E? LUNGHISSIMO. RINGRAZIO FIN D?ORA CHI AVRA? LA PAZIENZA DI LEGGERMI . SE NON LO FARETE, don?t worry, amici come prima!
Che strano leggere in un forum di moto qualcosa di cos? intimo come una discussione tra la vita e la morte.
Perch? in fondo ? di quello che si sta discutendo.
Vi dico subito che una settimana fa ho sentito un mio amico. E sua moglie.
Lei in Italia.
Lui vi lascio immaginare dove.
Ne ho tanti di amici cos?, sapete? Qualcuno ? stato fortunato ed ? tornato?4, 6 mesi lontano dalla famiglia sono tanti. Veramente tanti.
Si torna cambiati. E fa paura vedere come si torna.
Quanto si torna cambiati.
Perch? si mette in gioco la propria vita in questo modo?.? Me lo sono chiesta molte volte, hanno cercato di spiegarmi e forse qualcosa ho appreso.
Non si sceglie di combattere qualcosa. Si sceglie di combattere per qualcosa.
C?? una netta differenza, vi prego di sforzarvi di capirmi, anche se posso non risultare chiara.
So che chi indossa una divisa sicuramente lo capir?.
Si sceglie di combattere per la libert?, per l?uomo, per la civilt?, per la dignit?.
E? un concetto molto pi? ?sinistrorso? di quanto possa invece sembrare l?azione in s?.
Certo, gli Stati scelgono di combattere anche per altre cose, ma i soldati, gli ufficiali che vanno l?, vi assicuro che non vanno per lo stipendio. Non in Iraq o in Afghanistan, almeno.
Non si va dove c?? guerra per incrementare il proprio conto in banca.
Si va perch?, piaccia o no, ci sono degli ideali.
Che sono ben diversi da quelli di pochi giornalisti che stanno rinchiusi sulle terrazze di un Hotel aspettando che arrivi la truccatrice o azzuffandosi per prendere prima la linea satellitare.
Sono ideali ben diversi da chi va a fare foto per appagare il voyeurismo occidentale che sa tanto di gossip e poco di dignit?.
Perch? i simboli possono essere opposti, contemporaneamente
Non me la prendo con i giornalisti. Anzi.
E non me la prendo neppure con la Sgrena, perch? con un fucile piantato alla testa pu? anche essere comprensibile perdere il controllo.
Il mio risentimento, e anche la mia grande delusione, ? contro quelle persone che si rifiutano di capire. O che lo ostentano con parole che invece nascondono un completo disinteresse verso la ricerca della libert?.
Me la prendo con Pierre, l?ormai famoso compagno della Sgrena, me la prendo con le due Simone e tutta la farsa che ? stata montata su di loro. Anche io ho il ragazzo lontano (una delle due Simone sta con un irakeno, sapevate, vero?), ma per vederlo non chiedo la scorta allo stato n? tantomeno processioni per la nostra riconciliazione o milioni di euro per il suo avvicinamento.
Me la prendo con coloro che sanno solo vedere la superficie delle cose barricandosi dietro concetti nobilissimi, per carit?, ma utopistici.
Me la prendo con chi ha paura di usare la forza quando deve essere usata. Perch? non c?? nulla di pi? codardo che far finta di non vedere quando le cose ti succedono davanti.
Una sorta di omert? emotiva, brutta cosa.
Ho letto le vostre considerazioni. Potrei subito dirvi che cosa mi ? piaciuto e che cosa no, ma non sono io il giudice. Mi limiter? a dirvi come la penso, sperando di avere in cambio una discussione vivace e aperta. Mentalmente.
Mi permetto di soprassedere alla questione Sgrena che, in tutta sincerit?, non approvo per nulla. Hanno sbagliato loro a prenderla, ha sbagliato lei a dare troppa fiducia a chi non se la merita.
Speriamo che prima o poi le due fazioni capiscano e si arrivi ad un accordo pacifico.
Anzi, non pacifico.
Perch? i filosofi che predicavano la pace eterna sono morti da tempo.
Ho sempre preferito di pi? Machiavelli, pi? crudo ma pi? realista.
De gustibus.
Torniamo a palla.
Io ne fare una questione non tanto di fazione politica, quanto di ?civilt??.
Strana parola, vero?
Perch? il concetto che risulta evidente ? che da noi, paese reietto, mafiapizzamandolino, smunto e senza spina dorsale, cenerentola d?europa e per giunta occidentalizzato, bench? civile (sar? mica un controsenso??boh!), la nostra religione ? un peso e un eccessivo simbolismo mentre il loro integralismo (basta notare il termine!) ? ?cultura?, bench? siano un paese meno civile del nostro (a detta anche della sinistra).
Chiss? perch? noi, popolo di Santi, navigatori e poeti, accantoniamo i nostri San Franceschi e ci mettiamo a declamare le gesta di quelli altrui, sostentare l? islamismo e dar riparo ai sofferenti.
Mi vien quasi da ridere?noi che siamo stati educati a questi comportamenti, ora rinneghiamo i Padri, o meglio li dimentichiamo, e andiamo ad applicare tutte le nostre nozioni a chi tenta spudoratamente di minare il nostro sistema.
Oltre ad esser scemi, siamo pure masochisti!
Wow!
Ragazzi?ci sar? mica un grande controsenso?
O forse ? solo una visione del mondo che tende a rifiutare lo scontro solo per paura di soccombere, solo per noia esistenziale e per ostentazione di un buonismo che poi, molto spesso, non trova riscontro nella vita quotidiana, semplicemente tra di noi?
Perch? ? facile essere buonisti e comprensivi verso un popolo lontano, quando invece spesso si fa fatica a comprendere la collega di fianco o il vicino brioso.
E? facile nascondere le proprie fobie dietro le parole, la propria ?voglia di comodit?? dietro concetti fumosi, la propria inerzia concettuale dietro espressioni ambigue che vanno bene un po? per tutte le occasioni.
I luoghi comuni sono quanto di pi? aberrante possa conoscere il genere umano.
E? facile dire : lasciamoli organizzarsi tra loro senza intervento esterno, lasciamoli vivere la loro cultura, lasciamoli con le loro tradizioni. E? comodo, pi? che altro.
Perch? sporcarsi le mani?
E? facile, certo. Ma non altrettanto logico. O civile.
Nel mio quotidiano io lascio perdere le persone che non mi interessano, mai ambito ad essere definita bougianen, ma in alcuni casi fa comodo. Ma questo non giustifica il mio atteggiamento.
Allo stesso modo, non ? giustificabile pensare di lasciar perdere chi ha bisogno di aiuto, chi ? vessato da leggi non dico ingiuste per un popolo occidentale o civile (non prendete i termini in dipendenza stretta tra loro), ma ANTIVITALI per ogni concezione LOGICA umana.
Ogni popolo che cerca la libert? ha la necessit? di essere aiutato.
E poco regge la scusa della cultura, delle tradizioni, della tolleranza.
Dove non c?? libert?, ogni azione ? lecita. Nel bene e nel male.
E se non si capiscono determinate cose, o non si vogliono capire, o semplicemente non servono, serve qualcuno che le spieghi, che apra nuovi orizzonti, che faccia riflettere.
I musulmani avranno sicuramente tanta cultura da insegnarci, ma anche noi ne abbiamo da insegnar loro.
I musulmani avranno le loro tradizioni, ma non mi risulta che l?occidente ne sia privo.
I musulmani hanno un integralismo pseudo-bigotto che qualcuno accomuner? forse al nostro cattolicesimo pi? grigio.
A questo proposito vorrei ricordare che siamo riusciti a far cessare il periodo dell?Inquisizione e delle abiure forzate di Galileo da tempo ormai.
Ci siamo civilizzati, in questo senso.
Ci sono popoli, invece, per i quali il nostro periodo dell?inquisizione ? una bazzecola in confronto alla loro condizione attuale.
Esseri umani che si uccidono per uccidere, esseri umani votati a tutto ci? che c?? di ANTIVITALE per l?uomo?.voi avete ancora il coraggio di dire che questa ? cultura? O tradizione? O che bisogna tollerare?
Io invece vi dico che proprio perch? siamo un popolo civile NON dobbiamo tollerare.
Proprio perch? siamo in grado di capire l?errore che sta dietro tutto.
Un popolo che usa come armi il ricatto, la morte, il terrore, la cieca SCUSA e insensata GIUSTIFIAZIONE della religione, perch? tutto ? fatto in nome di Dio?ecco per me questa ? la pi? grande bestemmia che sia stata mai pronunciata.
Potrete tirarmi fuori le nostre crociate.
E io vi dico che le crociate sono state un bel po? di tempo fa. Poi sono finite e noi ci siamo civilizzati, perch? abbiamo capito che stavamo sbagliando.
Perch? c?? stata la volont? di capire, di mettersi in gioco, di concepire strade alternative, soluzioni diverse e pi? VITALI per il genere umano.
Ma quando un popolo antivitale non abbia questa volont?, ma anzi pretenda di imporre le sue ?leggi? dissennate, pretenda di essere reputato civile non garantendo la stessa cosa in patria, quando ostenti potere con i mezzi pi? incivili che esistono, ecco?allora quel popolo perde l?ultimo briciolo di credibilit? agli occhi del mondo intero.
Non sono la persona che fa di tutta l?erba un fascio. Anzi.
Analizzo, sfodero, cerco, curioso tra le cose, mi impongo di capire.
Contemplo le eccezioni e sono pronta a cambiare idea se mi si dimostra di star sbagliando.
Il ragazzo pi? bravo del mio corso di laurea era un arabo. Rifugiato politico. Mente aperta e cuore ancora di pi?.
Ma ragazzi?..
Abito in una citt? non enorme, ma grande. Abbastanza grande da avere la concentrazione pi? alta di immigrazione in italia, forse. Una citt? ?calda? da questo punto di vista.
Ci sono delle zone della mia citt? che sono off limits.
Non solo per una ragazza.
Per tutti gli ?indigeni?.
Dovreste andare in piazza della Repubblica la domenica mattina e vedere cosa c??.
Chi c??.
Non giudico le persone. Giudico i comportamenti.
Sporcizia, incivilt?, prepotenza, prevaricazione. Se volessi casualmente una fetta di pizza dovrei prima imparare l?arabo per capire quale insegna guardare.
E dopo averlo imparato, aver capito finalmente il negozio giusto ed essere entrata, vi assicuro che la voglia di pizza sarebbe gi? passata.
Capisco che i sobborghi siano sempre realt? difficili, un po? come dovevamo essere noi in america dopo la guerra?.
Ma c?? una differenza. Noi siamo cambiati.
Noi abbiamo avuto la volont? di cambiare.
Non abbiamo preteso cos? brutalmente di imporci sulla cultura locale.
Forse perch? la nostra cultura, per quanto osteggiata possa essere, contempla il rispetto.
Noi eravamo poveri. Ma non siamo andati violentare lo stato che ci stava ospitando.
Non abbiamo lanciato aerei contro i simboli di uno stato che, per quanto possa essere ritenuto ipocrita, ? comunque uno stato LIBERO.
Non abbiamo immolato gente in nome di entit? soprannaturali per provocare l?estinzione di una specie.
Non abbiamo avuto la cattiveria di andare a minare dalle fondamenta uno stato che stava dando il pane ai nostri figli.
E, la cosa pi? importante, abbiamo messo via le frustrazioni, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato. Per essere liberi.
Questa ? cultura. Solo questa.
Questa ? civilt?.
Invece, pi? tempo passa e pi? desidero che i miei futuri figli crescano ben lontani dalla citt? dove sono cresciuta io.
Spero che una mia futura figlia possa ancora andare in giro sfoggiando un cappottino che le piace da morire, gonna un po? pi? corta e non vergognarsi di mostrare i suoi occhi in pubblico.
C?? poco da meravigliarsi. Vivo in una citt? senza senso.
Si costruiscono chiese, si laicizza la scuola e gli enti pubblici, manca solo che i nostri tribunali reintroducano la legge del taglione, si finanziano corsi di lingua araba (mi d? fastidio sinceramente sapere che le tasse che ho pagato alla mia universit? sono andate anche a finanziare un corso di lingua araba, mentre abbiamo dovuto raccogliere le firme per attivare quello di giapponese) e si abolisce la carne di maiale se in una classe di scuola materna c?? un solo bambino musulmano su 25 autoctoni.
E vi posso anche dire che un amico (che frequenta una scuola pubblica) del mio cuginetto (scuola privata), quest?anno non ha avuto il piacere di festeggiare il Natale perch? ?non ? corretto rispetto alle altre culture presenti nel plesso scolastico l?ostentazione dei nostri simboli religiosi.?
Si lascia la libert? di indossare kefia, chador, burqa, tutto (tranne le crocettine al collo!), mentre quando io mi sposto pi? a oriente devo ricordarmi di arrotolarmi come un baco dentro drappi di stoffa tanto sformati quanto illiberali.
Tollerare vuol dire soccombere?
Conoscevo un?accezione diversa del termine.
Se un pazzo vuole uccidervi, voi che fate? Pur capendo che sta sbagliando e che sta nuocendo a voi, in nome della tolleranza vi lasiate uccidere?
Le cose si tollerano ficnh? non diventano fortemente lesive.
Sento spesso dire che noi (o l?occidente in generale) siamo un paese civile. E in nome di questa caratteristica ? giusto aprire le porte, accogliere, soprassedere, tollerare, comprendere, agevolare le altre culture, i popoli sfortunatamente meno civilizzati di noi.
Ma non vi sembra che questo significhi invece aprire le porte, soprassedere, accogliere, tollerare, comprendere, agevolare l?incivilt??
Che strano leggere in un forum di moto qualcosa di cos? intimo come una discussione tra la vita e la morte.
Perch? in fondo ? di quello che si sta discutendo.
Vi dico subito che una settimana fa ho sentito un mio amico. E sua moglie.
Lei in Italia.
Lui vi lascio immaginare dove.
Ne ho tanti di amici cos?, sapete? Qualcuno ? stato fortunato ed ? tornato?4, 6 mesi lontano dalla famiglia sono tanti. Veramente tanti.
Si torna cambiati. E fa paura vedere come si torna.
Quanto si torna cambiati.
Perch? si mette in gioco la propria vita in questo modo?.? Me lo sono chiesta molte volte, hanno cercato di spiegarmi e forse qualcosa ho appreso.
Non si sceglie di combattere qualcosa. Si sceglie di combattere per qualcosa.
C?? una netta differenza, vi prego di sforzarvi di capirmi, anche se posso non risultare chiara.
So che chi indossa una divisa sicuramente lo capir?.
Si sceglie di combattere per la libert?, per l?uomo, per la civilt?, per la dignit?.
E? un concetto molto pi? ?sinistrorso? di quanto possa invece sembrare l?azione in s?.
Certo, gli Stati scelgono di combattere anche per altre cose, ma i soldati, gli ufficiali che vanno l?, vi assicuro che non vanno per lo stipendio. Non in Iraq o in Afghanistan, almeno.
Non si va dove c?? guerra per incrementare il proprio conto in banca.
Si va perch?, piaccia o no, ci sono degli ideali.
Che sono ben diversi da quelli di pochi giornalisti che stanno rinchiusi sulle terrazze di un Hotel aspettando che arrivi la truccatrice o azzuffandosi per prendere prima la linea satellitare.
Sono ideali ben diversi da chi va a fare foto per appagare il voyeurismo occidentale che sa tanto di gossip e poco di dignit?.
Perch? i simboli possono essere opposti, contemporaneamente
Non me la prendo con i giornalisti. Anzi.
E non me la prendo neppure con la Sgrena, perch? con un fucile piantato alla testa pu? anche essere comprensibile perdere il controllo.
Il mio risentimento, e anche la mia grande delusione, ? contro quelle persone che si rifiutano di capire. O che lo ostentano con parole che invece nascondono un completo disinteresse verso la ricerca della libert?.
Me la prendo con Pierre, l?ormai famoso compagno della Sgrena, me la prendo con le due Simone e tutta la farsa che ? stata montata su di loro. Anche io ho il ragazzo lontano (una delle due Simone sta con un irakeno, sapevate, vero?), ma per vederlo non chiedo la scorta allo stato n? tantomeno processioni per la nostra riconciliazione o milioni di euro per il suo avvicinamento.
Me la prendo con coloro che sanno solo vedere la superficie delle cose barricandosi dietro concetti nobilissimi, per carit?, ma utopistici.
Me la prendo con chi ha paura di usare la forza quando deve essere usata. Perch? non c?? nulla di pi? codardo che far finta di non vedere quando le cose ti succedono davanti.
Una sorta di omert? emotiva, brutta cosa.
Ho letto le vostre considerazioni. Potrei subito dirvi che cosa mi ? piaciuto e che cosa no, ma non sono io il giudice. Mi limiter? a dirvi come la penso, sperando di avere in cambio una discussione vivace e aperta. Mentalmente.
Mi permetto di soprassedere alla questione Sgrena che, in tutta sincerit?, non approvo per nulla. Hanno sbagliato loro a prenderla, ha sbagliato lei a dare troppa fiducia a chi non se la merita.
Speriamo che prima o poi le due fazioni capiscano e si arrivi ad un accordo pacifico.
Anzi, non pacifico.
Perch? i filosofi che predicavano la pace eterna sono morti da tempo.
Ho sempre preferito di pi? Machiavelli, pi? crudo ma pi? realista.
De gustibus.
Torniamo a palla.
Io ne fare una questione non tanto di fazione politica, quanto di ?civilt??.
Strana parola, vero?
Perch? il concetto che risulta evidente ? che da noi, paese reietto, mafiapizzamandolino, smunto e senza spina dorsale, cenerentola d?europa e per giunta occidentalizzato, bench? civile (sar? mica un controsenso??boh!), la nostra religione ? un peso e un eccessivo simbolismo mentre il loro integralismo (basta notare il termine!) ? ?cultura?, bench? siano un paese meno civile del nostro (a detta anche della sinistra).
Chiss? perch? noi, popolo di Santi, navigatori e poeti, accantoniamo i nostri San Franceschi e ci mettiamo a declamare le gesta di quelli altrui, sostentare l? islamismo e dar riparo ai sofferenti.
Mi vien quasi da ridere?noi che siamo stati educati a questi comportamenti, ora rinneghiamo i Padri, o meglio li dimentichiamo, e andiamo ad applicare tutte le nostre nozioni a chi tenta spudoratamente di minare il nostro sistema.
Oltre ad esser scemi, siamo pure masochisti!
Wow!
Ragazzi?ci sar? mica un grande controsenso?
O forse ? solo una visione del mondo che tende a rifiutare lo scontro solo per paura di soccombere, solo per noia esistenziale e per ostentazione di un buonismo che poi, molto spesso, non trova riscontro nella vita quotidiana, semplicemente tra di noi?
Perch? ? facile essere buonisti e comprensivi verso un popolo lontano, quando invece spesso si fa fatica a comprendere la collega di fianco o il vicino brioso.
E? facile nascondere le proprie fobie dietro le parole, la propria ?voglia di comodit?? dietro concetti fumosi, la propria inerzia concettuale dietro espressioni ambigue che vanno bene un po? per tutte le occasioni.
I luoghi comuni sono quanto di pi? aberrante possa conoscere il genere umano.
E? facile dire : lasciamoli organizzarsi tra loro senza intervento esterno, lasciamoli vivere la loro cultura, lasciamoli con le loro tradizioni. E? comodo, pi? che altro.
Perch? sporcarsi le mani?
E? facile, certo. Ma non altrettanto logico. O civile.
Nel mio quotidiano io lascio perdere le persone che non mi interessano, mai ambito ad essere definita bougianen, ma in alcuni casi fa comodo. Ma questo non giustifica il mio atteggiamento.
Allo stesso modo, non ? giustificabile pensare di lasciar perdere chi ha bisogno di aiuto, chi ? vessato da leggi non dico ingiuste per un popolo occidentale o civile (non prendete i termini in dipendenza stretta tra loro), ma ANTIVITALI per ogni concezione LOGICA umana.
Ogni popolo che cerca la libert? ha la necessit? di essere aiutato.
E poco regge la scusa della cultura, delle tradizioni, della tolleranza.
Dove non c?? libert?, ogni azione ? lecita. Nel bene e nel male.
E se non si capiscono determinate cose, o non si vogliono capire, o semplicemente non servono, serve qualcuno che le spieghi, che apra nuovi orizzonti, che faccia riflettere.
I musulmani avranno sicuramente tanta cultura da insegnarci, ma anche noi ne abbiamo da insegnar loro.
I musulmani avranno le loro tradizioni, ma non mi risulta che l?occidente ne sia privo.
I musulmani hanno un integralismo pseudo-bigotto che qualcuno accomuner? forse al nostro cattolicesimo pi? grigio.
A questo proposito vorrei ricordare che siamo riusciti a far cessare il periodo dell?Inquisizione e delle abiure forzate di Galileo da tempo ormai.
Ci siamo civilizzati, in questo senso.
Ci sono popoli, invece, per i quali il nostro periodo dell?inquisizione ? una bazzecola in confronto alla loro condizione attuale.
Esseri umani che si uccidono per uccidere, esseri umani votati a tutto ci? che c?? di ANTIVITALE per l?uomo?.voi avete ancora il coraggio di dire che questa ? cultura? O tradizione? O che bisogna tollerare?
Io invece vi dico che proprio perch? siamo un popolo civile NON dobbiamo tollerare.
Proprio perch? siamo in grado di capire l?errore che sta dietro tutto.
Un popolo che usa come armi il ricatto, la morte, il terrore, la cieca SCUSA e insensata GIUSTIFIAZIONE della religione, perch? tutto ? fatto in nome di Dio?ecco per me questa ? la pi? grande bestemmia che sia stata mai pronunciata.
Potrete tirarmi fuori le nostre crociate.
E io vi dico che le crociate sono state un bel po? di tempo fa. Poi sono finite e noi ci siamo civilizzati, perch? abbiamo capito che stavamo sbagliando.
Perch? c?? stata la volont? di capire, di mettersi in gioco, di concepire strade alternative, soluzioni diverse e pi? VITALI per il genere umano.
Ma quando un popolo antivitale non abbia questa volont?, ma anzi pretenda di imporre le sue ?leggi? dissennate, pretenda di essere reputato civile non garantendo la stessa cosa in patria, quando ostenti potere con i mezzi pi? incivili che esistono, ecco?allora quel popolo perde l?ultimo briciolo di credibilit? agli occhi del mondo intero.
Non sono la persona che fa di tutta l?erba un fascio. Anzi.
Analizzo, sfodero, cerco, curioso tra le cose, mi impongo di capire.
Contemplo le eccezioni e sono pronta a cambiare idea se mi si dimostra di star sbagliando.
Il ragazzo pi? bravo del mio corso di laurea era un arabo. Rifugiato politico. Mente aperta e cuore ancora di pi?.
Ma ragazzi?..
Abito in una citt? non enorme, ma grande. Abbastanza grande da avere la concentrazione pi? alta di immigrazione in italia, forse. Una citt? ?calda? da questo punto di vista.
Ci sono delle zone della mia citt? che sono off limits.
Non solo per una ragazza.
Per tutti gli ?indigeni?.
Dovreste andare in piazza della Repubblica la domenica mattina e vedere cosa c??.
Chi c??.
Non giudico le persone. Giudico i comportamenti.
Sporcizia, incivilt?, prepotenza, prevaricazione. Se volessi casualmente una fetta di pizza dovrei prima imparare l?arabo per capire quale insegna guardare.
E dopo averlo imparato, aver capito finalmente il negozio giusto ed essere entrata, vi assicuro che la voglia di pizza sarebbe gi? passata.
Capisco che i sobborghi siano sempre realt? difficili, un po? come dovevamo essere noi in america dopo la guerra?.
Ma c?? una differenza. Noi siamo cambiati.
Noi abbiamo avuto la volont? di cambiare.
Non abbiamo preteso cos? brutalmente di imporci sulla cultura locale.
Forse perch? la nostra cultura, per quanto osteggiata possa essere, contempla il rispetto.
Noi eravamo poveri. Ma non siamo andati violentare lo stato che ci stava ospitando.
Non abbiamo lanciato aerei contro i simboli di uno stato che, per quanto possa essere ritenuto ipocrita, ? comunque uno stato LIBERO.
Non abbiamo immolato gente in nome di entit? soprannaturali per provocare l?estinzione di una specie.
Non abbiamo avuto la cattiveria di andare a minare dalle fondamenta uno stato che stava dando il pane ai nostri figli.
E, la cosa pi? importante, abbiamo messo via le frustrazioni, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato. Per essere liberi.
Questa ? cultura. Solo questa.
Questa ? civilt?.
Invece, pi? tempo passa e pi? desidero che i miei futuri figli crescano ben lontani dalla citt? dove sono cresciuta io.
Spero che una mia futura figlia possa ancora andare in giro sfoggiando un cappottino che le piace da morire, gonna un po? pi? corta e non vergognarsi di mostrare i suoi occhi in pubblico.
C?? poco da meravigliarsi. Vivo in una citt? senza senso.
Si costruiscono chiese, si laicizza la scuola e gli enti pubblici, manca solo che i nostri tribunali reintroducano la legge del taglione, si finanziano corsi di lingua araba (mi d? fastidio sinceramente sapere che le tasse che ho pagato alla mia universit? sono andate anche a finanziare un corso di lingua araba, mentre abbiamo dovuto raccogliere le firme per attivare quello di giapponese) e si abolisce la carne di maiale se in una classe di scuola materna c?? un solo bambino musulmano su 25 autoctoni.
E vi posso anche dire che un amico (che frequenta una scuola pubblica) del mio cuginetto (scuola privata), quest?anno non ha avuto il piacere di festeggiare il Natale perch? ?non ? corretto rispetto alle altre culture presenti nel plesso scolastico l?ostentazione dei nostri simboli religiosi.?
Si lascia la libert? di indossare kefia, chador, burqa, tutto (tranne le crocettine al collo!), mentre quando io mi sposto pi? a oriente devo ricordarmi di arrotolarmi come un baco dentro drappi di stoffa tanto sformati quanto illiberali.
Tollerare vuol dire soccombere?
Conoscevo un?accezione diversa del termine.
Se un pazzo vuole uccidervi, voi che fate? Pur capendo che sta sbagliando e che sta nuocendo a voi, in nome della tolleranza vi lasiate uccidere?
Le cose si tollerano ficnh? non diventano fortemente lesive.
Sento spesso dire che noi (o l?occidente in generale) siamo un paese civile. E in nome di questa caratteristica ? giusto aprire le porte, accogliere, soprassedere, tollerare, comprendere, agevolare le altre culture, i popoli sfortunatamente meno civilizzati di noi.
Ma non vi sembra che questo significhi invece aprire le porte, soprassedere, accogliere, tollerare, comprendere, agevolare l?incivilt??


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