800 km di moto in una giornata, di 180 di valico appenninico (non autostrada) sotto la pioggia.
Sono arrivato a casa in stato di semi-incoscienza...
Mi spiego: ieri mi sono recato a Teramo per un colloquio lavoro, e decido bel bello di partire in moto (anche perch? il treno non era da tenere nemmeno in considerazione).
Partenza alle 6:30; tutto regolare, a parte un cielo un po' minaccioso.
Poco sotto Valdarno un autoarticolato di ribalta finendo sopra la mezzeria dell'autostrada, invadendo anche la corsia opposta; dopo circa un'oretta riescono a liberare la carreggiata e riparto.
Inizia a piovigginare...
Arrivo a Valdichiana e prendo la statale che porta a Perugia; la pioggerella ? timida e alla fine non disturba nemmeno, quindi mi godo il panorama che il Trasimeno mi offre, e con questa visione negli occhi arrivo fino a Foligno, da dove inizi ad arrampicarmi per il valico di Colfiorito per andare dall'altra parte dell'appennino.
Beh, la strada del Colfiorito ? decisamente bella ed invitante, le curve sono scorrevoli e gustose, e la vista ? notevole.
Peccato che nevicasse...
Vabbu?, stringo i denti (in fondo sono bello bardato, con pantaloni in cordura imbottiti, giubbottone invernale e guanti pesanti) e arrivo, passando accanto all'incantevole lago di Caccamo, a Civitanova Marche, da dove prendo l'A14 che mi porta fino a S. Benedetto del Tronto, finalmente baciato dal sole.
Mi reco alla ditta meta del mio viaggio, colloquio, mangiata alla mensa con un amico e poi via a Giulianova a trovare un caro amico che non vedevo da tempo; il tempo scorre veloce quando si ? iin piacevole compagnia, e si fanno le 16, e decido di ripartire.
Ovviamente comincia a piovere ma stavolta in maniera insistente, e senza pi? smettere...
Il disagio stavolta si fa sentire: ho gi? 500 km di moto sul groppone, ho dormito tre ore e ho i piedi bagnati, cosa che col freddo non ? il massimo della vita, ma ormai sono in ballo, stringo i denti e proseguo, anche se ogni volta che mi tolgo i guanti (casello autostrada, o benzinaio) mi accorgo che anche questi sono ormai fradici...
Mi fa male la schiena, e il Colfiorito di notte con la pioggia ? un'esperienza aggghiacciante (? trafficatissimo di camion, che sollevano delle ondate d'acqua impressionanti), al punto che a Perugia tiro un sospiro di sollievo nonostante il freddo mi paralizzi e la pioggia sulla visiera mi riverberi negli occhi ad ogni auto che mi incrocia coi fari, accecandomi e facendomi guidare un po' alla cieca (chi ? andato in moto sotto la piogia sa di cosa parlo).
Arrivo finalmente a Valdichiana, dove prendo l'ultimo pezzo di autostrada che mi porter? fino a Prato, e poi finalmente a casa. La pioggia non decide di darmi tregua se non a Prato (grrrrrr !!!), quando ormai sono esausto e rincoglionito.
Arrivo a casa; sono troppo stanco per sistemare la mia roba: butto tutto in terra alla rinfusa, mi asciugo e vado a letto, stremato.
Sono a pezzi come raramente mi era capitato...
Ma se non altro ho messo nel carniere un'altra esperienza di cui vantarmi facendo lo sborone, ehehehe !!!
Sono arrivato a casa in stato di semi-incoscienza...
Mi spiego: ieri mi sono recato a Teramo per un colloquio lavoro, e decido bel bello di partire in moto (anche perch? il treno non era da tenere nemmeno in considerazione).
Partenza alle 6:30; tutto regolare, a parte un cielo un po' minaccioso.
Poco sotto Valdarno un autoarticolato di ribalta finendo sopra la mezzeria dell'autostrada, invadendo anche la corsia opposta; dopo circa un'oretta riescono a liberare la carreggiata e riparto.
Inizia a piovigginare...
Arrivo a Valdichiana e prendo la statale che porta a Perugia; la pioggerella ? timida e alla fine non disturba nemmeno, quindi mi godo il panorama che il Trasimeno mi offre, e con questa visione negli occhi arrivo fino a Foligno, da dove inizi ad arrampicarmi per il valico di Colfiorito per andare dall'altra parte dell'appennino.
Beh, la strada del Colfiorito ? decisamente bella ed invitante, le curve sono scorrevoli e gustose, e la vista ? notevole.
Peccato che nevicasse...
Vabbu?, stringo i denti (in fondo sono bello bardato, con pantaloni in cordura imbottiti, giubbottone invernale e guanti pesanti) e arrivo, passando accanto all'incantevole lago di Caccamo, a Civitanova Marche, da dove prendo l'A14 che mi porta fino a S. Benedetto del Tronto, finalmente baciato dal sole.
Mi reco alla ditta meta del mio viaggio, colloquio, mangiata alla mensa con un amico e poi via a Giulianova a trovare un caro amico che non vedevo da tempo; il tempo scorre veloce quando si ? iin piacevole compagnia, e si fanno le 16, e decido di ripartire.
Ovviamente comincia a piovere ma stavolta in maniera insistente, e senza pi? smettere...
Il disagio stavolta si fa sentire: ho gi? 500 km di moto sul groppone, ho dormito tre ore e ho i piedi bagnati, cosa che col freddo non ? il massimo della vita, ma ormai sono in ballo, stringo i denti e proseguo, anche se ogni volta che mi tolgo i guanti (casello autostrada, o benzinaio) mi accorgo che anche questi sono ormai fradici...
Mi fa male la schiena, e il Colfiorito di notte con la pioggia ? un'esperienza aggghiacciante (? trafficatissimo di camion, che sollevano delle ondate d'acqua impressionanti), al punto che a Perugia tiro un sospiro di sollievo nonostante il freddo mi paralizzi e la pioggia sulla visiera mi riverberi negli occhi ad ogni auto che mi incrocia coi fari, accecandomi e facendomi guidare un po' alla cieca (chi ? andato in moto sotto la piogia sa di cosa parlo).
Arrivo finalmente a Valdichiana, dove prendo l'ultimo pezzo di autostrada che mi porter? fino a Prato, e poi finalmente a casa. La pioggia non decide di darmi tregua se non a Prato (grrrrrr !!!), quando ormai sono esausto e rincoglionito.
Arrivo a casa; sono troppo stanco per sistemare la mia roba: butto tutto in terra alla rinfusa, mi asciugo e vado a letto, stremato.
Sono a pezzi come raramente mi era capitato...
Ma se non altro ho messo nel carniere un'altra esperienza di cui vantarmi facendo lo sborone, ehehehe !!!


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