da gpone
Non mi piaccio quando devo accontentarmi e non posso essere contento per gare del genere. Non ho mai avuto la possibilità di attaccare Quartararo. La lotta con Marc? Avrei preferito fosse stata all'ultimo giro per la vittoria"
Dicono che chi si accontenta goda, ma Bagnaia non è di questo avviso. Dopo un 2024 da cicala con tante vittorie di tappa e la sconfitta finale, Pecco in questo 2025 sta pensando a non sprecare. Come oggi a Jerez, un altro 3° posto (dopo quelli in qualifica e nella Sprint) che significa punti importanti e poca soddisfazione. Il piemontese non solo ha visto Alex Marquez vincere, ma non è riuscito ad avere la meglio sulla Yamaha di Quartararo. Poco gli importa se è passato da meno 31 a meno 21 punti dal leader del campionato.
“Non so soddisfatto, non posso essere contento di una gara del genere - scuote la testa - Praticamente, non ho potuto fare nulla. Solo nei primi 3 o 4 giri mi sono sentito bene in sella, poi non ho mai avuto l’opportunità di potere superare Quartarararo. Ogni volta che mi avvicinavo, l’anteriore si bloccavo e perdevo terreno”.
Portare a casa punti è importante, ma quanto ti pesa accontentarti?
“Non mi piaccio per niente. Non mi è mai piaciuta questa strategia né questi piloti che la usavano. Io preferisco dare tutto come in passato, ma l’anno scorso mi è servito da lezione. È stato un peccato vincere così tante gare e non il titolo, non dico che sia stata una stagione buttata via, ma bisogna imparare dai propri errori. Quindi provo sempre a dare il massimo ma, quando mi accordo che i rischi sono troppi, mi accontento. Però so anche che quando tornerò a sentirmi bene sulla moto, allora tornerò anche a vincere. Fino a quel punto, devo prendere tutto quello che viene”.
Quindi oggi il 3° posto era il massimo, come nella Sprint?
“È andata meglio di ieri, almeno oggi sono riuscito a superare qualcuno (ride). I problemi sono sempre gli stessi, quando sei dietro a un altro pilota l’anteriore tende a bloccarsi. Oggi Marc non era davanti a tutti ed è capitata anche a lui la stessa cosa. Io sono più abituato di lui a quel comportamento e anche in questa gara l’anteriore mi si è chiuso molte volte, ma non sappiamo il perché. Inoltre, devo essere sincero, Marquez è bravissimo a riuscire a guidare qualsiasi cosa, mentre io devo avere fiducia nell’anteriore. In questo momento non ce l’ho ed è qualcosa di nuovo perché non mi era mai capitato in passato”.
Vuoi dire che con la GP24 non succedeva? Stai mettendo in discussione le ultime evoluzioni?
“No, io penso che la nuova moto abbia maggiore potenziale rispetto a quella dello scorso anno: è migliore in accelerazione, in velocità massima e molto buona in frenata. La cosa strana è che il telaio è uguale, ma abbiamo un problema di cui non avevamo mai sofferto. Lo scorso anno, nella gara di Jerez, ero stato per più di 10 giri dietro a Martin senza problemi. Se guardo i dati, vedo che sono più lento nelle curve veloci, mentre Alex ha le mie prestazioni dello scorso anno, è come se l’anteriore fosse più morbido. Non è comunque corretto nemmeno pensare di tornare alla vecchia moto, anche perché Marc sta vincendo praticamente tutto con la nuova. È difficile farlo quando il tuo compagno di squadra ottiene certi risultati”.
I test di domani saranno importanti?
“Molto, perché, come ho detto, stiamo riscontrando problemi in nuovi in gara e bisogna trovare assolutamente una soluzione. Forse bisognerà rivedere un po’ il bilanciamento della moto, anche perché oggi è capitato anche a Marc di soffrire in scia ad altri. Nel programma ci sono cose interessanti da provare, sarà una giornata utile per rimetterci in pari”.
Torniamo alla gara: cosa hai visto dietro a Quartararo.
“Fabio ha fatto qualcosa di incredibile con una moto più lenta della mia, ha spremuto ogni singola parte del suo mezzo. Sapevo che se gli fossi arrivato attaccato avrei potuto superarlo in rettilineo, ma non riuscivo ad avvicinarmi. Era forte in ogni singola area”.
E la lotta con Marquez?
“È durata poco e avrei preferito farla all’ultimo giro per la vittoria (ride). Come ho detto, nei primi giri avevo delle belle sensazioni. Sapevo che Marc mi avrebbe attaccato alla curva 8, ma non si aspettava che gli avrei risposto alla 9. Abbiamo incrociato le nostre traiettorie e poi ci siamo toccati perché la sua moto si è impennata e non è riuscito a controllarla. Tutto lì”.
Non mi piaccio quando devo accontentarmi e non posso essere contento per gare del genere. Non ho mai avuto la possibilità di attaccare Quartararo. La lotta con Marc? Avrei preferito fosse stata all'ultimo giro per la vittoria"
Dicono che chi si accontenta goda, ma Bagnaia non è di questo avviso. Dopo un 2024 da cicala con tante vittorie di tappa e la sconfitta finale, Pecco in questo 2025 sta pensando a non sprecare. Come oggi a Jerez, un altro 3° posto (dopo quelli in qualifica e nella Sprint) che significa punti importanti e poca soddisfazione. Il piemontese non solo ha visto Alex Marquez vincere, ma non è riuscito ad avere la meglio sulla Yamaha di Quartararo. Poco gli importa se è passato da meno 31 a meno 21 punti dal leader del campionato.
“Non so soddisfatto, non posso essere contento di una gara del genere - scuote la testa - Praticamente, non ho potuto fare nulla. Solo nei primi 3 o 4 giri mi sono sentito bene in sella, poi non ho mai avuto l’opportunità di potere superare Quartarararo. Ogni volta che mi avvicinavo, l’anteriore si bloccavo e perdevo terreno”.
Portare a casa punti è importante, ma quanto ti pesa accontentarti?
“Non mi piaccio per niente. Non mi è mai piaciuta questa strategia né questi piloti che la usavano. Io preferisco dare tutto come in passato, ma l’anno scorso mi è servito da lezione. È stato un peccato vincere così tante gare e non il titolo, non dico che sia stata una stagione buttata via, ma bisogna imparare dai propri errori. Quindi provo sempre a dare il massimo ma, quando mi accordo che i rischi sono troppi, mi accontento. Però so anche che quando tornerò a sentirmi bene sulla moto, allora tornerò anche a vincere. Fino a quel punto, devo prendere tutto quello che viene”.
Quindi oggi il 3° posto era il massimo, come nella Sprint?
“È andata meglio di ieri, almeno oggi sono riuscito a superare qualcuno (ride). I problemi sono sempre gli stessi, quando sei dietro a un altro pilota l’anteriore tende a bloccarsi. Oggi Marc non era davanti a tutti ed è capitata anche a lui la stessa cosa. Io sono più abituato di lui a quel comportamento e anche in questa gara l’anteriore mi si è chiuso molte volte, ma non sappiamo il perché. Inoltre, devo essere sincero, Marquez è bravissimo a riuscire a guidare qualsiasi cosa, mentre io devo avere fiducia nell’anteriore. In questo momento non ce l’ho ed è qualcosa di nuovo perché non mi era mai capitato in passato”.
Vuoi dire che con la GP24 non succedeva? Stai mettendo in discussione le ultime evoluzioni?
“No, io penso che la nuova moto abbia maggiore potenziale rispetto a quella dello scorso anno: è migliore in accelerazione, in velocità massima e molto buona in frenata. La cosa strana è che il telaio è uguale, ma abbiamo un problema di cui non avevamo mai sofferto. Lo scorso anno, nella gara di Jerez, ero stato per più di 10 giri dietro a Martin senza problemi. Se guardo i dati, vedo che sono più lento nelle curve veloci, mentre Alex ha le mie prestazioni dello scorso anno, è come se l’anteriore fosse più morbido. Non è comunque corretto nemmeno pensare di tornare alla vecchia moto, anche perché Marc sta vincendo praticamente tutto con la nuova. È difficile farlo quando il tuo compagno di squadra ottiene certi risultati”.
I test di domani saranno importanti?
“Molto, perché, come ho detto, stiamo riscontrando problemi in nuovi in gara e bisogna trovare assolutamente una soluzione. Forse bisognerà rivedere un po’ il bilanciamento della moto, anche perché oggi è capitato anche a Marc di soffrire in scia ad altri. Nel programma ci sono cose interessanti da provare, sarà una giornata utile per rimetterci in pari”.
Torniamo alla gara: cosa hai visto dietro a Quartararo.
“Fabio ha fatto qualcosa di incredibile con una moto più lenta della mia, ha spremuto ogni singola parte del suo mezzo. Sapevo che se gli fossi arrivato attaccato avrei potuto superarlo in rettilineo, ma non riuscivo ad avvicinarmi. Era forte in ogni singola area”.
E la lotta con Marquez?
“È durata poco e avrei preferito farla all’ultimo giro per la vittoria (ride). Come ho detto, nei primi giri avevo delle belle sensazioni. Sapevo che Marc mi avrebbe attaccato alla curva 8, ma non si aspettava che gli avrei risposto alla 9. Abbiamo incrociato le nostre traiettorie e poi ci siamo toccati perché la sua moto si è impennata e non è riuscito a controllarla. Tutto lì”.
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