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ECOBONUS chi lo sta facendo?

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  • ECOBONUS chi lo sta facendo?

    chi sta facendo, o pensando di fare l'Ecobonus?
    che cosa pensate di fare nello specifico?

    si parla di cappotto termico, infissi, caldaie...ma se si prova a dire qualcosa di più specifico i tecnici vanno nel pallone più totale

  • #2
    Io prima di decidere di costruire da 0 mi ero informato abbastanza. Ti serve qlc?

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    • #3
      ho tanti dubbi su cui non sanno dare risposta o sembra che sia tutto complicato
      collegare il sisma bonus all'eco
      se tutte le spese sono coperte deal bonus, dalla A dello studio di fattibilità alla Z della riconsegna chiavi
      se posso trasformare un camino in termocamino o mettere una stufa a pellet con il bonus
      se è vero che le scale non sono coperte...mi dicono che il cappotto non rientra nel bonus gli appartamenti vanno isolati dall'interno dell'androne delle scale ecc

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      • #4
        Ad oggi io ho sentito tante chiacchiere ma nessuno che ha realmente iniziato a fare qualcosa di concreto anche dove forse non c'erano troppe difficoltà....

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        • #5
          Originariamente inviato da Gabe75 Visualizza il messaggio
          Ad oggi io ho sentito tante chiacchiere ma nessuno che ha realmente iniziato a fare qualcosa di concreto anche dove forse non c'erano troppe difficoltà....
          esatto anche perchè prevedono il termine lavori entro il 31.12.2021 e certi lavori potrebbero chiedere maggiore tempo e se si sfora chi paga?

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          • #6
            Originariamente inviato da doc67 Visualizza il messaggio

            esatto anche perchè prevedono il termine lavori entro il 31.12.2021 e certi lavori potrebbero chiedere maggiore tempo e se si sfora chi paga?
            Diciamo che all'atto pratico mi è parso più una referenza, un guardate quanto siamo bravi che un vero incentivo... Poi forse mi sbaglio.... Vedremo....

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            • #7
              Originariamente inviato da doc67 Visualizza il messaggio
              ho tanti dubbi su cui non sanno dare risposta o sembra che sia tutto complicato
              collegare il sisma bonus all'eco
              se tutte le spese sono coperte deal bonus, dalla A dello studio di fattibilità alla Z della riconsegna chiavi
              se posso trasformare un camino in termocamino o mettere una stufa a pellet con il bonus
              se è vero che le scale non sono coperte...mi dicono che il cappotto non rientra nel bonus gli appartamenti vanno isolati dall'interno dell'androne delle scale ecc
              Allora, io cerco di risponderti per quello che avevo capito io. Prendila con le pinze perché è passato 1 annetto quasi e potrebbero essere cambiati i regolamenti. Io mi ero informato per una ristrutturazione completa di un casolare, quindi con lavori di rifacimento fondamenta (quindi sismabonus variabile dal 50 all’85% in base agli interventi mi pare), muri esterni-portanti-tetto (bonus ristrutturazione edilizia 50%) e rifacimento infissi, impianto di riscaldamento, pannelli solari, cappotto ecc (bonus energetico 65%). I bonus potenzialmente sono cumulabili, ma ci sono delle limitazioni. Quelle meno gravi sono sul tipo di impianti che puoi montare, ad esempio per l’impianto di riscaldamento mi sembra che devi montare tipo caldaie a condensazione, oppure pompe di calore  o impianto fotovoltaico. La limitazione più grande consiste però nel tuo gettito irpef. I bonus sono cumulabili e hanno il tetto max (che adesso non ricordo), ma devi calcolare il gettito irpef tuo ed eventualmente di tua moglie e facendo la somma non puoi superare il gettito irpef. Per farti un esempio, se tu e tua moglie avete un montante irpef complessivo di 12000 euro/anno, voi potrete avere come bonus max 12000 euro all’anno, il resto andrà tutto perso. Se fate 400000 euro di ristrutturazione e vi risulta che con tutti i bonus sommati potreste avere un ritorno 180000 euro in 10 anni, quindi 18000 euro/anno, con l’esempio riportato prima, vi spetta fino ad una max di 12000 euro, gli altri 5000 euro sono persi.

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              • #8
                no tome la cosa è stata smarcata, puoi cedere il credito di imposta alla ditta, alle banche, alle assicurazioni ecc

                eni ad esempio se ne occupa e gestisce tutta la filiera
                e parlaimo di ecobonus al 110%

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                • #9
                  Ecco vedi, son rimasto un po indietro, sorry

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                  • #10
                    il problema del superbonus 110% è che hanno caricato addosso ai tecnici delle responsabilità enormi, prolungate nel tempo e senza senso. E se i tecnici mordono il freno, di lavori ne partiranno ben pochi...

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                    • #11
                      infatti doveva essere una bomba per le ristrutturazioni ma non mi risulta di una pratica partita

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                      • #12
                        Se volete sapere sul 110% posso dirvi a che conclusione sono arrivato io e perché, che mi sto interessando per il condominio

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                        • #13
                          dicci

                          ma non dirmi che è solo una presa per il culo

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                          • #14
                            Perché il bonus del 110% per le ristrutturazioni è un potenziale boomerang

                            L’autore di questo post è Costantino Ferrara, vice presidente di sezione della Commissione tributaria di Frosinone, già giudice onorario del Tribunale di Latina, presidente Associazione magistrati tributari della Provincia di Frosinone –

                            Tra le misure di spicco contenute nel decreto Rilancio, giocano un ruolo principale le detrazioni fiscali per i lavori di efficientamento energetico e sismico degli edifici, innalzate alla misura del 110% per i lavori commissionati dai privati sulle abitazioni.

                            In particolare, più che l’innalzamento della misura del bonus, oggi addirittura superiore alla spesa, la parte di maggior interesse riguarda la possibilità di trasformare le detrazioni in crediti d’imposta da cedere a terzi o addirittura alla ditta che esegue materialmente i lavori, a sconto del prezzo per la realizzazione degli stessi. In altri termini, come annunciato dallo stesso premier nella conferenza di presentazione del decreto, i cittadini avranno la possibilità di ristrutturare le proprie case senza spendere un euro.

                            Tutto molto bello. Ma a raccontarla in questo modo si rischia di far passare un messaggio sbagliato e, soprattutto, estremamente pericoloso per i privati cittadini, che si espongono a delle potenziali, pericolosissime truffe.

                            L’errore di fondo sta nel considerare che la ristrutturazione della propria abitazione sia “gratis”, cioè che il privato possa effettuare i lavori senza pagare nulla. In verità, il privato paga eccome i lavori. Nello specifico, li paga attraverso il credito d’imposta che matura a proprio favore, cedendo quel “benefit” alla ditta che esegue i lavori o ad un terzo. Comprendere questa differenza tra “non pagare i lavori” e “pagarli con il credito d’imposta” è fondamentale da un punto di vista pratico, più che teorico.

                            Infatti, nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate contesti la spettanza della detrazione e del credito, le conseguenze e i recuperi d’imposta ricadrebbero direttamente sul cittadino, chiamato a riversare all’Erario le somme contestate, oltre a sanzioni e interessi.

                            In altre parole, facendo un esempio basato su numeri di fantasia, immaginiamo che il cittadino commissioni ad una ditta l’esecuzione di lavori di isolamento termico sulla propria abitazione. Immaginiamo poi che la ditta effettui un preventivo, stimando che tali lavori generino un credito d’imposta pari a 50.000 euro, accettando di eseguire gli stessi in cambio del credito d’imposta, senza alcun esborso di denaro richiesto al cittadino. La ditta esegue i lavori, viene certificato e ceduto il credito a titolo di pagamento e tutti felici e contenti.

                            La storia, però, non finisce proprio qui. Immaginiamo che la ditta abbia sovrastimato i lavori, allo scopo di far maturare (a proprio favore) un credito d’imposta più alto. Infatti, tanto più è alto l’importo attribuito ai lavori, tanto più è grosso il vantaggio per la ditta che riceve in pagamento il credito.

                            Che cosa succede in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate? Se la misura o la tipologia di lavori viene contestata e il credito d’imposta viene parzialmente (o totalmente) disconosciuto, il recupero d’imposta è rivolto nei confronti del cittadino. In altri termini, il privato si trova a dover pagare le somme (quei 50.000 euro iniziali del credito d’imposta ceduto alla ditta), maggiorate delle sanzioni e degli interessi.

                            Non è vero, dunque, che il privato cittadino esegue i lavori “senza pagare”. È un messaggio sbagliato. Il privato cittadino “paga” i lavori cedendo il proprio credito d’imposta: con la conseguenza che, qualora tale credito d’imposta venga messo in discussione, per un motivo o per un altro, ( ad esempio mancata o errata documentazione da parte della società) il cittadino sarà costretto a restituire “monetariamente” quelle somme, con l’aggravio sanzionatorio. Il Fisco si potrà rivalere sul cittadino e non sulla società che ha eseguito i lavori.

                            L’altro lato della medaglia riguarda, appunto, le possibili truffe a cui i cittadini, specie i più deboli e ingenui, si trovano esposti, a causa di potenziali comportamenti scorretti posti in essere dalle ditte che propongono di eseguire i lavori.

                            È già iniziato il “circo” delle ditte che contattano le persone, offrendo di eseguire ingenti lavori a gratis. In particolare, alcune aziende propongono di realizzare lavori che valorizzano in decine di migliaia di euro, senza neppure effettuare un minimo studio di fattibilità sull’abitazione in oggetto. Offerte del genere sono il chiaro segnale di comportamenti poco corretti, le cui conseguenze ricadranno poi sui cittadini. Si tratta, con discrete probabilità, di ditte destinate a sparire nell’arco di pochi anni, dopo aver incamerato le somme derivanti dai lavori “gonfiati”.
                            È importante che i cittadini capiscano bene come funziona il meccanismo, per potersi difendere e scansare potenziali abusi, con conseguenze a proprio carico.

                            Sotto un profilo pratico, i lavori che danno diritto ai bonus non possono essere eseguiti indistintamente su qualunque abitazione e, soprattutto, non è possibile parlare di cifre prima ancora di effettuare delle rilevazioni e degli studi specifici sull’immobile. Peraltro, attribuire un valore molto alto ai lavori rappresenta un vantaggio soltanto per la ditta che li esegue e che riceve in pagamento il credito d’imposta. Dalla parte del cittadino, invece, l’eccessiva valorizzazione dei lavori esprime semplicemente la misura del rischio a cui egli si espone, essendo chiamato a restituire tale somma, oltre sanzioni e interessi, in caso di comportamenti abusivi. Tanto più è alto (gonfiato) l’importo dei lavori, tanto più c’è il rischio per il privato di subire un recupero fiscale di ingente importo.

                            notizia da: ilsole24ore

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                            • #15
                              Originariamente inviato da Semiramide Visualizza il messaggio
                              Perché il bonus del 110% per le ristrutturazioni è un potenziale boomerang

                              L’autore di questo post è Costantino Ferrara, vice presidente di sezione della Commissione tributaria di Frosinone, già giudice onorario del Tribunale di Latina, presidente Associazione magistrati tributari della Provincia di Frosinone –

                              Tra le misure di spicco contenute nel decreto Rilancio, giocano un ruolo principale le detrazioni fiscali per i lavori di efficientamento energetico e sismico degli edifici, innalzate alla misura del 110% per i lavori commissionati dai privati sulle abitazioni.

                              In particolare, più che l’innalzamento della misura del bonus, oggi addirittura superiore alla spesa, la parte di maggior interesse riguarda la possibilità di trasformare le detrazioni in crediti d’imposta da cedere a terzi o addirittura alla ditta che esegue materialmente i lavori, a sconto del prezzo per la realizzazione degli stessi. In altri termini, come annunciato dallo stesso premier nella conferenza di presentazione del decreto, i cittadini avranno la possibilità di ristrutturare le proprie case senza spendere un euro.

                              Tutto molto bello. Ma a raccontarla in questo modo si rischia di far passare un messaggio sbagliato e, soprattutto, estremamente pericoloso per i privati cittadini, che si espongono a delle potenziali, pericolosissime truffe.

                              L’errore di fondo sta nel considerare che la ristrutturazione della propria abitazione sia “gratis”, cioè che il privato possa effettuare i lavori senza pagare nulla. In verità, il privato paga eccome i lavori. Nello specifico, li paga attraverso il credito d’imposta che matura a proprio favore, cedendo quel “benefit” alla ditta che esegue i lavori o ad un terzo. Comprendere questa differenza tra “non pagare i lavori” e “pagarli con il credito d’imposta” è fondamentale da un punto di vista pratico, più che teorico.

                              Infatti, nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate contesti la spettanza della detrazione e del credito, le conseguenze e i recuperi d’imposta ricadrebbero direttamente sul cittadino, chiamato a riversare all’Erario le somme contestate, oltre a sanzioni e interessi.

                              In altre parole, facendo un esempio basato su numeri di fantasia, immaginiamo che il cittadino commissioni ad una ditta l’esecuzione di lavori di isolamento termico sulla propria abitazione. Immaginiamo poi che la ditta effettui un preventivo, stimando che tali lavori generino un credito d’imposta pari a 50.000 euro, accettando di eseguire gli stessi in cambio del credito d’imposta, senza alcun esborso di denaro richiesto al cittadino. La ditta esegue i lavori, viene certificato e ceduto il credito a titolo di pagamento e tutti felici e contenti.

                              La storia, però, non finisce proprio qui. Immaginiamo che la ditta abbia sovrastimato i lavori, allo scopo di far maturare (a proprio favore) un credito d’imposta più alto. Infatti, tanto più è alto l’importo attribuito ai lavori, tanto più è grosso il vantaggio per la ditta che riceve in pagamento il credito.

                              Che cosa succede in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate? Se la misura o la tipologia di lavori viene contestata e il credito d’imposta viene parzialmente (o totalmente) disconosciuto, il recupero d’imposta è rivolto nei confronti del cittadino. In altri termini, il privato si trova a dover pagare le somme (quei 50.000 euro iniziali del credito d’imposta ceduto alla ditta), maggiorate delle sanzioni e degli interessi.

                              Non è vero, dunque, che il privato cittadino esegue i lavori “senza pagare”. È un messaggio sbagliato. Il privato cittadino “paga” i lavori cedendo il proprio credito d’imposta: con la conseguenza che, qualora tale credito d’imposta venga messo in discussione, per un motivo o per un altro, ( ad esempio mancata o errata documentazione da parte della società) il cittadino sarà costretto a restituire “monetariamente” quelle somme, con l’aggravio sanzionatorio. Il Fisco si potrà rivalere sul cittadino e non sulla società che ha eseguito i lavori.

                              L’altro lato della medaglia riguarda, appunto, le possibili truffe a cui i cittadini, specie i più deboli e ingenui, si trovano esposti, a causa di potenziali comportamenti scorretti posti in essere dalle ditte che propongono di eseguire i lavori.

                              È già iniziato il “circo” delle ditte che contattano le persone, offrendo di eseguire ingenti lavori a gratis. In particolare, alcune aziende propongono di realizzare lavori che valorizzano in decine di migliaia di euro, senza neppure effettuare un minimo studio di fattibilità sull’abitazione in oggetto. Offerte del genere sono il chiaro segnale di comportamenti poco corretti, le cui conseguenze ricadranno poi sui cittadini. Si tratta, con discrete probabilità, di ditte destinate a sparire nell’arco di pochi anni, dopo aver incamerato le somme derivanti dai lavori “gonfiati”.
                              È importante che i cittadini capiscano bene come funziona il meccanismo, per potersi difendere e scansare potenziali abusi, con conseguenze a proprio carico.

                              Sotto un profilo pratico, i lavori che danno diritto ai bonus non possono essere eseguiti indistintamente su qualunque abitazione e, soprattutto, non è possibile parlare di cifre prima ancora di effettuare delle rilevazioni e degli studi specifici sull’immobile. Peraltro, attribuire un valore molto alto ai lavori rappresenta un vantaggio soltanto per la ditta che li esegue e che riceve in pagamento il credito d’imposta. Dalla parte del cittadino, invece, l’eccessiva valorizzazione dei lavori esprime semplicemente la misura del rischio a cui egli si espone, essendo chiamato a restituire tale somma, oltre sanzioni e interessi, in caso di comportamenti abusivi. Tanto più è alto (gonfiato) l’importo dei lavori, tanto più c’è il rischio per il privato di subire un recupero fiscale di ingente importo.

                              notizia da: ilsole24ore
                              Proprio per questo bisogna fare molta attenzione e a maggior ragione rivolgersi a professionisti seri che si occupino minuziosamente della redazione dei documenti necessari (che a quanto pare non sono pochi) e alla stessa maniera contattare ditte serie che non facciano prezzi ad minkiam (e se una ditta é seria non li farà) ma preventivi giusti con prezzi giustificati.
                              Io mi stò interessando per fare questo discorso per casa mia che rientra alla grande nella casistica dei due punti di miglioramento ma sono solo all'inizio quindi non posso ancora dare informazioni certe.
                              Principalmente vorrei fare il cappotto termico , i serramenti, la sostituzione dell'impianto di riscaldamento. Se poi sarà possibile aggiungerò anche altro ma mi devo ancora informare bene e parlare dei dettagli con il Professionista che vorrei seguisse la pratica.
                              Nel mio caso opterei per la cessione del credito alla banca, ho avuto proprio ieri una conversazione telefonica dove mi sono fatta spiegare come funziona. Ora sentirò un'altra banca per capire se le condizioni sono le medesime.

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