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Il Topic ufficiale del Calcio II CAPITOLO

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  • Originally posted by jakal View Post

    come da tradizione l'inter ha più culo che anima....
    ma sti soldi da dove escono? bha....
    Se hanno preso marotta e poi Conte vedrai che questo è solo l’inizio

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    • Originally posted by smuggiano View Post

      Se hanno preso marotta e poi Conte vedrai che questo è solo l’inizio
      Dici che le prossime maglie saranno a strisce nere e bianche ?
      Tutti siamo stati giovani e un po' pirla
      ma non credere che
      rimanendo pirla, rimani anche giovane
      Saluti a Kallio

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      • Originally posted by Nico1 View Post

        Dici che le prossime maglie saranno a strisce nere e bianche ?
        Dipende... in caso di vittoria po esse
        in caso di sconfitta saranno completamente Viola
        Last edited by smuggiano; 31-05-19, 20:35.

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        • Originally posted by jakal View Post

          come da tradizione l'inter ha più culo che anima....
          ma sti soldi da dove escono? bha....
          c'è qualcosa che non mi torna nel bilancio dell'Inter...ma tant'è...fanno come caz je pare
          La notte non dura mai abbastanza..........

          FOTO CIV 2014 VALLELUNGA
          https://www.daidegasforum.com/forum/f...round-3-a.html

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          • Originally posted by jakal View Post

            giusto per chiarezza....ti riferisci a me?
            perchè nel caso vorrei farti notare come da tempo non offendo nessuno in primo luogo e in secondo luogo non sto fomentando niente e nessuno....
            Figurati,sei un bravo ragazzo.Lo stolto è uno solo e lo sappiamo tutti chi è.

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              • Inzaghi resta alla LAZIO e prolunga il contratto.

                Daje.

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                • Eppure a me uno esperto qui dentro mi aveva detto che era un ragazzo diverso,ben consigliato dalla famiglia e che a Firenze stava bene.
                  Ciarlatano incompetente.


                  Chiesa vuole andare via. Derby Inter-Juve per il talento viola che ha rifiutato il Bayern. La famiglia una decisione l’ha già presa: Federico il prossimo anno giocherà in A


                  La famiglia Chiesa una prima decisione l’ha già presa: Federico il prossimo anno giocherà comunque in A. Non è stato facile dire di no a Kalle Rummenigge e al Bayern Monaco che lo volevano per aprire un nuovo ciclo dopo il divorzio con leggende quali Robben e Ribery. Sul piatto un ingaggio da favola (quasi 7 milioni) e la certezza di poter vincere la Bundesliga e di poter essere protagonista in Champions.

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                  • come sempre dopo le figure rimediate negli anni parla sempre a casaccio
                    io stesso dissi anno scorso che sarebbe dovuto restare un altro anno e poi decidere...si vede non sa fare nemmeno le sottrazioni più semplici...
                    manco la scuola dell'obbligo...

                    "Fatti non foste a viver come bruti,
                    ma per seguir virtute e canoscenza"
                    INFERNO XXVI

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                    • Originally posted by Sideman View Post
                      come sempre dopo le figure rimediate negli anni parla sempre a casaccio
                      io stesso dissi anno scorso che sarebbe dovuto restare un altro anno e poi decidere...si vede non sa fare nemmeno le sottrazioni più semplici...
                      manco la scuola dell'obbligo...
                      Tu non riesci nemmeno a contare quante cose hai sopra la testa,questo è il vero problema

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                      • CON LA NUOVA ERA "SKY"-"DAZN" IL TIFOSO SPEGNE LA TV: ALTRO CHE EFFETTO CR7, LA SERIE A HA PERSO (700MILA) ABBONATI E L’AUDIENCE È CROLLATA DEL 30% - I CONTI DI "DAZN" (CHE AVREBBE CIRCA 1,3 MILIONI DI ABBONATI) PER ORA NON TORNANO E PURE SKY NON HA TROPPO DA FESTEGGIARE… - LA VIA ALTERNATIVA DELLA PIRATERIA, INTANTO, VIENE SEGNALATA IN FORTE CRESCITA.

                        Il primo gol di Cristiano Ronaldo su Sky, la festa scudetto su Dazn. Ritardi, proteste, polemiche, il solito trionfo della Juventus: il campionato 2018/2019 è stato la rivoluzione del pallone in tv, con l' addio allo storico duopolio Sky-Mediaset e l' inizio di una nuova era, fatta di doppi abbonamenti ed esclusive pretese dalle pay-tv (anzi, dall' unica pay-tv rimasta). Le rivoluzioni, però, fanno sempre vittime: in questo caso i tifosi.

                        Con un mercato saturo, alla ricerca di profitti più alti, la soluzione è stata spremere gli appassionati, costretti a pagare di più per vedere le stesse partite, spesso meno bene, neppure troppo interessanti.

                        Così tanti sono scappati e il bilancio di fine stagione non accontenta nessuno: la Serie A ha perso 700 mila abbonati e il 30% di audience, i conti Dazn per ora non tornano e pure Sky non ha troppo da festeggiare. Altro che effetto CR7 .

                        Già era iniziato male Il campionato del resto era iniziato male: la corsa al nuovo abbonamento, le immagini a scatto. Alla lunga i tifosi si sono abituati (o rassegnati) alla grande novità: Dazn è entrata nell' immaginario collettivo col volto di Diletta Leotta e nelle case degli italiani. Tante, quasi tutte: fra parenti o amici qualcuno che tira fuori la password quando c' è la partita si trova sempre.

                        La vera domanda è: chi paga Dazn? Qui la risposta è più complessa, perché tra account condivisi, mesi di prova e voucher si tratta di una platea più fluida di quella delle tradizionali pay-tv.

                        Niente numeri ufficiali, l' azienda non ne ha divulgati nemmeno nell' ultima convention in cui ha snocciolato inutili curiosità. Qualche dato però c' è: secondo rilevazioni effettuate dalla Lega Calcio, Dazn avrebbe circa 1,3 milioni di abbonati. Ancora più difficile capire quanti di questi in comune con Sky: quelli "propri" (utenti che hanno solo Dazn) sarebbero circa 300 mila. Di qui la contrazione del mercato.

                        I problemi sono tanti, e non riguardano solo il gap tecnologico del Paese (su cui l' azienda ora chiede aiuto al governo). Con solo tre partite a settimana (di cui una di cartello, l' anticipo del sabato sera) Dazn non è alternativa al colosso di Comcast, al massimo complementare. Non gode nemmeno di buona reputazione: vuoi per l' avvio tribolato, vuoi per un palinsesto inferiore, secondo una ricerca Antitrust la sua offerta viene considerata di qualità media (52%) o bassa (25%).

                        Per entrare nel mercato italiano, però, Perform (la società che controlla Dazn) ha pagato caro: 193 milioni di euro a stagione per la Serie A, altri 22 per la Serie B, poi i vari tornei minori per arricchire il bouquet. Senza dimenticare i costi della nuova struttura, tra manager, giornalisti, tanti collaboratori, la pubblicità battente. Sky ha dato una mano (e milioni) anche comprando pacchetti di abbonamenti e i diritti per i locali commerciali, a riprova di una competizione non proprio agguerrita (la formazione di un secondo polo faceva comodo). Ma con 1,3 milioni di abbonati a 10 euro al mese (non per tutti i mesi e non tutti a prezzo pieno; c' è pure l' Iva da togliere) i conti per il momento non tornano.

                        "Vogliamo raggiungere fra 3 e 5 milioni di clienti nel medio termine", aveva detto il Ceo James Rushton. Senza spingersi a tanto, ce n' è di strada per il punto di pareggio (almeno sopra 2 milioni). Lo sbarco in Italia è comunque un successo, perché muovere un milione di abbonati in pochi mesi è risultato notevole. Al primo anno però l' operazione è in perdita e per invertire la tendenza c' è bisogno di altro: tre partite più la Serie B (che l' anno prossimo si annuncia ancora più povera, senza grandi piazze) non bastano.

                        L' esclusiva non basta Sky così non ha più rivali.

                        L'estate scorsa ha lottato duramente per ricacciare in patria gli spagnoli di Mediapro e avere un bando per prodotto, cucito su misura. Ha giocato al ribasso sui diritti, "spento" l' unico vero competitor, ottenuto esattamente ciò che voleva. Oggi chi vuole vedere la Serie A deve avere Sky. Di più: chi vuole vedere il pallone deve avere Sky, sommando Champions e Europa League il grado di esclusiva è altissimo. Infatti sono circa 3 milioni i clienti calcio (forse anche più, 3,2); secondo indiscrezioni di stampa a inizio 2019 quelli totali hanno superato quota 5 (l' ultimo bilancio Comcast era fermo a 4,8). Gli abbonati sono cresciuti. Forse, però, non quanto si aspettavano: se l' obiettivo era inglobare tutta l' ex clientela Mediaset per risistemare i conti, l' operazione può dirsi riuscita solo parzialmente. Il monopolio sulla Serie A non ha affatto risolto i problemi, anzi. Alle spalle ci sono tagli importanti (la sanguinosa chiusura della redazione romana), all' orizzonte pesanti impegni proprio sui diritti tv da onorare. Il traguardo dei 6 milioni di abbonati è lontano, presto Sky si troverà di nuovo a un bivio: non può fare a meno del calcio ma tenerlo costa tanto, forse troppo.

                        Clienti spremuti in fuga Per ora la nuova era Sky-Dazn ha portato un solo risultato certo: la Serie A ha perso abbonati e spettatori.

                        Dai 4 milioni medi di Sky-Mediaset si è passati a 3,3-3,5, con una riduzione di 700-500 mila abbonati secondo la Lega Calcio. Lo confermano gli ascolti tv, che fino all' anno scorso erano pubblicati sul sito della Serie A e da quest' anno non più: dai dati visionati da Il Fatto , nel girone d' andata ci sono stati 91 milioni di spettatori totali contro i 133 dell' anno scorso, meno -31% di audience cumulata (picco di -57% a ottobre). Del resto prima c' erano due grandi distributori, ora ne è rimasto solo uno. E gli ex abbonati Serie A Mediaset che fine hanno fatto? Secondo una ricerca Agcm, il 32% ha sottoscritto un' offerta Sky (o NowTv, la sua piattaforma streaming), il 15% Dazn, il 17% entrambi. Poi c' è una grossa fetta, il 36%, che non ha più niente.

                        Dai 4 milioni medi di Sky-Mediaset si è passati a 3,3-3,5, con una riduzione di 700-500 mila abbonati secondo la Lega Calcio. Lo confermano gli ascolti tv, che fino all' anno scorso erano pubblicati sul sito della Serie A e da quest' anno non più: dai dati visionati da Il Fatto , nel girone d' andata ci sono stati 91 milioni di spettatori totali contro i 133 dell' anno scorso, meno -31% di audience cumulata (picco di -57% a ottobre). Del resto prima c' erano due grandi distributori, ora ne è rimasto solo uno. E gli ex abbonati Serie A Mediaset che fine hanno fatto? Secondo una ricerca Agcm, il 32% ha sottoscritto un' offerta Sky (o NowTv, la sua piattaforma streaming), il 15% Dazn, il 17% entrambi. Poi c' è una grossa fetta, il 36%, che non ha più niente.

                        Nel passaggio dal vecchio al nuovo equilibrio la Serie A si è persa per strada tanti tifosi. Alcuni non guardano proprio più il pallone (c' è crisi), altri hanno trovato vie "alternative": la pirateria, fenomeno in crescita allarmante che secondo Fapav (Federazione anti-pirateria) conta ormai 2 milioni di illegali.Tutti soldi sottratti al calcio, in particolare alle pay-tv inviperite per il furto, anche con chi non tutela il suo prodotto. Rischia di diventare ulteriore motivo di scontro.

                        Il calcio in tv è cambiato, forse cambierà ancora. Per ora ci sono altre due stagioni davanti così. Dazn si sta imponendo sul mercato italiano, anche se per ora a caro prezzo. Sky ha ottenuto ciò che voleva ma non il suo l' obiettivo. La Serie A non ci ha guadagnato (aumento dei ricavi minimo, perdita di spettatori) però si è garantita un altro triennio di sopravvivenza. Chi ci ha perso di sicuro, invece, è il tifoso: costretto per la prima volta dopo anni al doppio abbonamento, a spendere più e vedere meno, tra ritardi e rincari. In passato per la Serie A (almeno le 8 big) bastavano 29 euro al mese su digitale terrestre, oggi il prezzo di accesso minimo supera i 40. Qualcuno doveva pur rimetterci.


                        Fonte dagospia.com (articolo preso da ilfattoquotidiano.it)



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                        • Originally posted by monikaf View Post
                          CON LA NUOVA ERA "SKY"-"DAZN" IL TIFOSO SPEGNE LA TV: ALTRO CHE EFFETTO CR7, LA SERIE A HA PERSO (700MILA) ABBONATI E L’AUDIENCE È CROLLATA DEL 30% - I CONTI DI "DAZN" (CHE AVREBBE CIRCA 1,3 MILIONI DI ABBONATI) PER ORA NON TORNANO E PURE SKY NON HA TROPPO DA FESTEGGIARE… - LA VIA ALTERNATIVA DELLA PIRATERIA, INTANTO, VIENE SEGNALATA IN FORTE CRESCITA.

                          Il primo gol di Cristiano Ronaldo su Sky, la festa scudetto su Dazn. Ritardi, proteste, polemiche, il solito trionfo della Juventus: il campionato 2018/2019 è stato la rivoluzione del pallone in tv, con l' addio allo storico duopolio Sky-Mediaset e l' inizio di una nuova era, fatta di doppi abbonamenti ed esclusive pretese dalle pay-tv (anzi, dall' unica pay-tv rimasta). Le rivoluzioni, però, fanno sempre vittime: in questo caso i tifosi.

                          Con un mercato saturo, alla ricerca di profitti più alti, la soluzione è stata spremere gli appassionati, costretti a pagare di più per vedere le stesse partite, spesso meno bene, neppure troppo interessanti.

                          Così tanti sono scappati e il bilancio di fine stagione non accontenta nessuno: la Serie A ha perso 700 mila abbonati e il 30% di audience, i conti Dazn per ora non tornano e pure Sky non ha troppo da festeggiare. Altro che effetto CR7 .

                          Già era iniziato male Il campionato del resto era iniziato male: la corsa al nuovo abbonamento, le immagini a scatto. Alla lunga i tifosi si sono abituati (o rassegnati) alla grande novità: Dazn è entrata nell' immaginario collettivo col volto di Diletta Leotta e nelle case degli italiani. Tante, quasi tutte: fra parenti o amici qualcuno che tira fuori la password quando c' è la partita si trova sempre.

                          La vera domanda è: chi paga Dazn? Qui la risposta è più complessa, perché tra account condivisi, mesi di prova e voucher si tratta di una platea più fluida di quella delle tradizionali pay-tv.

                          Niente numeri ufficiali, l' azienda non ne ha divulgati nemmeno nell' ultima convention in cui ha snocciolato inutili curiosità. Qualche dato però c' è: secondo rilevazioni effettuate dalla Lega Calcio, Dazn avrebbe circa 1,3 milioni di abbonati. Ancora più difficile capire quanti di questi in comune con Sky: quelli "propri" (utenti che hanno solo Dazn) sarebbero circa 300 mila. Di qui la contrazione del mercato.

                          I problemi sono tanti, e non riguardano solo il gap tecnologico del Paese (su cui l' azienda ora chiede aiuto al governo). Con solo tre partite a settimana (di cui una di cartello, l' anticipo del sabato sera) Dazn non è alternativa al colosso di Comcast, al massimo complementare. Non gode nemmeno di buona reputazione: vuoi per l' avvio tribolato, vuoi per un palinsesto inferiore, secondo una ricerca Antitrust la sua offerta viene considerata di qualità media (52%) o bassa (25%).

                          Per entrare nel mercato italiano, però, Perform (la società che controlla Dazn) ha pagato caro: 193 milioni di euro a stagione per la Serie A, altri 22 per la Serie B, poi i vari tornei minori per arricchire il bouquet. Senza dimenticare i costi della nuova struttura, tra manager, giornalisti, tanti collaboratori, la pubblicità battente. Sky ha dato una mano (e milioni) anche comprando pacchetti di abbonamenti e i diritti per i locali commerciali, a riprova di una competizione non proprio agguerrita (la formazione di un secondo polo faceva comodo). Ma con 1,3 milioni di abbonati a 10 euro al mese (non per tutti i mesi e non tutti a prezzo pieno; c' è pure l' Iva da togliere) i conti per il momento non tornano.

                          "Vogliamo raggiungere fra 3 e 5 milioni di clienti nel medio termine", aveva detto il Ceo James Rushton. Senza spingersi a tanto, ce n' è di strada per il punto di pareggio (almeno sopra 2 milioni). Lo sbarco in Italia è comunque un successo, perché muovere un milione di abbonati in pochi mesi è risultato notevole. Al primo anno però l' operazione è in perdita e per invertire la tendenza c' è bisogno di altro: tre partite più la Serie B (che l' anno prossimo si annuncia ancora più povera, senza grandi piazze) non bastano.

                          L' esclusiva non basta Sky così non ha più rivali.

                          L'estate scorsa ha lottato duramente per ricacciare in patria gli spagnoli di Mediapro e avere un bando per prodotto, cucito su misura. Ha giocato al ribasso sui diritti, "spento" l' unico vero competitor, ottenuto esattamente ciò che voleva. Oggi chi vuole vedere la Serie A deve avere Sky. Di più: chi vuole vedere il pallone deve avere Sky, sommando Champions e Europa League il grado di esclusiva è altissimo. Infatti sono circa 3 milioni i clienti calcio (forse anche più, 3,2); secondo indiscrezioni di stampa a inizio 2019 quelli totali hanno superato quota 5 (l' ultimo bilancio Comcast era fermo a 4,8). Gli abbonati sono cresciuti. Forse, però, non quanto si aspettavano: se l' obiettivo era inglobare tutta l' ex clientela Mediaset per risistemare i conti, l' operazione può dirsi riuscita solo parzialmente. Il monopolio sulla Serie A non ha affatto risolto i problemi, anzi. Alle spalle ci sono tagli importanti (la sanguinosa chiusura della redazione romana), all' orizzonte pesanti impegni proprio sui diritti tv da onorare. Il traguardo dei 6 milioni di abbonati è lontano, presto Sky si troverà di nuovo a un bivio: non può fare a meno del calcio ma tenerlo costa tanto, forse troppo.

                          Clienti spremuti in fuga Per ora la nuova era Sky-Dazn ha portato un solo risultato certo: la Serie A ha perso abbonati e spettatori.

                          Dai 4 milioni medi di Sky-Mediaset si è passati a 3,3-3,5, con una riduzione di 700-500 mila abbonati secondo la Lega Calcio. Lo confermano gli ascolti tv, che fino all' anno scorso erano pubblicati sul sito della Serie A e da quest' anno non più: dai dati visionati da Il Fatto , nel girone d' andata ci sono stati 91 milioni di spettatori totali contro i 133 dell' anno scorso, meno -31% di audience cumulata (picco di -57% a ottobre). Del resto prima c' erano due grandi distributori, ora ne è rimasto solo uno. E gli ex abbonati Serie A Mediaset che fine hanno fatto? Secondo una ricerca Agcm, il 32% ha sottoscritto un' offerta Sky (o NowTv, la sua piattaforma streaming), il 15% Dazn, il 17% entrambi. Poi c' è una grossa fetta, il 36%, che non ha più niente.

                          Dai 4 milioni medi di Sky-Mediaset si è passati a 3,3-3,5, con una riduzione di 700-500 mila abbonati secondo la Lega Calcio. Lo confermano gli ascolti tv, che fino all' anno scorso erano pubblicati sul sito della Serie A e da quest' anno non più: dai dati visionati da Il Fatto , nel girone d' andata ci sono stati 91 milioni di spettatori totali contro i 133 dell' anno scorso, meno -31% di audience cumulata (picco di -57% a ottobre). Del resto prima c' erano due grandi distributori, ora ne è rimasto solo uno. E gli ex abbonati Serie A Mediaset che fine hanno fatto? Secondo una ricerca Agcm, il 32% ha sottoscritto un' offerta Sky (o NowTv, la sua piattaforma streaming), il 15% Dazn, il 17% entrambi. Poi c' è una grossa fetta, il 36%, che non ha più niente.

                          Nel passaggio dal vecchio al nuovo equilibrio la Serie A si è persa per strada tanti tifosi. Alcuni non guardano proprio più il pallone (c' è crisi), altri hanno trovato vie "alternative": la pirateria, fenomeno in crescita allarmante che secondo Fapav (Federazione anti-pirateria) conta ormai 2 milioni di illegali.Tutti soldi sottratti al calcio, in particolare alle pay-tv inviperite per il furto, anche con chi non tutela il suo prodotto. Rischia di diventare ulteriore motivo di scontro.

                          Il calcio in tv è cambiato, forse cambierà ancora. Per ora ci sono altre due stagioni davanti così. Dazn si sta imponendo sul mercato italiano, anche se per ora a caro prezzo. Sky ha ottenuto ciò che voleva ma non il suo l' obiettivo. La Serie A non ci ha guadagnato (aumento dei ricavi minimo, perdita di spettatori) però si è garantita un altro triennio di sopravvivenza. Chi ci ha perso di sicuro, invece, è il tifoso: costretto per la prima volta dopo anni al doppio abbonamento, a spendere più e vedere meno, tra ritardi e rincari. In passato per la Serie A (almeno le 8 big) bastavano 29 euro al mese su digitale terrestre, oggi il prezzo di accesso minimo supera i 40. Qualcuno doveva pur rimetterci.


                          Fonte dagospia.com (articolo preso da ilfattoquotidiano.it)


                          se crolla il castello godo come pochi....
                          "Fatti non foste a viver come bruti,
                          ma per seguir virtute e canoscenza"
                          INFERNO XXVI

                          Comment


                          • Originally posted by Sideman View Post

                            se crolla il castello godo come pochi....
                            Eh...a chi lo dici....

                            Comment


                            • ma tutta sta polemica per l'eventuale arrivo di Sarri alla juve?
                              traditore e via dicendo...ma che dovrebbe fare? la sua carriera non durerà ancora tanto, ha la possibilità di vincere qualcosa ancora....guadagnare una barca di soldi ma che dovrebbe fare?
                              rifiutare tutto per degli ideali nei quali una parte del tifo si è immedesimata?
                              vorrei vedere quante persone che lo criticano al suo posto rifiuterebbero tanto facilmente per la fedeltà a dei colori...in uno sport tra le altre cose....
                              personalmente posso non condividere la destinazione ma non posso criticare la sua eventuale scelta...anzi visto che il suo modo di giocare non lo si assimila subito forse forse, inter permettendo (visto che con l'arrivo di Conte sono tutti super gasati), l'anno prossimo potrebbe essere l'anno buono...chissà...
                              Se tre semafori verdi di fila sono il momento clou della tua serata, è tanto che non ti diverti.

                              “Io amo Napoli. E’ la città meno americanizzata d’Italia anzi d’Europa. Una volta a Roma, mentre passeggiavo, qualcuno alle mie spalle disse:”Ammazza le rughe, come s’è invecchiato!”, invece a Napoli uno mi si avvicinò così:” Marcellì, ce simmo fatt’ viecchiarell,eh? ‘o volite nu cafe?” :che garbo, che gentilezza d’animo…Napoli va presa come una città unica,molto intelligente: Napoli è troppo speciale quindi non la possono capire tutti.”
                              Marcello Mastroianni

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                              • Originally posted by jakal View Post
                                ma tutta sta polemica per l'eventuale arrivo di Sarri alla juve?
                                traditore e via dicendo...ma che dovrebbe fare? la sua carriera non durerà ancora tanto, ha la possibilità di vincere qualcosa ancora....guadagnare una barca di soldi ma che dovrebbe fare?
                                rifiutare tutto per degli ideali nei quali una parte del tifo si è immedesimata?
                                vorrei vedere quante persone che lo criticano al suo posto rifiuterebbero tanto facilmente per la fedeltà a dei colori...in uno sport tra le altre cose....
                                personalmente posso non condividere la destinazione ma non posso criticare la sua eventuale scelta...anzi visto che il suo modo di giocare non lo si assimila subito forse forse, inter permettendo (visto che con l'arrivo di Conte sono tutti super gasati), l'anno prossimo potrebbe essere l'anno buono...chissà...
                                Il prossimo sarà l’anno dell’esonero di Carletto segnatelo

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