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L’auto elettrica ci salverà, ma chi ci salverà dall’auto elettrica?

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    #1

    L’auto elettrica ci salverà, ma chi ci salverà dall’auto elettrica?

    L’aumento della domanda di vetture elettriche sta rendendo sempre più evidente i problemi di una filiera sostenuta da scelte politiche non consapevoli e non in grado di valutare le conseguenze di un così drastico cambiamento nei nostri consumi. Un esempio? Perché un’auto elettrica produca un effettivo vantaggio ambientale, deve percorrere almeno 76mila chilometri su suolo europeo, 115mila negli USA e 289mila in Cina. Come dice Akio Toyoda, presidente di Toyota: “In questo momento, più veicoli elettrici produciamo e più crescono le emissioni di anidride carbonica”. Ma davvero in pochi sembrano averlo capito sul serio

    “I veicoli elettrici sono sopravvalutati”. Sono queste le parole pronunciate con i toni e i tempi di una sentenza da Akio Toyoda, patron del colosso automobilistico Toyota e presidente della Japan Automobile Manufacturers Association. Durante una recente conferenza stampa, Toyoda ha, infatti, espresso quella che sta divenendo la più diffusa obiezione all’entusiastico e “frettoloso” passaggio alle auto elettriche. Passaggio che – sostiene – rischia di “portare al collasso l'attuale modello di business dell'industria automobilistica”.

    Partendo dalla manifestazione di ostilità “all’eccessivo clamore” che circonda il comparto elettrico, Toyoda ha fatto luce su quella che ritiene una troppo generica “mancanza di valutazioni sulle conseguenze”, potenzialmente ben più pesanti per l’ambiente rispetto all’ibrido. Questo per via delle emissioni di anidride carbonica che arrivano dalla generazione di elettricità. Tanto che l’evidenza sul fronte dei dati sarebbe inequivocabile: per un effettivo vantaggio ambientale, devono esserci ben 76mila chilometri percorsi con un modello completamente elettrico su suolo europeo; chilometri che salgono a 115mila negli USA, molto meno “green” sul fronte elettricità ma mai quanto la Cina, dove i chilometri balzano addirittura a 289mila. Toyoda ha inoltre realizzato una verosimile stima che considera l’ipotesi di un passaggio interamente a batteria in Giappone, evidenziando costi insostenibili ad oggi, racchiusi tra i 165 e i 438 miliardi di euro.

    Ma Toyoda non rappresenta affatto l’unico vertice di settore dal quale arrivano perplessità e preoccupazione circa l’elettrico. È il caso di Franz Fehrenbach, capo del consiglio di sorveglianza di Bosch, che ha etichettato la tendenza dell’Unione Europea a dare enormi attenzioni e “precedenze” al passaggio all’elettrico “non giustificata”, identificando quello attuale come uno scenario globale per nulla pronto, con conseguenze che potrebbero essere estremamente penalizzanti e di certo “non neutrali per il clima”.

    Mentre Mate Rimac, fondatore dell’omonima casa automobilistica croata che produce vetture elettriche ad elevate prestazioni, si è detto completamente contrario al pensiero di un passaggio visto come destinato a salvare l’ambiente, lanciando persino alternative completamente off-topic, per rendere il grado della sua avversità: “Se si vuole fare qualcosa di immediato per l’ambiente, bisogna smettere di mangiare carne. Le auto elettriche – e lo dice uno che le produce – non spostano nemmeno di un millimetro l’ago della bilancia”. Dalla Svezia invece arriva da un altro colosso strettamente legato al comparto elettrico l’ammissione di un contesto impreparato: Polestar – marchio sportivo che fa capo a Volvo – ha apertamente dichiarato l’obiettivo di essere trasparente con i consumatori, e lo ha fatto tramite una nota pubblica: “Le case automobilistiche in passato non sono state chiare con i consumatori circa l’impatto ambientale dei loro prodotti, che ad oggi non è abbastanza buono”.

    Per riassumere la questione nella maniera più didascalica e spicciola possibile, si potrebbe affermare con un certo grado di certezza che, ad oggi, l’elettricità prodotta fuori dall’Europa non è affatto pulita. La questione però non è divisibile per aree geografiche, visto che la percentuale più alta di batterie su scala globale arriva dall’Asia, e rifornisce colossi dell’automotive in tutto il mondo, specie in Europa. In Asia però, come sottolineavamo sopra, l’energia è enormemente meno sostenibile e ben più ricca di CO2, con impatti sull’ambiente molto dannosi.

    La morale? Secondo molti – tra cui appunto il patron di Toyota – si tratta di un bilancio al momento insostenibile. Tradotto: il gioco non vale la candela; troppi i costi, troppi gli oneri, troppi i Paesi del tutto sprovvisti di strutture e know-how. Al punto che un effettivo rapido passaggio porterebbe più danni che benefici, come ben riassunto dalle parole di Akio Toyoda:

    “Quando i politici dicono 'liberiamoci di tutte le auto che usano la benzina', capiscono cosa stanno davvero dicendo e cosa questo potrebbe significare adesso? In questo momento, più veicoli elettrici produciamo e più crescono le emissioni di anidride carbonica, con il rischio concreto che l’attuale modello di business dell'industria automobilistica collassi del tutto…”.

    La soluzione? Non arriverà oggi ma di certo neanche a distanza di anni. Occorre avviare un massiccio lavoro globale che punti a una produzione di elettricità green e un adeguamento delle infrastrutture dedicate, che specie in scenari come quello statunitense e asiatico vuol dire proposte politiche, investimenti quantificabili in trilioni e coinvolgimento di migliaia di compagnie ed enti governativi.

    Ma anche una volta fatto tutto ciò, per molti resta ancora difficile immaginare un futuro fatto di sole auto ad emissioni zero.

    Fonte mowmag.com

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    #2
    Difficile farlo capire da chi si sente alternativo solo perchè non mangia carne o va a lavoro con l'auto a pile...

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      #3
      Allo stato attuale credo si faranno morti illustri soprattutto in quelle fasce di mercato dove si fanno pochi utili per esemplare (e sportive di nicchia a parte l'altro imputato è il mass market) . Non so se le case stanno aspettando di arrivare ad un punto di non ritorno per mettere alle strette la comunità europea ( o si cambiano le leggi o chiudiamo), ma il giochino "del danno minore" ( vendere in perdita piuttosto che pagare le multe) non puo andare avanti in eterno

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        #4
        leggo tante di quelle stronzate che certe volte mi è difficile essere moderato

        Ripeto, per chi se lo è perso, non sono un GREEN e il blocco vendita delle auto ICE lo trovo una gran cazzata, anche perché secondo me dal 2025 in poi una ICE nella mobilità sarà poco appetibile di suo.

        Già ora senza le BEV si va verso una uscita di scena della grandi case dal mercato delle piccole utilitarie visto che ci sono margini risicati e più di tanto non riescono ad abbassare le emissioni(cioè una 500mhev ha 115g), anzi con le BEV si potrebbe aprire il mercato delle micro visto che la potenza nei bev è a basso costo.
        In Cina una della auto BEV più vendute è uno scatolotto di dimensioni simili alla smart.

        Quelle statistiche dei km da fare per pareggiare le emissioni sono stati fatti alla ***** di cane, già ora in Eu sono meno di 30k e la Cina ha un piano per abbassare la dipendenza dal Carbone già in atto.
        Nel 2020 tra Idro e rinnovabili ha raggiunto quasi il 30% e non si stanno fermando e BTW non puntano solo sulle batterie, l'H sarà molto importante in Cina anche come riserva/accumulatori/produzione di energia.

        La tecnologia delle batterie con tutti i soldi che stanno investendo ora, visto che il mercato sta iniziando ad animarsi, probabilmente accelererà.

        Ci sarà un costo sociale da pagare? Certo ma se non abbassiamo le emissioni il costo sociale ci sarà lo stesso.

        Poi non so voi ma io odio respirare i gas di scarico nel traffico.

        Il costo inziale di una BEV probabilmente sarà sempre superiore visto che c'è il costo della batteria ma con un TCO che man mano sarà sempre minore.
        Quando nel 2025 ci saranno batterie da 50kWh al costo di ~3500$ che peseranno poco più di 200kg se VW/STellantis/RenaultNissan/Koreane /Toyota non faranno utilitarie da 15k €(costo attuale senza considerare inflazione) con accessori "base" sarà solo per loro volontà.

        PS:
        Per le batterie io parlo sempre di costi al costruttore
        Ultima modifica di Carlito27; 03-02-21, 17:32.

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          #5
          A mio avviso le auto puramente elettriche in citta' hanno molto senso, oltre agli scarichi ce da considerare anche il rumore, mentre attualmente l'autonomia per un uso a 360 gradi penalizza ancora un po l'uso.
          In ogni caso oramai tutte le case sembrano puntare molto su queste motorizzazioni, un po quando puntarono sul diesel e tutti a comprarle, ora il futuro sara' quello, anche perche' per far cambiare le auto c'e' bisogno di qualcosa di diverso.
          P.s. in ogni caso sento in giro ancora molto ignoranza in materia di auto elettriche a partire dai venditori(sara' che sono 30anni che lavoro sui motori elettrici) ma ogni tanto sento delle castronerie che mi fanno rabbrividire!!!!

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            #6
            Yep l'elettrica in questo momento non è adatta a tutti ma può fare quasi tutto.
            Cioè io non mi sognerei mai di consigliare a uno che fa centinaia di km al giorno e su autostrada una bev attuale, nemmeno le Tesla.
            La si può utilizzare ma non è molto comoda, quando tra tot anni ci saranno punti di ricarica sufficienti è un altro discorso, perché in quel caso la si potrebbe caricare ad ogni sosta programmata.
            In ogni caso oramai tutte le case sembrano puntare molto su queste motorizzazioni,
            Sono costretti a farlo per le emissioni soprattutto in previsione del 2025.

            Le PHEV nel mentre possono servire per abbassare la CO2 totale ma con il tempo il costo(per loro) di una BEV sarà inferiore a una PHEV che secondo me non devono comunque sparire perché ci sono sempre i casi limite dove una BEV pura non può essere usata.
            in ogni caso sento in giro ancora molto ignoranza in materia di auto elettriche a partire dai venditori(sara' che sono 30anni che lavoro sui motori elettrici) ma ogni tanto sento delle castronerie che mi fanno rabbrividire!!!!

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              #7
              In realtà che siano troppo silenziose in urbano è un pericolo, soprattutto ora che stiamo tutti con la capa nello smartphone..
              C'era una proposta per far installare un avvisatore acustico non so in che direzione sia andata la cosa

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                #8
                Tutte le auto vendute da una certa data del 2019 in poi hanno le casse per il segnale acustico.
                Ora se non sbaglio per quelle vendute è obbligatorio attivarlo.
                La 500e per esempio nei primi secondi di marcia ha la musica di Amarcord

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                  #9
                  ah mi ero dimenticato alche quelle vecchie dovrebbero avere una data per mettersi in regola.

                  edit
                  Ho controllato ed è poco chiara la cosa sulle auto vecchie, in teoria l'obbligo è solo per i costruttori

                  Mi sembra strano sta cosa visto che è un sistema di sicurezza, boh XD
                  Ultima modifica di Carlito27; 10-02-21, 16:23.

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                    #10
                    Originariamente inviato da monikaf Visualizza il messaggio
                    L’aumento della domanda di vetture elettriche sta rendendo sempre più evidente i problemi di una filiera sostenuta da scelte politiche non consapevoli e non in grado di valutare le conseguenze di un così drastico cambiamento nei nostri consumi. Un esempio? Perché un’auto elettrica produca un effettivo vantaggio ambientale, deve percorrere almeno 76mila chilometri su suolo europeo, 115mila negli USA e 289mila in Cina. Come dice Akio Toyoda, presidente di Toyota: “In questo momento, più veicoli elettrici produciamo e più crescono le emissioni di anidride carbonica”. Ma davvero in pochi sembrano averlo capito sul serio

                    “I veicoli elettrici sono sopravvalutati”. Sono queste le parole pronunciate con i toni e i tempi di una sentenza da Akio Toyoda, patron del colosso automobilistico Toyota e presidente della Japan Automobile Manufacturers Association. Durante una recente conferenza stampa, Toyoda ha, infatti, espresso quella che sta divenendo la più diffusa obiezione all’entusiastico e “frettoloso” passaggio alle auto elettriche. Passaggio che – sostiene – rischia di “portare al collasso l'attuale modello di business dell'industria automobilistica”.

                    Partendo dalla manifestazione di ostilità “all’eccessivo clamore” che circonda il comparto elettrico, Toyoda ha fatto luce su quella che ritiene una troppo generica “mancanza di valutazioni sulle conseguenze”, potenzialmente ben più pesanti per l’ambiente rispetto all’ibrido. Questo per via delle emissioni di anidride carbonica che arrivano dalla generazione di elettricità. Tanto che l’evidenza sul fronte dei dati sarebbe inequivocabile: per un effettivo vantaggio ambientale, devono esserci ben 76mila chilometri percorsi con un modello completamente elettrico su suolo europeo; chilometri che salgono a 115mila negli USA, molto meno “green” sul fronte elettricità ma mai quanto la Cina, dove i chilometri balzano addirittura a 289mila. Toyoda ha inoltre realizzato una verosimile stima che considera l’ipotesi di un passaggio interamente a batteria in Giappone, evidenziando costi insostenibili ad oggi, racchiusi tra i 165 e i 438 miliardi di euro.

                    Ma Toyoda non rappresenta affatto l’unico vertice di settore dal quale arrivano perplessità e preoccupazione circa l’elettrico. È il caso di Franz Fehrenbach, capo del consiglio di sorveglianza di Bosch, che ha etichettato la tendenza dell’Unione Europea a dare enormi attenzioni e “precedenze” al passaggio all’elettrico “non giustificata”, identificando quello attuale come uno scenario globale per nulla pronto, con conseguenze che potrebbero essere estremamente penalizzanti e di certo “non neutrali per il clima”.

                    Mentre Mate Rimac, fondatore dell’omonima casa automobilistica croata che produce vetture elettriche ad elevate prestazioni, si è detto completamente contrario al pensiero di un passaggio visto come destinato a salvare l’ambiente, lanciando persino alternative completamente off-topic, per rendere il grado della sua avversità: “Se si vuole fare qualcosa di immediato per l’ambiente, bisogna smettere di mangiare carne. Le auto elettriche – e lo dice uno che le produce – non spostano nemmeno di un millimetro l’ago della bilancia”. Dalla Svezia invece arriva da un altro colosso strettamente legato al comparto elettrico l’ammissione di un contesto impreparato: Polestar – marchio sportivo che fa capo a Volvo – ha apertamente dichiarato l’obiettivo di essere trasparente con i consumatori, e lo ha fatto tramite una nota pubblica: “Le case automobilistiche in passato non sono state chiare con i consumatori circa l’impatto ambientale dei loro prodotti, che ad oggi non è abbastanza buono”.

                    Per riassumere la questione nella maniera più didascalica e spicciola possibile, si potrebbe affermare con un certo grado di certezza che, ad oggi, l’elettricità prodotta fuori dall’Europa non è affatto pulita. La questione però non è divisibile per aree geografiche, visto che la percentuale più alta di batterie su scala globale arriva dall’Asia, e rifornisce colossi dell’automotive in tutto il mondo, specie in Europa. In Asia però, come sottolineavamo sopra, l’energia è enormemente meno sostenibile e ben più ricca di CO2, con impatti sull’ambiente molto dannosi.

                    La morale? Secondo molti – tra cui appunto il patron di Toyota – si tratta di un bilancio al momento insostenibile. Tradotto: il gioco non vale la candela; troppi i costi, troppi gli oneri, troppi i Paesi del tutto sprovvisti di strutture e know-how. Al punto che un effettivo rapido passaggio porterebbe più danni che benefici, come ben riassunto dalle parole di Akio Toyoda:

                    “Quando i politici dicono 'liberiamoci di tutte le auto che usano la benzina', capiscono cosa stanno davvero dicendo e cosa questo potrebbe significare adesso? In questo momento, più veicoli elettrici produciamo e più crescono le emissioni di anidride carbonica, con il rischio concreto che l’attuale modello di business dell'industria automobilistica collassi del tutto…”.

                    La soluzione? Non arriverà oggi ma di certo neanche a distanza di anni. Occorre avviare un massiccio lavoro globale che punti a una produzione di elettricità green e un adeguamento delle infrastrutture dedicate, che specie in scenari come quello statunitense e asiatico vuol dire proposte politiche, investimenti quantificabili in trilioni e coinvolgimento di migliaia di compagnie ed enti governativi.

                    Ma anche una volta fatto tutto ciò, per molti resta ancora difficile immaginare un futuro fatto di sole auto ad emissioni zero.

                    Fonte mowmag.com
                    Ma perché si parla sempre e solo di anidride carbonica? Gli inquinanti sono scomparsi?

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                      #11
                      Originariamente inviato da Torakiky Visualizza il messaggio

                      Ma perché si parla sempre e solo di anidride carbonica? Gli inquinanti sono scomparsi?
                      Per l'Accordo di Parigi, gli inquinanti ci sono sempre e man mano le case devono pure diminuire le emissioni ma le riescono a "controllare più facilmente"

                      Con la CO2 non è puoi fare qualcosa di diverso che elettrificare, che sia FCEV, BEV, HEV ecc
                      L'unica cosa sono usare i biocarburanti

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                        #12
                        Originariamente inviato da Carlito27 Visualizza il messaggio
                        Per l'Accordo di Parigi, gli inquinanti ci sono sempre e man mano le case devono pure diminuire le emissioni ma le riescono a "controllare più facilmente"

                        Con la CO2 non è puoi fare qualcosa di diverso che elettrificare, che sia FCEV, BEV, HEV ecc
                        L'unica cosa sono usare i biocarburanti
                        Ho capito, ma l'elettrico azzera anche quelli, non solo la CO2

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                          #13
                          Originariamente inviato da Torakiky Visualizza il messaggio

                          Ho capito, ma l'elettrico azzera anche quelli, non solo la CO2
                          sisi certo ma come ho detto sono le restrizioni sulla CO2 che costringono i costruttori a usare l'elettrico, per le atre emissioni stanno usando sistemi che più o meno funzionano, per esempio ci sono auto che sono talmente sotto ai limii di NOx (in fsase di omologazione)che sono diventati un non problema.
                          In teoria l'elettrico diminuisce anche il particolato dei freni.



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                            #14
                            Originariamente inviato da Carlito27 Visualizza il messaggio
                            Tutte le auto vendute da una certa data del 2019 in poi hanno le casse per il segnale acustico.
                            Ora se non sbaglio per quelle vendute è obbligatorio attivarlo.
                            La 500e per esempio nei primi secondi di marcia ha la musica di Amarcord
                            Ah, ma veramente? No perché mia moglie ha comprato un Smart eq a fine estate e nessuno le ha detto niente.
                            Cmq non è che non si senta proprio per niente eh, un pò sibila.
                            Però domani chiamo Mercedes per informarmi, grazie Carlito

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                            • Font Size
                              #15


                              Originariamente inviato da Carlito27 Visualizza il messaggio

                              sisi certo ma come ho detto sono le restrizioni sulla CO2 che costringono i costruttori a usare l'elettrico, per le atre emissioni stanno usando sistemi che più o meno funzionano, per esempio ci sono auto che sono talmente sotto ai limii di NOx (in fsase di omologazione)che sono diventati un non problema.
                              In teoria l'elettrico diminuisce anche il particolato dei freni.


                              In realtà ni, le nuove norme sono molto stringenti al punto che anche i benzina ad iniezione diretta hanno bisogno di una sorta di fap, mentre per ora sono salvi i pfi.


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