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storia della cagiva da GP

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    #46
    La Cagiva decise di salutare il suo pubblico che tanto l'aveva amata nella gara di casa.Tirata fuori la moto di kocinsky del 1994 da sotto un telo,fu chiamato Chili (pilota italiano moolto vicino alla casa,che non pilotava una 4 cilindri 2 tempi dal 1990..).Il venerd? si settano le sospensioni che erano in condizioni Kocinsky e non Chili.Risettato tutto come Chili voleva ,nelle qualifiche,con una moto ferma da 1 anno sotto un telo a Varese ,STAMPA UN 3? tempo in griglia con 1.54 basso a 3 decimi da Doohan.In gara purtroppo,vuoi per la foga di rimontare vuoi per altro,quando era secondo tira un bel drittone alla san donato.Riprende 12? e conclude la gara al 7 posto girando su tempi che solo doohan faceva.Ah,dimenticavo che si era messo dietro team yamaha e suzukuki ufificlai..per non parlare dell'Aprilia...Era avanti o no la cagiva?!?'

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      #47
      Originally posted by kaciaro
      mamma mia che staccatona bellissima foto.....
      eccovi la storia sportiva della cagiva che all'inizio per la verita' stento' parecchio poi sul piu' bello......
      http://www.gazzetta.it/speciali/moto...ri/20490.shtml
      Si dopo tanti sforzi lascio sul piu' bello.La moto esordi' nel 1978 se non sbaglio con motore Suzuki pilota Lucchinelli.Quella tutta italiana esordi' nel 1981, pilota Ferrari.A Misano vidi i primi collaudi.Il primo anno nel mondiale non fece nemmeno un punto, l'anno dopo con Jon Ekerold 1 punto.

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        #48
        e questa ve la ricordate?



        c591 con telaio e forcellone in carbonio

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          #49
          storia della cagiva da GP

          non so se ? gi? stata postata qualche discussione simile, in tal caso chiedo ai mod di agire in totale libert?

          articoli recuperati da motociclismo.it

          Cagiva 500 GP 1981/1990: orgogliosa passione

          3 vittorie, 11 podi, 6 pole position e 3 giri pi? veloci. E? il bilancio della storia agonistica delle Cagiva da Gran Premio, cominciata sul vecchio Nurburgring il 24 agosto 1980 e conclusa il 9 ottobre 1994 a Barcellona, sul circuito di Catalunya al termine del GP d?Europa. I piloti di quell?anno erano gli americani John Kocinski e Doug Chandler, il primo dei quali concluse il Campionato in terza posizione alle spalle di Luca Cadalora su Yamaha, grazie alla vittoria nel GP d?Australia, un discreto numero di podi e tante gare concluse a punti.
          L?ultima apparizione ? del 1995, al GP d?Italia, portata in pista da Pierfrancesco Chili che si qualific? con il terzo tempo e fece una gara bellissima mancando il podio per un banale errore. La storia si concluse quando i fratelli Castiglioni decisero di dirottare le risorse umane e finanziarie sulla nuova MV Agusta a 4 tempi.
          Peccato, perch? la svolta cominciata con l?arrivo di Eddie Lawson alla fine del 1990 (che a 33 anni poteva vantare 4 titoli iridati e 30 vittorie con Honda e Yamaha) faceva intravvedere il momento della ?riscossa? dopo i sofferti anni delle moto poco competitive e dei piloti demotivati. Il sogno di Lawson, concludere la sua strabiliante carriera vincendo in sella alla Cagiva, si avver? il 12 agosto 1992 al GP d?Ungheria, sull?Hungaroring. La strada era indicata. La Cagiva era competitiva e da quel momento poteva solo ?crescere?.
          Ma partiamo con ordine, da quel Reparto Corse di Schiranna dove venivano preparate le Aermacchi Harley-Davidson con cui Walter Villa negli anni Settanta vinse 4 titoli mondiali nella classe 250/350.

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            #50

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              #51
              Al GP di Germania del 1980, la Cagiva si presenta con la prima moto interamente costruita a Schiranna. La porta in pista Virginio Ferrari (vice campione della classe 500 appiedato dal Team Zago) ed ? un ibrido su base Yamaha TZ 500. Non ci sono grandi aspettative, gli uomini Cagiva vogliono portare a termine il GP. Ferrari si qualifica nelle ultime posizioni e in gara si ritira dopo un giro?

              E? il 1981 l?anno in cui scende in pista la prima vera Cagiva, motore compreso. E? un 4 cilindri in linea con alimentazione a 4 dischi rotanti. Il telaio ? un classico doppia culla in tubi tondi di acciaio. Debutta in gara, sempre con Virginio Ferrari in Germania, ad Hockenheim. In prova ottiene il 44? tempo e chiude la gara 30?. La stagione prosegue sugli stessi toni, con il migliore risultato ottenuto al GP di San Marino dove Ferrari conclude 19?.

              Il 1982 segna una svolta tecnica ed il primo amaro tradimento. Vengono ingaggiati l?olandese Van Dulmen e Massimo Broccoli come pilota-collaudatore. L?olandese per?, alla vigilia del campionato, abbandona la squadra e passa alla Yamaha. Approda cos? alla Cagiva il sudafricano Jon Ekerold, reduce da una stagione poco fortunata ma ex Campione del Mondo della 350. La moto ? tutta nuova: il motore ? un 4 cilindri in quadrato, molto inclinati in avanti, ancora con alimentazione a dischi rotanti disposti per? ai lati del carter come sulle Suzuki RG 500.
              Il telaio ? un doppia culla chiusa in tubi quadri d?alluminio, come sulle Yamaha e Suzuki ufficiali di quell?anno (e successivamente sulla NS 500 3 cilindri seconda versione).
              Jon Ekerold durante la stagione dispensa soddisfazioni. In sella alla 4 cilindri italiana si qualifica bene e conclude le gare, regalando alla Cagiva il primo punto iridato (decimo posto) nell?ultimo GP della stagione, ad Hockenheim.

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                #52

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                  #53
                  Originally posted by bastich
                  e questa ve la ricordate?



                  c591 con telaio e forcellone in carbonio
                  COME NO SVILUPPATO INSIEME ALLA FERRARI

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                    #54

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                      #55

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                        #56
                        Per il campionato 1983, i fratelli Castiglioni puntano in alto e investono in una nuova moto che per? arriva solo a stagione gi? iniziata. Viene confermato Jon Ekerold ed ingaggiato nuovamente Virginio Ferrari, di ritorno da una deludente stagione in sella alla Suzuki. I rapporti tra Ekerold e la squadra si guastano, i risultati non arrivano (forse per la macanza della nuova moto) e cos? il sudafricano viene licenziato. Termina la stagione il solo Ferrari, alle prese con una moto inguidabile.

                        La nuova 4C3 ha il motore della versione precedente che per? assolve ora anche ad una funzione semiportante: anterioremente c?? una struttura che ingloba il cannotto di sterzo imbullonata al propulsore, fasciato posteriormente da una grossa piastra che funge da attacco a tutto il retrotreno.
                        Ferrari, esasperato da un mezzo assolutamente non all?altezza, chiede ed ottiene un pi? tradizionale telaio in tubi quadri d?alluminio che arriva per? quando la stagione ? ormai compromessa.

                        Il 1984, se possibile, ? ancora pi? disastroso. Virginio Ferrari passa al team Yamaha-Agostini come seconda guida di Eddie Lawson e cos? i Castiglioni ingaggiano nuovamente Marco Lucchinelli che torna alla Cagiva dopo 5 anni durante i quali ha vinto un titolo mondiale della classe 500 (con la Suzuki) e combinato poco in sella alla Honda NS 3 cilindri.
                        Promette vittorie e successi ma la realt? e ben pi? mesta. Si qualifica con l?8? tempo alla 200 Miglia di Imola ma nelle gare del Mondiale alterna prove opache ad assenze ingiustificate, con episodio culminante durante il GP di Francia: interviene dopo l?incidente accaduto a Franco Uncini, litiga con un medico e, richiamato dalla direzione gara che lo vuole multare, lascia la Cagiva in imbarazzo e torna a casa.
                        Peccato perch? la moto non era poi cos? male, il telaio doppia culla in tubi quadri d?alluminio era pi? compatto e leggero ed il motore sviluppava 132 CV. Prende il posto di Lucchinelli, lo specialista francese dell?Endurance, Herv? Moineau che, nonostante fosse privo di esperienza con le 500 quattro cilindri a due tempi, conquista il decimo posto al GP di Jugoslavia. Successivamente infortunatosi, lascia il posto ad un altro francese: Pierre Boll?.

                        E? nel 1985 che avviene un?altra svolta tecnica. Confermato Lucchinelli e nuovamente ingaggiato Virginio Ferrari, nasce una moto completamente nuova, con propulsore V4 di 90? a due alberi motore controrotanti ed alimentazione a lamelle. Il telaio segue lo schema Deltabox delle Yamaha ufficiali.
                        La vittoria di Lucchinelli nella prova di apertura del Campionato Europeo fa ben sperare ma nel mondiale i risultati sconfortanti convincono il team ed i fratelli Castiglioni che occorre un esperimento per verificare quanto l?insuccesso dipenda dalla moto e quanto dai piloti.

                        Il 19 ed il 20 agosto 1985 sale sulla Cagiva 500, per un test sulla pista di Misano Adriatico, il tre volte Campione del Mondo Kenny Roberts. Il ?marziano? si fa realizzare un assetto come piaceva a lui (molto caricato sull?avatreno) e inanella molti giri, facendo registrare tempi di assoluto rilievo e dando un giudizio lusinghiero sulla moto. Era il segnale che serviva alla Cagiva: ci volevano piloti motivati.

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