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IWATA - Breve storia di un marchio.

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    #16
    GUARDATE QUESTA CHE BELLA

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      #17
      cerco foto della yamaha del 1978 di roberts....per favore postate!!!!!!!

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        #18
        Originally posted by robin
        La OW 86,dovrebbe aver corso nell'anno 87,e
        quell'anno il titolo ando' a Gardner con la NSR,
        oltretutto quella della foto e' la moto di Randy
        Mamola,del Team Roberts,Lawson non ha mai
        corso con quei colori.

        Ciao

        Giustissimo Robin , come sempre

        Per quelli tendenti al francofono ecco un link interessante :



        traccia la storia delle 500 Yamaha da Agostini a Biaggi

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          #19
          questa che roba e'???
          500??

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            #20
            Originally posted by kaciaro
            questa che roba e'???
            500??
            No,250 4 cilindri a disco,la moto di Read ed Ivy,una bella rivale..
            per la Honda 6 cilindri

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              #21
              IWATA - Breve storia di un marchio.

              Torakusu Yamaha era un grande appassionato di tecnica. Per questo aveva deciso di imparare il mestiere di orologiaio a Nagasaki e per questo si erano rivolti a lui per riparare l?organo della scuola di Hamamatsu. Si trattava di un organo americano che aveva estasiato tutti gli amanti della musica prima di ammutolirsi irrimediabilmente.
              La meticolosit? e l?efficienza di Yamaha nel rimettere in funzione anche i meccanismi pi? vecchi e rovinati lo avevano reso celebre, tanto che gli venne affidato un difficile compito: le parti di ricambio dell?organo erano introvabili e Yamaha non aveva la minima idea di come funzionasse quello strumento. Dopo averne studiato il funzionamento, Yamaha provvide a costruire da s? i pezzi mancanti e rotti. L?organo torn? a funzionare.
              Yamaha si convinse che avrebbe anche potuto costruire un organo migliore di quello appena riparato. Produsse un paio di prototipi, il secondo dei quali gli permise di fondare ed aprire l?industria musicale Nippon Gakki per produrre organi e harmonium. Era il 1887.
              Nel 1916, Torakusu Yamaha muore imrpvvisamente. Alla sua morte l?azienda ? impreparata a rinunciare alla spinta vitale del suo fondatore. Ha inizio cos? un decennio turbolento, con numerosi cambi di mano, ondate di scioperi legati alla cattiva gestione dei nuovi proprietari e, nel 1923, persino un terremoto che abbatte alcuni capannoni.
              Nel 1925, arriva un nuovo presidente ? Kaichi Kawakami ? i cui modo particolarmente disponibili permettono all?azienda di riprendersi in parte dalla crisi e di superare le tensioni interne, facendo rivivere la Nippon Gakki. Ma nel frattempo il Giappone entra in guerra e la fabbrica viene utilizzata per rifornire l?esercito: si studiano e costruiscono eliche e serbatoi per gli aerei da caccia. Nel 1950, il Giappone si sta faticosamente risollevando dalle macerie belliche e Kawakami cede la direzione dell?azienda al figlio Genichi, appena trentottenne, che cerca subito un modo di riutilizzare i macchinari impiegati per la produzione aeronautica e allo stesso tempo di diversificare.
              Inizialmente si pensa alle automobili, ma Kawakami si convince che il prodotto ideale per il mercato giapponese sono le motociclette. Nel 1955, l?industria motociclistica giapponese ha vissuto un periodo di forte selelzione: solo 40 dei 150 costruttori nazionali sono sopravvissuti al conflitto bellico. Ma questi costruttori, stando alla relazione dei suoi ingegneri non sono a livello degli standard internazionali e quindi vi ? un buon margine di crescita.
              Genichi Kawakami cos? si decide e fonda la divisione motoveicoli, battezzandola ?Yamaha Motor Company?, in onore del fondatore.
              La figura di questo giovane presidente dall?entusiasmo sconfinato ? quella che ha reso Yamaha quello che oggi conosciamo. Kawakami jr. si occupa addirittura personalmente del collaudo di molte moto. La prima moto ? la YD-1 (due cilindi 250 cc.).
              Il decennio 1960-1970 si apre con un allargamento della gamma: arrivano il ciclomotore MF-1 e lo scooter SC-1.
              Il ciclomotore ha un telaio in lamiera stampata e alcune novit? come l?avviamento elettrico. L?SC-1 si presenta come un veicolo originale con una trasmissione a due marce e convertitore di coppia, una dinamo integrata, trasmissione ad albero e sospensione di tipo cantilever sia anteriore che posteriore.
              Intanto, per confermare all?estero l?immagine di motocicletta sportiva detenuta in patria, Yamaha punta direttamente al campionato del mondo. Nel 1961 partecipa gi? al mondiale e Fumio Ito ben figura nella classe 250.
              Ma basta aspettare un anno e arriva il pilota giusto per il titolo mondiale. Si chiama Phil Read, e dopo un?accanita lotta con il pilota Honda Redman porta ad Iwata due prime assolute: il primo titolo per una moto giapponese e il primo titolo per una moto a 2 tempi, la RD56. Read si ripeter? nel 1965, sbaragliando la concorrenza. Nel 1967, con William Ivy, arriva anche il titolo della 125. Nel 1968 il capolavoro di Read, che vince il titolo 125 e 250, mentre Yamaha vince il titolo costruttori nelle stesse classi.
              Nel 1968, intanto, ? apparso un modello di risonanza mondiale: la DT-1 inventa un nuovo genere, quello delle scrambler, le prime ?tuttoterreno?.
              I maggiori importatori di questo modello ? gli americani ? ne lamentano alcune carenze strutturali: sproporzione tra prestazioni del motore e pochezza dei telai, incertezze di sterzo, oscillazioni in marcia in rettilineo e la mancanza del miscelatore.
              Il compito dei motoristi ? il pi? difficile. Nasce os? l?Autolubec che esordisce su una piccola monocilindrica la YG-1. Tale sistema ? basato su una pompa, ma oltre al regime motore ? sensibile anche al grado di apertura dell?acceleratore, cosa che rende il titolo della miscela effettivamente variabile.
              Nel 1970, arriva la prima 4 tempi: l?XS-1. Questa moto si ispira alla Triumph Bonneville, ma monta un motore pi? moderno, il bicilindrico di 650 cm3, con distribuzione ad albero a camme in testa e raffreddato ad aria, che vanta la potenza di 53 cv a 7000 giri.
              Gli anni 70 decretano il dominio tecnologico e di mercato dei costruttori giapponesi: non solo nasce la corsa alle prestazioni che non avr? pi? termine, ma allo stesso ritmo si susseguono nuovi modelli.
              Debutta in questi anni la serie RD, un siglia destinata a divenire sinonimo di ?sportiva 2T?. Ispirata nel telaio alla TR3 con la quale Jarno Saarinen infiammava gli animi, ha un propulsore bicilindricio parallelo raffreddato ad aria, con accensione elettronica, lubrificazione separata e ammissione lamellare.
              Intanto nel 1974, Giacomo Agostini d? un segno epocale passando dalla MV Agusta 4T alla Yamaha 2T. l?anno successivo strappa il titolo a Phil Read dopo una stagione di battaglie memorabili.
              La fine degli anni ?70 ? un periodo felicissimo dal punto di vista agonistico: anche se Agostini si ? ritirato alla fine del 1975, nel 1977 Katayama vince il titolo 350 e nel 1978 sbarca dagli USA Kenny Roberts che vincer? il titolo GP500 per tre anni cinsecutivi, inaugurando lo stile di guida spigoloso tipico del Dirt Track californiano, messo successivamente a punto da un altro grande?.Freddy Spencer.
              Gli anni ?80 si aprono con la sfida tutta giapponese del 4T di alta cilindrata, con motori quattro cilindri entrati nella storia, come il CB Four della Honda o quello delle Kawa Z. Yamaha vuole dimostrare di essere all?altezza anche in questo segmento e punta a sorprendere tutti con una 4T da corsa, per vincere la 200 miglia di Daytona. Parte quindi il progetto 064, ambizioso e talmente costoso che subisce una serie di ritardi.
              Nel frattempo nei GP, dopo Uncini e Lucchinelli, iridati con le Suzuky nel 1981 e 1982, gli americano tornano a dominare la categoria. L?ex guida di Roberts, Eddia Lawson vince sula YZR (1984, 1986, 1988). Il suo delfino alla Yamaha ? Wayne Rayney, che diverr? l?alfiere dei primi anni ?90.
              Con la successiva FZR 1000 nasce il telaio Deltabox, sviluppato dal Team della 500 per la OW70 di Roberts del 1983 e continuamente evoluto.
              Le FZR preparate in Italia e orgogliosamente portate in gara da Fabrizio Pirovano rubano la scena alle Honda e alle Kawa ufficiali, arrivando a contendere il titolo alla Ducati nel 1988.
              Il resto ? storia abbastanza recente.
              Un p? di foto.

              TORAKUSU YAMAHA

              GENICHI KAWAIAMI

              SC-1

              MF-1 e YG-1

              RD 250

              POMPA AUTOLUBE

              XS-1

              FUMIO ITO

              PHIL READ NEL 1964


              LA TR3 DI SAARINEN

              JARNO SAARINEN


              EDDIE LAWSON


              WAYNE RAINEY

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                #22
                questa foto e' un sunto abbastanza eloquente della storia della Yamaha

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                • Font Size
                  #23
                  IN QUESTO LINK MESSO DA MARIO C'E TUTTA TUTTA LA STORIA DELLA YAMAHA NELLE COMPETIZIONI

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                    #24
                    questo era un buon post .....

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