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  • E se non la fanno completamente proporzionale ?
    se
    se
    ...

    blabla
    bla

    l unica certezza è che se siamo qui dobbiamo ringraziare uno della destra attuale

    punto
    no delta martini...no party


    Il problema dell umanità è che gli stupidi son pieni di certezze, mentre le veri menti son piene di dubbi (cit)

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    • Originally posted by arabykola View Post
      E se non la fanno completamente proporzionale ?
      se
      se
      ...

      blabla
      bla

      l unica certezza è che se siamo qui dobbiamo ringraziare uno della destra attuale

      punto
      Originally posted by Lele-R1-Crash View Post

      Si ok . Ma a cosa è servito ? Tutto quel che ha tentato di fare ora verrà disfato ed il problema verrà anche amplificato . Pertanto era quasi meglio non smuovere le acque e lasciare tutto in mano alla SX ... tanto in un modo o nell'altro la SX sta e rimane al governo .

      La DX non ha forza ... porco caxxo tutti si partiti e partitelli non vanno bene ! Serve un partito di DX ed uno di SX ... gli altri vanno bruciati , incarcerati , messi ai lavori forzati o quel che volete basta che si levano dalle palle altrimenti la nostra nazione continuerà a stagnare nell'incertezza !

      Il problema di base è che Salvini aveva nella sostanza tutti o quasi contro. Conte uomo di estrazione cattolica (vicino all'Opus Dei a quanto pare, riportava la giornalista De Gregorio) non è stato messo lì a caso ne la prima volta ne la seconda. Se confermata la vicinanza a quell'ambiente, la regia, il ditro le quinite della crisi è ancora più chiaro....

      In termini operativi nel governo precedente i ministri 5S in buona parte remavano contro (vedi quelal M della Trenta che dopo essere stata trombata ha detto "proprio io che ho lottato più di tutti contro Salvini" ...non so se mi spiego...) .... riforme fiscali serie manco a parlarne, tutte cassate su spinta della regia dietro le quinte.... ....Salvini per quanto potesse tenere duro e battere i pugni, lo varebbero fatto saltare via cmq....a colpi di Spread....così come fecero con Berlusca. ne più ne meno.

      Ora hanno rimesso al governo Italiano la nomenclatura che gli serve per "salvarsi il culo in europa"....non il nostro, il loro. Perchè a fronte di brexit se anche l'Italia avesse solo paventato un moto carbonaro, sarebbe stato l'inizio della fine per l'Europa...

      Questa la mia idea.

      Ora rimetteranno mano alla legge elettorale in ottica completamente proporzionale, per bloccare qualunque forza maggioritaria e meccanismo maggioritario. e il gioco è fatto per gli amici europei. Comunque vada l'Italia non avrà un governo eterogeneo e maggioritario alle prossime elezioni, e in parallelo PD&Co avranno già piazzato tutti gli uomini che devono/vogliono in europa nelle posizioni chiave delle istituzioni Italiane. Non da ultimo l'elezione del nuovo presidente della repubblica.
      Last edited by Funik; 11-09-19, 10:38.

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      • L unica cosa che stava facendo, giusta o meno, l ha mollata li a metà

        adesso chissà cosa crede di fare...
        no delta martini...no party


        Il problema dell umanità è che gli stupidi son pieni di certezze, mentre le veri menti son piene di dubbi (cit)

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        • Originally posted by arabykola View Post
          Poveri fino un certo punto
          Bonus da 1.500 euro nel 2020, uno stipendio in più con il taglio del cuneo

          Un bonus da 1.500 euro a partire dal 2020 per circa 20 milioni di lavoratori dipendenti. Sarebbe questo uno degli effetti del taglio del cuneo fiscale proposto dal Partito Democratico nei punti del programma per la formazione del Governo Conte 2.


          Un bonus da 1.500 euro dal 2020, pari ad uno stipendio in più, che interesserebbe potenzialmente circa 20 milioni di lavoratori dipendenti. È questa la traduzione in chiave popolare del taglio del cuneo fiscale, obiettivo che unisce PD e M5S.

          La riduzione delle tasse sui redditi da lavoro dipendente è uno dei punti condivisi tra i due partiti che, sotto la guida del Premier incaricato Giuseppe Conte, sono al lavoro per stilare il programma del possibile nuovo Governo.

          Il taglio del cuneo fiscale sembrerebbe per ora improntato per lo più sul fronte delle tasse sui redditi percepiti dai lavoratori dipendenti. L’obiettivo è portare più soldi nelle tasche dei consumatori, con il fine di rimettere in moto l’economia e stimolare gli investimenti.



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          L’erogazione di un bonus di 1.500 euro all’anno, pari ad uno stipendio aggiuntivo per molti lavoratori dipendenti, potrebbe tuttavia assorbire alcune delle agevolazioni fiscali presenti ad oggi. Tra queste il bonus Renzi. Bonus da 1.500 euro nel 2020, uno stipendio in più con il taglio del cuneo

          La proposta arriva dal PD, ma è caldeggiata anche dal M5S: ridurre il peso del Fisco sui redditi da lavoro, con l’effetto di quello che in chiave popolare è destinato a diventare come un nuovo bonus sugli stipendi.

          La notizia è stata pubblicata dal quotidiano La Repubblica, che parla di un bonus da 1.500 euro in arrivo dal 2020 grazie al taglio del cuneo fiscale. La misura è attualmente allo studio e, nel caso di attuazione, interesserebbe circa 20 milioni di lavoratori dipendenti con redditi fino a 55.000 euro.

          Seppure ad oggi manchino i dettagli operativi, una delle ipotesi è che il bonus da 1.500 euro altro non sarà che un’estensione con potenziamento dell’attuale credito Irpef di 80 euro al mese che, in un anno, consente a chi ne beneficia in misura piena di contare su un’entrata aggiuntiva pari a 960 euro all’anno.

          Il bonus Renzi, con la sua dote da 10 miliardi di euro all’anno, potrebbe quindi essere ulteriormente esteso, non solo per quel che riguarda l’importo mensile erogato ma anche sul fronte dei beneficiari.

          Si fa sempre più forte l’ipotesi che venga esteso anche ai cosiddetti incapienti, circa 5/6 milioni di contribuenti titolari di redditi troppo bassi ed esenti Irpef. Nuovo bonus sugli stipendi, ma servono misure anche per le imprese

          Non potrebbe che essere accolta con favore l’ipotesi di introduzione di un nuovo bonus sugli stipendi dei lavoratori dipendenti titolari di redditi bassi.

          Sebbene siamo ancora lontani dal dire che si tratti di misure definitive, è importante ricordare che non solo i lavoratori ma anche le imprese chiedono da anni che vengano introdotte misure per abbassare le tasse sul lavoro.

          Ed è proprio su questo punto che si giocherà la partita tra M5S e PD. Se ambedue le forze politiche in campo per il Governo Conte 2portano avanti l’idea che sia necessario ridurre il cuneo fiscale, i Pentastellati sottolineano l’importanza di intervenire anche sul fronte fiscale e contributivo per le imprese.

          Il taglio del costo del lavoro è poi strettamente legato ad un’altra delle misure caldeggiate dal M5S, il salario minimo, inattuabile senza una preventiva riduzione del cuneo fiscale.

          Ad oggi le ipotesi in campo sono tre:
          • un taglio fiscale e contributivo di un punto all’anno per 5 anni su tutti i lavoratori dipendenti;
          • un taglio di quattro punti nel caso di assunzioni a tempo indeterminato;
          • l’esonero per i datori di lavoro dal versamento del contributo Naspi dell’1,61% e del contributo del 2,75% per la disoccupazione agricola sui contratti a tempo indeterminato.

          L’ideale sarebbe intervenire su ambedue i fronti: ridurre il costo del lavoro per le imprese, misura necessaria come stimolo alle assunzioni e portare qualche soldo in più nelle tasche degli italiani con redditi bassi.

          Quel che è certo è che sarà la riforma fiscaleil primo fronte sul quale dovrà lavorare il (possibile) nuovo Governo Giallo-Rosso che, come primo impegno, si troverà a dover affrontare una delle manovre più complesse degli ultimi anni, già “ipotecata” dai 23 miliardi di euro delle clausole di salvaguardia.

          Ecco, perfetto.

          Tutto quanto sopra conferma esattamente la mia idea. E confermo che così per me "E' NA STRONZATA BELLA E BUONA". Non a caso la proposta viene dal PD. Chissà perché...
          Ho tanta nostalgia di un'amica canadese in bikini che mi ha lasciato (e del didietro di una donzella conoscente di un altro forumer, di cui non ricordo il nome e che purtroppo non ho mai conosciuto...) :gaen:

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          • Come chissà perché?

            perchè salvini gliela ha servita su un piatto d argento
            no delta martini...no party


            Il problema dell umanità è che gli stupidi son pieni di certezze, mentre le veri menti son piene di dubbi (cit)

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            • Originally posted by Funik View Post
              In termini operativi nel governo precedente i ministri 5S in buona parte remavano contro (vedi quelal M della Trenta che dopo essere stata trombata ha detto "proprio io che ho lottato più di tutti contro Salvini" ...non so se mi spiego...) .... riforme fiscali serie manco a parlarne, tutte cassate su spinta della regia dietro le quinte.... ....Salvini per quanto potesse tenere duro e battere i pugni, lo varebbero fatto saltare via cmq....a colpi di Spread....così come fecero con Berlusca. ne più ne meno.

              Ora hanno rimesso al governo Italiano la nomenclatura che gli serve per "salvarsi il culo in europa"....non il nostro, il loro. Perchè a fronte di brexit se anche l'Italia avesse solo paventato un moto carbonaro, sarebbe stato l'inizio della fine per l'Europa..
              Questo è anche il mio pensiero ma non ci sono prove tangibili e resta solo una sensazione a pelle ... quindi aria fritta .

              Certo che questa è l'unico indizio trapelato ... ma io ho sempre avuto la sensazione che la DX al governo non può aver libertà d'azione :

              la Trenta che dopo essere stata trombata ha detto "proprio io che ho lottato più di tutti contro Salvini"

              Originally posted by Luca990
              al mondo di oggi dove svieni per strada e nessuno si ferma a soccorrerti ma tutti sanno che a colazione hai mangiato #yogurtconfragole perché ti sei fatto un selfie con sguardo ammiccante

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              • Originally posted by Funik View Post
                Ora hanno rimesso al governo Italiano la nomenclatura che gli serve per "salvarsi il culo in europa"....non il nostro, il loro. Perchè a fronte di brexit se anche l'Italia avesse solo paventato un moto carbonaro, sarebbe stato l'inizio della fine per l'Europa...
                Brexit ... secondo me non avverrà e verrà divulgato che "è il popolo a non volerla più" .

                Ho visto la miniseria di Chernobyl ... e non mi pare poi cosi tanto diverso dalla situazione di oggi . Nell'unione sovietica era solo più ecclatante e dichiarato che il partito dava le uniche direttive che si potevano accettare per vere . Ora è più infiocchettato e spacciato per nebuloso e di libero pensiero , ma all'atto pratico mi pare che non ci si discosti molto da quella realtà .
                Originally posted by Luca990
                al mondo di oggi dove svieni per strada e nessuno si ferma a soccorrerti ma tutti sanno che a colazione hai mangiato #yogurtconfragole perché ti sei fatto un selfie con sguardo ammiccante

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                • Originally posted by arabykola View Post
                  Come chissà perché?

                  perchè salvini gliela ha servita su un piatto d argento
                  No perchè il PD sta pensando a lungo termine .
                  Originally posted by Luca990
                  al mondo di oggi dove svieni per strada e nessuno si ferma a soccorrerti ma tutti sanno che a colazione hai mangiato #yogurtconfragole perché ti sei fatto un selfie con sguardo ammiccante

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                  • Come tutti
                    no delta martini...no party


                    Il problema dell umanità è che gli stupidi son pieni di certezze, mentre le veri menti son piene di dubbi (cit)

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                    • Originally posted by arabykola View Post
                      Chissà chi è stato a riesumarlo eh ... se lo trovi menalo anche per me
                      tu...e la tua krikka...

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                      • In ogni caso sia lega che fdi non sono destra, ma manco per scherzo
                        no delta martini...no party


                        Il problema dell umanità è che gli stupidi son pieni di certezze, mentre le veri menti son piene di dubbi (cit)

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                        • Originally posted by arabykola View Post
                          In ogni caso sia lega che fdi non sono destra, ma manco per scherzo
                          Ed il PD non è di sinistra manco per scherzo .

                          Quindi cosa abbiamo ? Un "avanti" o "indietro" ?
                          Originally posted by Luca990
                          al mondo di oggi dove svieni per strada e nessuno si ferma a soccorrerti ma tutti sanno che a colazione hai mangiato #yogurtconfragole perché ti sei fatto un selfie con sguardo ammiccante

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                          • Che detta così...
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                            Il problema dell umanità è che gli stupidi son pieni di certezze, mentre le veri menti son piene di dubbi (cit)

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                            • Originally posted by MiKiFF View Post
                              Se svolta green significa soldi per la ricerca per sviluppare la tecnologia del futurocome in Francia e Germania, investimenti consistenti tipo per una gigafactory di batterie come in Francia e Germania e NESSUNA ecotassa sulle auto nazionali come in Francia e Germania allora ok.

                              Altrimenti bene quello pericoloso fatto fuori, ma saranno sempre dementi con diversa sfumatura di colore...

                              Secondo me significa circa così

                              Batterie per auto elettriche, Ue alla rincorsa dell’Asia per il “nuovo petrolio”. Francia e Germania in pole, in Italia un impianto pilota

                              di Chiara Brusini| 12 Settembre 2019

                              C’è un settore che non potrà mancare nello “European green deal” che Ursula von der Leyen intende presentare nei primi 100 giorni di mandato. Quello delle celle per le batterie agli ioni di litio in cui accumulare l’energia prodotta da fonti rinnovabili e, soprattutto, con cui alimentare le auto elettriche. Perché, dopo quella dal petrolio russo, tra un decennio l’Europa rischia un’altra dipendenza: quella dalle celle asiatiche per i sistemi di accumulo. Non è una nicchia: le celle valgono il 70% del pacco batteria, che a sua volta rappresenta il 35-40% del costo di un veicolo totalmente elettrico. Secondo l’European institute of innovation and technology nel 2025 quella filiera, di cui oggi le aziende europee hanno solo il 3%, potrebbe valere nel Vecchio Continente intorno ai 250 miliardi di euro l’anno e in gioco ci sono fino a 5 milioni di posti di lavoro (Leggi la prima puntata dell’inchiesta).

                              La Commissione uscente l’ha individuata come una “catena del valore strategica” e si è già attrezzata per recuperare terreno. Permettendo in alcuni casi ai 27 Paesi membri di sostenere i produttori in deroga alla normativa sugli aiuti di Stato. Ora che la crescita economica ristagna anche in Germania e il mercato dell’auto dieselcontinua a perdere colpi (a luglio -14% di produzione anno su anno), Parigi e Berlinohanno premuto sull’acceleratore sugli investimenti. Roma insegue, con un asso nella manica: entro fine anno nell’ex fabbrica Whirlpool di Teverola (Caserta) sarà operativo uno dei primi impianti pilota europei per la produzione di celle litio-ione.

                              L’Airbus delle batterie e i piani Ue: “20 miliardi di investimenti per 20-30 gigafactory” – Per capire che opportunità ci sono in ballo basta la cronaca degli ultimi mesi. A maggio i ministri dell’Economia di Francia e Germania hanno tenuto a battesimo con la benedizione del commissario Ue uscente per l’unione energetica Maroš Šefčovič l'”Airbus delle batterie“, alleanza ispirata al consorzio da cui 40 anni fa è nato il campione europeo dell’aeronautica. Šefčovič ha spiegato che per contrastare lo strapotere asiatico e soddisfare la sola domanda europea servono 20 miliardi di investimenti in 20 o 30 “gigafactory”, cioè fabbriche di batterie da decine di gigawattora l’anno, che avranno economia di scala tali da ridurre notevolmente il costo del prodotto finito. I governi francese e tedesco, una volta ottenuta luce verde da Bruxelles, sono pronti a offrire un totale di 1,7 miliardi di aiuti pubblici e se ne aspettano almeno 4 di investimenti privati. In prima linea il gruppo Psa (marchi Peugeot, Citroën, DS, Opel), che con il supporto della francese Saftconvertirà lo stabilimento Opel di Kaiserslautern, vicino al confine tra i due Paesi, in una fabbrica di celle.

                              Volkswagen, che al Salone dell’auto di Francoforte presenterà il primo modello completamente elettrico, non si è fatta attendere: a metà giugno ha puntato 900 milioni di euro sul produttore svedese di celle Northvolt con cui intende aprire un megaimpianto da 20 gigawattora annui a Salzgitter, nella zona di Hannover, entro il 2024. Sempre in Germania è attesa nel 2020 la prima linea produttiva di celle, con una capacità iniziale di 4 gwh, firmata dal gruppo Bmz attraverso il consorzio Terra-E. L’anno dopo Tesla – di cui stando a indiscrezioni per ora smentite la stessa Volkswagen vorrebbe una quota – progetta di aprire in territorio tedesco la sua prima “gigafactory” europea, una fabbrica di batterie per auto elettriche nell’ordine dei 30 Gwh l’anno con un indotto di decine di migliaia di posti di lavoro. Nel frattempo Northvolt sta avviando una linea dimostrativa grazie a un finanziamento da 52 milioni della Banca europea per gli investimenti, che ne metterà sul piatto altri 350 per consentire alla startup – fondata da due ex manager Tesla, Peter Carlsson e l’italiano Paolo Cerruti – di costruire per il 2021 a Skellefteå, nel nord della Svezia, una fabbrica ancora più grande: 32 gigawattoraall’anno. Bmw e Goldman Sachs hanno partecipato a loro volta all’aumento di capitale. Offerta e domanda di batterie e quota europea sulla produzione, fonte Jrc
                              Insomma: l’Alleanza europea sulle batterienata a fine 2017, di cui fanno parte 250 tra enti pubblici e aziende di tutte le fasi della filiera compresa Fca e gli altri grandi gruppi dell’auto basati in Europa, sta passando dai paper alle iniziative concrete. I cinesi che oggi dominano il mercato hanno capito l’antifona e sono andati al contrattacco. Poco dopo la mossa di Volkswagen, per esempio, il gruppo del Fujian Catl – tra i maggiori produttori con la giapponese Panasonic e la sudcoreana Lg Chem – ha aumentato da 240 milioni a 1,8 miliardi le risorse da destinare alla gigafactory di Erfurt, in Turingia: 15 gigawatt di produzione iniziale, addirittura 100 nel 2015. E a inizio settembre ha svelato una collaborazione a lungo termine con Bosch. Bmw ha già assicurato ordini per 4 miliardinel prossimo decennio. Intanto Lg Chem ha annunciato la costruzione di una seconda fabbrica di batterie in Polonia: investirà 325 milioni di euro a cui si sommeranno 36 milioni di soldi pubblici.

                              Faam riconverte il sito Whirlpool di Teverola alla produzione di celle al litio – In Italia non ci sono all’orizzonte investimenti di portata simile. Ma Enel, Fiat Chrysler, la Faamdel gruppo Seri Industrial e Terna, tra gli altri, a febbraio hanno inviato al ministero dello Sviluppo economico manifestazioni di interesse a partecipare a un “Important project of common european interest” (Ipcei) nel settore della produzione di celle e moduli batteria. Gli Ipcei sono progetti che la Commissione riconosce come utili per raggiungere obiettivi strategici dell’Ue e aumentarne la competitività, tanto da permettere ai Paesi membri di finanziarli in parte con aiuti di Stato. Francia e Germania sono capofila di due Ipcei sulla progettazione e produzione di celle e moduli di batteria, in fase di riconoscimento da parte dell’esecutivo europeo e a cui le aziende italiane interessate hanno già aderito. Ci conta la Faam, storico produttore di batterie al piombo che da 12 anni assembla quelle al litio comprando celle da produttori asiatici e ora sta per fare il salto. “Entro fine anno inizieremo a produrre celle litio-ione a Teverola, nel sito ex Whirlpool”, racconta il project manager Carlo Novarese. “Ora stiamo formando i 75 addetti, tutti ex dipendenti del gruppo delle lavatrici”. L’investimento è di 55 milioni, di cui 37 concessi da Invitalia a fronte della reindustrializzazione del sito, e la capacità iniziale sarà di circa 200 megawattora l’anno. “È un impianto pilota”, chiarisce Novarese, “che all’inizio non lavorerà per il settore auto ma per la trazione industriale, i sistemi di accumulo stazionari e gli usi militari, settori con volumi più bassi in cui contano molto la localizzazione geografica e la personalizzazione del prodotto”. Sarà comunque uno dei primi stabilimenti realizzato in Europa da un player continentale. Ed è solo il primo passo: “Abbiamo presentato un progetto di investimento da 500 milioniper realizzare una gigafactory con tecnologie oggi non disponibili sul mercato, siamo già in contatto con il ministero e dopo l’ok di Bruxelles speriamo in un contributo pubblico per il 40% della spesa, mentre il resto lo metteremmo noi con eventuali partner industriali”. Nel comparto della produzione di batterie a partire da celle importate c’è poi da un paio d’anni la Midac di Soave, che sta investendo per arrivare a una capacità produttiva di 12-15mila pacchi batterie nel 2021-2022.

                              Al via progetto di ricerca di base sulle batterie del futuro. Il nodo delle materie prime – Intanto a marzo è partito a livello europeo anche un progetto di ricerca di base, Battery 2030+, che punta inventare le batterie del futuro e fornire all’industria tecnologie all’avanguardia lungo tutta la filiera, che va dall’approvvigionamento delle materie prime al riciclo delle batterie a fine vita. “Per vincere la competizione con l’Asia è inutile rincorrerli producendo quello che loro già possono offrire su grandissima scala”, ragiona Silvia Bodoardo, professore associato presso il Dipartimento Scienza applicata e tecnologia del Politecnico di Torino e responsabile del progetto per l’ateneo che è l’unico partner italiano. “Dobbiamo mettere a punto celle più performanti dal punto di vista della quantità di energia immagazzinata e della vita della batteria, oltre che più sicure”.

                              Anche la riciclabilità è un aspetto cruciale, non solo perché le batterie esauste sono rifiuti pericolosi ma soprattutto perché l’Europa sconta un fortissimo deficit anche sul fronte della disponibilità delle materie primenecessarie per produrle, dal cobalto al litio a grafite e nichel. Un aspetto sottolineato anche nella risoluzione votata l’1 agosto all’unanimità dalla commissione Industria del Senato, a valle di un ciclo di audizioni sull’attuazione del piano d’azione strategico Ue sulle batterie. “E’ fondamentale puntare sulla cosiddetta “second life” delle batterie impiegate nei veicoli ibridi ed elettrici che, una volta dismesse, risultano ancora utilizzabili per stoccaggio di energia elettrica, in particolare quella prodotta con fonti rinnovabili”, spiega il presidente della commissione Gianni Girotto (M5s). “Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale investire in ricerca e sviluppo di alternative alle batterie attualmente utilizzate, per garantire una filiera etica e rispettosa dell’ambiente”.

                              L’altra priorità, spiega Bodoardo, è iniziare a formare “in casa” professionisti e tecnici specializzati, visto che “in tutta Europa oggi non c’è un corso di laurea né un master per ingegneri di processo nell’ambito delle batterie. Gli svedesi per la loro prima gigafactory stanno andando ad assumere in Asia… E attenzione, non servono solo gli ingegneri: l’elettrauto da cui oggi andiamo a cambiare o riparare la batteria della macchina dovrà essere in grado di gestire un pacco batteria da centinaia di volt e altrettanti chili”. Il Politecnico, secondo la docente, ha tutte le carte in regola per candidarsi ad ospitare almeno un master. Che sarebbe il primo d’Europa.
                              no delta martini...no party


                              Il problema dell umanità è che gli stupidi son pieni di certezze, mentre le veri menti son piene di dubbi (cit)

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                              • Originally posted by arabykola View Post
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                                perchè salvini gliela ha servita su un piatto d argento
                                Un "accordo" come quello tra PD e 5S non si raggiunge in 15gg... Dietro c'è un piano ben studiato per tagliare le gambe a un probabile Governo di destra che all'Europa non piace, lo hanno fatto con il Bandana e lo hanno rifatto con la Lega, non diamo la colpa a Salvini, ai Moijto e ai comizi di piazza... Se anche vincesse un Governo di destra in Europa non avrebbe mai vita facile...

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