Announcement
Collapse
No announcement yet.
Announcement
Collapse
No announcement yet.
cerchi in carbonio....
Collapse
X
-
Duecentocinquanta
- Feb 2013
- 2069
- Maschio
- 42
- TORINO
- MTS 1200T e RSV4 1100 ex S1000RR, ex 1199, ex 999s
- Send PM
-
Duecentocinquanta
- Feb 2013
- 2069
- Maschio
- 42
- TORINO
- MTS 1200T e RSV4 1100 ex S1000RR, ex 1199, ex 999s
- Send PM
be se ? per questo nei test invernali in moto2 un mio caro amico ? scivolato diverse volte...in pochi gg ha cambiato 6 cerchi perch? ogni volta che prendevano un cordolo si aprivano...e sono in magnesio
Comment
-
Duecentocinquanta
- Feb 2013
- 2069
- Maschio
- 42
- TORINO
- MTS 1200T e RSV4 1100 ex S1000RR, ex 1199, ex 999s
- Send PM
be i materiali in uso non c'? ne sono tanti...Originally posted by dillo View PostScusa ma io continuo a non capire una cosa:
Dato che in un composito non ? la presenza di cricche ad essere una discriminante ma la loro lunghezza e frequenza rispetto alla media e questo cambia sia dai carichi che dai materiali in uso i vostri strumenti si adattano a qualunque materiale sottoposto a qualunque ciclo di carichi?
Sul fatto che l'oz sui compositi non abbia esperienza sapendo di un paio di brevetti che hanno in ballo permettimi di dissentire
e chi te lo dice che anche una sola cricca NON sia determinante???
Quello che hai detto ? sbagliatissimo.
E' suff. una sola cricca, anche piccolissima, per generare delaminazioni quando il prodotto ? sotto carico.
Abbiamo avuto una miriade di esempi reali in cui piccolissimi urti si sono trasformati in delaminazioni di svariati cm, e in un caso anche di un metro!!!!!
E' un po' come i parabrezza...un sassolino scolpisce il parabrezza e poi con le vibrazioni quel buchino ti apre in due il vetro....non ? molto dissimile la fibra.
Le sonde servono solo a individuare le cricche e delaminazioni.
ad ogni modo, in funzione dello spessore cambi la risposta in frequenza dello strumento.
Comment
-
guarda io la sapevo molto ma molto diversa, fortuna che mi occupo di elettronica e non compositi...Originally posted by mailandrea View Postbe i materiali in uso non c'? ne sono tanti...
e chi te lo dice che anche una sola cricca NON sia determinante???
Quello che hai detto ? sbagliatissimo.
E' suff. una sola cricca, anche piccolissima, per generare delaminazioni quando il prodotto ? sotto carico.
Abbiamo avuto una miriade di esempi reali in cui piccolissimi urti si sono trasformati in delaminazioni di svariati cm, e in un caso anche di un metro!!!!!
E' un po' come i parabrezza...un sassolino scolpisce il parabrezza e poi con le vibrazioni quel buchino ti apre in due il vetro....non ? molto dissimile la fibra.
Le sonde servono solo a individuare le cricche e delaminazioni.
ad ogni modo, in funzione dello spessore cambi la risposta in frequenza dello strumento.

Comment
-
Duecentocinquanta
- Feb 2013
- 2069
- Maschio
- 42
- TORINO
- MTS 1200T e RSV4 1100 ex S1000RR, ex 1199, ex 999s
- Send PM
ehhee, mi sarei dovuto occupare della stessa cosa io, ma poi mi sono dovuto riadattare...ehehheOriginally posted by dillo View Postguarda io la sapevo molto ma molto diversa, fortuna che mi occupo di elettronica e non compositi...


cmq, immagina un maglione di lana....se si sfilaccia e non tagli o bruci la parte sfilacciata sai benissimo che dopo poco si sfila tutto il maglione
ve la ricordate la pubblicit? del Martini??? ihiihihi

be la fibra fa la stessa cosa....ora, se hai messo pi? strati di carboresina, il pezzo sar? pi? resistente (e pesante) poich? dovr? sopportare carichi elevati...
tanto per darti un'ordine di grandezza, le sezioni di fusoliera che produciamo hanno non meno di 130-150 plyes di fibra sovrapposte...immagina quanto possa pesare e quanto possa essere resistente.
Ma se subisce una delaminazione, e sono dell'ordine del giorno nel nostro caso (vista la mole produttiva) non c'? niente da fare.
Se un cerchio dovesse subire una delaminazione a lungo andare potrebbe cederti improvvisamente...
Tengo a precisare che da noi le delaminazioni si hanno quando la fibra subisce colpi violenti con corpi acuminati.
Una strisciata a terra, se dovesse impattare i cerchi provocherebbe l'asportazione di qualche strato esterno ma non crea spaccature interne.
In caso di violentissimo urto potrebbero determinarsi.....un cerchio in alluminio sarebbe gi? da gettare via
Comment
-
guarda il fatto che non sia il mio campo nn significa che sia proprio ignorante in materia..Originally posted by mailandrea View Postehhee, mi sarei dovuto occupare della stessa cosa io, ma poi mi sono dovuto riadattare...ehehhe
cmq, immagina un maglione di lana....se si sfilaccia e non tagli o bruci la parte sfilacciata sai benissimo che dopo poco si sfila tutto il maglione
ve la ricordate la pubblicit? del Martini??? ihiihihi

be la fibra fa la stessa cosa....ora, se hai messo pi? strati di carboresina, il pezzo sar? pi? resistente (e pesante) poich? dovr? sopportare carichi elevati...
tanto per darti un'ordine di grandezza, le sezioni di fusoliera che produciamo hanno non meno di 130-150 plyes di fibra sovrapposte...immagina quanto possa pesare e quanto possa essere resistente.
Ma se subisce una delaminazione, e sono dell'ordine del giorno nel nostro caso (vista la mole produttiva) non c'? niente da fare.
Se un cerchio dovesse subire una delaminazione a lungo andare potrebbe cederti improvvisamente...
Tengo a precisare che da noi le delaminazioni si hanno quando la fibra subisce colpi violenti con corpi acuminati.
Una strisciata a terra, se dovesse impattare i cerchi provocherebbe l'asportazione di qualche strato esterno ma non crea spaccature interne.
In caso di violentissimo urto potrebbero determinarsi.....un cerchio in alluminio sarebbe gi? da gettare via

qui stiamo confondendo rottura a carico (vedi impatti) con rottura a fatica (che ? il vero problema) della quale nei compositi ? tuttora un argomento molto "nebuloso" (esistono norme ISO per il dimensionamento a fatica di tutti i materiali compositi? non mi sembra, qui a vicenza c'? un polo universitario d'avanguardia per lo studio di questi ma ci stanno ancora arrivando)
di fatto da quanto mi hanno detto tutti quelli che lavorano il composito cn cui ho collaborato (oz e compositex) ? che valutare la percentuale di danneggiamento di un materiale composito ? molto difficile, le cricche nel materiale ci sono di default (non esiste mai un incollaggio perfetto tra resina e fibra e tutte le mancanze di interfaccia sono cricche), ma fino a quando restano di misura sotto quella critica non ci sono problemi... il fatto ? chi determina la lunghezza critica?
sono stato + chiaro cos??
so benissimo che se tiro una martellata a un cerchio e non ho danneggiato + di tot layers ? ancora strutturalmente sano
Comment
-
Duecentocinquanta
- Feb 2013
- 2069
- Maschio
- 42
- TORINO
- MTS 1200T e RSV4 1100 ex S1000RR, ex 1199, ex 999s
- Send PM
ora sei stato chiarissimo.Originally posted by dillo View Postguarda il fatto che non sia il mio campo nn significa che sia proprio ignorante in materia..
qui stiamo confondendo rottura a carico (vedi impatti) con rottura a fatica (che ? il vero problema) della quale nei compositi ? tuttora un argomento molto "nebuloso" (esistono norme ISO per il dimensionamento a fatica di tutti i materiali compositi? non mi sembra, qui a vicenza c'? un polo universitario d'avanguardia per lo studio di questi ma ci stanno ancora arrivando)
di fatto da quanto mi hanno detto tutti quelli che lavorano il composito cn cui ho collaborato (oz e compositex) ? che valutare la percentuale di danneggiamento di un materiale composito ? molto difficile, le cricche nel materiale ci sono di default (non esiste mai un incollaggio perfetto tra resina e fibra e tutte le mancanze di interfaccia sono cricche), ma fino a quando restano di misura sotto quella critica non ci sono problemi... il fatto ? chi determina la lunghezza critica?
sono stato + chiaro cos??
so benissimo che se tiro una martellata a un cerchio e non ho danneggiato + di tot layers ? ancora strutturalmente sano
Questo problema, non ? stato mai affrontato...
Ma dubito che sia un "grosso" problema...
Il fatto che ci siano cricche di dafult mi lascia assai perplesso.
Comunque verificher? con i colleghi degli altri reparti.
Quando la nostra fusoliera (di aeromobile) entra in autoclave, viene coperta da sacchi per creare il vuoto a circa -0.8barIl tutto sottoposto a circa 8bar di pressione in autoclave.....pensare di trovare delle cricche tra uno strato e l'altro mi sembra assai difficile...cmq indagher?.
Se cos? fosse, nel 2000 quando con Boeing affrontammo il programma 7E7 , attualmente 787 non avremmo mai realizzato questo aeromobile.
Ad oggi oramai ci sono oltre 140 aerei in volo, totalmente in fibra di carbonio.
E mi pare che lo stress a fatica sia di gran lunga superiore di quello di un cerchio di una motociclietta.
L'unica cosa che ti posso dire con certezza ? questa:
nel lontano 2007 ero negli states, in uno stabilimento della Boeing...
Facemmo due sezioni di fusoliera, una si chiamava static test e l'altra fatig test.
Entrambe le sezioni sono state destinate al "macero".
la seconda, in particolare ? stata posta su molti martinetti pneumatici posti su molte parti dell'aereo.
Partirono con i test e l'obiettivo era vedere con quali forze si sarebbe aperto in due. test fatto con la compresenza della FAA.
Non ricordo a quale valore di stress fu' portato l'aereo ma la forza che dovettero generare per "rompere" l'aereo era quasi doppia di un "classico" aereo di alluminio, come il 767 o 777
Se pu? far piacere a quelli della OZ porta questo come esempio.
Comment
-
chiedi ai tuoi colleghi per quanto riguarda le criccheOriginally posted by mailandrea View Postora sei stato chiarissimo.
Questo problema, non ? stato mai affrontato...
Ma dubito che sia un "grosso" problema...
Il fatto che ci siano cricche di dafult mi lascia assai perplesso.
Comunque verificher? con i colleghi degli altri reparti.
Quando la nostra fusoliera (di aeromobile) entra in autoclave, viene coperta da sacchi per creare il vuoto a circa -0.8barIl tutto sottoposto a circa 8bar di pressione in autoclave.....pensare di trovare delle cricche tra uno strato e l'altro mi sembra assai difficile...cmq indagher?.
Se cos? fosse, nel 2000 quando con Boeing affrontammo il programma 7E7 , attualmente 787 non avremmo mai realizzato questo aeromobile.
Ad oggi oramai ci sono oltre 140 aerei in volo, totalmente in fibra di carbonio.
E mi pare che lo stress a fatica sia di gran lunga superiore di quello di un cerchio di una motociclietta.
L'unica cosa che ti posso dire con certezza ? questa:
nel lontano 2007 ero negli states, in uno stabilimento della Boeing...
Facemmo due sezioni di fusoliera, una si chiamava static test e l'altra fatig test.
Entrambe le sezioni sono state destinate al "macero".
la seconda, in particolare ? stata posta su molti martinetti pneumatici posti su molte parti dell'aereo.
Partirono con i test e l'obiettivo era vedere con quali forze si sarebbe aperto in due. test fatto con la compresenza della FAA.
Non ricordo a quale valore di stress fu' portato l'aereo ma la forza che dovettero generare per "rompere" l'aereo era quasi doppia di un "classico" aereo di alluminio, come il 767 o 777
Se pu? far piacere a quelli della OZ porta questo come esempio.
Comment
-
Duecentocinquanta
- Feb 2013
- 2069
- Maschio
- 42
- TORINO
- MTS 1200T e RSV4 1100 ex S1000RR, ex 1199, ex 999s
- Send PM
allora l'unica cosa plausibile che si pu? determinare tra fibra e resina, qui la chiamiamo porosit?.Originally posted by dillo View Postchiedi ai tuoi colleghi per quanto riguarda le cricche
Molto probabilmente ti riferisci a ci?.
Ma non capisco dove ? il problema....
il nostro robot a ultrasuoni ? in grado di rilevare con precisione le zone porose...sar? perch? alla fine la nostra sezione ? semplice e curvilinea, mentre un cerchio, nei punti di giunzione con i raggi ? assai complessa.
Sotto una certa soglia, che non so dirti in base a cosa ? stata calcolata, la porosit? risulta accettabile, oltre no...
nei nostri casi, sono svariati anni che non sento problemi di porosit?.
Probabilmente nei cerchi, dove la struttura ? pi? complessa, risulta anche pi? difficile rilevare eventuali tracce di porosit?.
Per la rilevazione ? abbastanza semplice: il robot rileva un'attenuazione da parte del segnale ad ultrasuoni. tanto maggiore ? la porosi? tanto maggiore ? l'attenuazione del segnale.
Aggiungo pure un discorso di budget: non so quanto possa investire OZ in questo settore, anche di macchinari...noi abbiamo due robot del valore di 25 milioni di euro l'uno....fai te
Comment
-
Tutto molto interessante: anch'io non riesco a capire come mai il carbonio non enga usato nei cerchi racing, non solo nelle moto, anche in Formula 1.
Le spiegazioni fin qui addotte mi sembrano assolutamente deboli: ho un prodotto vantaggioso, di costo paragonabile e che richiede attrezzature e investimenti di valore similare (per non menzionare il fatto che ci sono aziende che gi? li hanno affrontati questi investimenti e producono "in serie").
Quindi? Boh?!?
Comment
X


Comment