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Da dove deriva IL DENARO NON HA ODORE

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    #1

    Da dove deriva IL DENARO NON HA ODORE

    Ok è un pò OT ma molto curiosa.


    Nell'antica Roma, persino la cosa più ripugnante poteva diventare fonte di ricchezza. L'urina, che veniva raccolta nei bagni pubblici, era immagazzinata in grandi tinozze. Lì, i Romani la utilizzavano per sbiancare i vestiti — grazie all'ammoniaca che conteneva — e i conciatori per sgrassare le pelli. L'imperatore Vespasiano, sempre pratico, vide in questo un'opportunità e decise di imporre una tassa sui bagni pubblici. Suo figlio, Tito, lo criticò per l'indegnità di tassare qualcosa di così sporco. Allora, Vespasiano prese una moneta d'oro e gliela mostrò, chiedendogli se gli dava fastidio l'odore. Tito rispose di no, e l'imperatore sentenziò: «Tuttavia, proviene dall'urina! Il denaro non ha odore» (Pecunia non olet).





    Da quest'aneddoto nacque una delle espressioni più celebri della storia: il denaro non ha odore. Un promemoria che, negli affari del potere e dell'economia, l'origine della ricchezza importa molto meno della sua utilità. Lo stesso imperatore lasciò un'altra insolita impronta nella vita quotidiana: in suo onore gli orinatoi pubblici furono battezzati vespasiani. Ciò che iniziò come una tassa impopolare finì per diventare una frase immortale, capace di attraversare i secoli per ricordarci che, alla fine, il valore del denaro sta in ciò che può comprare, non da dove proviene.​

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    #2
    Originally posted by samvise View Post
    Ok è un pò OT ma molto curiosa.


    Nell'antica Roma, persino la cosa più ripugnante poteva diventare fonte di ricchezza. L'urina, che veniva raccolta nei bagni pubblici, era immagazzinata in grandi tinozze. Lì, i Romani la utilizzavano per sbiancare i vestiti — grazie all'ammoniaca che conteneva — e i conciatori per sgrassare le pelli. L'imperatore Vespasiano, sempre pratico, vide in questo un'opportunità e decise di imporre una tassa sui bagni pubblici. Suo figlio, Tito, lo criticò per l'indegnità di tassare qualcosa di così sporco. Allora, Vespasiano prese una moneta d'oro e gliela mostrò, chiedendogli se gli dava fastidio l'odore. Tito rispose di no, e l'imperatore sentenziò: «Tuttavia, proviene dall'urina! Il denaro non ha odore» (Pecunia non olet).





    Da quest'aneddoto nacque una delle espressioni più celebri della storia: il denaro non ha odore. Un promemoria che, negli affari del potere e dell'economia, l'origine della ricchezza importa molto meno della sua utilità. Lo stesso imperatore lasciò un'altra insolita impronta nella vita quotidiana: in suo onore gli orinatoi pubblici furono battezzati vespasiani. Ciò che iniziò come una tassa impopolare finì per diventare una frase immortale, capace di attraversare i secoli per ricordarci che, alla fine, il valore del denaro sta in ciò che può comprare, non da dove proviene.​
    Si la sapevo... ma sempre forte leggere cose curiose e anche di CULTURA DAIDEFOCUS!

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      #3
      Ah ecco, io invece se annuso un bigliettone da 500 euro ci sento il profumo di due treni di Pirellone SC1 V2 ahahaha

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