Benvenuto/a su DAIDEGAS FORUM, il primo forum di Moto del Mondo, creato da Davide Polo nel 2001. Se questa è la tua prima visita consulta le Domande frequenti e termini del sito b> facendo clic sul link sopra. E' necessario registrarsi b>
prima di poter postare: clicca sul link 'REGISTRARSI' qui sopra per procedere. Per iniziare a leggere i messaggi,
seleziona il forum che vuoi visitare dalla selezione qui sotto, la lettura è aperta al 100%.
Ma è sempre meglio partecipare no?
4 domande e una affermazione:
sono omlogati per strada?
quanto peso si arriva a risparmiare?
quanto è modulabile la frenata?
quanto costano?
le voglio!
Questo sistema, da quel che vedo dal video, minimizza la ripartizione dello sforzo frenante sulle razze e sul mozzo spostandolo direttamente al canale esterno del cerchio (così le razze possono essere dimensionate più piccole, in quanto meno sollecitate dalla frenata).
Ottima pensata, in teoria; faccio finta di non considerare che in realtà il passaggio degli sforzi avviene ugualmente dalle razze, in quanto collegano il punto di applicazione della forza inerziale data dalla massa della moto (il perno ruota) con il punto di applicazione della forza resistente (il terreno, quindi la gomma e il canale del cerchio
Il punto è che questa soluzione consente sì (sempre seguendo la loro teoria) di rimpicciolire le razze, ma impone di sovradimensionare il canale, e dato che il momento d'inerzia di un elemento circolare è dato dal prodotto della massa per il QUADRATO del raggio (inteso come distanza dall'asse di rotazione), si capisce quanto sia più vantaggioso avere il peso concentrato verso il mozzo piuttosto che verso il canale esterno, esattamente come funziona adesso Tra l'altro, anche se le razze potranno essere più piccole, sono comunque sdoppiate, quindi il peso aumenta.
Va anche detto che aldilà delle considerazioni sull'effetto giroscopico dato dal comparto frenante di diametro maggiorato (compensato dal fatto che comunque di elementi frenanti ce ne sarebbe uno solo), c'è il problema dell'elevato surriscaldamento dovuto a due cause:
1) la concentrazione dell'energia cinetica su un disco solo
2) la mancanza di ventilazione
Senza contare la complicazione del passaggio olio nel mozzo
Insomma, la soluzione classica è ancora la più vantaggiosa, secondo me.
Certi inventori hanno delle belle idee, e questa è molto interessante, non lo nego, ma spesso non considerano che gli apparati di una moto debbano interagire tra di loro per concorrere a delineare l'intera dinamica della moto. Non è infatti concepibile adottare un sistema (in questo caso quello frenante) che dà ipotetici vantaggi da un lato ma poi si porta dietro innumerevoli complicazioni e svantaggi dagli altri.
Ad ogni modo non posso che lodare l'inventiva e la capacità realizzativa.
lo avevano testato quelli di sbk italia, se ricordo bene non ne erano rimasti particolarmente entusiasti... anche perchè una coppia di pinze e dischi seri credo costi meno.
Questo sistema, da quel che vedo dal video, minimizza la ripartizione dello sforzo frenante sulle razze e sul mozzo spostandolo direttamente al canale esterno del cerchio (cos? le razze possono essere dimensionate pi? piccole, in quanto meno sollecitate dalla frenata).
Ottima pensata, in teoria; faccio finta di non considerare che in realt? il passaggio degli sforzi avviene ugualmente dalle razze, in quanto collegano il punto di applicazione della forza inerziale data dalla massa della moto (il perno ruota) con il punto di applicazione della forza resistente (il terreno, quindi la gomma e il canale del cerchio
Il punto ? che questa soluzione consente s? (sempre seguendo la loro teoria) di rimpicciolire le razze, ma impone di sovradimensionare il canale, e dato che il momento d'inerzia di un elemento circolare ? dato dal prodotto della massa per il QUADRATO del raggio (inteso come distanza dall'asse di rotazione), si capisce quanto sia pi? vantaggioso avere il peso concentrato verso il mozzo piuttosto che verso il canale esterno, esattamente come funziona adesso Tra l'altro, anche se le razze potranno essere pi? piccole, sono comunque sdoppiate, quindi il peso aumenta.
Va anche detto che aldil? delle considerazioni sull'effetto giroscopico dato dal comparto frenante di diametro maggiorato (compensato dal fatto che comunque di elementi frenanti ce ne sarebbe uno solo), c'? il problema dell'elevato surriscaldamento dovuto a due cause:
1) la concentrazione dell'energia cinetica su un disco solo
2) la mancanza di ventilazione
Senza contare la complicazione del passaggio olio nel mozzo
Insomma, la soluzione classica ? ancora la pi? vantaggiosa, secondo me.
Aggiungo un altro paio di problemi:
- dimensionamento perno ruota a torsione;
- rigidezza attacchi pinze (legato anche al precedente).
Il mono disco avrebbe senso con sospensioni anteriori a braccio singolo oscillante, in cui la rigidezza strutturale del braccio evita i problemi di dimensionamento e il disco risulta sufficientemente esposto all'aria di raffreddamento.
Cos? com'?, direi n? carne, n? pesce
Comment