Metto questo post principalmente per Shor che mi ha chiesto le foto.
Allora, la sera di venerd' 14 sono partito con un amico per fare un'escursione di notte sulla Marmolada. Come obbiettivo il bivacco Mario Dal Bianco, sulla forcella X (non mi ricordo pi? il nome...).
Alle 18:15 esco dall'ufficio e passo per casa del mio amico per tirarlo su e partire. Ma c'? gi? un problema, lo sveglio doveva ancora prepararsi lo zaino e la roba da portarsi su!!!! Bestemmie e minacce di morte per farlo muovere. Dopo un'ora e mezza (!) di preparativi riusciamo a partire, ed ? solo allora che mi dice di non aver trovato la lampada a gas necessaria per far luce nel bivacco! Dopo aver tentato di ucciderlo a colpi di moschettone sulla testa, ci dirigiamo verso casa di un amico che non ? potuto venire con noi, ma che gentilmente ci presta la sua lampada.
Finalmente prendiamo l'autostrada, facendoci tutto il viaggio con l'aria calda a manetta perch? l'impianto dell'aria della sua Fiat (Gangsta) Tempra ? andato a puttane. Dopo non so quanto tempo arrivamo al nostro campo base con le palme nell'abitacolo e le noci di cocco che crescono sugli specchietti.
Siamo a Malga Ciapela! Procediamo con la vestizione (come i 5 samurai) e ci spariamo subito un bel caffettino sul fornello a gas.
? arrivato il momento di partire! Con gli zaini carichi ci incamminiamo lungo il sentiero che porta a Malga Ombretta e poi al Rif. Fallier. La notte di luna piena ci permette di camminare senza tenere accese le torce, e possiamo cos? ammirare il paesaggio "lunare" che ci circonda. Vette scure e boschi cupi ci circondano, mentre arriviamo alla prima tappa: Malga Ombretta. Qui il bosco si apre e lascia spazio ad un pianoro costellato di massi conficcati nel terreno. Sembra il set di un film. Molto suggestivo.
Il sentiero fino a quel punto ? stato molto faticoso, tirava da matti fin dall'inizio. In pi? abbiamo avuto qualche difficolt? a trovare il sentiero perch? le abbondanti pioggie dei giorni scorsi avevano causato molte frane rendendo irriconoscibile la traccia da seguire.
Dopo essere ripartiti da Malga Ombretta ci inoltriamo nuovamente nel bosco, dove usiamo le torce per farci luce, perch? la luna ? nascosta dagli alberi.
Arriviamo finalmente al rifugio Fallier, ci riposiamo un p? e guardiamo la forcella dove dovremmo arrivare. Cazzo ? ancora distante e c'? un notevole dislivello (in tutto sono 1.600 metri di dislivello). Guardiamo l'ora e vediamo che sono le 03:45. Merda, siamo partiti troppo tardi e ci siamo fermati troppo a fare foto! Stimiamo che per arrivare al bivacco di vorrano altre 3 ore, anche per via della neve che copre completamente il canalone. Sarebbe assurdo arrivare praticamente alle 7 in cima per poi tornare subito gi? senza aver minimamente riposato.
Decidiamo cos? di dormire nel ricovero invernale del rifugio e di abbandonare l'idea del bivacco. Cos?, ci prepariamo un caff?, ci mangiamo due biscotti e ci mettiamo a dormire fino alle 05:30 per poter ammirare l'alba.
Lo spettacolo ? magnifico, la luce che inizia a rischiarare il cielo e poi quando i primi raggi colpiscono le pareti, queste divampano di un rosso incandescente.
Una meraviglia, amplificata ancora di pi? dai bellissimi colori dell'autunno.
Ormai sono le 7 passate e con un p? di rammarico torniamo verso l'auto, girandoci di tanto di tanto verso quella forcella che non siamo riusciti a raggiungere.
D'altronde la montagna ? anche sapere quando bisogna fare un passo indietro.
Cos? ce torniamo verso casa, con la promessa che ci torneremo su quella forcella!
Abbiamo gi? deciso che lo faremo questo inverno con la neve alta!
Ecco, questa non essendo chiss? quale impresa alpinistica, ? stata una bellissima esperienza che chi ama la montagna e il suo mestoso silenzio dovrebbe provare.
le foto














Allora, la sera di venerd' 14 sono partito con un amico per fare un'escursione di notte sulla Marmolada. Come obbiettivo il bivacco Mario Dal Bianco, sulla forcella X (non mi ricordo pi? il nome...).
Alle 18:15 esco dall'ufficio e passo per casa del mio amico per tirarlo su e partire. Ma c'? gi? un problema, lo sveglio doveva ancora prepararsi lo zaino e la roba da portarsi su!!!! Bestemmie e minacce di morte per farlo muovere. Dopo un'ora e mezza (!) di preparativi riusciamo a partire, ed ? solo allora che mi dice di non aver trovato la lampada a gas necessaria per far luce nel bivacco! Dopo aver tentato di ucciderlo a colpi di moschettone sulla testa, ci dirigiamo verso casa di un amico che non ? potuto venire con noi, ma che gentilmente ci presta la sua lampada.
Finalmente prendiamo l'autostrada, facendoci tutto il viaggio con l'aria calda a manetta perch? l'impianto dell'aria della sua Fiat (Gangsta) Tempra ? andato a puttane. Dopo non so quanto tempo arrivamo al nostro campo base con le palme nell'abitacolo e le noci di cocco che crescono sugli specchietti.
Siamo a Malga Ciapela! Procediamo con la vestizione (come i 5 samurai) e ci spariamo subito un bel caffettino sul fornello a gas.
? arrivato il momento di partire! Con gli zaini carichi ci incamminiamo lungo il sentiero che porta a Malga Ombretta e poi al Rif. Fallier. La notte di luna piena ci permette di camminare senza tenere accese le torce, e possiamo cos? ammirare il paesaggio "lunare" che ci circonda. Vette scure e boschi cupi ci circondano, mentre arriviamo alla prima tappa: Malga Ombretta. Qui il bosco si apre e lascia spazio ad un pianoro costellato di massi conficcati nel terreno. Sembra il set di un film. Molto suggestivo.
Il sentiero fino a quel punto ? stato molto faticoso, tirava da matti fin dall'inizio. In pi? abbiamo avuto qualche difficolt? a trovare il sentiero perch? le abbondanti pioggie dei giorni scorsi avevano causato molte frane rendendo irriconoscibile la traccia da seguire.
Dopo essere ripartiti da Malga Ombretta ci inoltriamo nuovamente nel bosco, dove usiamo le torce per farci luce, perch? la luna ? nascosta dagli alberi.
Arriviamo finalmente al rifugio Fallier, ci riposiamo un p? e guardiamo la forcella dove dovremmo arrivare. Cazzo ? ancora distante e c'? un notevole dislivello (in tutto sono 1.600 metri di dislivello). Guardiamo l'ora e vediamo che sono le 03:45. Merda, siamo partiti troppo tardi e ci siamo fermati troppo a fare foto! Stimiamo che per arrivare al bivacco di vorrano altre 3 ore, anche per via della neve che copre completamente il canalone. Sarebbe assurdo arrivare praticamente alle 7 in cima per poi tornare subito gi? senza aver minimamente riposato.
Decidiamo cos? di dormire nel ricovero invernale del rifugio e di abbandonare l'idea del bivacco. Cos?, ci prepariamo un caff?, ci mangiamo due biscotti e ci mettiamo a dormire fino alle 05:30 per poter ammirare l'alba.
Lo spettacolo ? magnifico, la luce che inizia a rischiarare il cielo e poi quando i primi raggi colpiscono le pareti, queste divampano di un rosso incandescente.
Una meraviglia, amplificata ancora di pi? dai bellissimi colori dell'autunno.
Ormai sono le 7 passate e con un p? di rammarico torniamo verso l'auto, girandoci di tanto di tanto verso quella forcella che non siamo riusciti a raggiungere.
D'altronde la montagna ? anche sapere quando bisogna fare un passo indietro.
Cos? ce torniamo verso casa, con la promessa che ci torneremo su quella forcella!
Abbiamo gi? deciso che lo faremo questo inverno con la neve alta!
Ecco, questa non essendo chiss? quale impresa alpinistica, ? stata una bellissima esperienza che chi ama la montagna e il suo mestoso silenzio dovrebbe provare.
le foto















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