Misano 1994
Io, Paolo Tessari e Gianfranco Ossoli eravamo gli alfieri del Team Gabrielli di Bassano d.G. per cercare di portare a casa il titolo della 125SP categoria under.
La classe più tosta in quegl’anni.
Il campione in carica era Roberto Locatelli, che poi diventerà Campione del Mondo 125 nel 2000 con il Team di … Vasco Rossi. Che fu di Ramazzotti e di Seedorf prima di lui.
Vabbè, questa è un’altra storia.
Siamo alla terza selettiva, se non ricordo male, e Tex mi telefona. All’epoca ci sentivamo tutti i giorni per sparare delle cazzate incommensurabili.
“Senti Pillo, dobbiamo ospitare il nemico. Io non ho posto, tu ne hai?”
“Sono da solo, quindi di posti ne ho due.”, risposi.
“Ok, allora vengo anch’io nel tuo camper”.
Che “camper” non era, ma piuttosto un accrocchio di Ducato, con dentro cose per poter sopravvivere due o tre giorni.
Giovedì sera sono al Santa Monica (una volta si chiamava così), Tex era già sul posto e aspettiamo “il nemico”.
Ora, chiamarlo nemico non era corretto, perché era un’amico a tutti gli effetti. Uno che andava forte, un pochino più giovane di noi, ma correva per la Cagiva di Lusuardi.
Noi Aprilia.
Insomma, le case, in quella categoria là e in quel periodo là, si guardavano di traverso. E parecchio!
Loro avevano Claudio Lusuardi, noi Fulvio Gotch e Alfio Girotti. Tutti autentici “guru” dei motori a due tempi. E a noi, poveri mortali, ma con immenso manico, questo non importava. A noi piaceva la competizione, dentro e fuori dalla pista! Ogni cosa era una gara! Bastava una lambretta accesa ed era subito sfida!
Ma torniamo al paddock di Misano, sono le 21 e fischia e in lontananza si sente il ronzio di uno Zip preparato fino al “buco del culo” che entra nel rettifilo prima della "stanga".
Lo conoscevano tutti “il nemico” e quindi l’omino della stanga, non batté ciglio quando il “nemico” anziché rallentare, mise lo zip su una ruota. All’epoca la stanga non esisteva, era l’omino della stanga che faceva anche la stanga.
“Eh sono venuto su a manetta, mi vien da dire, che se questo coso non è esploso neanche questa volta, è indistruttibile!”. Disse il "nemico", quasi provato dall'eterna penna che aveva appena fatto.
Non sarà così, quel "coso" esplose qualche settimana dopo.
Poco male, il nemico era giunto tra noi. Va a salutare Lusuardi sotto le tende, due chiacchiere veloci e poi comincia la sfida.
Che sfida?
Ma quella con gli scooter “di cortesia” delle rispettive squadre, ovvio.
Spostiamo un paio di bidoni delle immondizie al centro della via del paddock, usiamo un carrello tenda come riferimento di “curva uno” e adoperiamo un carrello attrezzi e un paio di taniche di benzina per fare la variante. Perfetto! Tempo 12 minuti e già avevamo gomiti e ginocchia cotti… al sangue.
Le sfide proseguirono con un gioco a carte, con le napoletane, dove le regole erano inventate di sana pianta, per poi passare ad un giro in bicicletta. Sulla bicicletta eravamo in 6!
Le ore passano e la notte diventa sempre più scura. Si decide di andare a dormire e la formazione era quella programmata. Pillo, Tessari e il “nemico”.
Poi si sa, siamo ragazzi, e prima di chiudere occhio, a qualcuno scappa la tipica scorreggia post-tensione. Del resto avevamo battagliato fino a qualche minuto prima. Perfetto, è qua nasce davvero il mito!
Il “nemico” si mette culo all’aria, e comincia a darsi piccole botte sulla pancia. Una scena idilliaca e quasi mistica! Poi comincia a fare “micropeti” in sequenza. E questo effetto sonoro, lo riproduce costantemente per 30minuti buoni.
Uno spettacolo!
Il “nemico” aveva già vinto al giovedì sera, ancor prima di montare sulla sua Cagiva ufficiale!
Poco male, ci addormentammo con quel ritmo tipo musica tecno, e il giorno dopo cominciò la battaglia che vide il “nemico” trionfare a fine anno. Poi, il “nemico” vinse 9 titoli Mondiali. All’epoca non c’era alcun 46, alcun sponsor goliardico, alcun “giallo”. C’era solo un marmocchio "sparapeti" che aveva già le idee chiare con un papà che girava i paddock con una gallina al guinzaglio e un prototipo a 4 motori da far esplodere quasi ogni domenica. Poi vi racconterò quella volta che siamo andati sul “picco del diavolo” di Tavullia.
Io, Paolo Tessari e Gianfranco Ossoli eravamo gli alfieri del Team Gabrielli di Bassano d.G. per cercare di portare a casa il titolo della 125SP categoria under.
La classe più tosta in quegl’anni.
Il campione in carica era Roberto Locatelli, che poi diventerà Campione del Mondo 125 nel 2000 con il Team di … Vasco Rossi. Che fu di Ramazzotti e di Seedorf prima di lui.
Vabbè, questa è un’altra storia.
Siamo alla terza selettiva, se non ricordo male, e Tex mi telefona. All’epoca ci sentivamo tutti i giorni per sparare delle cazzate incommensurabili.
“Senti Pillo, dobbiamo ospitare il nemico. Io non ho posto, tu ne hai?”
“Sono da solo, quindi di posti ne ho due.”, risposi.
“Ok, allora vengo anch’io nel tuo camper”.
Che “camper” non era, ma piuttosto un accrocchio di Ducato, con dentro cose per poter sopravvivere due o tre giorni.
Giovedì sera sono al Santa Monica (una volta si chiamava così), Tex era già sul posto e aspettiamo “il nemico”.
Ora, chiamarlo nemico non era corretto, perché era un’amico a tutti gli effetti. Uno che andava forte, un pochino più giovane di noi, ma correva per la Cagiva di Lusuardi.
Noi Aprilia.
Insomma, le case, in quella categoria là e in quel periodo là, si guardavano di traverso. E parecchio!
Loro avevano Claudio Lusuardi, noi Fulvio Gotch e Alfio Girotti. Tutti autentici “guru” dei motori a due tempi. E a noi, poveri mortali, ma con immenso manico, questo non importava. A noi piaceva la competizione, dentro e fuori dalla pista! Ogni cosa era una gara! Bastava una lambretta accesa ed era subito sfida!
Ma torniamo al paddock di Misano, sono le 21 e fischia e in lontananza si sente il ronzio di uno Zip preparato fino al “buco del culo” che entra nel rettifilo prima della "stanga".
Lo conoscevano tutti “il nemico” e quindi l’omino della stanga, non batté ciglio quando il “nemico” anziché rallentare, mise lo zip su una ruota. All’epoca la stanga non esisteva, era l’omino della stanga che faceva anche la stanga.
“Eh sono venuto su a manetta, mi vien da dire, che se questo coso non è esploso neanche questa volta, è indistruttibile!”. Disse il "nemico", quasi provato dall'eterna penna che aveva appena fatto.
Non sarà così, quel "coso" esplose qualche settimana dopo.
Poco male, il nemico era giunto tra noi. Va a salutare Lusuardi sotto le tende, due chiacchiere veloci e poi comincia la sfida.
Che sfida?
Ma quella con gli scooter “di cortesia” delle rispettive squadre, ovvio.
Spostiamo un paio di bidoni delle immondizie al centro della via del paddock, usiamo un carrello tenda come riferimento di “curva uno” e adoperiamo un carrello attrezzi e un paio di taniche di benzina per fare la variante. Perfetto! Tempo 12 minuti e già avevamo gomiti e ginocchia cotti… al sangue.
Le sfide proseguirono con un gioco a carte, con le napoletane, dove le regole erano inventate di sana pianta, per poi passare ad un giro in bicicletta. Sulla bicicletta eravamo in 6!
Le ore passano e la notte diventa sempre più scura. Si decide di andare a dormire e la formazione era quella programmata. Pillo, Tessari e il “nemico”.
Poi si sa, siamo ragazzi, e prima di chiudere occhio, a qualcuno scappa la tipica scorreggia post-tensione. Del resto avevamo battagliato fino a qualche minuto prima. Perfetto, è qua nasce davvero il mito!
Il “nemico” si mette culo all’aria, e comincia a darsi piccole botte sulla pancia. Una scena idilliaca e quasi mistica! Poi comincia a fare “micropeti” in sequenza. E questo effetto sonoro, lo riproduce costantemente per 30minuti buoni.
Uno spettacolo!
Il “nemico” aveva già vinto al giovedì sera, ancor prima di montare sulla sua Cagiva ufficiale!
Poco male, ci addormentammo con quel ritmo tipo musica tecno, e il giorno dopo cominciò la battaglia che vide il “nemico” trionfare a fine anno. Poi, il “nemico” vinse 9 titoli Mondiali. All’epoca non c’era alcun 46, alcun sponsor goliardico, alcun “giallo”. C’era solo un marmocchio "sparapeti" che aveva già le idee chiare con un papà che girava i paddock con una gallina al guinzaglio e un prototipo a 4 motori da far esplodere quasi ogni domenica. Poi vi racconterò quella volta che siamo andati sul “picco del diavolo” di Tavullia.


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