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Voi e la pista

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  • #61
    Annette la tua prima volta in pista é stata davvero un incubo!
    Anche io ricordo il periodo del trofeo Motocicliste, quante volte ho sognato anche io di farne parte! Non commento il tuo "istruttore", chiamarlo cosí é un'offesa per gli altri, che somaro.
    Meno male che la tua passione per le moto ha vinto su tutto e ti sei rifatta alla grande!

    A quando un corso per noi ragazze DDG?

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    • #62
      Originally posted by annette View Post

      Azzo Anna eri anche un pò più cessa qua.. vedi che ad andare in moto ti ha pure fatto bene! Daghe!

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      • #63
        Originally posted by annette View Post
        Io riporto qui la mia prima volta -tragica- in pista... (vi avviso che è lungo)
        Per fortuna poi la mia testa dura mi ha portato a rimettere le ruote tra i cordoli, ma diciamo che questa brutta esperienza mi ha rallentato e non poco la mia "evoluzione"

        Ed ecco la mia prima VERA volta in pista…dopo quella “in coppia” con il grande Piro a Monza, spinta da quella scarica di adrenalina, ho deciso di cimentarmi personalmente tra i cordoli.





        C’è da fare una premessa…la mia situazione di allora era questa: felice posseditrice di una Hornet 600, uso prettamente casa-lavoro e turismo, qualche bel motoraduno alle spalle, ma di certo la mia andatura era (orgogliosamente) da bradipa.




        Ammiravo sognante le pilote dell’allora Trofeo Motocicliste, in particolar modo mi colpì questa foto, e proprio su questa foto sognavo di essere anche io una pilota tra i cordoli, strisciare il ginocchio e staccare al limite, battagliare con altre ragazze e cibarmi di adrenalina. Ma siccome il mio stato di motociclista “racing” era del tutto embrionale, direi proprio ideale, da qualche parte avrei dovuto iniziare.

        Grazie al forum Z-italia, mi iscrissi ad una giornata di prove libere ad Adria, storica pista di medie dimensioni in provincia di Rovigo, con la possibilità di fare un corso di guida. Cosa che ritenevo -e ritengo tuttora- indispensabile per approcciarsi al meglio la prima volta in pista.

        Quell’anno mi ero equipaggiata acquistando una tuta usata, gli stivali mi furono regalati da un amico, e il casco addirittura mi fu prestato perché avevo solo il modulare per girare per strada.

        Era precisamente il 14 settembre 2005, la notte prima non avevo praticamente dormito. Ero dai miei per il we, abitando a pochi kilometri dal circuito mi alzai molto presto la mattina, con un continuo sfarfallio allo stomaco, presi la mia moto e le mie grandi aspettative, e partii con l’aria fresca del mattino in direzione di Adria. Ricordo che durante il tragitto rivedevo tutte le foto delle pilote Motocicliste, le loro interviste, ed ero certa che da li all’anno successivo ci sarei stata anche io in quelle foto, avrei raccontato loro la mia storia, e da li a poco sarei diventata anche io una pilota vera!


        Con un gruppetto di amici di forum ci ritrovammo nel fantastico paddok di Adria, espletate le solite formalità, mi aiutarono a togliere gli specchietti, e mi affidarono un “istruttore”.

        E qui arriva la parte meno bella della storia. Il primo ingresso fu un vero e proprio TRAUMA. Fu preceduto da una breve, brevissimo, insignificante briefing, e si svolse in mezzo alle prove libere ovviamente aperte a tutti. Io ero letteralmente terrorizzata.

        Non sapevo dove ero, non sapevo cosa fare, non sapevo dove andare, questo pseudo “istruttore” si dileguò in 3 curve, ero praticamente abbandonata a me stessa.

        Restai dentro forse forse 3-4 giri, ma giusto il tempo di capire da che parte dovevo uscire!

        No…così proprio non andava!

        Raggiunsi l’”istruttore”, che mi liquidò brevemente perché doveva entrare con altri allievi.

        Attesi mestamente il 2° ingresso, mi venne detto di “accelerare, perchè non dirmi che in autostrada vai così piano” e ricordo che risposi “no, ma in autostrada non ci sono delle curve del genere!”

        Ero ingenua e impreparata, non sapevo veramente nulla della guida in pista, e quasi controvoglia mi ributtai nella mischia.

        Convinta di non voler “deludere” il preparatissimo “istruttore”, raggiunsi la “folle” velocità di 150 km/h in rettilineo, arrivata alla staccata, abituata com’ero per strada -il più delle volte viaggiando in 2- feci una bella frenata, usando l’anteriore ma soprattutto il freno posteriore.

        La moto si scompose leggermente, ma in quel momento mi sembrò di scodare come una lucertola a cui avevano mozzato la coda. In preda al panico feci un dritto, e mi fermai tremante sulla via di fuga.

        Si affiancò l’”istruttore”, lo guardai con gli occhi spalancati, e la frase che gli uscì dal casco fu:

        “Ma hai frenato col posteriore? Ma sei S-T-U-P-I-D-A???”

        Ecco…li mi sentii veramente morire di vergogna.

        Uscii dalla pista, raggiunsi i miei amici e scoppiai in un pianto disperato.

        In quel momento sentii dentro di me un fragoroso rumore di sogni infranti…si, tutte le aspettative che mi ero fatta, tutti i miei viaggi mentali, le mie aspirazioni, spazzate via in pochi minuti.

        Capii che non ero fatta per quel mondo. Quell’uomo mi fece veramente sentire una stupida, per aver pensato che fosse così semplice realizzare il proprio sogno, che bastava qualche turno per diventare pronta per affrontare gare e campionati, strusciare saponette e duellare con gli avversari.

        Mi rifiutavo di rientrare, avevo paura, avevo vergogna, volevo solo tornare a casa.

        Fortunatamente verso la fine della giornata Marcello, Billy e Alessio mi convinsero a fare un ultimo ingresso con loro, scortata da questi 3 angeli custodi, ma purtroppo non riuscirono a cambiare le sensazioni e l’amaro in bocca che avevo dentro.

        Quella -pessima- esperienza di prima volta in pista, quel -ancora più pessimo- “istruttore” mi bloccarono del tutto, e ci vollero ben 2 ANNI per ritornare a provarci.

        Ora riguardo la me di allora, e provo tanta tenerezza, vorrei dirle che in realtà non aveva nulla di sbagliato, aveva solo seguito il suo istinto, ma non aveva capito di aver affrontato in maniera sbagliata la sua prima volta. Aveva solo scelto l’occasione e soprattutto l’”istruttore” sbagliato!

        Quanti SE potrebbero scaturire da questa storia!

        Ma non voglio rimpiangere quello che ormai non si può sistemare, ma voglio solo dare un messaggio a tutti (ma soprattutto a tuttE) quelli che vogliono provare ad andare in pista -o affrontare nuove esperienze in generale-: affidatevi sempre a persone COMPETENTI e PROFESSIONALI!

        Il miglior approccio è si un corso di guida in pista, ma bisogna scegliere attentamente con chi farlo, perché la responsabilità che ha un istruttore nei confronti dei suoi allievi (soprattutto neofiti alle prime armi) è molto più grande di quello che si può pensare, soprattutto a livello mentale. L’ho capito in prima persona con questa esperienza, e l’ho ancor più fatto mio successivamente quando diventai io stessa un istruttrice.
        Sei andata poi a sputare in faccia al pseudo istruttore? Che merda di uomo Complimenti per la tenacia

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        • #64
          Originally posted by siela View Post
          Annette la tua prima volta in pista é stata davvero un incubo!
          Anche io ricordo il periodo del trofeo Motocicliste, quante volte ho sognato anche io di farne parte! Non commento il tuo "istruttore", chiamarlo cosí é un'offesa per gli altri, che somaro.
          Meno male che la tua passione per le moto ha vinto su tutto e ti sei rifatta alla grande!

          A quando un corso per noi ragazze DDG?
          Quando volete! Quest'anno se tutto va secondo i piani dovrei riprendere tutto quello messo in pausa l'anno scorso, tra cui anche l'attività di istruttrice!

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          • #65
            Ma quella a sinistra..... è ilaria? BIGILO PS.... PAURA vera quella con le tette tatuate sulla tuta..... C'erano classifiche separate ETERO e non? ah,ah..

            Last edited by mito22; 15-01-19, 17:11.

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            • #66
              Finalmente la mia cavalla ha provato il suo nuovo vestito! Sono carene di seconda mano ma sono state usate pochissimo , sono veramente perfette intonse!
              Guardate un pò!!





              Comment


              • #67
                Originally posted by Simona199 View Post
                Finalmente la mia cavalla ha provato il suo nuovo vestito! Sono carene di seconda mano ma sono state usate pochissimo , sono veramente perfette intonse!
                Guardate un pò!!





                Belle.. pagate tanto? Sembrano nuove!

                Comment


                • #68
                  Originally posted by mito22 View Post

                  Belle.. pagate tanto? Sembrano nuove!
                  Si sono praticamente nuove di pacca, che culo ahaha! Ah bo il costo andrà a sommarsi agli altri lavoretti in corso d'opera ma il Boccelli tratta sempre bene la sua giovane pilota ombrellina!

                  Comment


                  • #69
                    Originally posted by Simona199 View Post

                    Si sono praticamente nuove di pacca, che culo ahaha! Ah bo il costo andrà a sommarsi agli altri lavoretti in corso d'opera ma il Boccelli tratta sempre bene la sua giovane pilota ombrellina!
                    Eh vedi massimo? Ci vede lungo oltre a darci gas!

                    Comment


                    • #70
                      Originally posted by annette View Post
                      Io riporto qui la mia prima volta -tragica- in pista... (vi avviso che è lungo)
                      Per fortuna poi la mia testa dura mi ha portato a rimettere le ruote tra i cordoli, ma diciamo che questa brutta esperienza mi ha rallentato e non poco la mia "evoluzione"

                      Ed ecco la mia prima VERA volta in pista…dopo quella “in coppia” con il grande Piro a Monza, spinta da quella scarica di adrenalina, ho deciso di cimentarmi personalmente tra i cordoli.





                      C’è da fare una premessa…la mia situazione di allora era questa: felice posseditrice di una Hornet 600, uso prettamente casa-lavoro e turismo, qualche bel motoraduno alle spalle, ma di certo la mia andatura era (orgogliosamente) da bradipa.




                      Ammiravo sognante le pilote dell’allora Trofeo Motocicliste, in particolar modo mi colpì questa foto, e proprio su questa foto sognavo di essere anche io una pilota tra i cordoli, strisciare il ginocchio e staccare al limite, battagliare con altre ragazze e cibarmi di adrenalina. Ma siccome il mio stato di motociclista “racing” era del tutto embrionale, direi proprio ideale, da qualche parte avrei dovuto iniziare.

                      Grazie al forum Z-italia, mi iscrissi ad una giornata di prove libere ad Adria, storica pista di medie dimensioni in provincia di Rovigo, con la possibilità di fare un corso di guida. Cosa che ritenevo -e ritengo tuttora- indispensabile per approcciarsi al meglio la prima volta in pista.

                      Quell’anno mi ero equipaggiata acquistando una tuta usata, gli stivali mi furono regalati da un amico, e il casco addirittura mi fu prestato perché avevo solo il modulare per girare per strada.

                      Era precisamente il 14 settembre 2005, la notte prima non avevo praticamente dormito. Ero dai miei per il we, abitando a pochi kilometri dal circuito mi alzai molto presto la mattina, con un continuo sfarfallio allo stomaco, presi la mia moto e le mie grandi aspettative, e partii con l’aria fresca del mattino in direzione di Adria. Ricordo che durante il tragitto rivedevo tutte le foto delle pilote Motocicliste, le loro interviste, ed ero certa che da li all’anno successivo ci sarei stata anche io in quelle foto, avrei raccontato loro la mia storia, e da li a poco sarei diventata anche io una pilota vera!


                      Con un gruppetto di amici di forum ci ritrovammo nel fantastico paddok di Adria, espletate le solite formalità, mi aiutarono a togliere gli specchietti, e mi affidarono un “istruttore”.

                      E qui arriva la parte meno bella della storia. Il primo ingresso fu un vero e proprio TRAUMA. Fu preceduto da una breve, brevissimo, insignificante briefing, e si svolse in mezzo alle prove libere ovviamente aperte a tutti. Io ero letteralmente terrorizzata.

                      Non sapevo dove ero, non sapevo cosa fare, non sapevo dove andare, questo pseudo “istruttore” si dileguò in 3 curve, ero praticamente abbandonata a me stessa.

                      Restai dentro forse forse 3-4 giri, ma giusto il tempo di capire da che parte dovevo uscire!

                      No…così proprio non andava!

                      Raggiunsi l’”istruttore”, che mi liquidò brevemente perché doveva entrare con altri allievi.

                      Attesi mestamente il 2° ingresso, mi venne detto di “accelerare, perchè non dirmi che in autostrada vai così piano” e ricordo che risposi “no, ma in autostrada non ci sono delle curve del genere!”

                      Ero ingenua e impreparata, non sapevo veramente nulla della guida in pista, e quasi controvoglia mi ributtai nella mischia.

                      Convinta di non voler “deludere” il preparatissimo “istruttore”, raggiunsi la “folle” velocità di 150 km/h in rettilineo, arrivata alla staccata, abituata com’ero per strada -il più delle volte viaggiando in 2- feci una bella frenata, usando l’anteriore ma soprattutto il freno posteriore.

                      La moto si scompose leggermente, ma in quel momento mi sembrò di scodare come una lucertola a cui avevano mozzato la coda. In preda al panico feci un dritto, e mi fermai tremante sulla via di fuga.

                      Si affiancò l’”istruttore”, lo guardai con gli occhi spalancati, e la frase che gli uscì dal casco fu:

                      “Ma hai frenato col posteriore? Ma sei S-T-U-P-I-D-A???”

                      Ecco…li mi sentii veramente morire di vergogna.

                      Uscii dalla pista, raggiunsi i miei amici e scoppiai in un pianto disperato.

                      In quel momento sentii dentro di me un fragoroso rumore di sogni infranti…si, tutte le aspettative che mi ero fatta, tutti i miei viaggi mentali, le mie aspirazioni, spazzate via in pochi minuti.

                      Capii che non ero fatta per quel mondo. Quell’uomo mi fece veramente sentire una stupida, per aver pensato che fosse così semplice realizzare il proprio sogno, che bastava qualche turno per diventare pronta per affrontare gare e campionati, strusciare saponette e duellare con gli avversari.

                      Mi rifiutavo di rientrare, avevo paura, avevo vergogna, volevo solo tornare a casa.

                      Fortunatamente verso la fine della giornata Marcello, Billy e Alessio mi convinsero a fare un ultimo ingresso con loro, scortata da questi 3 angeli custodi, ma purtroppo non riuscirono a cambiare le sensazioni e l’amaro in bocca che avevo dentro.

                      Quella -pessima- esperienza di prima volta in pista, quel -ancora più pessimo- “istruttore” mi bloccarono del tutto, e ci vollero ben 2 ANNI per ritornare a provarci.

                      Ora riguardo la me di allora, e provo tanta tenerezza, vorrei dirle che in realtà non aveva nulla di sbagliato, aveva solo seguito il suo istinto, ma non aveva capito di aver affrontato in maniera sbagliata la sua prima volta. Aveva solo scelto l’occasione e soprattutto l’”istruttore” sbagliato!

                      Quanti SE potrebbero scaturire da questa storia!

                      Ma non voglio rimpiangere quello che ormai non si può sistemare, ma voglio solo dare un messaggio a tutti (ma soprattutto a tuttE) quelli che vogliono provare ad andare in pista -o affrontare nuove esperienze in generale-: affidatevi sempre a persone COMPETENTI e PROFESSIONALI!

                      Il miglior approccio è si un corso di guida in pista, ma bisogna scegliere attentamente con chi farlo, perché la responsabilità che ha un istruttore nei confronti dei suoi allievi (soprattutto neofiti alle prime armi) è molto più grande di quello che si può pensare, soprattutto a livello mentale. L’ho capito in prima persona con questa esperienza, e l’ho ancor più fatto mio successivamente quando diventai io stessa un istruttrice.
                      mi ero perso questo fantastico racconto, azz, ho il groppo in gola. hai tutta la mia stima...ti abbraccio sorella
                      sigpicNo signor agente, non stavo correndo è che la moto romba:gaen:

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