OK che portano soldi.. ma...
A TRENTO

Un pranzo di festa si è trasformato in un’emergenza medica rarissima e potenzialmente fatale. È accaduto a Trento il giorno di Santo Stefano, quando un uomo di oltre sessant’anni è stato ricoverato in condizioni critiche all’Ospedale Santa Chiara. A salvarlo è stata una corsa contro il tempo che ha coinvolto medici, forze dell’ordine e un intervento chirurgico d’urgenza durato ore.
Secondo la ricostruzione dei quotidiani locali, l’uomo aveva accusato un improvviso e grave malore nella propria abitazione dopo un pasto particolarmente abbondante consumato il giorno di Natale: violenti conati di vomito avrebbero provocato una lesione dell’esofago. Il cibo invece di essere espulso, sarebbe penetrato nel torace, causando una grave infezione e un rapido peggioramento delle condizioni dell'uomo.
Si tratta di una patologia eccezionale e ad altissimo rischio, nella quale la diagnosi precoce e la rapidità di intervento risultano decisive per la sopravvivenza del paziente.
L’allarme e il rientro del primario
Vista la gravità del caso, i sanitari hanno ritenuto indispensabile l’intervento del dottor Alberto Brolese, primario dell’Unità operativa di chirurgia generale e direttore del dipartimento chirurgico. Il medico si trovava fuori regione per le festività natalizie, ma ha deciso di rientrare immediatamente a Trento per seguire personalmente l’operazione.
Il viaggio lungo l’autostrada A22 è stato però rallentato dal traffico intenso dei giorni di festa. Compresa l’urgenza della situazione, una pattuglia della polizia stradale ha garantito una scorta, permettendo al chirurgo di raggiungere in tempo l’ospedale, dove l’equipe era già pronta a intervenire.
L’intervento salva-vita
L’operazione è stata lunga e complessa, con una durata superiore alle quattro ore. I chirurghi hanno dovuto aspirare il materiale alimentare fuoriuscito nel torace e riparare la perforazione dell’esofago, evitando conseguenze irreversibili.
Il paziente è attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni restano serie, ma stabili. Senza l’intervento tempestivo, il coordinamento con la polizia stradale e la piena operatività del personale del Santa Chiara anche nei giorni festivi, l’esito sarebbe stato con ogni probabilità fatale.
A TRENTO

Un pranzo di festa si è trasformato in un’emergenza medica rarissima e potenzialmente fatale. È accaduto a Trento il giorno di Santo Stefano, quando un uomo di oltre sessant’anni è stato ricoverato in condizioni critiche all’Ospedale Santa Chiara. A salvarlo è stata una corsa contro il tempo che ha coinvolto medici, forze dell’ordine e un intervento chirurgico d’urgenza durato ore.
Secondo la ricostruzione dei quotidiani locali, l’uomo aveva accusato un improvviso e grave malore nella propria abitazione dopo un pasto particolarmente abbondante consumato il giorno di Natale: violenti conati di vomito avrebbero provocato una lesione dell’esofago. Il cibo invece di essere espulso, sarebbe penetrato nel torace, causando una grave infezione e un rapido peggioramento delle condizioni dell'uomo.
Si tratta di una patologia eccezionale e ad altissimo rischio, nella quale la diagnosi precoce e la rapidità di intervento risultano decisive per la sopravvivenza del paziente.
L’allarme e il rientro del primario
Vista la gravità del caso, i sanitari hanno ritenuto indispensabile l’intervento del dottor Alberto Brolese, primario dell’Unità operativa di chirurgia generale e direttore del dipartimento chirurgico. Il medico si trovava fuori regione per le festività natalizie, ma ha deciso di rientrare immediatamente a Trento per seguire personalmente l’operazione.
Il viaggio lungo l’autostrada A22 è stato però rallentato dal traffico intenso dei giorni di festa. Compresa l’urgenza della situazione, una pattuglia della polizia stradale ha garantito una scorta, permettendo al chirurgo di raggiungere in tempo l’ospedale, dove l’equipe era già pronta a intervenire.
L’intervento salva-vita
L’operazione è stata lunga e complessa, con una durata superiore alle quattro ore. I chirurghi hanno dovuto aspirare il materiale alimentare fuoriuscito nel torace e riparare la perforazione dell’esofago, evitando conseguenze irreversibili.
Il paziente è attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni restano serie, ma stabili. Senza l’intervento tempestivo, il coordinamento con la polizia stradale e la piena operatività del personale del Santa Chiara anche nei giorni festivi, l’esito sarebbe stato con ogni probabilità fatale.


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