabb? !).
Arriviamo in albergo verso l?una di notte? tempo di buttare i bagagli per terra, pisciatina, d? rutti e una grattatina allo scroto e subito a nanna.
Sabato 28 maggio 2005, ore 8:00 circa, freschi e riposati come un?adolescente insonne ad una nottata RAVE, una ?leggera? colazioncina a base di tutto ci? ke poteva apportare zuccheri, crostate, ciambelloni, cioccolate, ed una deliziosa spremuta di colesterolo ingurgitata a quantit? industriali, ci portava ad iniziare la nostra prima giornata da ?UFFICIALI?. Tutto era pronto! A parte le carene da forare e montare sulla moto, far passare le verifice alla suddetta, verificare licenza e ritirare il trasponder, mettere gli adesivi di rito pi? gli altri personali, infilarsi la tuta nuova per la prima volta e andare a fare le qualifiche?in tranquillit?, senza agitazione e/o stress ovviamente.
Vabb?? san trix riesce in un modo o nell?altro ad eludere i commissari alle verifiche distraendoli a colpi di italiano perfetto condito con qualche nozione tecnica divagatoria su temi d?attualit?, quali: NUMERI, DIMENZIONI, LUNGHEZZE, FICA, UMORISMO GENERICO E GASTRONOMIA?le verifiche passano!
Agitato e teso, emozionato e impaurito come un gatto a passeggio in un malfamato mercato alimentare cinese, infilo la tuta, metto i guanti in testa il casco ai piedi, salgo sugli stivaletti e mi metto ai box in partenza, ore 13:00.
Il terrore unito ad una lieve e fastidiosa sensazione in cui senti che qualcosa andr? storto, oltre che le rincuoranti parole di amici e conoscenti che incitavano il mio ingresso in pista con tono perculatorio e malvagio mi accompagnano per i primi metri di ingresso e fino alla prima curva, tempo di un destra sinistra, abbasso la visiera e per quanto a me concesso MI CONCENTRO su traiettorie, tempi di reazione, staccate (???), e velocit? di percorrenza dei vari tratti del circuito di magione. Faccio tipo 2-3 giri, poi i restanti un po? pi? spinti fino alla staccata dopo il rettilineone in cui come esco da cupolino, afferro i freni e mi preparo ad inserire la moto, vengo colpito sul pettorale sinistro da una cosa lunga grossa e dura (il convogliatore sx?maliziosi !), breve check-up della situazione: vedo il coso, lo afferro con la mano sx, mi ricordo che in qualche punto la vicino c?era una curva, la vedo, mi ci butto dentro per? allargo allargo fino a toccare con le ruote il cordolo esterno tra le due curve da raccordare, con una tangente percorsa che avrebbe fatto paura anche ad un pilota da motard su una Graziella. Come sento lo scalino, addrizzo e mi getto nella via di fuga, in direzione del povero commissario che mi attendeva a braccia aperte ma con un ironico sguardo come a dire ?vediamo st? cerbero dove si ferma e dove t?cca arriv? a prendere i pezzi?. Insomma, tra una sbacchettata e l?altra, un?infossata ant e post, un urlo, qualche scoreggino sfuggito, miracolosamente sono fermo IN PIEDI, SANO, e col mio bel convogliatore in mano INTATTO ! So cose belle?!!!
Rientro ai box bianco come le lenzuola della signora dell?ACE, trix e superazzi mi si fondano addosso, io spiego in un singhiozzante dialetto sardo l?accaduto e in un batter d?occhio e di nastro isolante riassemblano il convogliatore e mi ridanno il via per rientrare?SULLA BANDIERA A SCACCHI?qualifiche finite.
Tempi alla mano spunto un 1:20:6 che mi piazza in 18? posizione provvisoria su 32 partecipanti?buono buono!
Stremato dalla fatica per la stupefacente prestazione eseguita, mi dedico ad una lieve attivit? di bradiping estremo, consistente nello svaccarsi su una sdraio e sbrodolarsi di saliva fino al risveglio. Risveglio eseguito con la visione della mia moto scarenata, smembrata e sezionata dai premurosi trix e superazzi, che stavano dando una ?regolatina? alle sospensioni, in cui la forcella non forcellava, il mono non monava, la gomma non gommava, etc etc. Dopo accurati controlli si ? venuto a capo che invece di un mono avevo un?asta di acciaio fissa che non permetteva nessuna escursione, salvo il mettere in sella un lottatore di sumo in relax.
Diciamo che tutto era pronto per la seconda sessione di qualifiche, ore 18:00, salgo in sella un po? pi? sereno, spingo fin da subito, cerco qualche giro veloce, mi diverto, comincio a capire qualcosa di moto e curve e mi sento di volare? infatti?1:20:8 DU? DECIMI PIU? LENTO DELLA MATTINA? strana gente i piloti in erba !
La giornata si conclude con me che parto 18? in quinta fila della griglia, una bibitina al bar, qualche passeggiata per i box per pavoneggiarsi con il tesserino ?PILOTA #43?, qualche perculazione tra piloti, na lavata?du cannette a fine serata e via a nanna.
Domenica 29 maggio 2005, ore 7:00 circa, mi sveglio di buon?ora, un par di calci a blade che russava, telefonatine di rito ad amici e parenti, solita colazione soft e di nuovo per quel dell?autodromo.
La strada che ci divideva dal circuito era diversa rispetto al giorno precedente, striscioni, cartelloni, forze dell?ordine, macchine parcheggiate in ogni dove, controlli come nemmeno alla prima di un film di selene, insomma? c?era un certo fermento e agitazione nell?aria?o semplicemente era la digestione confusa di blade?mah !
In mattinata ci vengono a trovare anche Ibanez e il Capibbara, poi mia madre, mio padre e i due cagnetti, altri amici del club (di cui non ricordo mai i nomi?sorry!), insomma un bel gruppetto arrivato per assistere alla prima gara della prima edizione del trofeo amatori, e a fare il tifo per un loro amico improvvisato pilota debosciato?porelli !
Siamo comunque una delle categorie a cui ? permesso l?onore del warm up, di cui a me sinceramente sfugge il significato, visto che alle 10:40 non sapendo che fare in pista, ho girato concentrandomi solo sul curvone in fondo al rettilineo lungo, quello che mi metteva pi? timore (vista anche l?esperienza delle prime qualifiche), rientro ai box e un superazzi preoccupatissimo mi corre incontro chiedendomi che succedeva, io rispondo ?niente?? e lui ?stai a gir? 6 secondi pi? lento? ?provo solo il curvone e st? risparmiando le gomme? visto ke avevano una giornata a magione il 13, le qualifiche, quel warm up e alle 19:00 c?avrei fatto pure la gara (voci infondate di corridoio dicono che se il presidente l?avesse saputo prima m?avrebbe lampeggiato in pit lane, ed esposto come bandiera a scacchi alla fine della gara del trofeo OPEN mobil 1, ma sono solo dicerie?). Brevi incomprensioni tra un pilota e il suo team? A CHE CAZZO SERVE STO? WARM-UP?st? warm-uppando la pista? piano piano?!!!
Assistiamo insieme agli altri amici alle varie gare, supertwin, trofeo motocicliste, centauro, mobil 1, roadster cup, pranziamo con pennette all?arrabbiata sapientemente cucinate dal NOSTRO SIGNORE DEI SUGHI Furio, sguardi sparsi a tette e culi presenti ai box, pisolini vari, e tutto trascorre sereno fino a met? pomeriggio.
Un incidente far? ritardare le partenze di circa 20-30 minuti, e cos? ci troveremo con la nostra gara alle 19.00, l?ultima della giornata, col fresco insomma?talmente tanto fresco che verso le 18:00 la pista era coperta da un cielo scuro e cupo, che ha scatenato una ressa al box dunlop per accalappiare le gomme rain e montarle su cerchi secondari, io, non avendo ne i soldi per le gomme, ne i cerchi di scorta, mi sono limitato a godermi lo spettacolo, tranquillo e beato visto ke la mia soluzione era l?ottimale per me ed il meteo?VISTO CHE ERA L?UNICA POSSIBILE !
Domenica ore 18:50?LA GARA. Amici e parenti dislocati tra i box e gli spalti, tuta indossata, sguardo da pilota concentrato solo sulla sua gara (?deliziosa quella crostata stamattina??), accompagnato da blade e nigel andiamo in corsia box sulla griglia, la stessa griglia che vediamo in televisione, mancavano solo le ombrelline, ma non dubito che un buon ibanez depilato possa fare la sua bella figura. Sulla griglia l?atmosfera ? divertente, spensierata, solo alcuni, quelli velocissimi l? davanti, hanno la concentrazione piena, seri, pronti, noi cazzareggiamo, le foto, le impressioni, le emozioni, allegria, paura, serenit?, agitazione si miscelano tutte in pochi minuti, con una sequenza ed un?ordine misto veloce quanto McRae ed il suo 1:16 e rotti di pole.
Si espone il cartello del casco che invita i piloti a prepararsi e finire la vestizione, (io ero tipo un?oretta che ero pronto), poi il minuto, e poi i 30 secondi, vanno pian piano via tutti, rimaniamo in griglia io, gli altri piloti, la mia moto e?IL CAVALLETTO POSTERIORE !!! I miei fidi assistenti m?avevano lasciato dritto e sollevato in mezzo a 32 jene ridens pronte al salto. Il ragazzo di fianco a me mi chiede gridando se si partiva subito o c?era ancora un giro d?allineamento, gli rispondo prontamente e sicuro con un ?non lo so?, e continuiamo a dialogare su chi ha corso prima, sulla partenza al verde o altri colori, che la carbonara la fa col guanciale e non con la pancetta?insomma ci intratteniamo bloccati solo da un losco individuo che inizia a correre tra di noi sventolando delle bandiere rosse, e al suo passaggio tutti partivano e si dileguavano alla prima curva, detto fatto? ci salutiamo cordialmente riproponendoci di continuare il discorso dei tempi di cottura delle orecchiette a fine gara e ci avviamo anche noi. Si scaldano le gomme zigzagando come in TV, si provano e scaldano un po? i freni, quel che basta per innestare i primi sbalzi di vomito ad ogni oscillazione longitudinale e/o trasversale della moto, sar? la paura o la tuta stretta ma sento molto calore tra il mio fondovalle e la sella.
Imbocchiamo il rettilineo dei box e ci allineiamo tutti, ligi e precisi, pronti? tra un po? a come ci ? stato detto, si accender? la luce rossa, e al suo spegnimento un?ammasso informe di carne, vetroresina e metalli si fionder? sulla prima curva della prima gara di questa prima edizione del TROFEO ITALIANO AMATORI.
Ora cerchiamo di fare i seri?come dice una canzone sei solo tu e le tue paure, le ansie, ti rivengono in mente tutti i problemi e/o le cose andate ok durante questi due giorni, sei in mezzo ad altri 32 come te, ma sei solo, e ognuno dei tanti ? solo con se stesso, e con tutte le emozioni in comune. E? proprio vero, come dicono quelli bravi e famosi, i nostri idoli, chiusa la visiera non c?? pi? nient?altro, solo la pista ed il giro, giro dopo giro, in una successione di movimenti e sforzi che si ripetono con energia. Tutti i consigli erano incentrati nell?eseguire all?esterno la prima curva, proprio perch? la maggior preoccupazione era quella maledetta prima curva della prima gara, visto che nessuno di noi aveva mai provato una cosa del genere, uno scatenarsi in bagarre da fermo verso un unico punto, era insomma incerto che tutti potessero passare illesi dopo quel punto, viste le nostre scarse esperienze in materia.
Torniamo in sella, visiera chiusa, gas in mano, frizione tirata e marcia inserita, e in quella confusione di rumori ed emozioni in testa hai un silenzio disarmante e attendi in apnea la maledetta lucina rossa. Fermi, si accende la luce e in un secondo dalla durata infinita si rispenge?IL CAOS ! Tutto concentrato per cercare un varco, uno spazio per andare all?esterno come consigliato tra quei mille suoni e colori, le moto si alzano, svirgolano zigzagano nervose, io ancora alla ricerca dello spazietto, senza trascurare comunque la speranza di avere una buona accelerazione per non distaccarmi tanto dal gruppo, alcuni davanti partono peggio di me, prendo velocit? pi? rapidamente di loro, e cercando di spostarmi il pi? esterno possibile improvvisamente scorgo uno spiraglio di luce tra la mia moto ed il cordolo interno, uno spazietto lasciato libero all?ultimo da un?R1 scura?fanculo tutti e mi ci butto dentro, arrivo, stacco ma non molto vista la velocit? non eccessiva, ne passo 4-5 li lascio scivolare dietro alla mia spalla sinistra, con la coda dell?occhio li conto e mi ritrovo all?interno con qualcosa che mi ha sfiorato il ginocchio sinistro, faccio la curva e spalanco un po? prima il gas per allargare un pochino in uscita e riportarmi all?interno anche nella curva successiva, questa manovra non so se lecita per? mi ha permesso di tenermi dietro altri che mi avrebbero superato, tagliandogli delicatamente la strada allargando la traiettoria in uscita. Dopo le prime due curve individuo la coda della moto di un mio amico, che so ? andato pi? forte di me, gli st? incollato, mi ci attacco con la speranza di essere trainato per un po? e prendere un buon ritmo, sono 13? all?incirca e con tutti i movimenti e le azioni fatte con pi? velocit?, nervosismo e agitazione rispetto a tutte le altre volte in pista, una gara non ? un turno libero, e te ne rendi conto subito, non sapevo se ero veloce o lento, sapevo solo che ero in un gruppo, e non mi staccavano ne superavano, quindi male che v? ero come loro. Mantengo la mia sudata posizione per i primi 5-6 giri, dopodich? tutta l?adrenalina e l?agitazione accumulata e scaricata porta ad un rapido decadimento delle prestazioni fisiche, io senza allenamenti e/o preparazioni non ero adatto a sopportare tutto quel ritmo imposto, e te ne accorgi solo quando in staccata le braccia fanno fatica anche solo per rallentare, le gambe non si muovono pi? velocemente come prima, tutti i muscoli sono intorpiditi e affaticati, recepiscono tutti gli impulsi pi? lentamente, ti lasci trascinare e cadere in curva senza pi? tutta quella sensazione di controllo del mezzo, fai tutto per inerzia, le curve si allargano, la moto non tiene pi? la corda, perfino il lungo rettilineo ? faticoso, alla ricerca di una buona posizione aerodinamica, sfruttando l?ultimo pelo di gas, prima di chiudere e staccare, per poi rendersi conto che la frenata poteva essere ritardata ancora un po? e l?inserimento fatto un po? pi? velocemente, ma oramai non hai tempo per pensarci perch? gi? devi sentire il momento giusto per ridare il gas pi? velocemente ed in fretta possibile, proiettarti lungo la traiettoria ottimale verso la prossima curva, e come scarti anche poco perdi a vista chi ti sta davanti e senti i rumori di chi ? dietro e che si avvicina?lo stress pi? bello del mondo !
Tutto in ripetizione, tutto uguale, cercando le piccole variazioni tra un giro e l?altro, e piano piano si avvicinava qualcuno, sempre in ingresso curva, lasci uno spazio ed entrano, e te stanco e affranto non puoi far altro che cercare di contrastare alla prossima staccata, ma la stanchezza gioca contro di te e niente da fare, li segui ti ci attacchi e dici dentro di te ok questo ? l?ultimo che mi passa quella posizione era mia, ma per i giri dopo, tutti e 14 i giri, ogni tanto si affacciava qualcuno e ti passava, psicologicamente ? devastante e spronante, ma mentre la demoralizzazione ti coglie subito e velocemente, la voglia di riscatto e la rabbia che ti permette di fare quel poco in pi? che normalmente non faresti mai ti fa continuare anche se sei appena stato superato, e questo te lo porti appresso per tutta la durata della gara, ad ogni movimento e/o suono intorno a te, vivi quei pochi minuti di gara con la paura di qualcuno che puoi solo immaginare dietro di te e con la rabbia e cattiveria di voler riagguantare chiunque sia davanti, chiunque sia?solo per la voglia e lo stimolo di farlo.
Insomma giro dopo giro mi ripassano 4 dei cinque che avevo contato all?inizio e mi recludono alla 17? posizione, si vede che alla fine quella mi meritavo!
Gli ultimi giri li ho fatti con livelegend, ho riconosciuto la sua moto che mi entrava in staccata, mi passa, sul lungo rettilineo non se ne v? ma in staccata ? molto bravo e mi guadagna spazio, per? nella sequenza di S prima dei box il giro prima mi ? sembrato di essere un pelino pi? agile di lui nei movimenti, cos? rincuorato mi avvicino a lui e sul rettilineo dei box viaggiamo assieme, stavolta ho aspettato che staccasse prima lui, mi ? davanti ed ho un riferimento, si alza frena, e io un po? pi? tardi, lo affianco all?interno e lo passo, entro per primo in quella curva, cerco di raccimolare gli ultimi sprazzi di energia per quell?ultimo giro, curve e staccate pi? che potevo fare, forzate, scomposte, a volte anche un po? al limite, e nonostante tutto lo sento dietro, sento i suoi scarichi, immagino la sua ombra dietro di me, rettilineo lungo e tutto gas, la mia moto dovrebbe essere a posto di motore, o almeno mi scongiura di essere superato in rettilineo, ci fiondiamo alla staccata e li, non chiedetemi perch? ma non forzo come avrei dovuto fare, peraltro lascio uno spazio all?interno e si sa?l?occasione fa l?uomo ladro,in questo caso pilotone, e mi passa all?interno, un grido sommesso nel casco ?noooooooo?, cosciente del fatto che le S mi lasciavano poche possibilit? di rivincita, ci provo, traiettorie forzate, qualche incrocio di linee ma niente, usciamo quasi insieme dall?ultima curva?ed io dietro? PORC !!!
Cos? un paio di lezioni importanti le ho apprese?
-quando mentre stacchi penserai che stai x finire sulla ghiaia, aspetta un po? perch? c?? sempre modo di spingerla oltre e di forzarla, se ti capita x caso in gara vuol dire che lo puoi fare altre volte, e che la tua percezione di staccata al limite non ? poi cos? realistica (superazzi docet)
-la traiettoria del giro veloce non ? quella della gara, se per fare una curva in modo pi? rapido possibile sfrutti tutta la pista, inevitabilmente lascerai degli spazi agli avversari, che?anche se percorreranno la curva pi? lentamente si metteranno davanti, e quindi potevi essere il pi? veloce, ma sarai quello dietro
-l?allenamento fisico serve, almeno per il fiato e per la costanza di rendimento, dopo 5 giri ero in coma, e la stanchezza pu? anche farti fare degli errori pi? o meno gravi, e alla fine puoi tenere un passo pi? cosciente e veloce, andare a vita persa ed essere guidati dagli eventi e dal caso non porta a nessun vantaggio, ci vuole non tanto potenza ma fiato e resistenza fisica?ma sicuramente se siete riusciti a leggere fin qui siete gi? un passo avanti !
Grazie a tutti gli amici che mi hanno aiutato, confortato e deriso, serve tutto, e nell?attesa della prossima gara vi saluto e vi ringrazio nuovamente per tutte le emozioni trascorse insieme. Ora scappo?vado a fare 30 serie di flessioni e un par d?ore di ciclette?!!!
Il pilotone in erba SHT
Comment