Salve a tutti,
voglio comunicarvi la mia esperienza, fortunatamente positiva, riguardo a un ricambio piuttosto costoso ed ambito che ho acquistato questa estate.
Prima delle vacanze, ho comperato un paio di cerchi usati in carbonio della BST Blackstonetec (www.blackstonetek.com), per la mia APRILIA FALCO. Sono due oggetti splendidi e costruiti in modo inappuntabile. Da qualsiasi parte li si osservi e consideri, non si riesce a trovare un difetto.
Quando ho ricevuto il pacco, mi sembrava vuoto. Sono talmente leggeri che sembravano finti.
Il cerchio anteriore è risultato senza problemi. Il cerchio posteriore, dopo solo 38 km. percorsi, aveva perso uno dei perni che serrano il mozzo lato corona, al cerchio.
A questo punto, per capire di cosa sto parlando, è necessario fornire qualche ragguaglio sulla modalità di costruzione. Entrambi i cerchioni sono montabili su ogni tipo di moto. Ciò che li rende compatibili con i diversi modelli delle case motociclistiche, sono i mozzi (in ergal ricavati dal pieno) ancorati a destra ed a sinistra del cerchio. Questo vale sia per l’anteriore che per il posteriore.
L’anteriore ha due mozzi identici sia a destra che a sinistra. Il posteriore ha il mozzo di sinistra che ospita parastrappi e corona; il mozzo di destra ospita il disco.
Gli accoppiamenti meccanici, sono realizzati con dei perni, che serrano i mozzi al cerchio in carbonio.
Come accennavo, dopo soli 38 km., mi sono accorto che uno dei perni che serrano il mozzo, lato corona, era mancante ed un moncone del perno ballava all’interno del cerchio (come la sorpresa in un uovo di pasqua). Ho trasportato con un furgone la moto nell’officina del mitico, paziente e disponibile SimoneVelluti (che segue la mia moto) di APRILIAV60 Assistance di Pomezia – ROMA- ed ho reinstallato il cerchio OZ.
A questo punto ho contattato il precedente proprietario, che correttamente e con grande disponibilità mi ha proposto la restituzione del danaro o, in alternativa, si è dichiarato disponibile a risarcirmi delle spese di riparazione.
Avevo due possibilità: la prima fare dietro-front e ritornare in possesso del danaro. In questo modo non avrei avuto nessun altro tipo di rischio, e ciò che era accaduto era solo una brutta avventura a lieto fine.
La seconda possibilità era quella di riparare il cerchio e quindi di rimanere in possesso di un paio di oggetti strepitosi.
Ho scelto la seconda.
Mi sono messo alla ricerca dell’importatore, che ho scoperto essere RAM Italia S.r.L. (www.ramitalia.net) di Varese, nella persona del Sig. Dino Cappa.
Il Sig. Cappa è una persona simpatica e competente. Sul sito internet della sua azienda, ci sono informazioni e specifiche tecniche molto interessanti, che invito a leggere.
Gli ho raccontato ciò che mi era accaduto e gli ho chiesto se era possibile riparare il cerchio.
Il Sig. Cappa si è messo in contatto con l’azienda costruttrice (BST) in Sud Africa, ed ha ottenuto, per mio conto, la sostituzione del cerchio ad un prezzo simbolico.
Avrei potuto contattare direttamente la ditta che li fabbrica, ma in rispetto delle gerarchie commerciali, ho preferito rivolgermi all’importatore. Ed ho fatto bene. Sicuramente ha avuto maggior influenza di quanta ne avrei potuta avere io.
Ho spedito il cerchio vecchio a Johannesburg. Me ne hanno restituito uno nuovo di pacca!
Cosa dire? Sono rimasto allibito.
Il solo cerchio posteriore costa 1900,00 Euro.
Il mio cerchio era datato ottobre 2002: largamente al di fuori dei due anni di garanzia forniti dalla casa costruttrice.
Nono sono né un cliente dell’importatore, né un cliente dell’azienda produttrice.
Se questo non è “customer care” !!
Devo sottolineare la disponibilità dell’importatore (RAM Italia S.r.L.). Non ci ha guadagnato un Euro. Lo ha fatto solo perché tiene in considerazione il cliente.
Di questi tempi, così difficili commercialmente parlando, sono stato aiutato dando nulla in cambio.
Sentivo il dovere di sottolinearlo e lo ho fatto.
Ma vengo ad i cerchi. Oltre ad essere belli ed estremamente leggeri, cambiano radicalmente il modo di reagire della moto. L’inserimento in curva e la corrispondente uscita dalla curva, diventano repentini. La differenza la si nota enormemente nelle chicanes strette. L’accellerazione è più rapida e la frenata è più pronta. E comunque abbassano sensibilmente il peso del mezzo.
Mi rendo conto che cambiare i cerchi con una coppia in carbonio, non lo si fa con la stessa tranquillità con la quale si sostituisce un portatarga originale con uno after-market più leggero. E’ una spesa ben diversa. Ma può essere più semplice e vantaggioso e di sicura riuscita, rispetto all’imbarcarsi in costose modifiche al motore di cui, talvolta, non sono sicuri gli esiti. E comunque, se si cambia idea, si possono smontare e rivendere: mantengono il valore nel tempo.
Ciao a tutti.
slaval
Ecco le foto.











voglio comunicarvi la mia esperienza, fortunatamente positiva, riguardo a un ricambio piuttosto costoso ed ambito che ho acquistato questa estate.
Prima delle vacanze, ho comperato un paio di cerchi usati in carbonio della BST Blackstonetec (www.blackstonetek.com), per la mia APRILIA FALCO. Sono due oggetti splendidi e costruiti in modo inappuntabile. Da qualsiasi parte li si osservi e consideri, non si riesce a trovare un difetto.
Quando ho ricevuto il pacco, mi sembrava vuoto. Sono talmente leggeri che sembravano finti.
Il cerchio anteriore è risultato senza problemi. Il cerchio posteriore, dopo solo 38 km. percorsi, aveva perso uno dei perni che serrano il mozzo lato corona, al cerchio.
A questo punto, per capire di cosa sto parlando, è necessario fornire qualche ragguaglio sulla modalità di costruzione. Entrambi i cerchioni sono montabili su ogni tipo di moto. Ciò che li rende compatibili con i diversi modelli delle case motociclistiche, sono i mozzi (in ergal ricavati dal pieno) ancorati a destra ed a sinistra del cerchio. Questo vale sia per l’anteriore che per il posteriore.
L’anteriore ha due mozzi identici sia a destra che a sinistra. Il posteriore ha il mozzo di sinistra che ospita parastrappi e corona; il mozzo di destra ospita il disco.
Gli accoppiamenti meccanici, sono realizzati con dei perni, che serrano i mozzi al cerchio in carbonio.
Come accennavo, dopo soli 38 km., mi sono accorto che uno dei perni che serrano il mozzo, lato corona, era mancante ed un moncone del perno ballava all’interno del cerchio (come la sorpresa in un uovo di pasqua). Ho trasportato con un furgone la moto nell’officina del mitico, paziente e disponibile SimoneVelluti (che segue la mia moto) di APRILIAV60 Assistance di Pomezia – ROMA- ed ho reinstallato il cerchio OZ.
A questo punto ho contattato il precedente proprietario, che correttamente e con grande disponibilità mi ha proposto la restituzione del danaro o, in alternativa, si è dichiarato disponibile a risarcirmi delle spese di riparazione.
Avevo due possibilità: la prima fare dietro-front e ritornare in possesso del danaro. In questo modo non avrei avuto nessun altro tipo di rischio, e ciò che era accaduto era solo una brutta avventura a lieto fine.
La seconda possibilità era quella di riparare il cerchio e quindi di rimanere in possesso di un paio di oggetti strepitosi.
Ho scelto la seconda.
Mi sono messo alla ricerca dell’importatore, che ho scoperto essere RAM Italia S.r.L. (www.ramitalia.net) di Varese, nella persona del Sig. Dino Cappa.
Il Sig. Cappa è una persona simpatica e competente. Sul sito internet della sua azienda, ci sono informazioni e specifiche tecniche molto interessanti, che invito a leggere.
Gli ho raccontato ciò che mi era accaduto e gli ho chiesto se era possibile riparare il cerchio.
Il Sig. Cappa si è messo in contatto con l’azienda costruttrice (BST) in Sud Africa, ed ha ottenuto, per mio conto, la sostituzione del cerchio ad un prezzo simbolico.
Avrei potuto contattare direttamente la ditta che li fabbrica, ma in rispetto delle gerarchie commerciali, ho preferito rivolgermi all’importatore. Ed ho fatto bene. Sicuramente ha avuto maggior influenza di quanta ne avrei potuta avere io.
Ho spedito il cerchio vecchio a Johannesburg. Me ne hanno restituito uno nuovo di pacca!
Cosa dire? Sono rimasto allibito.
Il solo cerchio posteriore costa 1900,00 Euro.
Il mio cerchio era datato ottobre 2002: largamente al di fuori dei due anni di garanzia forniti dalla casa costruttrice.
Nono sono né un cliente dell’importatore, né un cliente dell’azienda produttrice.
Se questo non è “customer care” !!
Devo sottolineare la disponibilità dell’importatore (RAM Italia S.r.L.). Non ci ha guadagnato un Euro. Lo ha fatto solo perché tiene in considerazione il cliente.
Di questi tempi, così difficili commercialmente parlando, sono stato aiutato dando nulla in cambio.
Sentivo il dovere di sottolinearlo e lo ho fatto.
Ma vengo ad i cerchi. Oltre ad essere belli ed estremamente leggeri, cambiano radicalmente il modo di reagire della moto. L’inserimento in curva e la corrispondente uscita dalla curva, diventano repentini. La differenza la si nota enormemente nelle chicanes strette. L’accellerazione è più rapida e la frenata è più pronta. E comunque abbassano sensibilmente il peso del mezzo.
Mi rendo conto che cambiare i cerchi con una coppia in carbonio, non lo si fa con la stessa tranquillità con la quale si sostituisce un portatarga originale con uno after-market più leggero. E’ una spesa ben diversa. Ma può essere più semplice e vantaggioso e di sicura riuscita, rispetto all’imbarcarsi in costose modifiche al motore di cui, talvolta, non sono sicuri gli esiti. E comunque, se si cambia idea, si possono smontare e rivendere: mantengono il valore nel tempo.
Ciao a tutti.
slaval
Ecco le foto.













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