Announcement

Collapse
No announcement yet.

105e a testa per salvare mps :D

Collapse
X
Collapse
 
  • Filter
  • Time
  • Show
Clear All
new posts

  • 105e a testa per salvare mps :D

    e io che non mi son fatto regali a natale ( ancora )...mi arriva sta tegola da 105e per salvare mote dei fiaschi

    vabbè...

    MA RENZI dove è ?!?!..nessun twitter...nessun commento a caldo ci ha informato alle 3 di notte su twitter quando lasciava il campidoglio...ora nulla ?!?!? ... pensa che nel momento in cui si ricandida gli obbligazionisti e il resto d italia se ne scorda

    e alitalia che fallisce di nuovo?!?! ma non aveva fatto un operazione fighissima insieme all acquisto dell aereo nuovo per volare in giro per il mondo?!?!




    Mps, la Bce alza il prezzo per il salvataggio della banca: a ogni italiano costerà 105 euro

    Salvare Mps costerà a ogni italiano 105 euro. Il conto, più salato rispetto alle previsioni, l'ha preparato la Bce, che ha rivisto al rialzo il fabbisogno di capitale necessario alla banca senese per non soccombere: servono ora 8,8 miliardi di euro. A luglio i vertici dell'istituto di Rocca Salimbeni e l'Eurotower avevano pensato che potessero bastare 5 miliardi e la banca sperava di raccoglierli attraverso un'operazione di mercato. L'aumento di capitale è però fallito e per il Monte è arrivato il salvataggio pubblico. Chi paga il conto da 8,8 miliardi? Secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, 6,4 saranno a carico dello Stato, mentre i restanti 2,4 arriveranno dalla conversione delle obbligazioni subordinate degli investitori istituzionali. Se si dividono i 6,4 miliardi che sborserà lo Stato per il numero degli abitanti italiani, il conto è presto fatto e ammonta appunto a 105 euro a testa.

    Il cambio di passo della Bce sul fabbisogno per Mps
    Cinque mesi fa la Banca centrale europea aveva avallato il piano messo a punto dai vertici di Mps, che poggiava su due pilastri: un aumento di capitale da 5 miliardi di euro e la vendita di 27,7 miliardi di sofferenze lorde. Un piano che prendeva come scenario di riferimento quello emerso dagli stress test di fine luglio, quando Mps era risultata la peggiore banca, tra le 51 prese in esame dall'Autorità bancaria europea, registrando un Cet1 ratio, ovvero un indice di solidità patrimoniale negativo in caso di scenario avverso pari nel 2018 a -2,23 per cento. L'obiettivo era allora quello di riportare il Cet1 a un valore pari al 4,5%, sempre nelle condizioni di scenario economico avverso. Per farlo si era calcolato un fabbisogno di 5 miliardi di euro. Il fallimento della soluzione di mercato, con l'aumento di capitale che non ha coperto il fabbisogno necessario anche a causa dell'assenza di un anchor investor, ha fatto lievitare lo stesso fabbisogno. Secondo quanto spiegano fonti finanziarie la Bce avrebbe deciso di aggiornare il conto del salvataggio lo scorso giovedì, portando a 8,8 miliardi la cifra necessaria per autorizzare il via libera dell'intervento dello Stato.

    Come si è arrivati a un fabbisogno di 8,8 miliardi
    Le stesse fonti spiegano perchè si è arrivati a questa cifra. La soglia del Cor tier1 al 4,5% era ritenuta sufficiente qualora si fossero usate risorse private. Ora che invece saranno coinvolti anche i bond subordinati, quest'ultimi non saranno più presi in considerazione per calcolare questo coefficiente e quindi la Vigilanza della Bce ha chiesto a Siena di tutelarsi con circa 6,3 miliardi, una cifra che porterebbe lo stesso Cor tier1 all'8% in caso di scenario economico avverso. I restanti 2,5 miliardi per arrivare al totale di 8,8 miliardi sarebbero stati richiesti dalla stessa Vigilanza per il reintegro integrale del capitale dei subordinati. La situazione per Siena, come ha messo in evidenza la stessa Bce nelle due lettere inviate al Tesoro, si è aggravata tra il 30 novembre e il 21 dicembre, quando ha subito "un rapido deterioramento" e la liquidità netta a un mese è scesa da 12,1 a 7,7 miliardi.

    I costi per lo Stato e per gli italiani
    Servono 8,8 miliardi in tutto e 6,4 miliardi arriveranno dallo Stato mentre i restanti 2,4 saranno recuperati dalla conversione delle obbligazioni subordinate degli investitori istituzionali. Nello specifico, lo Stato spenderà 4,4 miliardi di euro per salire nell'azionariato di Mps, acquistando azioni di nuova emissione, a cui si aggiungono circa 2 miliardi per comprare quelle azioni che fungeranno da ristoro per la clientela retail, cioè i piccoli risparmiatori. Quest'ultimi, circa 40mila, vedranno convertite le loro obbligazioni subordinate in azioni. Il Tesoro acquisterà queste azioni e metterà in campo un meccanismo di compensazione per tutelare i risparmiatori tale per cui alla fine chi deteneva inizialmente obbligazioni subordinate si ritroverà a possedere obbligazioni non subordinate.

    La tranquillità del Governo: Le risorse bastano
    Fonti dell'esecutivo spiegano che il nuovo fabbisogno non spaventa il Governo per l'esborso che il Tesoro si troverà di fronte. Piena fiducia viene riposta nel fondo, con una dotazione di 20 miliardi di euro, già messo a debito e autorizzato dal Parlamento che serve per le ricapitalizzazioni precauzionali e per le garanzie sulla liquidità di quelle banche che chiederanno un intervento al Tesoro. "Mps è oggettivamente il caso più importante: la nuova cifra per lo Stato è ampiamente sostenibile e non va a intaccare la fattibilità di altri interventi in altre banche qualora venissero richiesti dagli istituti", spiega una fonte di governo.

  • #2
    L'altro giorno ero a SIENA.... un imprenditore senese parlava di questi come fossero una sorta di follia per delinquere e bruciare soldi...

    Comment


    • #3
      Originally posted by mito22 View Post
      L'altro giorno ero a SIENA.... un imprenditore senese parlava di questi come fossero una sorta di follia per delinquere e bruciare soldi...
      Questi chi?
      Quelli del PD?
      Lo spam è come la m@fia: c'è sempre,anche quando non si vede! :gaen:

      Comment


      • #4
        Originally posted by nitronori1 View Post
        Questi chi?
        Quelli del PD?
        non aveva bisogno di andare a siena per sapere quello...si riferisce al panforte e al panpapato

        Comment


        • #5
          Io che sono generoso di natura, verso a mps 500 euro al mese

          Comment


          • #6
            E come diceva Toto...




            "Dai cretini mi guardi *** che ai deficienti ci penso io"

            Per vivere più serenamente il forum nella lista di ignora ho messo nico1,quindi è inutile che continui a scrivere ca**ate

            Comment


            • #7
              Originally posted by mauri954 View Post
              Io che sono generoso di natura, verso a mps 500 euro al mese
              Sei un signore.....


              Io cerco di prendere la cittadinanza ZINGARA :1: mi sa che in italia tutti han capito tutto.. tranne gli italiani!

              Comment


              • #8
                Mikif che dice ? Colpa della raggi ?:gaen:

                no delta martini...no party


                Il problema dell umanità è che gli stupidi son pieni di certezze, mentre le veri menti son piene di dubbi (cit)

                Comment


                • #9
                  Ok, accetto.

                  Dato che divento socio di fatto, però, vorrei votare per la nomina del CdA.

                  Comment


                  • #10
                    Originally posted by cosimo View Post
                    Ok, accetto.

                    Dato che divento socio di fatto, però, vorrei votare per la nomina del CdA.
                    ecco...è li che volevo arrivare ....peccato che poi Lo stato che era gia al 4% di mps..non ha commissionato una "due diligence"..per capire sti incagli etc..da chi derivavano.....buttando tutto sulle spalle del retail...

                    cmq..la situazione più ridicola è che adesso al posto di 5 miliardi ...la bce ne ha chiesti 9...

                    e la situazione è cosi incasinata...che si prospetta un decongelamento di azioni..e soprattutto delle obbligazioni..."forse" in tarda primavera....quindi fino a quel punto, chissà quando i portatori di obbligazioni rivedranno i loro soldi.....perchè ora di fatto non si può vendere nulla.......

                    Comment


                    • #11
                      Se non fosse che era la banca dei comunisti tipo araminchiola una cifra talmente ridicola la tiravo fuori io, per tutti, altro che salvataggio, è proprio una poverata, manco il canone RAI...

                      Last edited by MiKiFF; 29-12-16, 10:15.
                      "Mi spezzo ma non mi piego." MiKiFF

                      Comment


                      • #12
                        Guarda che li tiri fuori lo stesso eh
                        E comunisti o fascisti centra unkazzo quando cè del grano in giro

                        Da De Benedetti alla Marcegaglia: Mps prestava i soldi ai ricchi, loro non li ridavano

                        Giuseppe Garibaldi
                        Fra i debitori che non hanno onorato i debiti verso il Montepaschi c’è anche Giuseppe Garibaldi. Incidenti che capitano alla banca più antica del mondo. Evidentemente anche in tempi non sospetti, a Siena sentivano il fascino della camicia rossa. Ma soprattutto rivelavano una certa reverenza nei confronti dei poteri forti. Preferibilmente in odore di massoneria.

                        Nell'archivio della banca c'è questa lettera dell'Eroe dei Due Mondi: «Signor Esattore mi trovo nell'impossibilità di pagare le tasse. Lo farò appena possibile». Correva l'anno 1863 e non sapremo mai il destino di quel debito.

                        C'è anche da dire che a Siena avevano una certa dimestichezza con i protagonisti del Risorgimento. Fra il 1928 e il 1932, infatti, la banca era entrata in possesso della tenuta di Fontanafredda che Vittorio Emanuele II aveva regalato alla Bella Rosina. Gli eredi se l'erano fatta espropriare per un debito non pagato. Un npl (non performing loans) in versione reale.
                        Giuseppe Garibaldi e i nipoti della moglie del Re che non poteva diventare Regina. A Siena sono sempre stati molto trasversali nella scelta dei loro clienti. E anche le sofferenze rifiutano il monocolore. Così fra i clienti che non hanno rimborsato figurano la Sorgenia della famiglia De Benedetti e Don Verzè che, grazie anche all'amicizia con Silvio Berlusconi aveva fondato l'ospedale San Raffaele portandolo anche al dissesto con un buco di duecento milioni. Dagli archivi risultava anche, almeno fino all'anno scorso, una fidejussione di 8,3 milioni che il Cavaliere aveva rilasciato a favore di Antonella Costanza, la prima moglie del fratello Paolo. La signora aveva acquistato, per nove milioni, una villa da sogno in Costa Azzurra e poi aveva dimenticato di pagarla. A Siena, però, conoscevano bene la famiglia Berlusconi e si fidavano. Erano stati i primi a credere nella capacità imprenditoriali di Silvio e non se n'erano certo pentiti.

                        Non altrettanto bene però, sono andate le cose con il gruppo che fa capo a Carlo De Benedetti, l'eterno rivale del Cavaliere. Sorgenia, il gruppo elettrico guidato da Rodolfo, primogenito dell'Ingegnere, ha lasciato un buco da 600 milioni. Le banche hanno trasformato i debiti in azioni. Ora sperano di trovare un compratore. Il cuore di Sorgenia è rappresentato da Tirrenia Power le cui centrali sono localizzate in gran parte fra la Liguria e l'Italia centrale. Naturale che Mps fosse in prima linea nel sostenere l'investimento e oggi a dover contabilizzare le perdite.

                        Ma i problemi di Mps non si fermano alla Toscana e zone circostanti. La forte presenza in Lombardia attraverso la Banca Agricola Mantovana ovviamente l'ha portata in stretti rapporti d'affari con il gruppo Marcegaglia che ha sede da quelle parti. Fra l'altro Steno, fondatore dell'azienda siderurgica, era stato uno dei soci della Bam che aveva favorito l'ingresso di Siena. Tutto bene fino a quando al timone è rimasto il vecchio. Poi è toccato ai figli Antonio ed Emma. Complice la crisi economica, hanno accumulato un'esposizione di 1,6 miliardi che le banche hanno dovuto ristrutturare aggiungendo altri 500 milioni.

                        Ma a parte questi nomi eccellenti chi sono gli altri debitori che hanno mandato in crisi la banca più antica del mondo? La ricerca non è facile. Il gruppo dei piccoli azionisti del Monte guidato da Maria Alberta Cambi (Associazione del Buongoverno) ha cercato l'identità delle insolvenze. I dirigenti della banca si sono rifiutati di rispondere schermandosi con le regole della privacy. Qualcosa, però, hanno detto. Non i nomi ma almeno la composizione.

                        Viene fuori che il 70% delle insolvenze è concentrato tra i clienti che hanno ottenuto finanziamenti per più di 500mila euro. In totale si tratta di 9.300 posizioni e il tasso di insolvenza cresce all'aumentare del finanziamento. La percentuale maggiore dei cattivi pagatori (32,4%) si trova fra quanti hanno ottenuto più di tre milioni di euro. Ovviamente un tasso di mortalità così elevato sulle posizioni più importanti apre molti interrogativi sulla gestione. Anche perché la gran parte dei problemi nasce dopo l'acquisizione di Antonveneta. Prestiti concessi nel 2008 che finiscono a sofferenza nel 2014. Certo sono gli anni della grande crisi. Ma non solo. La scansione dei tempi dice anche un'altra cosa: Mussari e Vigni hanno concesso i crediti. Profumo e Viola hanno dovuto prendere atto che erano diventati fuffa.

                        di Nino Sunseri

                        Da De Benedetti alla Marcegaglia: Mps prestava i soldi ai ricchi, loro non li ridavano - Foto 1 di 4 - Libero Quotidiano
                        no delta martini...no party


                        Il problema dell umanità è che gli stupidi son pieni di certezze, mentre le veri menti son piene di dubbi (cit)

                        Comment

                        Working...
                        X