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Caro Grillo...

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    #106
    la carta prende tutto, sui giornali scrivono anche menzogne, ma se hai gli atti, postali.

    Comunque nel complesso dei costi della politica gli stipendi sono una piccola parte. Pesano molto pi? le tangenti, gli appalti gonfiati, le rete clientelare, raccomandati, ecc.... ecc....

    E' comunque importante come segnale e come presupposto il fatto di entrare in politica non per arrivismo e non per diventare parte della casta....
    Last edited by abezze; 11-04-13, 08:17.

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      #107
      Originally posted by Maoni View Post
      ..... ce lo vedi Renzi che dice no ai rimborsi elettorali ?
      Non so se la notizia sia una bufala ma su un canale del Berlusca ho visto di recente un'inchiesta dalla quale emergeva un buco di 500 milioni di euro nell'amministrazione del vecchio partito, i DS, ad opera di Fassino e D'Alema.
      Il buco ? stato fatto alla chiusura del partito donando a "fondazioni" i 500 M.

      Le sedi dei DS esistono ancora.

      Ai rimborsi il PD mi sa tanto che non possa proprio rinunciare o fa bancarotta e ha da coprire alcuni esponenti e colmare i debiti delle passate gestioni....

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        #108
        Avete letto l'ultima mossa del Berlusca?

        Dato che Bersani non vuole il governissimo, mentre il resto del PD lo vuole, vuole sostenere la candidatura di Bersani al colle, in modo da levarselo dal governo....

        Bene avremo un nuovo governo nano-pd

        chiss? come saranno contenti gli elettori....

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          #109
          Originally posted by abezze View Post
          Avete letto l'ultima mossa del Berlusca?

          Dato che Bersani non vuole il governissimo, mentre il resto del PD lo vuole, vuole sostenere la candidatura di Bersani al colle, in modo da levarselo dal governo....

          Bene avremo un nuovo governo nano-pd

          chiss? come saranno contenti gli elettori....
          E un altra mummia al quirinale... ottimo

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            #110
            Otta, visto che c sei trovami anche qst carte


            Parlamento, in 177 siedono su due o tre poltrone. (In barba alla Costituzione)
            Mezzo governo di Puglia e Campania si ? trasferito a Roma. Ma c'? anche chi riesce a svolgere quattro mandati insieme. Sono 36 invece quelli che ancora non hanno deciso tra regione e Parlamento. E in tutto quasi duecento che coloro i quali sommano potere. Tutti insieme sceglieranno il prossimo presidente della Repubblica

            di Redazione Il Fatto Quotidiano | 11 aprile 2013Commenti (642)

            Pi? informazioni su: Costituzione, Incarichi, Montecitorio, Movimento 5 Stelle, Nichi Vendola, Parlamento, PD, PDL, Roberto Cota, Stipendi.

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            368

            La misura del potere ? un rumore. Quello che si leva a Montecitorio, ben distribuito tra destra e sinistra, quando la deputata Maria Marzana (M5S) denuncia: ?I doppi incarichi e i doppi stipendi sono eticamente inaccettabili?. Non solo. Vanno contro la Costituzione, articolo 122, che vieta di sedere nei consigli regionali e in Parlamento. E vanno contro un decreto legge ? convertito nel settembre del 2011 ? che stabilisce che non si possono ricoprire due cariche elettive, e dunque non va bene nemmeno la fascia tricolore da sindaco n? la livrea da presidente provinciale.*

            Ci sono state proteste bipartisan per contestare la correttezza delle sue parole ma resta il problema per 177 parlamentari, che non si decidono ? e quindi eleggeranno il nuovo Capo dello Stato ? anche perch? la giunta per le elezioni, in assenza di un governo, non si pu? nominare. In realt?, rischiando una mossa spericolata, il Senato ha prorogato la propria Giunta provvisoria. Ma c?? chi al doppio incarico ha gi? rinunciato, dimostrando che l?assenza della giunta non ? di per s? un ostacolo. ? obbligatorio rinunciare all?indennit? in Regione ma non ai gettoni per le Commissioni, n? per le province n? per i comuni. Soltanto due giorni fa il governatore Roberto Cota ha deciso di restare in Piemonte e mollare Roma, mentre le dimissioni di*Nichi Vendola*sono arrivate mercoled? 10 aprile. In ogni caso la Puglia potrebbe riunire il consiglio regionale nella capitale, tanto restano in dieci, e trasversalmente rappresentati, a covare il dubbio: meglio una legislatura cominciata da qualche settimana e un po? precaria o il rifugio sul territorio che gi? ha consumato qualche anno?

            Nella lista, dopo la comunicazione del governatore, restano*Rocco Palese, Massimo Cassano, Pietro Iurlaro, Roberto Marti, Gianfranco Chiarelli e Lucio Tarquinio (tutti Pdl); Antonio Decaro e Michele Pelillo (Pd); Dario Stefano e Antonio Matarrelli (Sel). Anche la Campania potrebbe trasferirsi a Roma: c?? il vicepresidente Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco, Udc; c?? il capogruppo Umberto Del Basso De Caro (Pd); c?? l?assessore all?Urbanistica, Marcello Tagliatella (Pdl) e due consiglieri, sempre berlusconiani, Eva Longo e Domenico De Siano. Quest?ultimo merita una citazione particolare in quel gruppetto di sette che, in una settimana, riesce a presenziare quattro aule di quattro organismi istituzionali o amministrativi. De Siano ? stato spedito al Senato, ma ? anche consigliere regionale, provinciale e comunale a Lacco Ameno, Isola di Ischia. Si sdoppiano anche in Calabria, Sicilia, Marche, Abruzzo, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna.*

            In 36 non rispettano la Costituzione e approfittano dell?incertezza parlamentare: ? vero che un lodo di Roberto Calderoli ha riattivato la Giunta di Palazzo Madama, ma non quella di Montecitorio e cos? non comincia la procedura che comunque ? molto buffa. La Giunta individua il caso da risolvere, si prende trenta giorni per fare un?istruttoria e concede altrettanti giorni all?interessato per scegliere. Ma siccome la legislatura veleggia in acque agitate, per adesso, in tanti preferiscono non scegliere. Perch? il pericolo ? in agguato: se uno indica Roma e poi si va a rivotare, che succede?

            di Caterina Perniconi e Carlo Tecce

            Da il Fatto Quotidiano del 10 aprile 2013, aggiornato da redazione Web

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