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Ruby - Berlusconi assolto

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    #61
    Originally posted by mito22 View Post
    Quindi ogni persona che andr? coi monorenni d'ora in poi.. dir? 'MA IO NON LO SAPEVO' e quindi non sar? reato.

    B? facile cos?!

    Dav...ci vogliono le PROVE.....e qui non c'? n'erano...senza contare la testimonianza della presunta vittima che ha sempre negato....

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      #62
      Originally posted by Factory View Post
      Dav...ci vogliono le PROVE.....e qui non c'? n'erano...senza contare la testimonianza della presunta vittima che ha sempre negato....
      Scusa n?..... non c'erano talmente prove che quando la marchettara ? arrivata in questura hanno scoperto in 10 minuti fosse minorenne.....

      .....tu pensi seriamente che ad Arcore entrasse qualcuna che non si sapeva chi fosse ???

      ....ora, la genialata della parente di dignitari esteri della telefonata ? stata fatta x che cosa ???

      Per le ulteriori prove, se na poraccia marchettara nullatenente cambia tenore di vita dal giorno alla notte, come disse qualcuno basta seguire il grano e da dove arriva..

      ..xch? negare di aver avuto quei rapporti dietro compenso......toh aspetta ci anche sono state schiere di maggiorenni marchettare cui ? stato pagato casa e mensile per creare le "cene eleganti".

      Ora va bene tutto..
      ...perfino l'assoluzione xch? ? cambiata la legge......
      ...che gi? degrada a livello del peggio italico talk show la vicenda...
      ....ma dire non ci sono prove.....mi pare veramente un'uscita degna del miglior Emilio Fido dei tempi andati

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        #63
        se ve lo dice un giudice, e che ? pure di sinistra vi entra nella zucca?
        non credo ma ci provo...


        "Ha subito tutti quei processi solo perch? ? sceso in campo" - IlGiornale.it


        senza contare che poi, piaccia o no, ? il primo contribuente in italia e gli han tritato la wallera per 7 milioni...... e non vi puzza nemmeno un filo? come un negoziante che fattura 200 mila euro e lo metti in galera perch? pare non abbia fatto uno scontrino da un euro....

        sono sicuro non sia uno stinco di santo, ma confronto a monti, prodi, napolitano, renzi...andrebbe avviato il processo di beatificazione subito!

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          #64
          Originally posted by luigiRR View Post
          se ve lo dice un giudice, e che ? pure di sinistra vi entra nella zucca?
          non credo ma ci provo...


          "Ha subito tutti quei processi solo perch? ? sceso in campo" - IlGiornale.it


          senza contare che poi, piaccia o no, ? il primo contribuente in italia e gli han tritato la wallera per 7 milioni...... e non vi puzza nemmeno un filo? come un negoziante che fattura 200 mila euro e lo metti in galera perch? pare non abbia fatto uno scontrino da un euro....

          sono sicuro non sia uno stinco di santo, ma confronto a monti, prodi, napolitano, renzi...andrebbe avviato il processo di beatificazione subito!
          Sanno anche i muri che se la tal persona ? scesa in politica ? xch? altrimenti il suo impero sarebbe caduto come un castello di carte.

          Per la beatificazione mi risulta prima bisogna esser deceduti......o pure in vaticano faranno un'altra legge ad personam ??

          Speriamo di no almeno da morto ce lo togliamo dalle p#lle...
          ....il problema ? che ci toglieremo lui, ma non il modo di pensare che ha diffuso come un cancro in sto paese !!

          Sia chiaro, ed a scanso di facili equivoci da parte di qualche brachicefalo; che per quanto mi riguarda i politici di SX italiani sarebbero da caricare su un barcone insieme ai loro colleghi di DX li facciamo partire da Lampedusa verso il nordafrica .....ma a remi ....poi si casualmente facciamo provare alla marina un po' di armamento in quel tratto di mare

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            #65
            forse perch? D'Alema disse apertamente ed in pi? occasioni ed che "lo avrebbero mandato per stracci" appena eletti???

            anche io al posto suo mi sarei un'attimino preoccupato.....

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              #66
              La gogna vista dalla procura

              A Prato c’? un procuratore da urlo (e di sinistra) che ha scelto di andare in pensione in anticipo per protestare contro gli scandali della giustizia. Intercettazioni, giornalisti, bign?. Chicche su Ruby. Storia di Piero Tony

              di Claudio Cerasa | 18 Luglio 2014 ore 06:30



              Prato. Le intercettazioni. Il processo mediatico. La gogna. La vergogna. La giustizia politicizzata. Le correnti. La custodia cautelare. Il bign?. Il Csm. Il governo. Il rapporto con i giornalisti. Le persecuzioni. I trattamenti speciali. I poteri dei magistrati. Il copia incolla dei giudici. E ovviamente il caso Ruby (con una vicenda). Ma prima di arrivare qui, prima di arrivare alla ciccia, al succo del discorso, bisogna partire dall’inizio. Dal perch?. Dal motivo vero. Dalla ragione della scelta. Un magistrato di sinistra con trent’anni di esperienza che va in pensione con due anni di anticipo rispetto alla tabella di marcia per lanciare un messaggio, per dare un segno, per protestare contro una giustizia che troppe volte dimostra di essere ingiusta, che troppo spesso dimostra di essere eccessivamente politicizzata e che troppo spesso sembra essere incapace di autoriformarsi e di imboccare una giusta direzione. Siamo andati a Prato e abbiamo trovato una storia da urlo. Una storia che riguarda il procuratore capo di questa citt? e che mette insieme tutto. Il garantismo. Il processo. Le intercettazioni. I giornali. Il circo mediatico. Si comincia da qui, e Piero Tony, il protagonista di questa storia, lo dice tutto d’un fiato. Il perch?. Il motivo vero.

              Dice Piero Tony: “La verit? ? che non era pi? possibile, che non resistevo, che non potevo continuare, che era una situazione surreale, che vedevo troppe cose che non avrei voluto vedere e che tra stare ancora due anni qui, in mezzo a tutto questo, e andare invece via, facendo un po’ di chiasso, riprendendomi la mia vita e lanciando un messaggio, la seconda era l’unica cosa da fare. Nessun dubbio, l’unica. Perch? in Italia, lo sanno anche i bambini, il processo non ? pi? un semplice processo ma ? una gogna, a volte una vergogna, e chi ha coscienza del suo lavoro sa come funziona, sa i giochi che si fanno con gli imputati e sa come si usano le intercettazioni, le carte, gli spifferi, le indagini, gli arresti. Beh, io dico no. E lo dico da sinistra. Lo dico da militante di una corrente di sinistra. Lo dico dopo aver girato mezza Italia. E lo dico dopo trent’anni di carriera. La giustizia, purtroppo, in Italia non sempre funziona come dovrebbe funzionare. Sarebbe bello, sarebbe un sogno, dire che ? solo un problema di riforme, di scelte del governo, di leggi fatte e di leggi non fatte. C’? anche quello, s?, ma il problema ? nostro, prima di tutto, e fino a quando non cambieremo noi non sar? possibile cambiare nulla”.

              Lui si chiama Piero Tony, ? nato a Zara il 3 giugno 1941, entra in magistratura nel 1969, a 28 anni diventa giudice istruttore a Milano, a trent’anni si iscrive a Magistratura democratica, per undici anni lavora a Venezia come giudice minorile, nel 1984 si ? trasferito a Firenze e nel 1991 arriva alla procura generale del capoluogo toscano. Dove diventa famoso, dove, creando scandalo, comincia a teorizzare che il magistrato deve interessarsi pi? alla giustizia che all’accusa, e dove, durante il processo d’Appello per i delitti del mostro di Firenze, parlando dai banchi dell’accusa, finisce sulle prime pagine di tutti i giornali per via della sua requisitoria di cinque ore con cui smonta punto per punto la sentenza di primo grado emessa dalla Corte di Assise su Pietro Pacciani. Cos?: “Mi pesa chiedere ci? che mi appresto a chiedere di fronte a un imputato che concentra in s?, con o senza colpa, perch? sicuramente non avr? scelto lui la culla in cui nascere, buona parte del peggio della natura umana. Perch? violento e pericoloso, perch? bugiardo, sordido, prevaricatore, spregevole, lubrico. Il verbale di dibattimento ? costituito da ottanta fascicoli, per? di polpa non ce n’? poi tanta”. Era il 1996, anni dopo Pacciani venne assolto, passano i mesi, gli anni, Piero Tony nel 2006 arriva a Prato e otto anni dopo, con due anni di anticipo rispetto al previsto, decide di farsi da parte. Di dare un segnale. E smetterla di avere a che fare con una giustizia ingiusta.

              La Cassazione ? peggio della malattia Quando i giudici diventano editorialisti. Il caso Romeo La notizia del pensionamento anticipato di Piero Tony la offre in anteprima un giornale locale, il Tirreno, due settimane fa, e tra un detto e un non detto si capisce che il procuratore di Prato ? un tipo che non aspetta altro di parlare, di spiegare, di raccontare, di ragionare. E’ cos?? Contattiamo Tony via email. Gli chiediamo un incontro. Il procuratore ci pensa qualche giorno e alla fine decide di riceverci. A Prato, in Toscana, venti minuti di treno da Firenze. Un vecchio palazzone a un chilometro e mezzo dalla stazione. Molti pini marittimi. Molti faldoni accatastati. Molti funzionari con pantaloncino corto, calzino bianco tirato su fino al ginocchio, camicie a quadri con le maniche arrotolate. Lunghi silenzi. Rumori di porte schiaffeggiate dal vento. Piero Tony ? qui, al terzo piano della procura, al suo penultimo giorno di lavoro, e ha voglia di parlare. Di giustizia. Di intercettazioni. Di governo. Di riforme. Di processo. Di correnti. Di politica. E di un dettaglio importante che riguarda un’inchiesta pesante: Ruby. Il procuratore ci fa accomodare nel suo studio, tra una bustona ripiena di libri, una scatola con molti ricordi, un paio di faldoni con inchieste da definire, e accetta di rispondere alle nostre provocazioni. Lo guardi, lo studi, lo ascolti e capisci che nelle parole di Piero Tony c’? la voce di tutti quei magistrati che in tutti questi anni hanno osservato con frustrazione la trasformazione dei processi che regolano la giustizia italiana. I diritti della difesa calpestati, l’esplosione della gogna mediatica, la violazione sistematica della privacy, i mostruosi poteri concessi all’accusa, la progressiva politicizzazione delle procure. Piero Tony fissa negli occhi l’interlocutore, si dondola sulla sedia e inizia a parlare. Si comincia da qui.

              Prendiamo appunti.

              “Vede, non so come dire, io faccio questo mestiere da molti anni, ho lavorato nelle procure pi? importanti d’Italia, con i poliziotti pi? importanti d’Italia, con i magistrati pi? importanti d’Italia e gi? negli anni Settanta mi ero accorto che c’era qualcosa che non funzionava. Qualcosa di distorto, per certi versi inevitabile, che riguarda il tema della custodia cautelare. La verit? ? questa: ? dagli anni Settanta che i magistrati vivono con il cautelare, lo usano in modo discrezionale, con molti eccessi, e lo usano come se fosse un modo per determinare la certezza della pena. Il ragionamento ? logico: non so come andr? a finire questo processo ma per far s? che il mio indagato possa avere una punizione intanto lo metto dentro. Non ? sempre cos?, ovvio, ma la storia ci insegna che questo metodo ? andato a peggiorare nel corso del tempo con l’affermazione di quello che potrei definire senza problemi il processo mediatico. E oggi, quando si parla di processo passato in giudicato, si intende sostanzialmente questo: una misura cautelare amplificata dal processo portato avanti dalla stampa. Il giudicato, anche grazie al fatto che ci sono spesso magistrati che portano avanti processi che sanno gi? in partenza che cadranno in prescrizione, coincide ormai con la pena generata dalla gogna mediatica. Ed essendo diventato il processo mediatico una costola del processo tradizionale ? ovvio che esistano molti magistrati che giocano spesso con gli amici giornalisti per amplificare gli effetti generati dal processo”.
              Il magistrato riprende fiato, tira fuori da un cassetto il suo codice di Procedura penale, sfoglia rapidamente alcune pagine, arriva all’articolo numero 358 e improvvisamente, quasi colto da un lampo, ce lo legge – vedremo perch?. Articolo numero 358, Titolo V, Attivit? di indagine del pubblico ministero. “Il pubblico ministero compie ogni attivit? necessaria ai fini indicati nell’articolo 358 e svolge altres? accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini”. Dice Tony: “Lei ha presente Karl Popper?”. Pi? o meno. Bene. Popper diceva che qualsiasi teoria, per essere scientifica, deve essere falsificabile. Il che significa che dalle sue premesse di base devono poter essere deducibili le condizioni di un esperimento che la possa dimostrare integralmente falsa alla prova dei fatti. Il magistrato, secondo me, dovrebbe comportarsi allo stesso modo.

              Dovrebbe raccogliere non solo il materiale utile a dimostrare una tesi, la sua tesi, ma anche quello utile a dimostrare il contrario. Non lo dice Piero Tony lo dice il codice di procedura penale. E invece no. Troppo spesso si va avanti a forza di gomitate, di forzature, e spesso succede che un magistrato si innamori cos? tanto del suo teorema da non voler accorgersi di tutti gli elementi che quel teorema lo contraddicono. E da questo punto di vista le intercettazioni, il modo in cui sono state utilizzate in questi anni, il modo in cui sono diventate un ingrediente importante del processo mediatico, hanno svolto un ruolo chiave nel rafforzare i teoremi dei magistrati, facendogli perdere qualche volta contatto con la realt?”. Piero Tony fa qualche esempio. “L’eccessiva disinvoltura con cui vengono inserite le intercettazioni nei fascicoli ? spesso l’indice di una difficolt? con cui gli inquirenti gestiscono un’indagine. Esistono naturalmente casi in cui le intercettazioni costituiscono un elemento imprescindibile di un’indagine ma esistono anche casi in cui le intercettazioni vengono utilizzate in eccesso per ragioni mi verrebbe da dire di pigrizia. Come un surrogato di altre tecniche, di altre modalit? investigative. Penso agli appostamenti, per dire, ma si potrebbero fare decine di altri esempi. Ci? che in questi anni mi ha stupito in maniera negativa, e che per fortuna nella mia procura non si ? mai verificato, ? il modo francamente assurdo con cui agiscono alcuni giudici e alcuni magistrati. E’ il metodo copia-incolla. Tu ricevi dodicimila pagine di intercettazioni, le inserisci nella richiesta di custodia cautelare, poi te le ritrovi nell’ordinanza del gip e anche se alcune intercettazioni non hanno alcun rilievo penale hai la certezza che grazie al metodo copia-incolla rimarr? tutto l?. A ingrossare il fascicolo e a regalare qualche ottimo bign? ai giornalisti”. Slurp. “Sento dire spesso ai vari governi che si sono alternati in questi anni che servirebbe un’udienza filtro per scegliere insieme con le parti le intercettazioni che andrebbero utilizzate e quelle che invece non andrebbero selezionate, e mi viene da sorridere: perch? l’udienza filtro, che in realt? si chiama udienza stralcio, esiste gi? oggi, ? prevista dal codice di Procedura penale, servirebbe a tutelare le persone terze non indagate e a salvaguardare la privacy degli indagati. Il problema ? che nessuno rispetta questa regola e tutti fanno pi? o meno come diavolo gli pare. Eppure – dice Piero Tony mostrando al cronista un foglio di carta – basterebbe cos? poco e basterebbe solo volerlo”.

              Il foglio di carta in formato A4 poggiato in mezzo ad alcune scartoffie accatastate lungo i bordi del tavolo dello studio del procuratore capo ? il regolamento interno, o meglio, “il progetto organizzativo”, presentato ai colleghi da Piero Tony pochi giorni dopo il suo arrivo a Prato. Tony ci mostra un punto. E’ il numero tredici, comma cinque: “Il risultato delle intercettazioni telefoniche e ambientali deve essere utilizzato in ogni atto processuale compresa la richiesta di misure cautelari, al fine di tutelare la privacy sia delle persone estranee che degli stessi indagati, con la mera indicazione delle fonti intercettate nonch? del sintetico contenuto di quel risultato, quest’ultimo nelle sole parti conferenti alle indagini ed evitando quanto possibile ogni inserimento testuale delle relative trascrizioni”. Basterebbe poco, dice Piero Tony, eppure molte procure vivono in un regime di dubbia legalit?. Dovrebbero inserire nei fascicoli solo i riassunti ma in realt? inseriscono tutto quello che non dovrebbero inserire. Effetto bign?. Chiede il cronista: ma questa grande discrezionalit? di cui possono godere gli inquirenti sommata all’estrema politicizzazione della magistratura non rischia di creare un mix pericoloso per il sistema giudiziario? Tony ci offre un altro sorriso e prosegue il suo ragionamento.

              “Bisogna riconoscere che negli anni ai magistrati sono stati assegnati diversi strumenti con i quali hanno avuto la possibilit? di operare con grande discrezionalit?. Non penso solo alle intercettazioni – perch? ? ovvio che un magistrato o un giudice che non ama particolarmente un indagato o un imputato sar? pi? portato a inserire nel fascicolo molti di quei bign? che non hanno alcun rilievo penale ma che piacendo molto ai giornalisti rappresentano oggettivamente un supporto necessario per portare avanti un processo – ma penso anche a strumenti e a tipologie di reati discutibili come per esempio il concorso esterno (tipologia di reato che non esiste nella legge, che ? di fatto una creazione giurisprudenziale, che ? stata pi? volte contestata dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione, e che da trent’anni avrebbe bisogno quantomeno di un intervento legislativo). L’Italia ? ricca di tipologie di reato che permettono di inquadrare un reato senza che sia necessario portare grandi prove provate. E’ cos?, c’? poco da fare, e per quanto mi riguarda posso dire che la mancanza di tipicit? nella giustizia ? davvero parente stretta di mancanza di legalit?. Il libero convincimento del giudice – prosegue – ? un principio sacrosanto ma per convincere il giudice servono fatti, non chiacchiere o motivazioni apparenti”. Pausa. “Anche la storia dell’obbligatoriet? dell’azione penale ? una simpatica barzelletta, un giochino da salotto. Ci sono delle scelte prioritarie. La macchina giustizia non riesce ad affrontare milioni di processi. Deve sempre scegliere, in teoria, quali dovrebbe consegnare alla prescrizione e quali invece no. L’obbligatoriet? non esiste. Il magistrato, in un modo o in un altro, sceglie sempre di privilegiare una cosa rispetto all’altra. Non c’? un meccanismo automatico che costringe un pm a portare avanti un’indagine se riceve una denuncia o una querela. C’? sempre una discrezionalit?. Da un certo punto di vista ci deve essere. Perch? bisogna approfondire e bisogna valutare se si tratta di una cazzata o di una cosa seria. L’obbligatoriet? dell’azione penale ? diventata una favola. E purtroppo, quando un magistrato ? politicizzato, pu? utilizzare questo strumento anche in maniera anomala. Discutibile, diciamo”.

              E la politica? Piero Tony si illumina, poggia le mani sul tavolo come a voler fare stretching con le braccia, si prepara, si carica, e parte in quarta. “E’ una tautologia dire che la magistratura sia politicizzata. Non si tratta di un’opinione ma si tratta di un dato di fatto. Esistono le correnti. Esistono i magistrati che professano in tutti i modi il loro credo politico. Esistono grandi istituzioni, come il Csm, dove si fa carriera soprattutto per meriti politici. E francamente non riesco a criticare fino in fondo chi sostiene che con una magistratura politicizzata ci sia sempre il rischio che le sentenze abbiano una venatura politica. Per questo, e lo dico da associato, da uno che paga da pi? di trent’anni la sua quota annuale a Md, dico che le correnti, per la magistratura, tendono a essere un male. Un dramma. E in tutto questo noto un elemento di grande contraddizione. Viene quasi da sorridere. Per quale ragione un magistrato non pu? essere iscritto a un partito e pu? invece far parte di un prodotto del pantografo, ovvero di una corrente, che di fatto ? configurata come un partito? Perch? ci prendiamo in giro cos??”.

              Osiamo: il ragionamento vale anche per Berlusconi? Piero Tony si fa pi? serio, si ferma un attimo, cerca le giuste parole da utilizzare, le trova, si fa prudente, ma non rinuncia a dire quello che pensa. “Non entro nel merito dei processi, non ho titolo per farlo, ma posso dire senza paura di essere smentito che se Berlusconi non fosse entrato in politica non avrebbe ricevuto tutte le attenzioni giudiziarie che ha ricevuto. E anche sul processo Ruby, che in linea teorica dovrebbe essere un ordinario processo di concussione e prostituzione minorile, ? evidente che l’ex presidente del Consiglio ha avuto un trattamento speciale”. Un trattamento speciale, gi?. Il caso vuole che a Prato, proprio a Prato, uno dei vice di Piero Tony sia Antonio Sangermano, pubblico ministero che ha fatto a lungo parte del pool di magistrati che hanno segu?to da Milano il caso Ruby. E proprio su Sangermano, a Prato, i cronisti di cronaca giudiziaria raccontano un episodio clamoroso. L’episodio riguarda una richiesta particolare arrivata dal Csm e dalla procura di Milano (da Bruti Liberati) per far s? che il dottor Sangermano, nonostante la sua nuova collocazione a Prato, potesse essere ancora utilizzato dalla procura di Milano per seguire il caso Ruby. In giuridichese: “Applicazione extradistrettuale alla procura della Repubblica presso il tribunale di Milano”. Era il dicembre 2011. Il procuratore capo di Prato conferma che quella storia ? vera e che quel giorno rispose cos?: “Gentile procuratore generale. Mi consenta di rilevare che l’impegno del dottor Sangermano nel ‘delicato processo a Milano’ non appare nemmeno paragonabile all’impegno quotidiano dei magistrati di questo ufficio anche a voler considerare tutto quanto si ? appreso dai mass-media e si ? commentato nelle sedi le pi? varie. Al di l? del possibile riverbero politico – che non compete alla magistratura – e giudiziario sulla persona dell’ex presidente del Consiglio dei ministri pare trattarsi, invero, di mere violazioni alla Legge Merlin da parte di sole tre persone, violazioni in quanto tali di non eccezionale gravit? e peso in relazione sia alle pene edittali sia alle aspettative delle parti lese sia alle esigenze dell’istruttoria dibattimentale cos? come prevedibile”. Il riverbero politico “non compete alla magistratura”. Proprio cos?. Piero Tony – nonostante la sua richiesta non sia andata a buon fine – lo dice con naturalezza, lo dice da sinistra, lo dice da magistrato, lo dice da garantista e lo dice con libert?. Con lo sguardo e con la voce di tutti quei magistrati e di tutte quelle persone di buon senso che in tutti questi anni hanno osservato con frustrazione la trasformazione della giustizia italiana.
              ? FOGLIO QUOTIDIANO


              La gogna vista dalla procura

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                #67
                ...doppio.....

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                  #68
                  Originally posted by @Anubi@ View Post
                  Scusa n?..... non c'erano talmente prove che quando la marchettara ? arrivata in questura hanno scoperto in 10 minuti fosse minorenne.....

                  .....tu pensi seriamente che ad Arcore entrasse qualcuna che non si sapeva chi fosse ???

                  ....ora, la genialata della parente di dignitari esteri della telefonata ? stata fatta x che cosa ???

                  Per le ulteriori prove, se na poraccia marchettara nullatenente cambia tenore di vita dal giorno alla notte, come disse qualcuno basta seguire il grano e da dove arriva..

                  ..xch? negare di aver avuto quei rapporti dietro compenso......toh aspetta ci anche sono state schiere di maggiorenni marchettare cui ? stato pagato casa e mensile per creare le "cene eleganti".

                  Ora va bene tutto..
                  ...perfino l'assoluzione xch? ? cambiata la legge......
                  ...che gi? degrada a livello del peggio italico talk show la vicenda...
                  ....ma dire non ci sono prove.....mi pare veramente un'uscita degna del miglior Emilio Fido dei tempi andati


                  Le prove che abbiano fatto sesso........!!!

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                    #69
                    Originally posted by @Anubi@ View Post
                    Ora va bene tutto..
                    ...perfino l'assoluzione xch? ? cambiata la legge......
                    ...che gi? degrada a livello del peggio italico talk show la vicenda...
                    ....ma dire non ci sono prove.....mi pare veramente un'uscita degna del miglior Emilio Fido dei tempi andati

                    dici?



                    Quante bugie per sgonfiare l'assoluzione
                    Dalla Severino alla Cassazione, per gli anti Berlusconi il verdetto ? frutto di norme ad personam: ma non ? vero


                    Luca Fazzo - Dom, 20/07/2014 - 08:23

                    Milano - No, stavolta le leggi ad personam c'entrano davvero poco. La sentenza della Corte d'appello di Milano che ha assolto con formula piena Silvio Berlusconi nel caso Ruby ? figlia unicamente di una valutazione rigorosa dei giudici e non di modifiche delle norme varate in gran fretta dal Parlamento per salvare il Cavaliere.


                    Per smontare le chiacchiere che circolano in queste ore, basta leggere gli atti del processo e confrontarli con le norme.

                    SALVATO DALLA ?SEVERINO?? MACCH?

                    Non ? vero che Berlusconi sia stato assolto l'altro ieri dalla Corte d'appello grazie alla legge Severino, che ha modificato il reato di concussione e introdotto nel codice il reato di induzione. La ?Severino? ? del 28 novembre 2012, mentre la condanna in primo grado del Cavaliere ? del giugno 2013: vuol dire che, nonostante la nuova legge, i primi giudici ritennero di poter tranquillamente condannare l'imputato. Oltretutto Berlusconi venne condannato non per il nuovo reato di induzione, ma per il vecchio reato di concussione, che punisce il pubblico ufficiale che ?costringe? la vittima.

                    NON ? MERITO DELLA CASSAZIONE

                    Dopo i dubbi sollevati da numerosi tribunali, la ?Severino? ? stata interpretata da una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione nel marzo scorso. ? questo l'unico fatto nuovo intervenuto tra il processo Ruby di primo e di secondo grado. Ma anche la decisione della Cassazione aveva lasciato aperta la strada per una condanna di Berlusconi per concussione, affermando che la minaccia di un danno grave pu? essere ?esplicita o implicita?. Esattamente quanto Ilda Boccassini, il procuratore generale de Petris e la sentenza di primo grado sostengono sia avvenuto con la telefonata di Berlusconi in questura. Il problema, semplicemente, ? che per i giudici non ci fu nessuna minaccia.

                    UNA LEGGE INEVITABILE

                    La ?Severino? venne approvata dal governo Monti, con il voto favorevole di una maggioranza che andava dal Pdl al Pd, sulla base di ripetute critiche che erano venute dagli organi di giustizia europei.

                    INDUZIONE O CONCUSSIONE? CAMBIA POCO

                    Se la Corte d'appello avesse voluto applicare a Berlusconi la ?Severino?, ritenendo che i poliziotti fossero stati ?indotti? e non ?costretti? a rilasciare Ruby, avrebbe potuto comunque derubricare l'accusa. Nella sua requisitoria di un anno fa, Ilda Boccassini aveva chiesto la condanna dell'imputato per ?induzione?, e comunque aveva invocato una condanna a sei anni.

                    LA ?SEVERINO? LO HA CACCIATO

                    Difficile considerare la ?Severino? una legge a favore di Berlusconi: ? stata proprio questa legge a mettere fuori dal Parlamento chi ? stato condannato in via definitiva. ? in base alla ?Severino? che nel novembre scorso Berlusconi ? stato dichiarato decaduto dalla carica di senatore. Se non ci fosse la ?Severino?, il Cavaliere potrebbe tornare in Parlamento tra poco pi? di un anno, appena scontata la condanna per i diritti tv.

                    E LANZAROTE NON C'ENTRA

                    C'? chi sostiene che Berlusconi sia stato prosciolto dall'accusa di avere fatto sesso con Ruby quando era minorenne, solo grazie alla convenzione di Lanzarote, adottata dall'Italia nell'ottobre 2012. ? vero il contrario: la ?Lanzarote? inasprisce il trattamento per i clienti delle prostitute minorenni, rendendoli punibili anche se non sanno la vera et? delle ragazze (a meno che non si tratti di ignoranza inevitabile). Con la ?Lanzarote? il tribunale avrebbe potuto condannare Berlusconi. Che invece ? stato assolto in base ad una norma inserita nel codice penale nel 1998, quando il caso Ruby non era neanche immaginabile.

                    INTERCETTAZIONI? NO PROBLEM

                    L'unico punto su cui il procuratore generale de Petris ha voluto replicare alle difese prima della sentenza ? stata la utilizzabilit? dei tabulati telefonici acquisiti dalla Procura durante l'inchiesta. Per le difese, non si possono usare. Ennesimo cavillo? In realt?, tema ? stato ritenuto del tutto irrilevante dai giudici: anche tenendo per buone le intercettazioni, non c'? prova che siano stati commessi dei reati.

                    ? UNA SCONFITTA DI ILDA

                    ? ben vero che in aula a rappresentare l'accusa non c'era Ilda Boccassini ma, trattandosi di un processo d'appello, il procuratore generale Piero De Petris. Ma sarebbe ingiusto attribuire a lui le responsabilit? della debacle. De Petris ha potuto lavorare unicamente sulla base del materiale raccolto dalla collega, e nella sua requisitoria ha fatto di tutto per salvare il salvabile, rimediando ad una serie di buchi, soprattutto giuridici. Non ce l'ha fatta, ma non ? colpa sua.

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                      #70
                      Originally posted by @Anubi@ View Post

                      Sia chiaro, ed a scanso di facili equivoci da parte di qualche brachicefalo; che per quanto mi riguarda i politici di SX italiani sarebbero da caricare su un barcone insieme ai loro colleghi di DX li facciamo partire da Lampedusa verso il nordafrica .....ma a remi ....poi si casualmente facciamo provare alla marina un po' di armamento in quel tratto di mare
                      si ma il punto ? proprio questo.
                      non va bene berlusca, ok miglioriamo, ma non andiamo al peggio del peggio venduti all'europa, ad ucciderci di tasse, tagli a pensioni, aziende e famiglie allo sfascio, cazz non era cos?! cazz continuano a chiudere aziende e questi continuano a prendere per il kulo e son quasi benvoluti!

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                        #71
                        Originally posted by Factory View Post
                        Le prove che abbiano fatto sesso........!!!
                        oh factory guarda su un asino che vola:gaen:

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                          #72
                          vallo ad indicare ai tre giudici che lo hanno assolto con formula piena.

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                          • Font Size
                            #73
                            Originally posted by Factory View Post
                            vallo ad indicare ai tre giudici che lo hanno assolto con formula piena.
                            Chi i soliti giudici comunisti no?
                            ops
                            dimenticavo ora sono preziosi alleati...
                            machetelodicoafare?:gaen:

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                              #74
                              Originally posted by rna View Post
                              Chi i soliti giudici comunisti no?
                              ops
                              dimenticavo ora sono preziosi alleati...
                              machetelodicoafare?:gaen:
                              Eh gi? i soliti giudici e magistrati comunisti...
                              Ci vuole una riforma a livello giudiziario ..... questa ? una vera persecuzione nei suoi confronti... :gaen:

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                                #75
                                Originally posted by rna View Post
                                Chi i soliti giudici comunisti no?
                                ops
                                dimenticavo ora sono preziosi alleati...
                                machetelodicoafare?:gaen:

                                strano....quando fanno quello che volete voi per? va bene ....

                                tutti i discorsi del rispetto verso la magistratura....ma quando esce un giudizio che non sia di condanna apriti cielo...

                                ah la coerenza.....

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