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Apocalypse now-Final Cut in arrivo

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  • Apocalypse now-Final Cut in arrivo

    Cos'è la guerra? "L'orrore", come ripete il Colonnello Kurtz (Marlon Brando) prima di morire. La guerra, l'occidente e la sua morale, la profondità nascosta del proprio essere fino alla coscienza malata del male, sono al centro di uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, "Apocalypse Now" di Francis Ford Coppola. Nel 1979 usciva nei cinema e 40 anni dopo arriva in sala il 14, 15 e 16 ottobre "Apocalypse Now-Final Cut", quella che lo stesso regista ha definito la "versione perfetta".

    Distribuito dalla Cineteca di Bologna (e proposto al festival del Cinema Ritrovato a fine giugno), "Apocalypse Now-Final Cut" è stato presentato per la prima volta la primavera scorsa al Tribeca Film Festival di New York. Coppola è sempre stato convinto che la versione originale del 1979 fosse stata troppo tagliata, mentre Redux del 2001 risultasse troppo lunga. Così ha deciso di rimettere mano non solo al montaggio, ma anche di restaurare suono e immagine a partire dal negativo originale.

    Il film come sappiamo vanta un cast eccezionale con Martin Sheen, Marlon Brando, Dennis Hopper, Robert Duvall, Harrison Ford e inizialmente avrebbe dovuto essere girato nel 1970 da George Lucas, mentre era ancora in corso il conflitto nel Vietnam. Le scene furono girate poi nelle Filippine e durante le riprese, anche a causa dello stress psicofisico, Coppola ebbe una crisi epilettica. Investì anche molti soldi nella produzione e in tre diverse occasioni minacciò di volersi uccidere. Per completare il montaggio del film ci vollero ben due anni. "Molti pensavano che fosse stato scartato tanto ottimo materiale. Tutto questo ha condotto a quello che è stato poi chiamato Apocalypse Now Redux. In quella versione veniva ripristinato tutto ciò che era stato tagliato. In seguito, quando mi chiedevano quale versione preferissi vedere in circolazione, mi capitava spesso di pensare che l'originale del 1979 fosse stato accorciato troppo brutalmente e che Redux fosse troppo lungo, così mi sono deciso a favore di quella che mi sembrava la versione perfetta, che è intitolata Apocalypse Now- Final Cut".

    Il soggetto è tratto da "Cuore di tenebra", romanzo del 1899 di Joseph Conrad. Il racconto, che su carta era incentrato sul traffico illegale di avorio nell’Africa Nera, è stato translato per il grande schermo su uno sfondo socio-politico che bruciava fortemente sulla pelle dell'America all'epoca, il Vietnam. L'intento era quello di descrivere la degenerazione delle ferite e dell’orrore vissuto in quella terra lontana dai soldati inviati a combattere una guerra non loro.

    In una dimensione riflessiva, nel film è centrale il viaggio con gli episodi bellici che restano sullo sfondo e fanno da cornice. E infatti "Apocalypse Now" è uno dei pochi film sulla guerra in cui la guerra non è protagonista. Il tragitto controcorrente di Willard (Martin Sheen) verso il cuore della giungla alla ricerca di Kurtz è un viaggio al centro della psiche umana: più procede, più ogni distinzione tra giusto e ingiusto, civiltà e barbarie, crolla inesorabilmente. Con la morale che si rivela una fragile costruzione umana. La figura di Kurtz (che deve essere ucciso perché ha perso la razionalità, è regredito alla barbaria e rappresenta una scandalo per la falsa coscienza occidentale) posta alla fine del viaggio (metaforico e reale) di Willard, dimostra che in fondo all’uomo c’è solo una cosa: l’orrore.

    Mettendo fine alla sua esistenza, la società occidentale può così rimettersi il cuore in pace, pulire la propria coscienza e lasciare che lo "sporco" possa tornare a nascondersi sotto al tappeto...

    L'AMERICA, IL VIETNAM, IL CINEMA - Tra i film americani sul sanguinoso conflitto in Vietnam, "Platoon" rimane quello più autentico, "Full Metal Jacket" riesce ad analizzare concetti più profondi sulla guerra, ma "Apocalyspe Now" rappresenta una inavvicinabile e inimitabile esperienza totale e immersiva di follia e di traboccante percezione sensoriale.



  • #2
    Imperdibile.

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