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I trucchi per fotografare in spiaggia e portare a casa belle foto

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  • I trucchi per fotografare in spiaggia e portare a casa belle foto

    La luce è un’amica fidata della fotografia. Solitamente, quando ce n’è tanta il fotografo è più tranquillo, ma quando ce n’è tantissima le cose possono diventare più complesse. È il caso della spiaggia, specie in uno dei momenti in cui attira più persone, compresi noi fotografi alle prese con i ricordi per immagini della vacanza: si tratta delle ore centrali della giornata.


    In queste ore, il sole picchia e la luce è ovunque. È così forte che i soggetti ritratti possono avere zone d’ombra e di luce così nette che alcune saranno buie e prive di dettagli e altre saranno sovraesposte dal classico “bianco bruciato”, privo di informazioni da poter recuperare anche in post-produzione.


    Come regolare le impostazioni di una macchina fotografica per le foto al mare

    Per quanto riguarda i valori di scatto ce n’è uno che difficilmente sarà toccato durante le foto nelle ore più calde della giornata: il valore ISO. Avendo tantissima luce a disposizione, non è necessario aumentare la sensibilità del sensore alla luce. È quindi consigliabile impostare l’ISO manualmente sui valori più bassi che la macchina è in grado di gestire, di solito ISO 100, ISO 125 o ISO 200.
    Restano gli altri due valori più importanti nella fotografia: l’apertura del diaframma e la velocità dell’otturatore, ovvero, rispettivamente, la larghezza del diaframma che fa entrare più o meno luce nell’obiettivo e quindi sul sensore, e la quantità di tempo durante la quale l’otturatore della macchina rimane aperto.

    Valori che possono fare la differenza e che devono necessariamente tenere conto del risultato che si vuole raggiungere. Dando per scontato che il valore di ISO resterà immutato e sarà il più basso disponibile, se si vogliono scattare ritratti in spiaggia e avere l’effetto sfocato dietro il soggetto, una grande apertura del diaframma costringerà ad aumentare la velocità dell’otturatore per avere un’esposizione corretta. Di contro, lo scatto di un paesaggio con apertura più chiusa permetterà di avere una velocità dell’otturatore più bassa.


    Prediligere la velocità di scatto
    Considerando che si stanno per immortalare momenti che non ricapiteranno così facilmente, se non nelle prossime vacanze, il non perdere lo scatto diventa fondamentale.

    Spiaggia spesso significa azione, movimento. Specie se si hanno bambini. Ovviamente significa anche lettino o sedia a sdraio, dunque momenti decisamente più quieti. È però importante non lasciarsi scappare nessuno dei due, ecco perché può aiutare avere una macchina impostata per riprendere soggetti in movimento, perché consentirà di scattare una corsa in spiaggia così come un sonnellino.


    La vecchia regola del 16 può aiutare a trovare l’esposizione di base
    Ormai da tempo, le macchine fotografiche sono dotate di esposimetri in grado di aiutare il fotografo a capire se l’esposizione delle foto che scatteranno sarà corretta.

    Ma scattare sotto una forte luce al mare può essere difficile anche per la difficoltà di guardare lo schermo LCD della macchina fotografica, soprattutto se non è dotata di un mirino elettronico o un mirino reflex in caso si utilizzi una DSLR.
    Può risultare quindi difficile leggere e capire le indicazioni dell’esposimetro, anche perché spesso si tratta di una lineetta mobile molto piccola su una scala graduata. Ecco che l’antica Regola del 16 in fotografia può servire a levare dagli impacci soprattutto i fotografi meno esperti.

    La Regola del 16 applicata agli scatti di soggetti illuminati da un sole brillante recita che per avere un’esposizione corretta bisogna impostare l’apertura del diaframma a f/16 e un tempo di scatto che deve essere il reciproco del valore ISO.

    Sembra complicato, ma è facilissimo. “Reciproco”è da intendere come “inverso”. Vuol dire che scattando a f/16 con un valore ISO 100, la velocità dell’otturatore dovrà essere impostata al suo inverso, cioè 1/100.

    Un altro esempio con un valore ISO diverso. In caso di ISO 200, i valori da impostare saranno f/16, 1/200 e naturalmente ISO 200. Se il valore minimo della macchina è ISO 125, si avrà f/16, 1/125 e ISO 125.

    Se la macchina non possiede valori intermedi dei tempi di scatto come 1/100, la regola vuole che si utilizzi il tempo più vicino, quindi 1/125, per esempio.

    Il valore di apertura può cambiare a seconda delle condizioni del tempo o del cielo. Se il cielo sarà velato o di un azzurro chiaro, è consigliabile salire a f/11, ma il resto della regola è invariata. Quindi la macchina sarà impostata a f/11, 1/100, ISO 100. È una regola che può essere applicata per qualsiasi condizione di luce.



    La Regola del 16 può fornire una base di partenza per avere un’esposizione quasi sempre corretta su una spiaggia. Ma la bassa velocità dell’otturatore impostata a 1/100 potrebbe non essere in grado di cogliere i momenti più attivi della giornata al mare. Senza contare che alcuni obiettivi più economici, se chiusi molto, possono manifestare il fenomeno della diffrazione.

    Lasciando immutato il valore degli ISO, se però abbasseremo i tempi di scatto dovremo aprire di più il diaframma per non perdere l’esposizione corretta ottenuta con la Regola del 16. Per non modificare l’esposizione sarà sufficiente seguire la sempiterna regola degli stop in fotografia.

    Se si abbassa di uno stop il tempo di scatto, si dovrà aprire di uno stop il diaframma, e viceversa. In tal modo, l’esposizione non subirà alcun cambiamento.

    Esempio: con un valore di partenza di f/16, 1/100, ISO 100, se si vuole diminuire il tempo di scatto a 1/200, cioè di uno stop, si dovrà aprire il diaframma di uno stop, quindi portandolo a f/11.

    Si otterranno così i valori i valori finali di f/11, 1/200, ISO 100. L’esposizione sarà identica a quella delle impostazioni iniziale. E così sarà per tutte le impostazioni che seguiranno il bilanciamento degli stop.Tanti stop di apertura del diaframma corrispondono ad altrettanti stop di diminuzione del tempo di scatto.
    Usare i programmi di scena della macchine fotografiche moderne, ma attenzione ai soggetti


    La Regola del 16 è indubbiamente una regola antica, ma può essere utile conoscerla nel caso non si sappia da cosa partire trovandosi a fare scatti in spiaggia nelle ore più calde.

    Le macchine fotografiche moderne possono essere dotate di programmi specifici per le giornate particolarmente assolate. Spesso, però, l’area che la macchina monitora per definire la corretta esposizione dello scatto è regolabile dall’utente.

    Più l’area monitorata è vasta, più la macchina dovrà tenere conto di un’esposizione corretta che comprenda la zona interessata. Se si intende scattare un primo piano a una persona, e si imposta un’area grande per il calcolo dell’esposizione, la macchina proverà a esporre correttamente tutta la scena inquadrata. In moltissimi casi, lo sfondo molto luminoso influenzerà il calcolo della macchina che si preparerà a “chiudere” la luce in arrivo. Il risultato sarà che il primo piano sarà molto buio.

    Viceversa, un’area da monitorare molto piccola potrebbe comprendere solo la zona d’ombra di un volto, convincendo la macchina a “ricevere” più luce possibile. In questo caso, le parti illuminate del volto risulteranno sovraesposte.

    Dunque, se si vogliono usare i programmi di scena preimpostati delle macchine fotografiche, si abbia l’accortezza di determinare correttamente l’area da sottoporre alla macchina per il calcolo dell’esposizione.

    Se si intende scattare un ritratto, spesso conviene selezionare una zona di ampiezza media, comunemente chiamata “Centro”. Lo sfondo potrebbe risultare sovraesposto, ma il soggetto principale avrà un'esposizione corretta.

    Se invece lo scatto avrà per soggetto un paesaggio o un soggetto più lontano, è consigliabile un’area di monitoraggio più ampia, di solito chiamata “Multi” o “Multipla”.
    Qual è la posa più utile dei soggetti per uno scatto al mare


    Questa è una regola che vale per qualsiasi strumento fotografico che venga utilizzato per uno scatto al mare durante una giornata soleggiata. Riguarda i soggetti e suggerisce di fare esattamente l’opposto di quanto si sarebbe portati a fare: mettere il sole alle spalle delle persone.

    Non sempre uno scatto al mare è il frutto di una posa, ma nel caso si abbia la possibilità di scegliere la posizione delle persone da fotografare è consigliabile che le persone non abbiano il sole in faccia.

    Il sole in faccia fa chiudere gli occhi, arricciare i nasi e comprende un corollario di smorfie lunghissimo. Poiché si sta parlando di ore centrali della giornata, il sole non sarà mai davvero alle spalle dei soggetti, anche perché potrebbe mettere in difficoltà la macchina fotografica e il suo calcolo dell’esposizione.

    Quando il sole è alto, è consigliabile quindi trovare la giusta posizione che lo ponga appena dietro il campo visivo della persona. Idealmente, bisogna pensare ai raggi del sole che battano sulle scapole del soggetto piuttosto che sul suo naso.
    Il flash di riempimento


    Se il sole o le condizioni di scatto non permettono di ottenere un bilanciamento tra le zone di luce e di ombra del soggetto, tali per cui quest’ultime sono preponderanti, il flash può venire in aiuto anche in giornate piene di sole.

    È una tecnica, anch’essa molto vecchia, chiamata “flash di riempimento”, o “flash di schiarita”. In inglese è detta “fill flash”. Tuttavia, i flash integrati nelle macchine fotografiche spesso non hanno le potenze necessarie per far fronte a una forte luce alle spalle del soggetto.

    È però utile quando la posizione del soggetto è tale che la fonte di luce non è alle sue spalle, ma le zone più interessanti sono comunque in ombra. Anche se si usa il flash integrato poco potente della macchina è consigliabile regolarlo con una potenza superiore di uno stop a quella dell’esposizione ambientale. Di solito, nelle macchine i valori del flash vengono indicati in EV su una scala graduata numerata.
    Acqua azzurra, acqua chiara


    Un consiglio un po’ più tecnico, più per la necessità di un acquisto specifico a parte che per una difficoltà intrinseca nel metterlo in pratica, è quello di dotarsi di un filtro polarizzatore per le giornate al mare.

    Come per i filtri UV, il filtro polarizzatore viene montato sulla parta frontale dell’obiettivo, in modo tale che sia il primo vetro a incontrare la luce che finirà in macchina.

    Il filtro polarizzatore non fa altro che polarizzare la luce che lo attraversa, facendola diventare più “ordinata”, smorzando l’oscillazione del suo campo elettrico. Un filtro simile non è tanto diverso dalle lenti polarizzate degli occhiali da sole.


    Il suo utilizzo consente di eliminare i riflessi, anche quelli dell’acqua, che quindi assumerà un aspetto più trasparente, dato che il rimbalzo della luce del sole sullo specchio d’acqua sarà addomesticato.

    Il risultato sarà una foto più gradevole da guardare, con riflessi dell'acqua azzerati che, quando presenti, possono anche confondere la corretta esposizione ambientale della macchina.



    notizia da: dday.it


  • #2
    Interessante io sono proprio negata di fotografia ho capito che ho fatto sempre nel modo sbagliato ahhahaha

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    • #3
      manca il consiglio più importante: trova un punto di vista insolito, una prospettiva stravagante e la foto avrà senz'altro più carattere!
      Progetto Yamaha Fuzzer Cafè (20 vulve)

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