La diffusione delle diete vegetariane ? dovuta non solo a ragioni scientifiche, ma anche a ragioni etiche. Il vegetarianesimo, da intendersi come il rifiuto di assumere carne animale, ha origini anti- che e nasce dalla cultura di rispetto degli animali. Negli ultimi anni, inoltre, con il progressivo au- mento della popolazione mondiale e il continuo sfruttamento delle risorse della terra, si stanno valorizzando modelli di alimentazione pi? so- stenibili nel tempo, che abbiano cio? un basso impatto ambientale. Da questi presupposti na- scono le diete che evitano in parte o del tutto gli alimenti di origine animale: la dieta vegetariana, innanzitutto, che evita la carne rossa e i pollami, ma accetta con diverse modalit? pesci, uova e lat- ticini, e la dieta vegana che invece elimina tutti i prodotti di origine animale (Tabella 10.1). L’utilizzo di diete vegetariane nasce anche da ra- gioni salutistiche. ? noto che una dieta vegetaria- na conferisca protezione dalle malattie cardiova- scolari, da alcuni tipi di neoplasie (in particolare colon e tratto gastroenterico e vie respiratorie), e sia associata a una riduzione della mortalit? per tutte le cause. Rispetto alle diete vegetariane, la dieta vegana sembra offrire un’ulteriore protezio- ne dall’insorgenza di obesit?, ipertensione, diabe- te mellito di tipo 2 e mortalit? cardiovascolare, soprattutto nel sesso maschile.
La riduzione del peso corporeo e un migliora- mento dei profili lipidici rilevati dopo l’utilizzo di queste diete potrebbero spiegarne l’effetto protet- tivo dalle patologie metaboliche e cardiovascolari, anche se altri fattori potrebbero intervenire. Gli effetti positivi potrebbero derivare, infatti, anche da un aumentato introito di agenti antiossidanti e di fibre che caratterizzano un’alimentazione ricca in verdura e frutta fresca.
Va segnalato, tuttavia, che le diete prive di carne e soprattutto di derivati animali, se non applicate correttamente, possono essere associate al rischio di carenze nutrizionali, in particolare di vitamina B12 e in minor modo di vitamina D, acidi grassi n-3, calcio, zinco e altri oligoelementi. Queste diete necessitano pertanto di un’adeguata inte- grazione almeno di vitamina B12 e comunque di un’attenta scelta degli alimenti per evitare carenze nutrizionali, soprattutto se applicate nella fase di crescita o in gravidanza.
Seppure, quindi, a supporto delle diete vegetaria- ne manchino quelle robuste evidenze scientifiche ottenute da ampi studi controllati randomizzati presenti per esempio per la “dieta mediterranea”, i dati gi? oggi a disposizione indicano che la dieta vegetariana e quella vegana possano essere respon- sabili di un buono stato di salute nell’adulto, a condizione di scegliere e combinare opportuna- mente gli alimenti, il che, ovviamente, richiede
una buona conoscenza del valore nutrizionale dei cibi comunemente consumati.
Fonte:ministero della salute
Si trovano info su tutti gli stili alimentari nonch? correlazioni con varie patologie
La riduzione del peso corporeo e un migliora- mento dei profili lipidici rilevati dopo l’utilizzo di queste diete potrebbero spiegarne l’effetto protet- tivo dalle patologie metaboliche e cardiovascolari, anche se altri fattori potrebbero intervenire. Gli effetti positivi potrebbero derivare, infatti, anche da un aumentato introito di agenti antiossidanti e di fibre che caratterizzano un’alimentazione ricca in verdura e frutta fresca.
Va segnalato, tuttavia, che le diete prive di carne e soprattutto di derivati animali, se non applicate correttamente, possono essere associate al rischio di carenze nutrizionali, in particolare di vitamina B12 e in minor modo di vitamina D, acidi grassi n-3, calcio, zinco e altri oligoelementi. Queste diete necessitano pertanto di un’adeguata inte- grazione almeno di vitamina B12 e comunque di un’attenta scelta degli alimenti per evitare carenze nutrizionali, soprattutto se applicate nella fase di crescita o in gravidanza.
Seppure, quindi, a supporto delle diete vegetaria- ne manchino quelle robuste evidenze scientifiche ottenute da ampi studi controllati randomizzati presenti per esempio per la “dieta mediterranea”, i dati gi? oggi a disposizione indicano che la dieta vegetariana e quella vegana possano essere respon- sabili di un buono stato di salute nell’adulto, a condizione di scegliere e combinare opportuna- mente gli alimenti, il che, ovviamente, richiede
una buona conoscenza del valore nutrizionale dei cibi comunemente consumati.
Fonte:ministero della salute
Si trovano info su tutti gli stili alimentari nonch? correlazioni con varie patologie




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