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Ma è sempre meglio partecipare no?
Mi elencheresti un vantaggio di questi 150 anni ? E' abbastanza lungo come periodo ?
Invece ad unire i paesi abbiamo visto con l'Europa che porta molti vantaggi vero ? Prodi lo aveva predetto
Ciao! Se non ricordo male avevamo gi? discusso di questo in un altro topic! In particolare, sull'Unione Europea... Avevo spiegato il mio punto di vista (vantaggi relativi a mercato unico, nuovi diritti, tribunale europeo, libert? di persone e merci, studio all'estero, lavoro all'estero, ecc.), ma non eravamo molto d'accordo. Per l'Italia penso sarebbe la stessa cosa, preferisco lasciarti questo link in cui altri parlano per me: https://epistemes.org/2010/06/28/uni...e-riflessioni/
Mi fate morire... uno che vive in una regione privilegiata che prende foritssime sovvenzioni staltali e l'altro che ? un dipendente statale. Tutti a sputare sull'Italia.
Ma perch? non andate in un posto pi? di larghe vedute tipo la Corea del Nord?
Salvini ci ? andato e ha detto che si sta bene.
Ciao! Se non ricordo male avevamo gi? discusso di questo in un altro topic! In particolare, sull'Unione Europea... Avevo spiegato il mio punto di vista (vantaggi relativi a mercato unico, nuovi diritti, tribunale europeo, libert? di persone e merci, studio all'estero, lavoro all'estero, ecc.), ma non eravamo molto d'accordo. Per l'Italia penso sarebbe la stessa cosa, preferisco lasciarti questo link in cui altri parlano per me: https://epistemes.org/2010/06/28/uni...e-riflessioni/
Ciao!
Come dico sempre , il problema nasce sistematicamente dallo stato :
La questione ? semplice: molti cittadini si sentono defraudati dallo Stato Italiano. Non ? difficile capirne le ragioni. Il livello di tassazione nel nostro paese ? alto; come contropartita, i cittadini ricevono pochi servizi, per lo pi? di scarsa qualit?. Le risorse statali non vengono infatti usate per servire i cittadini, bens? gli interessi delle varie caste che popolano l?Italia (giornalisti, dipendenti Alitalia, amministratori pubblici, etc.). Se le remore contro la macchina statale sono pi? che legittime, trovare nell?unit? d?Italia la causa originaria di questi problemi ? per? sbagliato.
E' il governo , lo stato che deve creare e tenere alimentato il senso nazionalistico .
Il cittadino deve avvertire la presenza amichevole dello stato . Non deve averne paura come oggigiorno ! Il cittadino non deve vedere lo stato come suo nemico !
Ed uno stato che ti dichiara COLPEVOLE FINO A PROVA CONTRARIA (A CARICO TUO) non ? uno stato amico .
Tutto parte dalle 1000 zecche che abbiamo votato in decenni ...
E' il governo , lo stato che deve creare e tenere alimentato il senso nazionalistico .
E su questo siamo perfettamente d'accordo! Ma se facciamo 2 Stati separati anzich? 1, dubito che la situazione cambi... Anzi, si avrebbero solo 2 popoli pi? piccoli e pi? facili da soggiogare!
E su questo siamo perfettamente d'accordo! Ma se facciamo 2 Stati separati anzich? 1, dubito che la situazione cambi... Anzi, si avrebbero solo 2 popoli pi? piccoli e pi? facili da soggiogare!
Si ? facile ipotizzare un'idea stando sul vago ma poi come ? giusto far notare , non abbiamo le competenze necessarie a saper come gestire queste idee .
Difatto , oggi come oggi non saprei quale forma di governo sarebbe migliore per la nazione ... Dittatura ? La storia insegna brutto . Il nostro opposto inverso ? comunque dannoso per la nazione ...
Mi fate morire... uno che vive in una regione privilegiata che prende foritssime sovvenzioni staltali e l'altro che ? un dipendente statale. Tutti a sputare sull'Italia.
Ma perch? non andate in un posto pi? di larghe vedute tipo la Corea del Nord?
Salvini ci ? andato e ha detto che si sta bene.
sono komunisti...non posso soffro ortikaria verso il "rosso"
Io chiederei a Garibaldi, che si ? fatto un mazzo per unirla.
Pi? che altro sarei favorevole ad uscire dall'UE.
L'Italia ? giusto che resti unita.
Unit? d'Italia: Garibaldi e le sue camicie rosse vanno alla conquista del regno borbonico
37
L'immaginario che l'Unit? d'Italia evoca non ? fatto solo di editti, promulgazioni e cambiamenti legislativo-amministrativi riguardo ai confini statali.
L'unit? della penisola italiana non si fece, infatti, solo sulla carta; al contrario la proclamazione fu preceduta sia dalla strategia politica che dalle azioni concrete.
Tra queste ultime, quella che ha maggiormente affascinato l'immaginario collettivo ? stata senz'altro la Spedizione dei Mille.
Un corpo di volontari protetti dal Piemonte e guidati da Giuseppe Garibaldi che, dopo essere partiti dalla spiaggia ligure di Quarto il 5 Maggio 1860, sbarcano a Marsala, in Sicilia, per adoperarsi nella conquista del Regno borbonico delle Due Sicilie col fine di annetterlo al Piemonte e conseguentemente al nascente stato italiano.
Una descrizione breve, quella sopra riportata, che per? lascia presagire quale possa essere stato l'eco storico di una tale impresa. A capitanarla, come abbiamo detto, era Giuseppe Garibaldi, l'Eroe dei Due Mondi e Libertador per diversi popoli latino americani.
Al suo comando un corpo di 1162 volontari che, indossando una camicia rossa e portando con s? vecchi fucili privi di munizioni e polvere da sparo, salparono su due battelli a vapore che viaggivano 'nascosti' all'ombra di alcune navi inglesi.
Un viaggio che termin? a Marsala, dove i mille sbarcarono per combattere il regno borbonico. La popolazione locale accolse di buon grado le camice rosse, che furono aiutare e sostenute.
Ma alla calorosa accoglienza seguirono battaglie dovute alla resistenza borbonica. Prima a Calatafimi, poi a Palermo, dove la battaglia dur? tre giorni ma termin? con la vittoria dei Mille. Una vittoria che diede forza alla poplazione, che cominci? ad insorgere e a unirsi alle truppe del Libertador.
La seconda fase della spedizione vide Garibaldi e i suoi seguaci pronti ad attraversare lo Stretto di Messina per poi sbarcare sulla terraferma della calabria e affrontare il resto del viaggio verso Napoli, Capitale del regno Borbonico.
I garibaldini entrarono a Napoli il 7 Settembre del 1960 e affront? l'ultima e decisiva battaglia, quella sul fiume Volturno. Napoli era conquistata e Garibald? pot? terminare la sua avanzata verso nord.
Nel frattempo, infatti, le truppe regolari piemontesi avevano cominciato a scendere la penisola, andando alla conquista delle Marche e dell'Umbria.
La fine vera e propria della spedizione fu sancita dallo storico incontro tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi nei pressi di Teano quando il Re prese possesso anche dell'Italia meridionale.
Io chiederei a Garibaldi, che si ? fatto un mazzo per unirla.
Pi? che altro sarei favorevole ad uscire dall'UE.
L'Italia ? giusto che resti unita.
Unit? d'Italia: Garibaldi e le sue camicie rosse vanno alla conquista del regno borbonico
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L'immaginario che l'Unit? d'Italia evoca non ? fatto solo di editti, promulgazioni e cambiamenti legislativo-amministrativi riguardo ai confini statali.
L'unit? della penisola italiana non si fece, infatti, solo sulla carta; al contrario la proclamazione fu preceduta sia dalla strategia politica che dalle azioni concrete.
Tra queste ultime, quella che ha maggiormente affascinato l'immaginario collettivo ? stata senz'altro la Spedizione dei Mille.
Un corpo di volontari protetti dal Piemonte e guidati da Giuseppe Garibaldi che, dopo essere partiti dalla spiaggia ligure di Quarto il 5 Maggio 1860, sbarcano a Marsala, in Sicilia, per adoperarsi nella conquista del Regno borbonico delle Due Sicilie col fine di annetterlo al Piemonte e conseguentemente al nascente stato italiano.
Una descrizione breve, quella sopra riportata, che per? lascia presagire quale possa essere stato l'eco storico di una tale impresa. A capitanarla, come abbiamo detto, era Giuseppe Garibaldi, l'Eroe dei Due Mondi e Libertador per diversi popoli latino americani.
Al suo comando un corpo di 1162 volontari che, indossando una camicia rossa e portando con s? vecchi fucili privi di munizioni e polvere da sparo, salparono su due battelli a vapore che viaggivano 'nascosti' all'ombra di alcune navi inglesi.
Un viaggio che termin? a Marsala, dove i mille sbarcarono per combattere il regno borbonico. La popolazione locale accolse di buon grado le camice rosse, che furono aiutare e sostenute.
Ma alla calorosa accoglienza seguirono battaglie dovute alla resistenza borbonica. Prima a Calatafimi, poi a Palermo, dove la battaglia dur? tre giorni ma termin? con la vittoria dei Mille. Una vittoria che diede forza alla poplazione, che cominci? ad insorgere e a unirsi alle truppe del Libertador.
La seconda fase della spedizione vide Garibaldi e i suoi seguaci pronti ad attraversare lo Stretto di Messina per poi sbarcare sulla terraferma della calabria e affrontare il resto del viaggio verso Napoli, Capitale del regno Borbonico.
I garibaldini entrarono a Napoli il 7 Settembre del 1960 e affront? l'ultima e decisiva battaglia, quella sul fiume Volturno. Napoli era conquistata e Garibald? pot? terminare la sua avanzata verso nord.
Nel frattempo, infatti, le truppe regolari piemontesi avevano cominciato a scendere la penisola, andando alla conquista delle Marche e dell'Umbria.
La fine vera e propria della spedizione fu sancita dallo storico incontro tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi nei pressi di Teano quando il Re prese possesso anche dell'Italia meridionale.
La storia ? quasi sempre triste, in modo particolare quella dove si narra di guerre, quella di Garibaldi non ? molto lontana, pensa che mio padre era del 1915, il padre di mio padre ovvero mio nonno (che non ho avuto il piacere di conoscere) ha vissuto quel periodo.
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