Sky deve rendersi conto che Guido Meda e Mauro Sanchini ormai hanno stufato, gli anni sono passati e spesso cadono nel VERO ridicolo per tifare ed essere faziosi. So che Davide parla bene di Meda, però seocndo me il tempo è andato, come dicono gli inglesi.
Edoardo Vecellesi secondo me è pronto a saltare in MotoGP.E' giovane, è sveglio e parla bene. Cade un pò solo quando 'deve' dare un pò di corda a Max Temporali.
Max Temporali secondo me sarebbe bravo, ne sa, ma fa veramente TROPPE ma TROPPE marchette, ogni intervista che fa, si capisce bene che ha un tornaconto personale, ok che lo fa di lavoro, ma anche meno. Adesso poi che deve spingere PER FORZA anche la figlia, mi sembra di vedere quelli che fan correre i figli in moto per forza.
Non so se avete letto sul suo profilo l'intervista a Giulia Brignoli A.D. di Cervesina ( come mai non lo fa per il Mugello o Misano?). Ma poi, AMMINISTRATORE DELEGATO? E' una SPA con un consiglio di amministrazione?
Lei è Giulia. Da un anno è amministratore delegato del circuito di Cervesina, il famoso Tazio Nuvolari. Un impianto importante, moderno, in pieno sviluppo. Giulia Brignoli è professionalmente cresciuta nell’alta finanza, in un ambiente di cristallo, elegante. Un cambiamento folle… e lei sorride. “Sono passata dai tacchi e il tailleur, ai jeans e le tennis”. La tua è una storia speciale. “Ho perso la mamma che ero giovanissima. Lavorava in banca e adorava quel mestiere, come pure l’ambiente e i colleghi. Avevo studiato a New York e desideravo trasferirmi. Quando lei mancò, caddero tutte le certezze in famiglia e la cosa più facile in quel momento era ereditare il mestiere di mia madre, sarebbe stata orgogliosa. Quindi addio ai sogni, tra cui quello di diventare una brava ballerina di danza classica”. La tua carriera in banca è durata quasi vent’anni. “Soprattutto all’inizio sentivo di essere intrappolata in un lavoro che non era la mia scelta. Ho cercato il lato bello di quella realtà e ho studiato, mi sono impegnata per adattarlo alle mie attitudini. Avevo una certa predisposizione per l’aspetto commerciale, ho quindi investito in quella direzione”. Con non poche difficoltà… “Le opportunità di lavoro erano sempre sbagliate nei tempi. Lo dico da mamma, perché con tre figlie da crescere facevo i salti mortali. Però mi sento di dire di avercela fatta. È un lavoro che mi ha permesso di conoscere gli amministratori delegati di grandissime aziende da cui ho imparato tantissimo”. E poi? Come sei arrivata al Tazio? “Grazie proprio a questo lavoro. Ho conosciuto Giorgio Traversa (il proprietario del circuito, ndr) in ambito finanziario. Abbiamo collaborato, io da esterna, costruendo prima di tutto il rapporto di fiducia”. Quando hai avuto la folgorazione della pista? “Quando l’ho aiutato sul progetto Yamaha per la creazione di un’area dedicata alla ricerca e allo sviluppo. Se tornassi indietro, studierei ingegneria… Confrontarmi col Giappone per gestire un progetto così grande e delicato, mi ha dato la spinta più forte. All’ennesimo sgambetto della vita, quando mia figlia ha dovuto affrontare un intervento chirurgico importante, mi è crollato il mondo addosso. O mollavo ed entravo in crisi, o ripartivo dai segnali positivi che il destino mi stava dando. Il lavoro è un pezzo della nostra vita e ne condiziona la felicità. Ho ‘preso’ il coraggio di mia figlia per cambiare vita, per entrare in una realtà come quella del Tazio. Giorgio si è sentito responsabile della mia scelta, per certi versi folle, ma ero pronta al cambiamento. Eccomi qui. Sono partita da zero, vedendo come viene prodotto il bitume, fino a imparare cos'è il coefficiente di attrito dell’asfalto. In pochi anni ho scoperto, e sto scoprendo, un mondo bellissimo che mi dà gioia quotidiana”. Lo rifaresti? “Assolutamente sì, un milione di volte”.

MANCAVA che dicesse che quelle coi capelli ROSSI sono più fighe delle altre e aveva fatto 31.
Edoardo Vecellesi secondo me è pronto a saltare in MotoGP.E' giovane, è sveglio e parla bene. Cade un pò solo quando 'deve' dare un pò di corda a Max Temporali.
Max Temporali secondo me sarebbe bravo, ne sa, ma fa veramente TROPPE ma TROPPE marchette, ogni intervista che fa, si capisce bene che ha un tornaconto personale, ok che lo fa di lavoro, ma anche meno. Adesso poi che deve spingere PER FORZA anche la figlia, mi sembra di vedere quelli che fan correre i figli in moto per forza.
Non so se avete letto sul suo profilo l'intervista a Giulia Brignoli A.D. di Cervesina ( come mai non lo fa per il Mugello o Misano?). Ma poi, AMMINISTRATORE DELEGATO? E' una SPA con un consiglio di amministrazione?
Lei è Giulia. Da un anno è amministratore delegato del circuito di Cervesina, il famoso Tazio Nuvolari. Un impianto importante, moderno, in pieno sviluppo. Giulia Brignoli è professionalmente cresciuta nell’alta finanza, in un ambiente di cristallo, elegante. Un cambiamento folle… e lei sorride. “Sono passata dai tacchi e il tailleur, ai jeans e le tennis”. La tua è una storia speciale. “Ho perso la mamma che ero giovanissima. Lavorava in banca e adorava quel mestiere, come pure l’ambiente e i colleghi. Avevo studiato a New York e desideravo trasferirmi. Quando lei mancò, caddero tutte le certezze in famiglia e la cosa più facile in quel momento era ereditare il mestiere di mia madre, sarebbe stata orgogliosa. Quindi addio ai sogni, tra cui quello di diventare una brava ballerina di danza classica”. La tua carriera in banca è durata quasi vent’anni. “Soprattutto all’inizio sentivo di essere intrappolata in un lavoro che non era la mia scelta. Ho cercato il lato bello di quella realtà e ho studiato, mi sono impegnata per adattarlo alle mie attitudini. Avevo una certa predisposizione per l’aspetto commerciale, ho quindi investito in quella direzione”. Con non poche difficoltà… “Le opportunità di lavoro erano sempre sbagliate nei tempi. Lo dico da mamma, perché con tre figlie da crescere facevo i salti mortali. Però mi sento di dire di avercela fatta. È un lavoro che mi ha permesso di conoscere gli amministratori delegati di grandissime aziende da cui ho imparato tantissimo”. E poi? Come sei arrivata al Tazio? “Grazie proprio a questo lavoro. Ho conosciuto Giorgio Traversa (il proprietario del circuito, ndr) in ambito finanziario. Abbiamo collaborato, io da esterna, costruendo prima di tutto il rapporto di fiducia”. Quando hai avuto la folgorazione della pista? “Quando l’ho aiutato sul progetto Yamaha per la creazione di un’area dedicata alla ricerca e allo sviluppo. Se tornassi indietro, studierei ingegneria… Confrontarmi col Giappone per gestire un progetto così grande e delicato, mi ha dato la spinta più forte. All’ennesimo sgambetto della vita, quando mia figlia ha dovuto affrontare un intervento chirurgico importante, mi è crollato il mondo addosso. O mollavo ed entravo in crisi, o ripartivo dai segnali positivi che il destino mi stava dando. Il lavoro è un pezzo della nostra vita e ne condiziona la felicità. Ho ‘preso’ il coraggio di mia figlia per cambiare vita, per entrare in una realtà come quella del Tazio. Giorgio si è sentito responsabile della mia scelta, per certi versi folle, ma ero pronta al cambiamento. Eccomi qui. Sono partita da zero, vedendo come viene prodotto il bitume, fino a imparare cos'è il coefficiente di attrito dell’asfalto. In pochi anni ho scoperto, e sto scoprendo, un mondo bellissimo che mi dà gioia quotidiana”. Lo rifaresti? “Assolutamente sì, un milione di volte”.

MANCAVA che dicesse che quelle coi capelli ROSSI sono più fighe delle altre e aveva fatto 31.




Comment