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Incendio enorme devasta Alaska e Siberia

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    #1

    Incendio enorme devasta Alaska e Siberia

    ? da oltre un mese, ormai, che gli incendi stanno devastando vaste aree della Siberia e dell?Alaska, oltre il circolo polare artico. Coinvolta anche, in misura minore, la Groenlandia. Sono almeno cento, secondo il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams), i roghi di durata e intensit? significativa che si sono verificati a nord del circolo polare artico a partire da giugno. Le foreste di questi territori sono da sempre interessate da incendi, ma questa volta il fenomeno ? ?senza precedenti?. A definirlo cos? sono sia il Cams (che dipende dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine) sia l?Organizzazione meteorologica mondiale (Omm). Gli incendi di quest?anno, oltre ad essere iniziati un mese prima del solito, sono straordinari sia per la loro durata, sia per la loro estensione territoriale. E stanno immettendo nell?atmosfera quantit? enormi di anidride carbonica: secondo l?Omm, nel solo mese di giugno questi roghi hanno prodotto la stessa quantit? di CO2 emessa in un anno dalla Svezia. E non ? che una stima parziale, che alcuni scienziati ritengono gi? superata.


    Le cause

    Le aree pi? coinvolte sono Alaska e Siberia, dove alcuni roghi ? secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale ? sono stati cos? estesi da coprire una superficie pari a quella di 100mila campi da calcio. Sia nello Stato americano, sia nella regione settentrionale della Russia quest?anno sono state registrate temperature insolitamente alte, che contribuiscono a rendere gli incendi pi? probabili e pi? estesi, perch? fanno crescere pi? arbusti che poi, una volta seccati, bruciano facilmente, ad esempio se vengono colpiti da un fulmine. Il caldo, inoltre, asciuga terreni che normalmente sono ricchi di acqua e per questo immuni alle fiamme. ? il caso, ad esempio, dei depositi naturale di torba, che gi? nel 2010, in alcune regioni nord-orientali della Russia, hanno alimentato un incendio durato settimane che costrinse le autorit? a dichiarare lo stato di emergenza. Oppure del devastante incendio della tundra artica che ha interessato l?Alaska nel 2007, che ridusse in cenere un?area di oltre 1000 kmq: poco meno dell?estensione dell?intera provincia di Imperia.
    L?avvertimento degli scienziati

    Il fenomeno non ? nuovo, ma ? molto peggiorato, complice il cambiamento climatico che, secondo l?Omm, ? amplifica il rischio? che incendi simili si verifichino per via delle ?temperature in aumento? e degli ?slittamenti nell?andamento delle precipitazioni?. ? da anni che ricercatori e scienziati spiegano i rischi dell?innalzamento delle temperature nelle aree subpolari, quelle della tundra: uno studio di Nature del 2011 spiegava, ad esempio, che con lo scongelamento della parte superficiale del terreno permanentemente ghiacciato ? il permafrost ? si potrebbero rilasciare nell?atmosfera enormi quantit? di carbonio e di metano. E, in caso di incendi, il fenomeno diventa esplosivo: una vera e propria bomba ecologica.
    da ilcorriere.it

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    #2
    Speriamo bene. Ci stiamo suicidando.

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      #3
      punto primo: l'uomo stavolta non c'entra nulla.
      punto secondo: il fuoco rigenera e pulisce, fa paura solo a noi, perche' ci fa la "bua".

      siamo talmente arroganti che pensiamo di impedire alla natura di fare il suo mestiere... potrebbero lanciargli la gretina e i suoi amichetti per tentare di spegnerlo..

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        #4

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