Jony Ive è nato a Londra nel 1967. Trasferitosi in California nel 1992, ha fondato insieme a Marc Newson la LoveFrom. Ha disegnato per Apple, Moncler, Christie’s, OpenAI e molti altri. È una persona geniale, dotata di enorme estro artistico. È quindi comprensibile che, per Ferrari, abbia proposto visioni alternative, forse anche un po’ egocentriche, istrioniche, megalomani, arroganti, futuristiche, profondamente californiane, ignorando però quella continuità fatta di cerchi concentrici, come gli anelli di un tronco d’albero, che garantisce coerenza a una crescita nel tempo.
Chiunque abbia diretto progetti o lavorato con personaggi di questo tipo sa bene quanto sia necessario, talvolta, ridimensionarne l’ego e canalizzarne l’estro. Basti ricordare la Motò di Philippe Starck per Aprilia. Anche Steve Jobs era un uomo dalle idee chiarissime e interveniva pesantemente nella fase creativa dei progetti.
Personalmente, ho lavorato con un creativo straordinario nella realizzazione di video aziendali. Ma ero io a tenere il timone, perché conoscevo il mio target. In sostanza, ero io a dare coerenza alla sua genialità.
La nuova Ferrari Luce rappresenta, prima di tutto, un problema interno a Ferrari. L’istrionico Jony Ive, evidentemente, non è stato “blindato” a dovere, e qualcuno, all’interno dell’azienda, ha avuto il coraggio di tradire il proprio pubblico autorizzando un prodotto incoerente. La perdita dell’8% in Borsa è stata la risposta del mercato.
Questa non è una critica a Jony Ive, ma a un’azienda che appare incoerente, priva di una visione interna chiara e alla ricerca di una strada che ancora non riesce a trovare. E quando si parla di prodotti futuri, la Borsa lavora soprattutto sulle aspettative e ti punisce se non hai le idee chiare.
Ora vedremo quanti milionari e collezionisti Ferrari saranno davvero disposti ad acquistare questa vettura, sospesa a metà strada tra un mouse e uno smartphone: una sorta di erede della Fiat Coupé degli anni ’90, un’auto che sembra copiare la Cina proprio mentre la Cina copia la Purosangue.
Probabilmente, in questo momento, siamo semplicemente in una fase di bassa marea.
Chiunque abbia diretto progetti o lavorato con personaggi di questo tipo sa bene quanto sia necessario, talvolta, ridimensionarne l’ego e canalizzarne l’estro. Basti ricordare la Motò di Philippe Starck per Aprilia. Anche Steve Jobs era un uomo dalle idee chiarissime e interveniva pesantemente nella fase creativa dei progetti.
Personalmente, ho lavorato con un creativo straordinario nella realizzazione di video aziendali. Ma ero io a tenere il timone, perché conoscevo il mio target. In sostanza, ero io a dare coerenza alla sua genialità.
La nuova Ferrari Luce rappresenta, prima di tutto, un problema interno a Ferrari. L’istrionico Jony Ive, evidentemente, non è stato “blindato” a dovere, e qualcuno, all’interno dell’azienda, ha avuto il coraggio di tradire il proprio pubblico autorizzando un prodotto incoerente. La perdita dell’8% in Borsa è stata la risposta del mercato.
Questa non è una critica a Jony Ive, ma a un’azienda che appare incoerente, priva di una visione interna chiara e alla ricerca di una strada che ancora non riesce a trovare. E quando si parla di prodotti futuri, la Borsa lavora soprattutto sulle aspettative e ti punisce se non hai le idee chiare.
Ora vedremo quanti milionari e collezionisti Ferrari saranno davvero disposti ad acquistare questa vettura, sospesa a metà strada tra un mouse e uno smartphone: una sorta di erede della Fiat Coupé degli anni ’90, un’auto che sembra copiare la Cina proprio mentre la Cina copia la Purosangue.
Probabilmente, in questo momento, siamo semplicemente in una fase di bassa marea.










Comment